Cornelius a Lapide - Acta Apostolorum - 1717

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Ilaria Colombo
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I SEGRETI DEGLI APOSTOLI: IL GRANDE COMMENTARIO ALL’ORIGINE DEL CRISTIANESIMO
Una monumentale edizione veneziana del 1717 dedicata agli Atti degli Apostoli, opera del celebre teologo gesuita Cornelius a Lapide, tra i più autorevoli esegeti cattolici dell'età moderna. Un viaggio nella nascita della Chiesa, nelle missioni di Pietro e Paolo e nella diffusione del cristianesimo nel mondo antico. Arricchita da una splendida antiporta incisa da Pietro Ridolfi, questa importante edizione in grande formato conserva uno dei più influenti commentari biblici della tradizione controriformistica. Un'affascinante testimonianza della cultura teologica europea tra Seicento e Settecento.

ABSTRACT
Importante edizione veneziana del 1717 del Commentarius in Acta Apostolorum di Cornelius a Lapide, nome latinizzato del teologo gesuita fiammingo Cornelis Cornelissen van den Steen (1567–1637). Pubblicata a Venezia presso Girolamo Albrizzi, questa seconda edizione veneziana presenta il celebre commento agli Atti degli Apostoli, uno dei testi fondamentali per la comprensione della nascita e della diffusione della Chiesa cristiana. L'opera analizza sistematicamente il racconto evangelico della Pentecoste, le prime comunità cristiane, la predicazione apostolica, il martirio di Stefano, la conversione di Paolo e i grandi viaggi missionari che portarono il cristianesimo dall'ambiente giudaico al mondo greco-romano. L'autore affronta il testo sacro attraverso un'interpretazione che combina esegesi letterale, analisi storica, riflessione morale, dottrina teologica e riferimenti ai Padri della Chiesa. La conoscenza delle lingue bibliche e della tradizione classica permette a Cornelius a Lapide di sviluppare un commento particolarmente ricco di citazioni e confronti. L'edizione è impreziosita da un'antiporta calcografica a piena pagina incisa da Pietro Ridolfi, un secondo frontespizio con vignetta e un'impaginazione latina su una e due colonne con annotazioni marginali e rimandi bibliografici. Un autorevole esempio della produzione teologica gesuitica del primo Settecento.

WHY TO BUY
Opera di significativo interesse per collezionisti di libri antichi di teologia, storia del cristianesimo, esegesi biblica e pubblicazioni della Compagnia di Gesù. Cornelius a Lapide fu uno degli interpreti cattolici delle Scritture più influenti dell'età moderna e i suoi commentari vennero utilizzati per secoli da teologi, predicatori e studiosi. Questa edizione veneziana del 1717 presenta diversi elementi di attrattiva: il grande formato, la legatura coeva o antica in pergamena rigida, l'antiporta incisa da Pietro Ridolfi, la ricchezza delle annotazioni marginali e la disposizione tipografica accuratamente organizzata per facilitare la consultazione. Particolarmente interessante è l'interpretazione degli Atti degli Apostoli nel contesto della teologia cattolica post-tridentina, nella quale l'esperienza della Chiesa primitiva assume un valore fondamentale per la definizione dell'autorità ecclesiastica e della continuità apostolica. Il volume rappresenta inoltre una testimonianza della circolazione internazionale degli scritti gesuitici, pubblicati e ristampati nei maggiori centri tipografici europei. Un'opera adatta a biblioteche religiose, collezioni di testi biblici antichi e raccolte dedicate alla storia della cultura cattolica.

MARKET VALUE
I commentari di Cornelius a Lapide godono di un interesse antiquario consolidato, soprattutto presso collezionisti specializzati in teologia cattolica, storia della Compagnia di Gesù e letteratura esegetica. Il valore delle singole edizioni dipende principalmente dall'epoca di stampa, dal formato, dall'apparato illustrativo, dalla conservazione e dalla completezza. Le edizioni veneziane settecentesche, pur non raggiungendo generalmente le quotazioni delle prime impressioni seicentesche, conservano un apprezzabile interesse bibliografico. Per questa seconda edizione veneziana del 1717, una fascia commerciale indicativa al dettaglio può essere collocata tra 600 e 800 euro per questo esemplare completo e ben conservato.

PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura in pergamena rigida con nervi rilevati al dorso, titolo manoscritto e indicazione «T XIII», presumibilmente riferita alla collocazione dell'opera all'interno di una raccolta di commentari teologici. Testo in latino disposto alternativamente su una e due colonne, corredato da chiose, riferimenti scritturistici e rimandi marginali. Antiporta figurata incisa su rame a piena pagina da Pietro Ridolfi, seguita dal frontespizio tipografico con una seconda incisione di dimensioni inferiori. Presente un'annotazione manoscritta a penna sul risguardo. Legatura con tracce d'uso. Carte con alcune bruniture e fioriture fisiologiche. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione. Collazione: (4); 280; (28).

FULL TITLE AND AUTHOR
Cornelius a Lapide.
Commentarius in Acta Apostolorum.
Venetiis, Typis ac Noviter Sumptibus Hieronymi Albritii, 1717.

CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il Commentarius in Acta Apostolorum appartiene alla grande tradizione dell'esegesi biblica cattolica sviluppatasi dopo il Concilio di Trento, in un'epoca nella quale l'interpretazione delle Scritture costituiva uno degli strumenti fondamentali del confronto teologico fra cattolicesimo e protestantesimo. Gli Atti degli Apostoli, attribuiti tradizionalmente all'evangelista Luca, narrano gli avvenimenti successivi alla risurrezione di Cristo e descrivono la formazione delle prime comunità cristiane, l'effusione dello Spirito Santo durante la Pentecoste, la predicazione apostolica e la progressiva espansione della nuova fede nel Mediterraneo. Cornelius a Lapide affronta questa narrazione con un metodo che unisce l'analisi filologica del testo alla tradizione interpretativa dei Padri della Chiesa. Ampio spazio viene riservato alla figura di Pietro, al ruolo di Gerusalemme quale centro originario della comunità cristiana e soprattutto alla figura di Paolo, protagonista dei grandi viaggi missionari attraverso l'Asia Minore, la Grecia e infine Roma. L'autore esamina i problemi dottrinali, morali e storici che emergono dal testo, cercando di armonizzare le differenti testimonianze bibliche con l'insegnamento della Chiesa cattolica. La profondità delle spiegazioni e l'abbondanza dei riferimenti resero i commentari di Cornelius a Lapide particolarmente apprezzati nei collegi religiosi, nei seminari e nelle biblioteche ecclesiastiche. L'opera riveste quindi un duplice interesse: come testimonianza dell'interpretazione cattolica delle origini cristiane e come documento della cultura intellettuale della Controriforma.

BRIEF BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Cornelius a Lapide, nome latinizzato di Cornelis Cornelissen van den Steen, nacque nel 1567 a Bocholt, nell'attuale Belgio, e morì a Roma nel 1637. Entrò nella Compagnia di Gesù nel 1592 e divenne uno dei più importanti esegeti cattolici della sua epoca. Dopo gli studi filosofici e teologici, insegnò Sacra Scrittura presso l'Università di Lovanio, dove svolse una lunga e intensa attività accademica. Nel 1616 fu chiamato a Roma per insegnare nel Collegio Romano, principale centro di formazione superiore della Compagnia di Gesù, dove proseguì l'elaborazione dei suoi monumentali commentari biblici. Profondo conoscitore della tradizione patristica, della filosofia scolastica e delle lingue antiche, utilizzò sistematicamente fonti greche, latine ed ebraiche per spiegare i testi sacri. Il suo metodo esegetico si caratterizzava per l'ampiezza della documentazione, la precisione delle osservazioni e la capacità di collegare il significato letterale delle Scritture alle applicazioni morali e spirituali. La sua produzione comprende commentari su gran parte dei libri dell'Antico e del Nuovo Testamento, che continuarono a essere pubblicati e ristampati per secoli dopo la morte. Cornelius a Lapide fu particolarmente apprezzato per la chiarezza delle spiegazioni e per l'eccezionale ricchezza dei riferimenti, tanto da diventare uno degli autori di riferimento della formazione teologica cattolica fra XVII e XIX secolo.

PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
I commentari biblici di Cornelius a Lapide iniziarono a essere pubblicati nei primi decenni del Seicento e conobbero rapidamente una vasta circolazione nei principali centri culturali cattolici europei. La loro diffusione fu favorita dalla rete internazionale della Compagnia di Gesù, che contribuì a introdurli nelle biblioteche dei collegi, nei seminari e nelle istituzioni ecclesiastiche. Nel corso del XVII e XVIII secolo le opere vennero riproposte in numerose edizioni, sia come singoli commentari sia come raccolte di più volumi. L'edizione veneziana del 1717 testimonia la persistente fortuna dell'autore a ottant'anni dalla morte. Il frontespizio la identifica espressamente come seconda edizione veneziana, corredata degli indici necessari e sottoposta a una revisione degli errori tipografici. La pubblicazione fu realizzata dall'officina di Girolamo Albrizzi, appartenente a una famiglia di editori e stampatori attiva a Venezia, uno dei maggiori centri europei per la produzione di libri religiosi e scientifici. L'antiporta incisa da Pietro Ridolfi evidenzia l'attenzione dedicata alla presentazione artistica dell'opera, mentre l'organizzazione del testo in colonne, con annotazioni ai margini, risponde alle esigenze di una consultazione sistematica. L'indicazione «T XIII» presente sul dorso suggerisce che l'esemplare possa aver fatto parte di una raccolta di commentari biblici, senza tuttavia dimostrare l'appartenenza a una specifica serie editoriale. Non è documentata una tiratura originale precisa per questa impressione. La presenza di indici e dell'apparato iconografico costituisce un elemento importante per la sua identificazione bibliografica.

BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Edizione veneziana del 1717 di uno dei principali commentari cattolici agli Atti degli Apostoli, appartenente alla vasta produzione esegetica di Cornelius a Lapide. L'opera costituisce una significativa testimonianza della teologia gesuitica post-tridentina e della fortuna editoriale dei grandi commentatori biblici fra Seicento e Settecento. Di particolare rilievo bibliografico sono la dichiarazione di seconda edizione veneziana, il riferimento alla revisione degli errori delle precedenti impressioni, gli indici finali e l'antiporta calcografica incisa da Pietro Ridolfi. Il volume documenta inoltre l'attività della tipografia veneziana di Girolamo Albrizzi, inserita nella tradizione editoriale religiosa della Repubblica di Venezia. L'opera conserva interesse per lo studio dell'interpretazione storica degli Atti degli Apostoli, della formazione teologica nei collegi della Compagnia di Gesù e della diffusione dei commentari scritturistici nell'Europa cattolica del XVIII secolo.

Il venditore si racconta

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I SEGRETI DEGLI APOSTOLI: IL GRANDE COMMENTARIO ALL’ORIGINE DEL CRISTIANESIMO
Una monumentale edizione veneziana del 1717 dedicata agli Atti degli Apostoli, opera del celebre teologo gesuita Cornelius a Lapide, tra i più autorevoli esegeti cattolici dell'età moderna. Un viaggio nella nascita della Chiesa, nelle missioni di Pietro e Paolo e nella diffusione del cristianesimo nel mondo antico. Arricchita da una splendida antiporta incisa da Pietro Ridolfi, questa importante edizione in grande formato conserva uno dei più influenti commentari biblici della tradizione controriformistica. Un'affascinante testimonianza della cultura teologica europea tra Seicento e Settecento.

ABSTRACT
Importante edizione veneziana del 1717 del Commentarius in Acta Apostolorum di Cornelius a Lapide, nome latinizzato del teologo gesuita fiammingo Cornelis Cornelissen van den Steen (1567–1637). Pubblicata a Venezia presso Girolamo Albrizzi, questa seconda edizione veneziana presenta il celebre commento agli Atti degli Apostoli, uno dei testi fondamentali per la comprensione della nascita e della diffusione della Chiesa cristiana. L'opera analizza sistematicamente il racconto evangelico della Pentecoste, le prime comunità cristiane, la predicazione apostolica, il martirio di Stefano, la conversione di Paolo e i grandi viaggi missionari che portarono il cristianesimo dall'ambiente giudaico al mondo greco-romano. L'autore affronta il testo sacro attraverso un'interpretazione che combina esegesi letterale, analisi storica, riflessione morale, dottrina teologica e riferimenti ai Padri della Chiesa. La conoscenza delle lingue bibliche e della tradizione classica permette a Cornelius a Lapide di sviluppare un commento particolarmente ricco di citazioni e confronti. L'edizione è impreziosita da un'antiporta calcografica a piena pagina incisa da Pietro Ridolfi, un secondo frontespizio con vignetta e un'impaginazione latina su una e due colonne con annotazioni marginali e rimandi bibliografici. Un autorevole esempio della produzione teologica gesuitica del primo Settecento.

WHY TO BUY
Opera di significativo interesse per collezionisti di libri antichi di teologia, storia del cristianesimo, esegesi biblica e pubblicazioni della Compagnia di Gesù. Cornelius a Lapide fu uno degli interpreti cattolici delle Scritture più influenti dell'età moderna e i suoi commentari vennero utilizzati per secoli da teologi, predicatori e studiosi. Questa edizione veneziana del 1717 presenta diversi elementi di attrattiva: il grande formato, la legatura coeva o antica in pergamena rigida, l'antiporta incisa da Pietro Ridolfi, la ricchezza delle annotazioni marginali e la disposizione tipografica accuratamente organizzata per facilitare la consultazione. Particolarmente interessante è l'interpretazione degli Atti degli Apostoli nel contesto della teologia cattolica post-tridentina, nella quale l'esperienza della Chiesa primitiva assume un valore fondamentale per la definizione dell'autorità ecclesiastica e della continuità apostolica. Il volume rappresenta inoltre una testimonianza della circolazione internazionale degli scritti gesuitici, pubblicati e ristampati nei maggiori centri tipografici europei. Un'opera adatta a biblioteche religiose, collezioni di testi biblici antichi e raccolte dedicate alla storia della cultura cattolica.

MARKET VALUE
I commentari di Cornelius a Lapide godono di un interesse antiquario consolidato, soprattutto presso collezionisti specializzati in teologia cattolica, storia della Compagnia di Gesù e letteratura esegetica. Il valore delle singole edizioni dipende principalmente dall'epoca di stampa, dal formato, dall'apparato illustrativo, dalla conservazione e dalla completezza. Le edizioni veneziane settecentesche, pur non raggiungendo generalmente le quotazioni delle prime impressioni seicentesche, conservano un apprezzabile interesse bibliografico. Per questa seconda edizione veneziana del 1717, una fascia commerciale indicativa al dettaglio può essere collocata tra 600 e 800 euro per questo esemplare completo e ben conservato.

PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura in pergamena rigida con nervi rilevati al dorso, titolo manoscritto e indicazione «T XIII», presumibilmente riferita alla collocazione dell'opera all'interno di una raccolta di commentari teologici. Testo in latino disposto alternativamente su una e due colonne, corredato da chiose, riferimenti scritturistici e rimandi marginali. Antiporta figurata incisa su rame a piena pagina da Pietro Ridolfi, seguita dal frontespizio tipografico con una seconda incisione di dimensioni inferiori. Presente un'annotazione manoscritta a penna sul risguardo. Legatura con tracce d'uso. Carte con alcune bruniture e fioriture fisiologiche. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione. Collazione: (4); 280; (28).

FULL TITLE AND AUTHOR
Cornelius a Lapide.
Commentarius in Acta Apostolorum.
Venetiis, Typis ac Noviter Sumptibus Hieronymi Albritii, 1717.

CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il Commentarius in Acta Apostolorum appartiene alla grande tradizione dell'esegesi biblica cattolica sviluppatasi dopo il Concilio di Trento, in un'epoca nella quale l'interpretazione delle Scritture costituiva uno degli strumenti fondamentali del confronto teologico fra cattolicesimo e protestantesimo. Gli Atti degli Apostoli, attribuiti tradizionalmente all'evangelista Luca, narrano gli avvenimenti successivi alla risurrezione di Cristo e descrivono la formazione delle prime comunità cristiane, l'effusione dello Spirito Santo durante la Pentecoste, la predicazione apostolica e la progressiva espansione della nuova fede nel Mediterraneo. Cornelius a Lapide affronta questa narrazione con un metodo che unisce l'analisi filologica del testo alla tradizione interpretativa dei Padri della Chiesa. Ampio spazio viene riservato alla figura di Pietro, al ruolo di Gerusalemme quale centro originario della comunità cristiana e soprattutto alla figura di Paolo, protagonista dei grandi viaggi missionari attraverso l'Asia Minore, la Grecia e infine Roma. L'autore esamina i problemi dottrinali, morali e storici che emergono dal testo, cercando di armonizzare le differenti testimonianze bibliche con l'insegnamento della Chiesa cattolica. La profondità delle spiegazioni e l'abbondanza dei riferimenti resero i commentari di Cornelius a Lapide particolarmente apprezzati nei collegi religiosi, nei seminari e nelle biblioteche ecclesiastiche. L'opera riveste quindi un duplice interesse: come testimonianza dell'interpretazione cattolica delle origini cristiane e come documento della cultura intellettuale della Controriforma.

BRIEF BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Cornelius a Lapide, nome latinizzato di Cornelis Cornelissen van den Steen, nacque nel 1567 a Bocholt, nell'attuale Belgio, e morì a Roma nel 1637. Entrò nella Compagnia di Gesù nel 1592 e divenne uno dei più importanti esegeti cattolici della sua epoca. Dopo gli studi filosofici e teologici, insegnò Sacra Scrittura presso l'Università di Lovanio, dove svolse una lunga e intensa attività accademica. Nel 1616 fu chiamato a Roma per insegnare nel Collegio Romano, principale centro di formazione superiore della Compagnia di Gesù, dove proseguì l'elaborazione dei suoi monumentali commentari biblici. Profondo conoscitore della tradizione patristica, della filosofia scolastica e delle lingue antiche, utilizzò sistematicamente fonti greche, latine ed ebraiche per spiegare i testi sacri. Il suo metodo esegetico si caratterizzava per l'ampiezza della documentazione, la precisione delle osservazioni e la capacità di collegare il significato letterale delle Scritture alle applicazioni morali e spirituali. La sua produzione comprende commentari su gran parte dei libri dell'Antico e del Nuovo Testamento, che continuarono a essere pubblicati e ristampati per secoli dopo la morte. Cornelius a Lapide fu particolarmente apprezzato per la chiarezza delle spiegazioni e per l'eccezionale ricchezza dei riferimenti, tanto da diventare uno degli autori di riferimento della formazione teologica cattolica fra XVII e XIX secolo.

PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
I commentari biblici di Cornelius a Lapide iniziarono a essere pubblicati nei primi decenni del Seicento e conobbero rapidamente una vasta circolazione nei principali centri culturali cattolici europei. La loro diffusione fu favorita dalla rete internazionale della Compagnia di Gesù, che contribuì a introdurli nelle biblioteche dei collegi, nei seminari e nelle istituzioni ecclesiastiche. Nel corso del XVII e XVIII secolo le opere vennero riproposte in numerose edizioni, sia come singoli commentari sia come raccolte di più volumi. L'edizione veneziana del 1717 testimonia la persistente fortuna dell'autore a ottant'anni dalla morte. Il frontespizio la identifica espressamente come seconda edizione veneziana, corredata degli indici necessari e sottoposta a una revisione degli errori tipografici. La pubblicazione fu realizzata dall'officina di Girolamo Albrizzi, appartenente a una famiglia di editori e stampatori attiva a Venezia, uno dei maggiori centri europei per la produzione di libri religiosi e scientifici. L'antiporta incisa da Pietro Ridolfi evidenzia l'attenzione dedicata alla presentazione artistica dell'opera, mentre l'organizzazione del testo in colonne, con annotazioni ai margini, risponde alle esigenze di una consultazione sistematica. L'indicazione «T XIII» presente sul dorso suggerisce che l'esemplare possa aver fatto parte di una raccolta di commentari biblici, senza tuttavia dimostrare l'appartenenza a una specifica serie editoriale. Non è documentata una tiratura originale precisa per questa impressione. La presenza di indici e dell'apparato iconografico costituisce un elemento importante per la sua identificazione bibliografica.

BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Edizione veneziana del 1717 di uno dei principali commentari cattolici agli Atti degli Apostoli, appartenente alla vasta produzione esegetica di Cornelius a Lapide. L'opera costituisce una significativa testimonianza della teologia gesuitica post-tridentina e della fortuna editoriale dei grandi commentatori biblici fra Seicento e Settecento. Di particolare rilievo bibliografico sono la dichiarazione di seconda edizione veneziana, il riferimento alla revisione degli errori delle precedenti impressioni, gli indici finali e l'antiporta calcografica incisa da Pietro Ridolfi. Il volume documenta inoltre l'attività della tipografia veneziana di Girolamo Albrizzi, inserita nella tradizione editoriale religiosa della Repubblica di Venezia. L'opera conserva interesse per lo studio dell'interpretazione storica degli Atti degli Apostoli, della formazione teologica nei collegi della Compagnia di Gesù e della diffusione dei commentari scritturistici nell'Europa cattolica del XVIII secolo.

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Dettagli

Numero di Libri
1
Soggetto
Storia
Titolo del Libro
Acta Apostolorum
Autore/ Illustratore
Cornelius a Lapide
Condizione
Buone
Anno di pubblicazione dell’oggetto più vecchio
1717
Altezza
350 mm
Edizione
1° edizione in questo formato
Larghezza
242 mm
Lingua
Latino
Lingua originale
Sì
Editore
Venetiis, Typis ac Noviter Sumptibus Hieronymi Albritii, 1717
Legatura
Pergamena
Extra
Tavole fuori testo
Numero di pagine
312
Venduto da
ItaliaVerificato
379
Oggetti venduti
100%
protop

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