Ottaviani - Portagioie - .925 argento






Ha un master in arte e business decorativo; ha esposto al TEFAF Maastricht.
150 € | ||
|---|---|---|
120 € | ||
100 € | ||
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 144916 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Questo portagioie in palissandro di Ottaviani, databile al 1960–1970, misura 30 × 22 × 10 cm e presenta una placca in argento .925 sbalzata e decorata a mano, raffigurante Gesù e l’adultera; è in ottime condizioni, con lievi segni di usura e dell’età.
Descrizione del venditore
Grande portagioie 30x22x10 firmato Ottaviani (uno dei nomi storici e più prestigiosi dell'argenteria, dell'oreficeria e del design d'Italia) realizzato in palissandro (legno esotico nobile, robusto e dalle venature calde) Il coperchio è interamente impreziosito da una magnifica placca sbalzata in argento (punzonata 925) e decorata finemente a mano con smalti policromi lucidi in vivaci tonalità.
Si tratta di una lavorazione a sbalzo e cesello: l'artigiano ha battuto e modellato la lastra d'argento dal retro per creare i volumi sporgenti (lo sbalzo) e ha poi rifinito i dettagli millimetrici sul davanti con dei piccoli scalpelli chiamati ceselli. Questa tecnica antica garantisce che ogni pezzo abbia sfumature uniche.
L'opera raffigura con grande intensità e maestria geometrica la celebre scena biblica del Vangelo di Giovanni: Gesù e l'adultera. Un pezzo dal forte impatto artistico, spirituale e visivo
I dettagli chiave dei personaggi raffigurati:
• Al centro: Si trova Gesù (riconoscibile dalla tunica e dal bastone pastorale ricurvo) mentre si rivolge con clemenza alla donna accusata di adulterio, la quale è posta di fronte a lui a capo chino in segno di umiltà e pentimento.
• Ai lati: Sono presenti gli scribi e i farisei (con vesti riccamente decorate dai caratteristici smalti geometrici verdi e blu tipici dello stile Ottaviani). Alcuni di loro tengono in mano dei cofanetti o dei rotoli della Legge, colti nel momento in cui interrogano Cristo per metterlo alla prova.
L'episodio raffigurato in quest'opera proviene dal Vangelo secondo Giovanni (Capitolo 8, 1-11) ed è uno dei racconti più intensi e celebri sull'umanità, il perdono e la giustizia.
La scena si svolge nel tempio di Gerusalemme. Gli scribi e i farisei (i dottori della legge dell'epoca) conducono davanti a Gesù una donna sorpresa in flagrante adulterio. Secondo la severa legge mosaica del tempo, il peccato di adulterio prevedeva la condanna a morte per lapidazione.
Gli accusatori non sono interessati alla giustizia, ma usano la donna come esca per tendere una trappola a Gesù:
• Se avesse detto di liberarla, lo avrebbero accusato di violare la sacra Legge di Mosè.
• Se avesse approvato la lapidazione, avrebbe smentito tutta la sua predicazione incentrata sulla misericordia e sull'amore.
L'adultera (La figura centrale a capo chino): Al centro della composizione spicca la figura femminile. La testa reclinata e l'atteggiamento raccolto non esprimono solo vergogna, ma simboleggiano il pentimento interiore e l'affidamento totale. La sua veste argentea contrasta volutamente con i pattern geometrici accesi degli altri presenti, isolandola visivamente nel momento del giudizio.
• Gesù (L'ascolto e la clemenza): Gesù è raffigurato di fronte a lei, mentre la accoglie e dialoga con i presenti. Nel racconto evangelico, di fronte alle incalzanti domande degli accusatori, Gesù inizialmente si china a scrivere col dito per terra. Subito dopo, si alza pronunciando la celeberrima frase che spiazza la folla:"Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei".
• Gli Scribi e i Farisei (La Legge formale): Le figure maschili che circondano la scena indossano vesti riccamente decorate con smalti verdi e blu a rombi e cerchi. Tengono in mano cofanetti o rotoli sacri, che simboleggiano la rigidità e l'attaccamento formale ai codici. Colti dalle parole di Gesù, che li costringe a guardare dentro la propria coscienza, iniziano a comprendere i propri peccati. Il Vangelo narra infatti che, udite le sue parole, gli accusatori si dileguarono uno alla volta, a cominciare dai più anziani
Oggetto di grande pregio, ideale come regalo esclusivo, per impreziosire un arredo o per collezionisti di argenti firmati.
Grande portagioie 30x22x10 firmato Ottaviani (uno dei nomi storici e più prestigiosi dell'argenteria, dell'oreficeria e del design d'Italia) realizzato in palissandro (legno esotico nobile, robusto e dalle venature calde) Il coperchio è interamente impreziosito da una magnifica placca sbalzata in argento (punzonata 925) e decorata finemente a mano con smalti policromi lucidi in vivaci tonalità.
Si tratta di una lavorazione a sbalzo e cesello: l'artigiano ha battuto e modellato la lastra d'argento dal retro per creare i volumi sporgenti (lo sbalzo) e ha poi rifinito i dettagli millimetrici sul davanti con dei piccoli scalpelli chiamati ceselli. Questa tecnica antica garantisce che ogni pezzo abbia sfumature uniche.
L'opera raffigura con grande intensità e maestria geometrica la celebre scena biblica del Vangelo di Giovanni: Gesù e l'adultera. Un pezzo dal forte impatto artistico, spirituale e visivo
I dettagli chiave dei personaggi raffigurati:
• Al centro: Si trova Gesù (riconoscibile dalla tunica e dal bastone pastorale ricurvo) mentre si rivolge con clemenza alla donna accusata di adulterio, la quale è posta di fronte a lui a capo chino in segno di umiltà e pentimento.
• Ai lati: Sono presenti gli scribi e i farisei (con vesti riccamente decorate dai caratteristici smalti geometrici verdi e blu tipici dello stile Ottaviani). Alcuni di loro tengono in mano dei cofanetti o dei rotoli della Legge, colti nel momento in cui interrogano Cristo per metterlo alla prova.
L'episodio raffigurato in quest'opera proviene dal Vangelo secondo Giovanni (Capitolo 8, 1-11) ed è uno dei racconti più intensi e celebri sull'umanità, il perdono e la giustizia.
La scena si svolge nel tempio di Gerusalemme. Gli scribi e i farisei (i dottori della legge dell'epoca) conducono davanti a Gesù una donna sorpresa in flagrante adulterio. Secondo la severa legge mosaica del tempo, il peccato di adulterio prevedeva la condanna a morte per lapidazione.
Gli accusatori non sono interessati alla giustizia, ma usano la donna come esca per tendere una trappola a Gesù:
• Se avesse detto di liberarla, lo avrebbero accusato di violare la sacra Legge di Mosè.
• Se avesse approvato la lapidazione, avrebbe smentito tutta la sua predicazione incentrata sulla misericordia e sull'amore.
L'adultera (La figura centrale a capo chino): Al centro della composizione spicca la figura femminile. La testa reclinata e l'atteggiamento raccolto non esprimono solo vergogna, ma simboleggiano il pentimento interiore e l'affidamento totale. La sua veste argentea contrasta volutamente con i pattern geometrici accesi degli altri presenti, isolandola visivamente nel momento del giudizio.
• Gesù (L'ascolto e la clemenza): Gesù è raffigurato di fronte a lei, mentre la accoglie e dialoga con i presenti. Nel racconto evangelico, di fronte alle incalzanti domande degli accusatori, Gesù inizialmente si china a scrivere col dito per terra. Subito dopo, si alza pronunciando la celeberrima frase che spiazza la folla:"Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei".
• Gli Scribi e i Farisei (La Legge formale): Le figure maschili che circondano la scena indossano vesti riccamente decorate con smalti verdi e blu a rombi e cerchi. Tengono in mano cofanetti o rotoli sacri, che simboleggiano la rigidità e l'attaccamento formale ai codici. Colti dalle parole di Gesù, che li costringe a guardare dentro la propria coscienza, iniziano a comprendere i propri peccati. Il Vangelo narra infatti che, udite le sue parole, gli accusatori si dileguarono uno alla volta, a cominciare dai più anziani
Oggetto di grande pregio, ideale come regalo esclusivo, per impreziosire un arredo o per collezionisti di argenti firmati.
