Plinio il Vecchio - Historiae Mundi - 1561






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Le *Historiae Mundi* di Plinio il Vecchio sono una prima edizione in questo formato, pubblicata in latino nel 1561, con 975 pagine e legatura in mezza pelle.
Descrizione del venditore
PLINIO IL VECCHIO: L’ENCICLOPEDIA DEL MONDO ANTICO IN UNA MONUMENTALE EDIZIONE LIONESE
Una straordinaria edizione rinascimentale della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, una delle opere scientifiche più influenti dell'intera civiltà occidentale. Stampata a Lione nel 1561, questa imponente raccolta dei 37 libri custodisce il sapere dell'antichità su natura, astronomia, geografia, medicina, botanica, zoologia, mineralogia e arte. Curata dai celebri umanisti Johannes Nicolaus Victorius e Sigmund Gelenius, presenta un testo filologicamente corretto e un vastissimo indice autonomo. Un prestigioso volume in folio di quasi mille pagine, testimonianza della grande stagione editoriale europea del Cinquecento.
ABSTRACT
Imponente e non comune edizione lionese del 1561 della Naturalis Historia di Gaio Plinio Secondo, detto Plinio il Vecchio (23–79 d.C.), pubblicata presso Jean Frellon e stampata da Symphorien Barbier, con il contributo filologico di Johannes Nicolaus Victorius e Sigmund Gelenius. L'opera raccoglie tutti i 37 libri della più vasta enciclopedia scientifica tramandata dall'antichità romana, un'impresa intellettuale che abbraccia astronomia, cosmologia, geografia, antropologia, zoologia, botanica, agricoltura, farmacologia, mineralogia e storia dell'arte. Plinio descrive l'universo conosciuto attraverso migliaia di osservazioni, racconti e testimonianze ricavati dalla tradizione greca e latina. Questa edizione si distingue per l'accurata revisione del testo, il confronto con antichi manoscritti, le correzioni marginali e l'ampio apparato di consultazione. Particolarmente importante è la presenza dell'Index Copiosissimus, dotato di proprio frontespizio, strumento essenziale per orientarsi nell'immensa varietà delle materie trattate. Il grande formato, l'elegante marca tipografica e la solida struttura editoriale testimoniano l'ambizione culturale dei grandi stampatori umanistici del XVI secolo.
WHY TO BUY
Una delle opere fondamentali della storia della scienza e della cultura occidentale, qui proposta in una monumentale edizione rinascimentale di grande formato. Il principale motivo d'interesse risiede nella completezza dei 37 libri e nell'importante lavoro filologico compiuto dagli editori umanisti, che cercarono di restituire un testo più fedele attraverso il confronto con manoscritti antichi e precedenti edizioni. L'esemplare conserva entrambi i frontespizi, l'ampio indice finale e alcune annotazioni manoscritte seicentesche che ne testimoniano l'utilizzo da parte di antichi lettori. Particolarmente attraenti sono la grande marca tipografica con il motto «Matura», le iniziali decorate, la carta ancora consistente e frusciante e la legatura ottocentesca con dorso a nervi e impressioni dorate. Le tracce di antiche decorazioni sui tagli aggiungono un ulteriore elemento di interesse bibliologico. Un volume significativo per collezionisti di cinquecentine, storia naturale, medicina antica, scienze rinascimentali e grandi classici latini. La monumentalità fisica dell'opera ne accresce inoltre il valore espositivo e bibliografico.
MARKET VALUE
La Naturalis Historia costituisce un classico del mercato antiquario internazionale, con quotazioni sensibilmente variabili secondo l'anno di stampa, l'editore, la completezza, la conservazione e la presenza di apparati critici. Le edizioni cinquecentesche in folio, soprattutto se complete e pubblicate da importanti officine europee, mantengono un interesse collezionistico consolidato. Per questa edizione lionese del 1561, una stima commerciale orientativa al dettaglio può collocarsi nella fascia 1.500–2.500 euro per un esemplare completo e in buone condizioni.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura ottocentesca in mezza pelle con titoli, fregi e filetti impressi in oro al dorso, quattro nervi rilevati, piatti rigidi rivestiti in carta marmorizzata. Tracce di antiche decorazioni sui tre tagli. Due frontespizi distinti, entrambi con marca tipografica raffigurante un granchio e una farfalla entro cornice architettonica. Iniziali incise e alcune annotazioni manoscritte del XVII secolo. Tracce d'uso alla legatura. Piccolissima lacuna reintegrata al frontespizio. Alcune pagine brunite, altre con leggere macchie e fioriture fisiologiche. Presenza di diversi percorsi di tarlo. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione. Collazione: (36); 679; (1); (70); (1); (185); (3).
FULL TITLE AND AUTHOR
Caius Plinius Secundus.
Historiae Mundi libri XXXVII.
Lugduni, apud Ioannem Frellonium, 1561.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
La Naturalis Historia rappresenta uno dei più ambiziosi progetti intellettuali dell'antichità. Composta nel I secolo d.C., durante l'Impero romano, costituisce un tentativo senza precedenti di riunire in un'unica opera le conoscenze disponibili sul mondo naturale e sulle attività umane. Plinio concepisce la natura come un sistema universale, nel quale ogni fenomeno, dalle stelle alle piante, dagli animali ai minerali, possiede un posto nella struttura del cosmo. I primi libri affrontano la cosmologia e la geografia del mondo conosciuto; seguono le trattazioni dedicate all'uomo, agli animali, alle piante e alle loro proprietà medicinali, fino ai minerali, ai metalli, alle pietre preziose e alle arti figurative. Particolarmente celebri sono i libri XXXIV–XXXVII, che conservano informazioni fondamentali sulla scultura, la pittura e le tecniche artistiche dell'antichità, talvolta non tramandate da altre fonti. Durante il Medioevo l'opera fu un riferimento autorevole per studiosi, medici e compilatori di enciclopedie. Con l'Umanesimo e l'invenzione della stampa, Plinio conobbe una nuova fortuna: i filologi rinascimentali confrontarono manoscritti, correggendo errori accumulati durante secoli di trasmissione. L'edizione lionese del 1561 si inserisce pienamente in questo movimento culturale, offrendo un testo corredato da varianti, correzioni e strumenti di consultazione. Essa testimonia il passaggio dal sapere ereditato dall'antichità alla sua sistematica revisione critica, uno dei fondamenti della cultura scientifica moderna.
BRIEF BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Gaio Plinio Secondo, universalmente conosciuto come Plinio il Vecchio, nacque a Como nel 23 o 24 d.C. e morì nel 79 d.C. durante l'eruzione del Vesuvio. Fu militare, amministratore imperiale, naturalista e scrittore romano, caratterizzato da una curiosità intellettuale straordinaria. Servì nell'esercito e ricoprì importanti incarichi pubblici, dedicando il tempo libero allo studio e alla raccolta sistematica di informazioni. La sua opera maggiore, la Naturalis Historia, è l'unico suo lavoro giunto integralmente fino a noi. Per comporla utilizzò una vastissima quantità di fonti greche e latine, riferendo notizie provenienti da centinaia di autori. Comandava la flotta romana di stanza a Miseno quando, nell'agosto o nell'ottobre del 79 d.C., si verificò la catastrofica eruzione del Vesuvio. Spinto inizialmente dalla curiosità scientifica e successivamente dall'intento di soccorrere le popolazioni minacciate, raggiunse la zona dell'eruzione, dove trovò la morte. Le circostanze sono ricordate nelle celebri lettere del nipote, Plinio il Giovane, indirizzate allo storico Tacito. Sigmund Gelenius (1497–1554), uno dei curatori del testo, fu un importante umanista e filologo boemo, collaboratore dell'ambiente editoriale di Basilea, particolarmente noto per il lavoro sui classici greci e latini. Johannes Nicolaus Victorius contribuì alla tradizione umanistica di revisione e commento dei testi antichi.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La Naturalis Historia appartiene ai primi grandi testi scientifici dell'antichità diffusi attraverso la stampa. La prima edizione tipografica apparve a Venezia nel 1469, presso Johann von Speyer, inaugurando una lunga serie di edizioni quattrocentesche e cinquecentesche. Nel corso del XVI secolo il testo fu ripetutamente pubblicato nei principali centri editoriali europei, tra cui Venezia, Basilea, Parigi e Lione. L'edizione del 1561, realizzata per Jean Frellon e stampata da Symphorien Barbier, appartiene alla prestigiosa tradizione tipografica lionese, che svolse un ruolo fondamentale nella diffusione dei classici latini e della letteratura scientifica. Il titolo sottolinea espressamente l'ambizione di correggere le numerose alterazioni introdotte dalle precedenti impressioni, attraverso il confronto con antichi codici e con le interpretazioni di autorevoli studiosi. Le Castigatiunculae marginali permettono di seguire gli interventi filologici, mentre l'Index Copiosissimus rappresenta uno strumento di consultazione particolarmente significativo per un'enciclopedia di tale vastità. L'utilizzo di un secondo frontespizio per l'indice ne sottolinea l'autonomia editoriale. Il marchio con il granchio e la farfalla e il motto «Matura» richiama l'ideale umanistico della ponderazione e della rapidità controllata, concetto affine al celebre principio festina lente. La tiratura originale non risulta documentata con precisione. La sopravvivenza di esemplari completi in grande formato, con gli indici conservati e le caratteristiche tipografiche originali, riveste un apprezzabile interesse per la storia dell'editoria scientifica europea.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
L'edizione lionese del 1561 costituisce una significativa testimonianza della tradizione editoriale cinquecentesca della Naturalis Historia, opera fondamentale per la storia delle scienze naturali e della filologia classica. Particolare rilievo bibliografico assumono la revisione del testo attribuita a Victorius e Gelenius, le correzioni marginali, il doppio frontespizio e la presenza dell'ampio indice autonomo. La pubblicazione testimonia il ruolo di Lione quale centro di produzione e distribuzione dei grandi classici dell'antichità durante il Rinascimento. Le annotazioni manoscritte seicentesche e le tracce di antiche decorazioni sui tagli costituiscono ulteriori elementi per lo studio della provenienza e della storia materiale dell'esemplare. Per una definitiva identificazione bibliografica della tiratura e delle eventuali varianti editoriali è opportuno confrontare segnature, frontespizi e colophon con esemplari censiti nelle biblioteche storiche europee.
Il venditore si racconta
PLINIO IL VECCHIO: L’ENCICLOPEDIA DEL MONDO ANTICO IN UNA MONUMENTALE EDIZIONE LIONESE
Una straordinaria edizione rinascimentale della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, una delle opere scientifiche più influenti dell'intera civiltà occidentale. Stampata a Lione nel 1561, questa imponente raccolta dei 37 libri custodisce il sapere dell'antichità su natura, astronomia, geografia, medicina, botanica, zoologia, mineralogia e arte. Curata dai celebri umanisti Johannes Nicolaus Victorius e Sigmund Gelenius, presenta un testo filologicamente corretto e un vastissimo indice autonomo. Un prestigioso volume in folio di quasi mille pagine, testimonianza della grande stagione editoriale europea del Cinquecento.
ABSTRACT
Imponente e non comune edizione lionese del 1561 della Naturalis Historia di Gaio Plinio Secondo, detto Plinio il Vecchio (23–79 d.C.), pubblicata presso Jean Frellon e stampata da Symphorien Barbier, con il contributo filologico di Johannes Nicolaus Victorius e Sigmund Gelenius. L'opera raccoglie tutti i 37 libri della più vasta enciclopedia scientifica tramandata dall'antichità romana, un'impresa intellettuale che abbraccia astronomia, cosmologia, geografia, antropologia, zoologia, botanica, agricoltura, farmacologia, mineralogia e storia dell'arte. Plinio descrive l'universo conosciuto attraverso migliaia di osservazioni, racconti e testimonianze ricavati dalla tradizione greca e latina. Questa edizione si distingue per l'accurata revisione del testo, il confronto con antichi manoscritti, le correzioni marginali e l'ampio apparato di consultazione. Particolarmente importante è la presenza dell'Index Copiosissimus, dotato di proprio frontespizio, strumento essenziale per orientarsi nell'immensa varietà delle materie trattate. Il grande formato, l'elegante marca tipografica e la solida struttura editoriale testimoniano l'ambizione culturale dei grandi stampatori umanistici del XVI secolo.
WHY TO BUY
Una delle opere fondamentali della storia della scienza e della cultura occidentale, qui proposta in una monumentale edizione rinascimentale di grande formato. Il principale motivo d'interesse risiede nella completezza dei 37 libri e nell'importante lavoro filologico compiuto dagli editori umanisti, che cercarono di restituire un testo più fedele attraverso il confronto con manoscritti antichi e precedenti edizioni. L'esemplare conserva entrambi i frontespizi, l'ampio indice finale e alcune annotazioni manoscritte seicentesche che ne testimoniano l'utilizzo da parte di antichi lettori. Particolarmente attraenti sono la grande marca tipografica con il motto «Matura», le iniziali decorate, la carta ancora consistente e frusciante e la legatura ottocentesca con dorso a nervi e impressioni dorate. Le tracce di antiche decorazioni sui tagli aggiungono un ulteriore elemento di interesse bibliologico. Un volume significativo per collezionisti di cinquecentine, storia naturale, medicina antica, scienze rinascimentali e grandi classici latini. La monumentalità fisica dell'opera ne accresce inoltre il valore espositivo e bibliografico.
MARKET VALUE
La Naturalis Historia costituisce un classico del mercato antiquario internazionale, con quotazioni sensibilmente variabili secondo l'anno di stampa, l'editore, la completezza, la conservazione e la presenza di apparati critici. Le edizioni cinquecentesche in folio, soprattutto se complete e pubblicate da importanti officine europee, mantengono un interesse collezionistico consolidato. Per questa edizione lionese del 1561, una stima commerciale orientativa al dettaglio può collocarsi nella fascia 1.500–2.500 euro per un esemplare completo e in buone condizioni.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura ottocentesca in mezza pelle con titoli, fregi e filetti impressi in oro al dorso, quattro nervi rilevati, piatti rigidi rivestiti in carta marmorizzata. Tracce di antiche decorazioni sui tre tagli. Due frontespizi distinti, entrambi con marca tipografica raffigurante un granchio e una farfalla entro cornice architettonica. Iniziali incise e alcune annotazioni manoscritte del XVII secolo. Tracce d'uso alla legatura. Piccolissima lacuna reintegrata al frontespizio. Alcune pagine brunite, altre con leggere macchie e fioriture fisiologiche. Presenza di diversi percorsi di tarlo. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione. Collazione: (36); 679; (1); (70); (1); (185); (3).
FULL TITLE AND AUTHOR
Caius Plinius Secundus.
Historiae Mundi libri XXXVII.
Lugduni, apud Ioannem Frellonium, 1561.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
La Naturalis Historia rappresenta uno dei più ambiziosi progetti intellettuali dell'antichità. Composta nel I secolo d.C., durante l'Impero romano, costituisce un tentativo senza precedenti di riunire in un'unica opera le conoscenze disponibili sul mondo naturale e sulle attività umane. Plinio concepisce la natura come un sistema universale, nel quale ogni fenomeno, dalle stelle alle piante, dagli animali ai minerali, possiede un posto nella struttura del cosmo. I primi libri affrontano la cosmologia e la geografia del mondo conosciuto; seguono le trattazioni dedicate all'uomo, agli animali, alle piante e alle loro proprietà medicinali, fino ai minerali, ai metalli, alle pietre preziose e alle arti figurative. Particolarmente celebri sono i libri XXXIV–XXXVII, che conservano informazioni fondamentali sulla scultura, la pittura e le tecniche artistiche dell'antichità, talvolta non tramandate da altre fonti. Durante il Medioevo l'opera fu un riferimento autorevole per studiosi, medici e compilatori di enciclopedie. Con l'Umanesimo e l'invenzione della stampa, Plinio conobbe una nuova fortuna: i filologi rinascimentali confrontarono manoscritti, correggendo errori accumulati durante secoli di trasmissione. L'edizione lionese del 1561 si inserisce pienamente in questo movimento culturale, offrendo un testo corredato da varianti, correzioni e strumenti di consultazione. Essa testimonia il passaggio dal sapere ereditato dall'antichità alla sua sistematica revisione critica, uno dei fondamenti della cultura scientifica moderna.
BRIEF BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Gaio Plinio Secondo, universalmente conosciuto come Plinio il Vecchio, nacque a Como nel 23 o 24 d.C. e morì nel 79 d.C. durante l'eruzione del Vesuvio. Fu militare, amministratore imperiale, naturalista e scrittore romano, caratterizzato da una curiosità intellettuale straordinaria. Servì nell'esercito e ricoprì importanti incarichi pubblici, dedicando il tempo libero allo studio e alla raccolta sistematica di informazioni. La sua opera maggiore, la Naturalis Historia, è l'unico suo lavoro giunto integralmente fino a noi. Per comporla utilizzò una vastissima quantità di fonti greche e latine, riferendo notizie provenienti da centinaia di autori. Comandava la flotta romana di stanza a Miseno quando, nell'agosto o nell'ottobre del 79 d.C., si verificò la catastrofica eruzione del Vesuvio. Spinto inizialmente dalla curiosità scientifica e successivamente dall'intento di soccorrere le popolazioni minacciate, raggiunse la zona dell'eruzione, dove trovò la morte. Le circostanze sono ricordate nelle celebri lettere del nipote, Plinio il Giovane, indirizzate allo storico Tacito. Sigmund Gelenius (1497–1554), uno dei curatori del testo, fu un importante umanista e filologo boemo, collaboratore dell'ambiente editoriale di Basilea, particolarmente noto per il lavoro sui classici greci e latini. Johannes Nicolaus Victorius contribuì alla tradizione umanistica di revisione e commento dei testi antichi.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La Naturalis Historia appartiene ai primi grandi testi scientifici dell'antichità diffusi attraverso la stampa. La prima edizione tipografica apparve a Venezia nel 1469, presso Johann von Speyer, inaugurando una lunga serie di edizioni quattrocentesche e cinquecentesche. Nel corso del XVI secolo il testo fu ripetutamente pubblicato nei principali centri editoriali europei, tra cui Venezia, Basilea, Parigi e Lione. L'edizione del 1561, realizzata per Jean Frellon e stampata da Symphorien Barbier, appartiene alla prestigiosa tradizione tipografica lionese, che svolse un ruolo fondamentale nella diffusione dei classici latini e della letteratura scientifica. Il titolo sottolinea espressamente l'ambizione di correggere le numerose alterazioni introdotte dalle precedenti impressioni, attraverso il confronto con antichi codici e con le interpretazioni di autorevoli studiosi. Le Castigatiunculae marginali permettono di seguire gli interventi filologici, mentre l'Index Copiosissimus rappresenta uno strumento di consultazione particolarmente significativo per un'enciclopedia di tale vastità. L'utilizzo di un secondo frontespizio per l'indice ne sottolinea l'autonomia editoriale. Il marchio con il granchio e la farfalla e il motto «Matura» richiama l'ideale umanistico della ponderazione e della rapidità controllata, concetto affine al celebre principio festina lente. La tiratura originale non risulta documentata con precisione. La sopravvivenza di esemplari completi in grande formato, con gli indici conservati e le caratteristiche tipografiche originali, riveste un apprezzabile interesse per la storia dell'editoria scientifica europea.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
L'edizione lionese del 1561 costituisce una significativa testimonianza della tradizione editoriale cinquecentesca della Naturalis Historia, opera fondamentale per la storia delle scienze naturali e della filologia classica. Particolare rilievo bibliografico assumono la revisione del testo attribuita a Victorius e Gelenius, le correzioni marginali, il doppio frontespizio e la presenza dell'ampio indice autonomo. La pubblicazione testimonia il ruolo di Lione quale centro di produzione e distribuzione dei grandi classici dell'antichità durante il Rinascimento. Le annotazioni manoscritte seicentesche e le tracce di antiche decorazioni sui tagli costituiscono ulteriori elementi per lo studio della provenienza e della storia materiale dell'esemplare. Per una definitiva identificazione bibliografica della tiratura e delle eventuali varianti editoriali è opportuno confrontare segnature, frontespizi e colophon con esemplari censiti nelle biblioteche storiche europee.
