Morin - De Disciplina - 1682

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Ilaria Colombo
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ANTICHI RITI ESOTERICI IN EBRAICO, GRECO E LATINO
Una monumentale indagine storico-teologica sulla confessione e sul perdono dei peccati, composta dal grande erudito francese Jean Morin, tra i maggiori studiosi delle tradizioni cristiane orientali e occidentali del Seicento. Pubblicata nel 1682, questa imponente edizione raccoglie documenti, testimonianze patristiche e antichi rituali penitenziali in latino, greco ed ebraico. Dieci libri dedicati all'evoluzione della disciplina ecclesiastica, dalle origini del cristianesimo al Medioevo, con un eccezionale apparato di testi antichi. Un'opera fondamentale per la storia dei sacramenti, del diritto canonico e dei rapporti fra le tradizioni religiose.

ABSTRACT
Importante edizione del 1682 del Commentarius Historicus de Disciplina in Administratione Sacramenti Poenitentiae di Jean Morin (1591–1659), teologo e orientalista francese appartenente alla Congregazione dell'Oratorio. Pubblicata con l'indicazione tipografica di Anversa, presso Frederik van Metelen, l'opera costituisce uno dei più approfonditi studi storici sulla disciplina della penitenza nella Chiesa cristiana antica e medievale. Articolata in dieci libri, ricostruisce l'evoluzione della confessione dei peccati, dell'assoluzione, delle scomuniche e delle pratiche penitenziali durante i primi tredici secoli della Chiesa occidentale, confrontandole con le tradizioni conservate nelle Chiese orientali. Morin analizza sistematicamente le decisioni dei concili, gli scritti dei Padri della Chiesa, le disposizioni canoniche e le testimonianze liturgiche, evidenziando le trasformazioni intervenute nella pratica della riconciliazione ecclesiastica. Particolarmente significativo è il confronto con le tradizioni ebraiche, delle quali vengono esaminati i concetti di pentimento, confessione, espiazione e perdono. La parte conclusiva comprende una preziosa raccolta di antichi testi penitenziali greci, latini ed ebraici, ricavati da manoscritti di differenti epoche, alcuni dei quali pubblicati per la prima volta e accompagnati da traduzioni latine. Un'opera di straordinaria erudizione che unisce storia religiosa, filologia, liturgia e diritto ecclesiastico.

WHY TO BUY
Opera di notevole interesse per collezionisti di libri antichi di teologia, storia del cristianesimo, diritto canonico e studi orientali. Jean Morin fu uno dei principali protagonisti dell'erudizione ecclesiastica francese del XVII secolo e il suo studio sulla penitenza rappresenta un contributo fondamentale alla ricostruzione storica delle pratiche sacramentali. L'importanza dell'opera risiede nell'utilizzo sistematico delle testimonianze dei Padri della Chiesa, delle fonti conciliari e dei manoscritti liturgici, con un approccio storico-comparativo particolarmente avanzato per l'epoca. La presenza di testi in latino, greco ed ebraico conferisce alla pubblicazione un significativo valore filologico. L'edizione del 1682 si distingue per il formato monumentale, l'elegante frontespizio in rosso e nero, la marca tipografica incisa e l'ampiezza dell'apparato documentario. La legatura in piena pergamena con fregi impressi sui piatti conserva il carattere materiale delle grandi opere teologiche seicentesche. Particolarmente interessante è la raccolta finale di antichi penitenziali e formulari di confessione, una fonte preziosa per lo studio delle origini della disciplina ecclesiastica europea. Un volume destinato a biblioteche specialistiche, studiosi di storia religiosa e collezionisti di opere erudite del Seicento.

MARKET VALUE
Il Commentarius Historicus di Jean Morin appartiene al mercato specialistico delle grandi opere teologiche e storico-ecclesiastiche del XVII secolo. Il suo valore è sostenuto dall'importanza dell'autore, dall'ampiezza del testo, dal contenuto filologico e dalla presenza della raccolta finale di documenti penitenziali antichi. Per l'esemplare descritto una valutazione commerciale prudenziale appare compresa tra 500 e 700 euro.

PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura in piena pergamena rigida con nervi rilevati al dorso e fregi impressi a secco sui piatti. Testo prevalentemente latino disposto su due colonne, con prefazioni su una colonna e numerosi passi in greco ed ebraico, corredati da traduzioni e spiegazioni latine. Frontespizio stampato in rosso e nero, con marca tipografica calcografica raffigurante i quattro Evangelisti. Capilettera ornamentali e finalini incisi. Presenti tracce di antichi segnalibri in tessuto. Legatura sottoposta a interventi di restauro. Tracce di tarlo estinto. Nel complesso buon esemplare, con importante apparato documentario e tipografico. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione. Pp. (6); 40nn; 820; 160; (6).

FULL TITLE AND AUTHOR
Jean Morin.
Commentarius Historicus de Disciplina in Administratione Sacramenti Poenitentiae.
Antverpiae, Ex Officina Frederici à Metelen, 1682.

CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il Commentarius Historicus de Disciplina in Administratione Sacramenti Poenitentiae rappresenta un momento fondamentale nella nascita della moderna storiografia dei sacramenti cristiani. Nel corso del XVII secolo, in un'Europa profondamente segnata dalle controversie confessionali fra cattolici e protestanti, la ricostruzione delle pratiche religiose della Chiesa antica assunse un ruolo decisivo nel dibattito teologico. La confessione e la penitenza costituivano uno degli argomenti maggiormente discussi, soprattutto in relazione all'origine dell'assoluzione sacerdotale, alla confessione individuale e al potere delle autorità ecclesiastiche. Jean Morin affrontò queste questioni attraverso un metodo storico fondato sull'esame diretto delle fonti, ricostruendo le trasformazioni della disciplina penitenziale nel corso dei secoli. L'autore dimostra come le pratiche di riconciliazione abbiano conosciuto differenti modalità, dalle forme pubbliche di penitenza delle prime comunità cristiane fino allo sviluppo della confessione privata e ripetibile. Particolare rilievo assume il confronto fra Chiesa occidentale e Chiese orientali, dove alcune tradizioni liturgiche e disciplinari conservarono caratteristiche differenti. Morin dedica inoltre ampio spazio alle pratiche penitenziali dell'ebraismo antico e successivo, mettendo in evidenza il rapporto fra le tradizioni bibliche del pentimento e le istituzioni cristiane. Il valore storico dell'opera risiede anche nella pubblicazione di documenti precedentemente poco accessibili, come libri penitenziali, formulari di confessione e antichi ordini liturgici. Queste testimonianze permettono di studiare concretamente le modalità attraverso le quali le comunità religiose regolavano il peccato, la punizione, il perdono e la reintegrazione dei fedeli. L'opera costituisce quindi una fonte di notevole importanza non soltanto per la storia della teologia, ma anche per quella delle istituzioni ecclesiastiche, della giustizia religiosa e delle pratiche sociali dell'Europa medievale.

BRIEF BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Jean Morin, latinizzato Johannes Morinus, nacque a Blois nel 1591 e morì a Parigi nel 1659. Teologo, orientalista, filologo e storico ecclesiastico francese, fu uno dei maggiori eruditi religiosi del XVII secolo. Proveniente da una famiglia di tradizione calvinista, ricevette un'accurata formazione linguistica e teologica, sviluppando fin da giovane un particolare interesse per lo studio delle Scritture e delle lingue orientali. Nel 1615 si convertì al cattolicesimo e nel 1618 entrò nella Congregazione dell'Oratorio di Gesù, istituzione religiosa fondata in Francia dal cardinale Pierre de Bérulle. Morin si dedicò allo studio dei manoscritti biblici e liturgici, acquisendo una profonda conoscenza dell'ebraico, del greco, del siriaco e delle tradizioni religiose orientali. Fu particolarmente importante il suo contributo agli studi sul Pentateuco samaritano e sulle differenti versioni dell'Antico Testamento. La sua attività scientifica lo portò a confrontare le testimonianze delle Chiese orientali con quelle occidentali, anticipando alcuni metodi della moderna ricerca storico-liturgica. Fra le sue opere più significative figurano gli studi sull'ordinazione sacerdotale e sulla disciplina penitenziale, nei quali applicò sistematicamente il confronto fra fonti antiche, documenti conciliari e testimonianze manoscritte. Il suo approccio, pur inserito nel contesto delle controversie cattoliche del tempo, si caratterizzò per un notevole impegno documentario e per la volontà di ricostruire storicamente l'evoluzione delle istituzioni ecclesiastiche. La sua produzione ebbe un'influenza duratura sugli studi di teologia sacramentaria, liturgia e storia della Chiesa.

PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La prima edizione del Commentarius Historicus de Disciplina in Administratione Sacramenti Poenitentiae apparve a Parigi nel 1651, durante la vita dell'autore, affermandosi rapidamente come una delle più importanti ricerche storiche sulla confessione e sulla penitenza cristiana. L'opera incontrò l'interesse degli studiosi cattolici e degli ambienti teologici europei grazie alla ricchezza delle fonti e all'ampiezza dell'indagine. L'edizione del 1682, pubblicata con l'indicazione di Anversa presso Frederik van Metelen, testimonia la persistente fortuna del testo oltre vent'anni dopo la morte di Morin. Il luogo di stampa indicato sul frontespizio potrebbe essere fittizio: l'editore Frederik van Metelen risulta infatti attivo ad Amsterdam, circostanza che richiede cautela nell'attribuzione geografica della produzione materiale. L'edizione si distingue per il formato in folio, l'elegante frontespizio in rosso e nero e il testo disposto su due colonne, una soluzione tipografica adatta alla consultazione di opere di grande estensione. Di particolare interesse è la sezione conclusiva, con paginazione autonoma, dedicata ai codici manoscritti, ai libri penitenziali, ai sacramentari e ad altri documenti relativi alla disciplina ecclesiastica. Questa parte include testi greci ed ebraici accompagnati da traduzioni latine e rappresenta uno degli elementi bibliograficamente più significativi dell'opera. La tradizione editoriale proseguì anche nel Settecento, con ulteriori impressioni destinate al pubblico degli studiosi e delle biblioteche ecclesiastiche. Non è documentato con precisione il numero di copie stampate nel 1682. La complessità della composizione tipografica multilingue e l'ampiezza dell'apparato critico testimoniano comunque una produzione rivolta a un pubblico specialistico di teologi, giuristi ecclesiastici e studiosi di antichità cristiane.

BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
L'edizione del 1682 del Commentarius Historicus costituisce una testimonianza importante della storiografia ecclesiastica e della ricerca filologica europea del XVII secolo. L'opera è particolarmente significativa per lo studio delle origini e dell'evoluzione del sacramento della penitenza, della disciplina delle prime comunità cristiane e delle differenze fra le tradizioni liturgiche orientali e occidentali. La raccolta conclusiva di antichi libri penitenziali, formulari e documenti in latino, greco ed ebraico rappresenta uno degli aspetti di maggior interesse scientifico, poiché conserva testimonianze fondamentali per la ricostruzione delle pratiche medievali della confessione e dell'assoluzione. Il volume si distingue inoltre per il metodo storico-comparativo di Jean Morin, che contribuì allo sviluppo dell'erudizione ecclesiastica moderna. L'edizione è riconoscibile per l'indicazione tipografica di Frederik van Metelen, la marca dei quattro Evangelisti, il frontespizio in rosso e nero e la presenza della sezione documentaria finale con paginazione autonoma. La sua importanza bibliografica risiede nell'ampiezza delle fonti raccolte e nel ruolo svolto dall'opera nella storia degli studi sui sacramenti cristiani.

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RareBooks NO-RESERVE brings the charm of antiquity into the digital age — with curated sales, exceptional deals, and stories worth collecting. Because owning a rare book should feel like a discovery, not a luxury. RareBooks NO-RESERVE is revolutionizing the online market for antique and rare books. As a pioneer in e-commerce, the company transforms access to valuable and collectible editions by launching exclusive flash sales across leading platforms — offering significant discounts on books that are typically available only at premium prices. With a sharp focus on visibility, digital innovation, and strategic pricing, RareBooks NO-RESERVE turns rarity into opportunity, building lasting customer loyalty through irresistible deals and curated value propositions.

ANTICHI RITI ESOTERICI IN EBRAICO, GRECO E LATINO
Una monumentale indagine storico-teologica sulla confessione e sul perdono dei peccati, composta dal grande erudito francese Jean Morin, tra i maggiori studiosi delle tradizioni cristiane orientali e occidentali del Seicento. Pubblicata nel 1682, questa imponente edizione raccoglie documenti, testimonianze patristiche e antichi rituali penitenziali in latino, greco ed ebraico. Dieci libri dedicati all'evoluzione della disciplina ecclesiastica, dalle origini del cristianesimo al Medioevo, con un eccezionale apparato di testi antichi. Un'opera fondamentale per la storia dei sacramenti, del diritto canonico e dei rapporti fra le tradizioni religiose.

ABSTRACT
Importante edizione del 1682 del Commentarius Historicus de Disciplina in Administratione Sacramenti Poenitentiae di Jean Morin (1591–1659), teologo e orientalista francese appartenente alla Congregazione dell'Oratorio. Pubblicata con l'indicazione tipografica di Anversa, presso Frederik van Metelen, l'opera costituisce uno dei più approfonditi studi storici sulla disciplina della penitenza nella Chiesa cristiana antica e medievale. Articolata in dieci libri, ricostruisce l'evoluzione della confessione dei peccati, dell'assoluzione, delle scomuniche e delle pratiche penitenziali durante i primi tredici secoli della Chiesa occidentale, confrontandole con le tradizioni conservate nelle Chiese orientali. Morin analizza sistematicamente le decisioni dei concili, gli scritti dei Padri della Chiesa, le disposizioni canoniche e le testimonianze liturgiche, evidenziando le trasformazioni intervenute nella pratica della riconciliazione ecclesiastica. Particolarmente significativo è il confronto con le tradizioni ebraiche, delle quali vengono esaminati i concetti di pentimento, confessione, espiazione e perdono. La parte conclusiva comprende una preziosa raccolta di antichi testi penitenziali greci, latini ed ebraici, ricavati da manoscritti di differenti epoche, alcuni dei quali pubblicati per la prima volta e accompagnati da traduzioni latine. Un'opera di straordinaria erudizione che unisce storia religiosa, filologia, liturgia e diritto ecclesiastico.

WHY TO BUY
Opera di notevole interesse per collezionisti di libri antichi di teologia, storia del cristianesimo, diritto canonico e studi orientali. Jean Morin fu uno dei principali protagonisti dell'erudizione ecclesiastica francese del XVII secolo e il suo studio sulla penitenza rappresenta un contributo fondamentale alla ricostruzione storica delle pratiche sacramentali. L'importanza dell'opera risiede nell'utilizzo sistematico delle testimonianze dei Padri della Chiesa, delle fonti conciliari e dei manoscritti liturgici, con un approccio storico-comparativo particolarmente avanzato per l'epoca. La presenza di testi in latino, greco ed ebraico conferisce alla pubblicazione un significativo valore filologico. L'edizione del 1682 si distingue per il formato monumentale, l'elegante frontespizio in rosso e nero, la marca tipografica incisa e l'ampiezza dell'apparato documentario. La legatura in piena pergamena con fregi impressi sui piatti conserva il carattere materiale delle grandi opere teologiche seicentesche. Particolarmente interessante è la raccolta finale di antichi penitenziali e formulari di confessione, una fonte preziosa per lo studio delle origini della disciplina ecclesiastica europea. Un volume destinato a biblioteche specialistiche, studiosi di storia religiosa e collezionisti di opere erudite del Seicento.

MARKET VALUE
Il Commentarius Historicus di Jean Morin appartiene al mercato specialistico delle grandi opere teologiche e storico-ecclesiastiche del XVII secolo. Il suo valore è sostenuto dall'importanza dell'autore, dall'ampiezza del testo, dal contenuto filologico e dalla presenza della raccolta finale di documenti penitenziali antichi. Per l'esemplare descritto una valutazione commerciale prudenziale appare compresa tra 500 e 700 euro.

PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura in piena pergamena rigida con nervi rilevati al dorso e fregi impressi a secco sui piatti. Testo prevalentemente latino disposto su due colonne, con prefazioni su una colonna e numerosi passi in greco ed ebraico, corredati da traduzioni e spiegazioni latine. Frontespizio stampato in rosso e nero, con marca tipografica calcografica raffigurante i quattro Evangelisti. Capilettera ornamentali e finalini incisi. Presenti tracce di antichi segnalibri in tessuto. Legatura sottoposta a interventi di restauro. Tracce di tarlo estinto. Nel complesso buon esemplare, con importante apparato documentario e tipografico. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione. Pp. (6); 40nn; 820; 160; (6).

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Commentarius Historicus de Disciplina in Administratione Sacramenti Poenitentiae.
Antverpiae, Ex Officina Frederici à Metelen, 1682.

CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il Commentarius Historicus de Disciplina in Administratione Sacramenti Poenitentiae rappresenta un momento fondamentale nella nascita della moderna storiografia dei sacramenti cristiani. Nel corso del XVII secolo, in un'Europa profondamente segnata dalle controversie confessionali fra cattolici e protestanti, la ricostruzione delle pratiche religiose della Chiesa antica assunse un ruolo decisivo nel dibattito teologico. La confessione e la penitenza costituivano uno degli argomenti maggiormente discussi, soprattutto in relazione all'origine dell'assoluzione sacerdotale, alla confessione individuale e al potere delle autorità ecclesiastiche. Jean Morin affrontò queste questioni attraverso un metodo storico fondato sull'esame diretto delle fonti, ricostruendo le trasformazioni della disciplina penitenziale nel corso dei secoli. L'autore dimostra come le pratiche di riconciliazione abbiano conosciuto differenti modalità, dalle forme pubbliche di penitenza delle prime comunità cristiane fino allo sviluppo della confessione privata e ripetibile. Particolare rilievo assume il confronto fra Chiesa occidentale e Chiese orientali, dove alcune tradizioni liturgiche e disciplinari conservarono caratteristiche differenti. Morin dedica inoltre ampio spazio alle pratiche penitenziali dell'ebraismo antico e successivo, mettendo in evidenza il rapporto fra le tradizioni bibliche del pentimento e le istituzioni cristiane. Il valore storico dell'opera risiede anche nella pubblicazione di documenti precedentemente poco accessibili, come libri penitenziali, formulari di confessione e antichi ordini liturgici. Queste testimonianze permettono di studiare concretamente le modalità attraverso le quali le comunità religiose regolavano il peccato, la punizione, il perdono e la reintegrazione dei fedeli. L'opera costituisce quindi una fonte di notevole importanza non soltanto per la storia della teologia, ma anche per quella delle istituzioni ecclesiastiche, della giustizia religiosa e delle pratiche sociali dell'Europa medievale.

BRIEF BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Jean Morin, latinizzato Johannes Morinus, nacque a Blois nel 1591 e morì a Parigi nel 1659. Teologo, orientalista, filologo e storico ecclesiastico francese, fu uno dei maggiori eruditi religiosi del XVII secolo. Proveniente da una famiglia di tradizione calvinista, ricevette un'accurata formazione linguistica e teologica, sviluppando fin da giovane un particolare interesse per lo studio delle Scritture e delle lingue orientali. Nel 1615 si convertì al cattolicesimo e nel 1618 entrò nella Congregazione dell'Oratorio di Gesù, istituzione religiosa fondata in Francia dal cardinale Pierre de Bérulle. Morin si dedicò allo studio dei manoscritti biblici e liturgici, acquisendo una profonda conoscenza dell'ebraico, del greco, del siriaco e delle tradizioni religiose orientali. Fu particolarmente importante il suo contributo agli studi sul Pentateuco samaritano e sulle differenti versioni dell'Antico Testamento. La sua attività scientifica lo portò a confrontare le testimonianze delle Chiese orientali con quelle occidentali, anticipando alcuni metodi della moderna ricerca storico-liturgica. Fra le sue opere più significative figurano gli studi sull'ordinazione sacerdotale e sulla disciplina penitenziale, nei quali applicò sistematicamente il confronto fra fonti antiche, documenti conciliari e testimonianze manoscritte. Il suo approccio, pur inserito nel contesto delle controversie cattoliche del tempo, si caratterizzò per un notevole impegno documentario e per la volontà di ricostruire storicamente l'evoluzione delle istituzioni ecclesiastiche. La sua produzione ebbe un'influenza duratura sugli studi di teologia sacramentaria, liturgia e storia della Chiesa.

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La prima edizione del Commentarius Historicus de Disciplina in Administratione Sacramenti Poenitentiae apparve a Parigi nel 1651, durante la vita dell'autore, affermandosi rapidamente come una delle più importanti ricerche storiche sulla confessione e sulla penitenza cristiana. L'opera incontrò l'interesse degli studiosi cattolici e degli ambienti teologici europei grazie alla ricchezza delle fonti e all'ampiezza dell'indagine. L'edizione del 1682, pubblicata con l'indicazione di Anversa presso Frederik van Metelen, testimonia la persistente fortuna del testo oltre vent'anni dopo la morte di Morin. Il luogo di stampa indicato sul frontespizio potrebbe essere fittizio: l'editore Frederik van Metelen risulta infatti attivo ad Amsterdam, circostanza che richiede cautela nell'attribuzione geografica della produzione materiale. L'edizione si distingue per il formato in folio, l'elegante frontespizio in rosso e nero e il testo disposto su due colonne, una soluzione tipografica adatta alla consultazione di opere di grande estensione. Di particolare interesse è la sezione conclusiva, con paginazione autonoma, dedicata ai codici manoscritti, ai libri penitenziali, ai sacramentari e ad altri documenti relativi alla disciplina ecclesiastica. Questa parte include testi greci ed ebraici accompagnati da traduzioni latine e rappresenta uno degli elementi bibliograficamente più significativi dell'opera. La tradizione editoriale proseguì anche nel Settecento, con ulteriori impressioni destinate al pubblico degli studiosi e delle biblioteche ecclesiastiche. Non è documentato con precisione il numero di copie stampate nel 1682. La complessità della composizione tipografica multilingue e l'ampiezza dell'apparato critico testimoniano comunque una produzione rivolta a un pubblico specialistico di teologi, giuristi ecclesiastici e studiosi di antichità cristiane.

BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
L'edizione del 1682 del Commentarius Historicus costituisce una testimonianza importante della storiografia ecclesiastica e della ricerca filologica europea del XVII secolo. L'opera è particolarmente significativa per lo studio delle origini e dell'evoluzione del sacramento della penitenza, della disciplina delle prime comunità cristiane e delle differenze fra le tradizioni liturgiche orientali e occidentali. La raccolta conclusiva di antichi libri penitenziali, formulari e documenti in latino, greco ed ebraico rappresenta uno degli aspetti di maggior interesse scientifico, poiché conserva testimonianze fondamentali per la ricostruzione delle pratiche medievali della confessione e dell'assoluzione. Il volume si distingue inoltre per il metodo storico-comparativo di Jean Morin, che contribuì allo sviluppo dell'erudizione ecclesiastica moderna. L'edizione è riconoscibile per l'indicazione tipografica di Frederik van Metelen, la marca dei quattro Evangelisti, il frontespizio in rosso e nero e la presenza della sezione documentaria finale con paginazione autonoma. La sua importanza bibliografica risiede nell'ampiezza delle fonti raccolte e nel ruolo svolto dall'opera nella storia degli studi sui sacramenti cristiani.

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Dettagli

Numero di Libri
1
Soggetto
Storia
Titolo del Libro
De Disciplina
Autore/ Illustratore
Morin
Condizione
Buone
Anno di pubblicazione dell’oggetto più vecchio
1682
Altezza
356 mm
Edizione
1° edizione in questo formato
Larghezza
237 mm
Lingua
Ebraico, Greco, Latino
Lingua originale
Sì
Editore
Antverpiae, Ex Officina Frederici à Metelen, 1682
Legatura
Pergamena
Numero di pagine
1032
Venduto da
ItaliaVerificato
379
Oggetti venduti
100%
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