Jan van Weerden (1905–1975) - De Ossenkar (gerobak sapi)






Laureata commissario d’asta francese, ha lavorato nel reparto valutazioni di Sotheby’s Parigi.
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Il dipinto a olio su tela De Ossenkar (gerobak sapi) di Jan van Weerden risale al periodo 1950–1960, proviene dall’Indonesia ed è venduto incorniciato.
Descrizione del venditore
Jan van Weerden (1905–1975) - De Ossenkar (carretto di buoi)
Prezzo di riserva € 100,-
Olio su tela:
- Senza cornice (altezza x larghezza): 50 cm x 60 cm
- Con cornice (altezza x larghezza): 64 cm x 74 cm
Jan van Weerden è stato un pittore olandese, disegnatore di pastelli e acquarellista che acquisì notorietà per i suoi paesaggi atmosferici e scorci di villaggio dell’ex olandese-otenente estero (Nederlands-Indië). Nacque il 3 settembre 1905 a Jogjakarta, Giava, e morì il 14 giugno 1975 a L’Aia. Nel corso della sua vita, oltre alla pittura a olio, lavorò spesso anche ad acquerello, pastello e alla tecnica della pittura a pennello.
Weerden crebbe nell’arcipelago indo-cinese, dove fu affascinato dalla cultura locale, dal paesaggio tropicale rigoglioso e dalla vita quotidiana in campagna. Autodidatta, sviluppò una mano abile e uno stile riconoscibile, romantico, senza avere una formazione artistica formale. Si collegò organicamente al movimento dei pittori “Mooi Indië” (bei Indocina). Questo gruppo di artisti si dedicò nella prima metà del XX secolo all’estetizzazione e all’idealizzazione del paesaggio indiano, ponendo l’accento sugli elementi pittorici e idilliaci della colonia.
La sua opera si distingue per un uso di colori caldo e vivace e una pennellata impressionista. Nei suoi dipinti dava vita alla nostalgica vita di villaggio attraverso motivi ricorrenti, come le tradizionali carrozze trainate da buoi lungo strade sterrate, paesaggi di campagna con capanne di canne e gli abituali alberi Flamboyant di tonalità rosso acceso. Inoltre ritraeva spesso scene marinaresche con giunche cinesi e pescherecci in acque tropicali. Dopo il trasferimento nei Paesi Bassi, van Weerden si stabilì all’Aia, dove rimase attivo fino alla sua morte nel 1975. La sua opera è ancora oggi apprezzata dai collezionisti di arte coloniale per l’atmosfera evocativa del fascino storico della campagna indonesiana.
Jan van Weerden (1905–1975) - De Ossenkar (carretto di buoi)
Prezzo di riserva € 100,-
Olio su tela:
- Senza cornice (altezza x larghezza): 50 cm x 60 cm
- Con cornice (altezza x larghezza): 64 cm x 74 cm
Jan van Weerden è stato un pittore olandese, disegnatore di pastelli e acquarellista che acquisì notorietà per i suoi paesaggi atmosferici e scorci di villaggio dell’ex olandese-otenente estero (Nederlands-Indië). Nacque il 3 settembre 1905 a Jogjakarta, Giava, e morì il 14 giugno 1975 a L’Aia. Nel corso della sua vita, oltre alla pittura a olio, lavorò spesso anche ad acquerello, pastello e alla tecnica della pittura a pennello.
Weerden crebbe nell’arcipelago indo-cinese, dove fu affascinato dalla cultura locale, dal paesaggio tropicale rigoglioso e dalla vita quotidiana in campagna. Autodidatta, sviluppò una mano abile e uno stile riconoscibile, romantico, senza avere una formazione artistica formale. Si collegò organicamente al movimento dei pittori “Mooi Indië” (bei Indocina). Questo gruppo di artisti si dedicò nella prima metà del XX secolo all’estetizzazione e all’idealizzazione del paesaggio indiano, ponendo l’accento sugli elementi pittorici e idilliaci della colonia.
La sua opera si distingue per un uso di colori caldo e vivace e una pennellata impressionista. Nei suoi dipinti dava vita alla nostalgica vita di villaggio attraverso motivi ricorrenti, come le tradizionali carrozze trainate da buoi lungo strade sterrate, paesaggi di campagna con capanne di canne e gli abituali alberi Flamboyant di tonalità rosso acceso. Inoltre ritraeva spesso scene marinaresche con giunche cinesi e pescherecci in acque tropicali. Dopo il trasferimento nei Paesi Bassi, van Weerden si stabilì all’Aia, dove rimase attivo fino alla sua morte nel 1975. La sua opera è ancora oggi apprezzata dai collezionisti di arte coloniale per l’atmosfera evocativa del fascino storico della campagna indonesiana.
