Francisco Farreras (1927) - Collage





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*Collage* di Francisco Farreras (1927) è un’opera a tecnica mista del 1971, firmata a mano, in edizione limitata e con cornice.
Descrizione del venditore
Francisco Farreras
Madrid 1971
30x30
Galería Juana Mordó
Francisco Farreras è un pittore spagnolo nato a Barcellona nel 1927. Difficile inquadrare la sua opera nei movimenti artistici della sua epoca: può essere inclusa nell’astrazione geometrica, nell’espressionismo astratto e nell’informalismo. Alcuni vedono nella sua opera “assorbimento, sensibilità e discrezione”
Biografia:
Primi anni:
Si avvia precocemente all’attività artistica sotto la direzione del pittore Antonio Gómez Cano di Murcia (1940) e di Mariano de Cossío presso la Scuola di arti e mestieri di Santa Cruz de Tenerife (1941). Frequenta studi di Belle Arti presso la Escuela de San Fernando di Madrid dove ottiene nel 1949 il titolo di Professore di disegno. Nel 1952-1954 compie viaggi di studio a Parigi, Belgio e Olanda. A partire dal 1954 inizia professionalmente il suo percorso artistico, partecipando a numerose mostre collettive e cominciando a realizzare altre personali in Spagna e all’estero.
Nel 1956 vince tramite concorso il progetto e l’esecuzione di tredici pitture murali a fresco per la cappella del Castello delle Navas del Marqués ad Ávila, e realizza vetrate nei domenicani di Alcobendas e a Tanger, nella chiesa della Coronazione di Vitoria e nella cappella spagnola della cattedrale di Manila.
Tra il 1958 e il 1959, la sua pittura è sostanzialmente geometrica e di materie spesse.
I collage
Saranno verso la fine degli anni cinquanta quando inizia a utilizzare la carta velina e le possibilità che essa gli offre. La duttilità della carta velina, le trasparenze e una gamma cromatica ridotta, ma molto ricca di sfumature, si mescolano con le ossidazioni della carta o gli effetti della colla fresca. Espone in diverse piazze della Spagna, alla Biennale di Venezia del 1958 e 1960 e al MOMA, sempre in quell’anno. Nel 1962 lo espongono alla Tate Gallery. Nel 1963 viaggia per la Scandinavia e il Messico per trasferirsi, infine, a New York, dove fissarà la sua residenza per due anni. Realizza su commissione per il Padiglione Spagnolo della Fiera Mondiale di New York un grande murale-collage. In quegli anni entra in contatto con la galleria Bertha Schaefer con la quale esporrà la propria opera in ripetute occasioni. In quegli anni lavorò in Spagna con la galleria Juana Mordó, firmando con essa un contratto di esclusiva della propria opera. Nel 1966 ritorna in Spagna e si stabilisce ai margini di Madrid, dove fissa la sua residenza definitiva nel 1971 e dove risiede attualmente.
I coudrages
Nel 1982 riceve l’incarico di realizzare un grande murale-collage per l’Aeroporto di Madrid-Barajas. Questo lavoro segnerà la momentanea rottura con il collage, provocando un cambiamento radicale nel suo modo di operare. I volumi, fin lì “suggeriti” sulle superfici piane del quadro, lo inducono a ricercare la formula affinché diventino volumi fisici. Saranno diversi anni di prove ed esperienze. Inizierà con una intensa produzione di lavori volumetrici che denomina coudrages, realizzati con legno e tessuti cuciti. La fragilità del materiale lo indusse ad abbandonare la tecnica.
I rilievi
A partire dal 1988 abbandonerà definitivamente il collage per dedicarsi unicamente ai rilievi in legno, realizzati a partire da legno antico proveniente da demolizioni e rifiuti. Accanto al rilievo appare l’ombra che origina e, accanto a questa, l’olio. Il cromatismo resta come sempre molto sobrio. Nel 1990 espone gran parte di questi lavori nella Galerie Scheffel di Bad Homburg in Germania. In occasione dell’Esposizione Universale di Siviglia (1992) realizza un murale-rilievo per l’Hotel Príncipe de Asturias sull’Isola de la Cartuja, che gli servirà di esperienza per affrontare lavori in legno di grande formato.
Contemporaneamente realizza esposizioni personali a Santander, Siviglia, Córdoba e Granada. Completate le esposizioni itineranti in Andalusia, prepara una seconda mostra nel 1992 per la Galería Scheffel di Bad Homburg in Germania.
Nel 1993 porta a termine una seconda mostra nella Galería Detursa di Madrid, con opere di grande formato e partecipa alle mostre itineranti organizzate dalla Compagnia Iberia in diversi paesi dell’America Latina.
In stretta collaborazione con la Galería Scheffel di Bad Homburg, partecipa nel 1994 a diverse fiere internazionali a Colonia, Chicago, Francoforte sul Meno. Viaggia nuovamente negli Stati Uniti dove realizza una mostra di rilievi nella Galería Peyton-Wright, di Santa Fe, Nuovo Messico. Nello stesso anno espone alla Galería Rieder di Monaco e nell’Antico Municipio di Lahr (Selva Nera, Germania).
Nel 1995 partecipa alla fiera ARCO di Madrid con un rilievo di grande formato, per il quale l’Associazione dei Critici d’Arte gli assegna il secondo premio internazionale come migliore opera esposta in quel certamen. Ancora fiere internazionali di Chicago, Colonia e Francoforte sul Meno e nuovi viaggi in Francia, Svizzera e Germania per esporre alla Galerie Marie Louise Wirth di Zurigo e alla Galerie Voght di Herten.
La Galleria Margarita Summers, di Madrid, organizzerà una mostra di carattere retrospettivo nel 1996; espone inoltre le sue opere anche presso la Galería Estatal de Jena, Germania.
Nel 1997 espone alla Galerie Gunar Barthel di Berlino e partecipa alla fiera ARCO di Madrid. Espone presso la Caja de Pamplona, in occasione del 125° anniversario dell’ente, e alla Fundación Carlos de Amberes, di Madrid.
Nel 1998 espone al Centro Atlántico de Arte, di La Coruña.
Nel 1999 partecipa a diverse esposizioni collettive a Santander, Madrid, Pamplona, La Coruña e Berlino e compie un grande viaggio nell’ovest americano.
A fine dello stesso anno, el Centro Cultural de la Villa di Madrid realizza una vasta mostra retrospettiva durata diversi mesi che riceve la Medaglia dell’Associación Madrileña de Críticos de Arte per la migliore mostra dell’anno.
Le opere in rilievo che ha realizzato negli ultimi anni iniziano ad accusare una certa stanchezza, per cui inizia una nuova fase in cui il volume resta, in certo senso, marginale. Dal 2004 avvia una serie di lavori di sperimentazione su superfici quasi piane e con una chiara intenzione di sintesi e uso di nuovi materiali. Lavora senza esporre fino al 2006. Numerose esposizioni hanno luogo a Madrid a partire da quell’anno (ottiene la Medaglia dell’Associación Madrileña de Críticos de Arte come migliore mostra dell’anno 2006). Espone anche a Casa da Cerca (Centro d’Arte Contemporanea, Almada, Portogallo), alla Galeria Prova de Artista di Lisbona, alla Galería Van Dyck, di Gijón, alla Galería da Miguel Bombarda di Porto, Portogallo e, di nuovo, alla Galería Rieder di Monaco, Germania.
Il venditore si racconta
Francisco Farreras
Madrid 1971
30x30
Galería Juana Mordó
Francisco Farreras è un pittore spagnolo nato a Barcellona nel 1927. Difficile inquadrare la sua opera nei movimenti artistici della sua epoca: può essere inclusa nell’astrazione geometrica, nell’espressionismo astratto e nell’informalismo. Alcuni vedono nella sua opera “assorbimento, sensibilità e discrezione”
Biografia:
Primi anni:
Si avvia precocemente all’attività artistica sotto la direzione del pittore Antonio Gómez Cano di Murcia (1940) e di Mariano de Cossío presso la Scuola di arti e mestieri di Santa Cruz de Tenerife (1941). Frequenta studi di Belle Arti presso la Escuela de San Fernando di Madrid dove ottiene nel 1949 il titolo di Professore di disegno. Nel 1952-1954 compie viaggi di studio a Parigi, Belgio e Olanda. A partire dal 1954 inizia professionalmente il suo percorso artistico, partecipando a numerose mostre collettive e cominciando a realizzare altre personali in Spagna e all’estero.
Nel 1956 vince tramite concorso il progetto e l’esecuzione di tredici pitture murali a fresco per la cappella del Castello delle Navas del Marqués ad Ávila, e realizza vetrate nei domenicani di Alcobendas e a Tanger, nella chiesa della Coronazione di Vitoria e nella cappella spagnola della cattedrale di Manila.
Tra il 1958 e il 1959, la sua pittura è sostanzialmente geometrica e di materie spesse.
I collage
Saranno verso la fine degli anni cinquanta quando inizia a utilizzare la carta velina e le possibilità che essa gli offre. La duttilità della carta velina, le trasparenze e una gamma cromatica ridotta, ma molto ricca di sfumature, si mescolano con le ossidazioni della carta o gli effetti della colla fresca. Espone in diverse piazze della Spagna, alla Biennale di Venezia del 1958 e 1960 e al MOMA, sempre in quell’anno. Nel 1962 lo espongono alla Tate Gallery. Nel 1963 viaggia per la Scandinavia e il Messico per trasferirsi, infine, a New York, dove fissarà la sua residenza per due anni. Realizza su commissione per il Padiglione Spagnolo della Fiera Mondiale di New York un grande murale-collage. In quegli anni entra in contatto con la galleria Bertha Schaefer con la quale esporrà la propria opera in ripetute occasioni. In quegli anni lavorò in Spagna con la galleria Juana Mordó, firmando con essa un contratto di esclusiva della propria opera. Nel 1966 ritorna in Spagna e si stabilisce ai margini di Madrid, dove fissa la sua residenza definitiva nel 1971 e dove risiede attualmente.
I coudrages
Nel 1982 riceve l’incarico di realizzare un grande murale-collage per l’Aeroporto di Madrid-Barajas. Questo lavoro segnerà la momentanea rottura con il collage, provocando un cambiamento radicale nel suo modo di operare. I volumi, fin lì “suggeriti” sulle superfici piane del quadro, lo inducono a ricercare la formula affinché diventino volumi fisici. Saranno diversi anni di prove ed esperienze. Inizierà con una intensa produzione di lavori volumetrici che denomina coudrages, realizzati con legno e tessuti cuciti. La fragilità del materiale lo indusse ad abbandonare la tecnica.
I rilievi
A partire dal 1988 abbandonerà definitivamente il collage per dedicarsi unicamente ai rilievi in legno, realizzati a partire da legno antico proveniente da demolizioni e rifiuti. Accanto al rilievo appare l’ombra che origina e, accanto a questa, l’olio. Il cromatismo resta come sempre molto sobrio. Nel 1990 espone gran parte di questi lavori nella Galerie Scheffel di Bad Homburg in Germania. In occasione dell’Esposizione Universale di Siviglia (1992) realizza un murale-rilievo per l’Hotel Príncipe de Asturias sull’Isola de la Cartuja, che gli servirà di esperienza per affrontare lavori in legno di grande formato.
Contemporaneamente realizza esposizioni personali a Santander, Siviglia, Córdoba e Granada. Completate le esposizioni itineranti in Andalusia, prepara una seconda mostra nel 1992 per la Galería Scheffel di Bad Homburg in Germania.
Nel 1993 porta a termine una seconda mostra nella Galería Detursa di Madrid, con opere di grande formato e partecipa alle mostre itineranti organizzate dalla Compagnia Iberia in diversi paesi dell’America Latina.
In stretta collaborazione con la Galería Scheffel di Bad Homburg, partecipa nel 1994 a diverse fiere internazionali a Colonia, Chicago, Francoforte sul Meno. Viaggia nuovamente negli Stati Uniti dove realizza una mostra di rilievi nella Galería Peyton-Wright, di Santa Fe, Nuovo Messico. Nello stesso anno espone alla Galería Rieder di Monaco e nell’Antico Municipio di Lahr (Selva Nera, Germania).
Nel 1995 partecipa alla fiera ARCO di Madrid con un rilievo di grande formato, per il quale l’Associazione dei Critici d’Arte gli assegna il secondo premio internazionale come migliore opera esposta in quel certamen. Ancora fiere internazionali di Chicago, Colonia e Francoforte sul Meno e nuovi viaggi in Francia, Svizzera e Germania per esporre alla Galerie Marie Louise Wirth di Zurigo e alla Galerie Voght di Herten.
La Galleria Margarita Summers, di Madrid, organizzerà una mostra di carattere retrospettivo nel 1996; espone inoltre le sue opere anche presso la Galería Estatal de Jena, Germania.
Nel 1997 espone alla Galerie Gunar Barthel di Berlino e partecipa alla fiera ARCO di Madrid. Espone presso la Caja de Pamplona, in occasione del 125° anniversario dell’ente, e alla Fundación Carlos de Amberes, di Madrid.
Nel 1998 espone al Centro Atlántico de Arte, di La Coruña.
Nel 1999 partecipa a diverse esposizioni collettive a Santander, Madrid, Pamplona, La Coruña e Berlino e compie un grande viaggio nell’ovest americano.
A fine dello stesso anno, el Centro Cultural de la Villa di Madrid realizza una vasta mostra retrospettiva durata diversi mesi che riceve la Medaglia dell’Associación Madrileña de Críticos de Arte per la migliore mostra dell’anno.
Le opere in rilievo che ha realizzato negli ultimi anni iniziano ad accusare una certa stanchezza, per cui inizia una nuova fase in cui il volume resta, in certo senso, marginale. Dal 2004 avvia una serie di lavori di sperimentazione su superfici quasi piane e con una chiara intenzione di sintesi e uso di nuovi materiali. Lavora senza esporre fino al 2006. Numerose esposizioni hanno luogo a Madrid a partire da quell’anno (ottiene la Medaglia dell’Associación Madrileña de Críticos de Arte come migliore mostra dell’anno 2006). Espone anche a Casa da Cerca (Centro d’Arte Contemporanea, Almada, Portogallo), alla Galeria Prova de Artista di Lisbona, alla Galería Van Dyck, di Gijón, alla Galería da Miguel Bombarda di Porto, Portogallo e, di nuovo, alla Galería Rieder di Monaco, Germania.

