Joost Swarte - Eindelijk vrijheid - Silkscreen ** HANDSIGNED+COA **






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Descrizione del venditore
Serigrafia di Joost Swarte (*)
Intitolata “Eindelijk vrijheid”.
Edizione di lusso su carta vellum di cotone ad alta grammatura (300 g/m2).
Firmata a mano dall'artista.
Include Certificato di Autenticità (COA).
Specifiche:
Dimensioni: 70 x 50 cm
Anno: 1988
Editore: Atelier Swarte, Harleem.
Condizioni: Eccellente (questa opera non è mai stata incorniciata né esposta, ed è sempre conservata in una cartella professionale d'arte, quindi offerta in perfette condizioni).
Provenienza: Collezione privata.
L'opera sarà maneggiata e imballata con cura in pacco di cartone rinforzato. La spedizione sarà certificata con numero di tracciabilità (UPS / DPD / DHL / FedEx)
La spedizione includerà inoltre l'assicurazione di trasporto per il valore finale dell'opera con rimborso completo in caso di perdita o danno, a costo zero per l'acquirente.
(*) Joost Swarte, nato il 24 dicembre 1947 a Heemstede, è uno dei fumettisti olandesi più famosi. Studiò all'Academy of Design di Eindhoven e iniziò pubblicando nella sua rivista Modern Papier. Non si è limitato al fumetto, essendo anche un affermato designer, architetto e vetratista, sempre riconoscibile per la sua linea chiara. In qualità di co-proprietario dell'Editorial Oog & Blik è responsabile del design di molti libri olandesi premiati. Fu uno dei fondatori delle Haarlem International Comic Strip Days (Giornate Internazionali della Tira Cómica di Haarlem) in Olanda, e si è eretto a difensore dei fumetti nel mondo dell'arte.
Indubbiamente Joost Swarte è uno di quegli illustratori emblematici del fumetto contemporaneo; uno stile che all'apparenza richiama Hergé e le sue creazioni, e ha senso perché nulla è migliore per garantire il successo di personaggi e storie che apparire attraenti con modelli preesistenti. In tal senso, Swarte, che ancora vive oggi, è nato nel 1947, non è coetaneo di Hergé e le sue creazioni nascono con un ritardo di una o due decadi, Tintin essendo già un prodotto pienamente consolidato.
Swarte crea alcuni dei suoi personaggi con certa somiglianza, in termini di estetica, a ciò che offriva Hergé, e anche alcuni di essi dotano di una storia d'avventura, forse meno sofisticata di Tintin, ma che sì permetteva, come obiettivo velato di molti vignettisti del XX secolo, di trasportare i bambini, anche solo con la loro immaginazione, in latitudini che difficilmente visiterebbero nella realtà.
Il valore differenziale di questo geniale fumettista olandese, con cui imprime particolarmente i suoi disegni, è che la sua base accademica è quella di designer industriale, e ciò rende che, nella composizione delle sue vignette, i personaggi hanno maggiore forza rispetto allo sfondo, ai mobili e ai paesaggi che li compongono. Non realizza i suoi disegni per costruire una storia, bensì i suoi disegni sono la storia stessa; i suoi personaggi sono più credibili, parlando in termini fittizi, perché le sue vignette hanno una grande ricchezza espressiva.
Questa formazione accademica è un investimento da cui Swarte ci regala la vista: è come se volesse tornare a essere designer di tanto in tanto; se deve disegnare una macchina non è un oggetto semplice, è tutto il contrario: cerca di renderla più sofisticata, è un catalogo disegnato a tutto colore dei prodotti di un negozio di mobili, di attrezzi, di macchine, di automobili, di edifici e persino di moda.
I suoi meccanismi, quando ha l'opportunità di disegnarli, prendono vita, è come se fosse lo schizzo o il prototipo di qualcosa che può diventare realtà, di qualcosa che, seguendo le sue istruzioni, potrebbe essere messo in moto. Non so quali conoscenze di meccanica possa o possa avere Swarte, ma sicuramente i suoi disegni non rimanevano una mera fantasia.
e poi ci sono i suoi personaggi; partendo dal presupposto che la lettura delle sue storie è a volte caotica, surrealista, forse eccentrica, ma è che certi personaggi sono così surrealisti da essere animali umanizzati, cani in piedi come esseri umani, o animali che parlano e ragionano perfettamente come te o come me.
Non sorprende che alcuni dei suoi personaggi più famosi siano difficili da definire: Jopo de Pojo, un giovane burlone, senza malizia, che si caccia nei guai senza volerlo davvero, tutto frutto di doppi sensi, errori, distrazioni, coincidenze… infatti l’icona Jopo de Pojo è un ragazzo che potrebbe essere di pelle nera, potrebbe essere una scimmia, e ha una cresta che è difficile incastonare anche in una figura animale.
Un altro dei suoi personaggi, questa sì totalmente umano, è Anton Makassar, una specie di investigatore (progettista) pazzo che richiama in certa forma il professor Bacterio (Mortadello e Filemón) del nostro celebre e non sufficientemente riconosciuto Ibáñez (ha bisogno di un premio importante in vita e non arriva).
Abbiamo anche un interessante elemento trasgressivo in Swarte, con tutto il grosso della sua creazione e della sua maturità negli anni '70 e '80, è trasmettitore di una cultura centroeuropea dove non si andavano con remilgos in tema di sesso e pornografia; in tal senso, i suoi personaggi non mostrano pudore né problema nell’apparire nudi (integrali) e con le loro scene di letto, senza che ciò sia inteso come incitamento alla promiscuità verso la collettività giovanile. Ed è vero, perché nulla è peggio per le perversioni (sessuali) che voler vedere qualcosa di dannoso in qualcosa di così naturale come il nostro corpo: queste repressioni sono quelle che hanno creato molti predatori sessuali nel corso della nostra storia recente.
Daro Joost Swarte vi è un aspetto che emerge in qualsiasi biografia che vediate di lui, una dimensione che va oltre il fumettista e che si intravedeva all'inizio; ebbe l'opportunità di progettare ed eseguire davvero, poiché progettò il Toneelschuur Theater a Haarlem. Haarlem (Paesi Bassi) è una di quelle città, non chiedetemi perché, sono motivi personali, a cui mi piacerebbe andare una volta e temo di non arrivarci. Il suo design è, quanto meno, curioso e lo percepisco come una continuazione delle sue storie a fumetti. Ha anche progettato edifici di appartamenti.
Swarte è molto più che il suo campo di fumettista: i suoi design spaziano un po' su tutto: vetrate, murales, manifesti e cartelloni (che oggi sono autentici oggetti da collezione), gioc cards, tappeti, carta regalo… Senza dubbio un disegnatore necessario per concepire l'evoluzione del fumetto contemporaneo.
Il venditore si racconta
Serigrafia di Joost Swarte (*)
Intitolata “Eindelijk vrijheid”.
Edizione di lusso su carta vellum di cotone ad alta grammatura (300 g/m2).
Firmata a mano dall'artista.
Include Certificato di Autenticità (COA).
Specifiche:
Dimensioni: 70 x 50 cm
Anno: 1988
Editore: Atelier Swarte, Harleem.
Condizioni: Eccellente (questa opera non è mai stata incorniciata né esposta, ed è sempre conservata in una cartella professionale d'arte, quindi offerta in perfette condizioni).
Provenienza: Collezione privata.
L'opera sarà maneggiata e imballata con cura in pacco di cartone rinforzato. La spedizione sarà certificata con numero di tracciabilità (UPS / DPD / DHL / FedEx)
La spedizione includerà inoltre l'assicurazione di trasporto per il valore finale dell'opera con rimborso completo in caso di perdita o danno, a costo zero per l'acquirente.
(*) Joost Swarte, nato il 24 dicembre 1947 a Heemstede, è uno dei fumettisti olandesi più famosi. Studiò all'Academy of Design di Eindhoven e iniziò pubblicando nella sua rivista Modern Papier. Non si è limitato al fumetto, essendo anche un affermato designer, architetto e vetratista, sempre riconoscibile per la sua linea chiara. In qualità di co-proprietario dell'Editorial Oog & Blik è responsabile del design di molti libri olandesi premiati. Fu uno dei fondatori delle Haarlem International Comic Strip Days (Giornate Internazionali della Tira Cómica di Haarlem) in Olanda, e si è eretto a difensore dei fumetti nel mondo dell'arte.
Indubbiamente Joost Swarte è uno di quegli illustratori emblematici del fumetto contemporaneo; uno stile che all'apparenza richiama Hergé e le sue creazioni, e ha senso perché nulla è migliore per garantire il successo di personaggi e storie che apparire attraenti con modelli preesistenti. In tal senso, Swarte, che ancora vive oggi, è nato nel 1947, non è coetaneo di Hergé e le sue creazioni nascono con un ritardo di una o due decadi, Tintin essendo già un prodotto pienamente consolidato.
Swarte crea alcuni dei suoi personaggi con certa somiglianza, in termini di estetica, a ciò che offriva Hergé, e anche alcuni di essi dotano di una storia d'avventura, forse meno sofisticata di Tintin, ma che sì permetteva, come obiettivo velato di molti vignettisti del XX secolo, di trasportare i bambini, anche solo con la loro immaginazione, in latitudini che difficilmente visiterebbero nella realtà.
Il valore differenziale di questo geniale fumettista olandese, con cui imprime particolarmente i suoi disegni, è che la sua base accademica è quella di designer industriale, e ciò rende che, nella composizione delle sue vignette, i personaggi hanno maggiore forza rispetto allo sfondo, ai mobili e ai paesaggi che li compongono. Non realizza i suoi disegni per costruire una storia, bensì i suoi disegni sono la storia stessa; i suoi personaggi sono più credibili, parlando in termini fittizi, perché le sue vignette hanno una grande ricchezza espressiva.
Questa formazione accademica è un investimento da cui Swarte ci regala la vista: è come se volesse tornare a essere designer di tanto in tanto; se deve disegnare una macchina non è un oggetto semplice, è tutto il contrario: cerca di renderla più sofisticata, è un catalogo disegnato a tutto colore dei prodotti di un negozio di mobili, di attrezzi, di macchine, di automobili, di edifici e persino di moda.
I suoi meccanismi, quando ha l'opportunità di disegnarli, prendono vita, è come se fosse lo schizzo o il prototipo di qualcosa che può diventare realtà, di qualcosa che, seguendo le sue istruzioni, potrebbe essere messo in moto. Non so quali conoscenze di meccanica possa o possa avere Swarte, ma sicuramente i suoi disegni non rimanevano una mera fantasia.
e poi ci sono i suoi personaggi; partendo dal presupposto che la lettura delle sue storie è a volte caotica, surrealista, forse eccentrica, ma è che certi personaggi sono così surrealisti da essere animali umanizzati, cani in piedi come esseri umani, o animali che parlano e ragionano perfettamente come te o come me.
Non sorprende che alcuni dei suoi personaggi più famosi siano difficili da definire: Jopo de Pojo, un giovane burlone, senza malizia, che si caccia nei guai senza volerlo davvero, tutto frutto di doppi sensi, errori, distrazioni, coincidenze… infatti l’icona Jopo de Pojo è un ragazzo che potrebbe essere di pelle nera, potrebbe essere una scimmia, e ha una cresta che è difficile incastonare anche in una figura animale.
Un altro dei suoi personaggi, questa sì totalmente umano, è Anton Makassar, una specie di investigatore (progettista) pazzo che richiama in certa forma il professor Bacterio (Mortadello e Filemón) del nostro celebre e non sufficientemente riconosciuto Ibáñez (ha bisogno di un premio importante in vita e non arriva).
Abbiamo anche un interessante elemento trasgressivo in Swarte, con tutto il grosso della sua creazione e della sua maturità negli anni '70 e '80, è trasmettitore di una cultura centroeuropea dove non si andavano con remilgos in tema di sesso e pornografia; in tal senso, i suoi personaggi non mostrano pudore né problema nell’apparire nudi (integrali) e con le loro scene di letto, senza che ciò sia inteso come incitamento alla promiscuità verso la collettività giovanile. Ed è vero, perché nulla è peggio per le perversioni (sessuali) che voler vedere qualcosa di dannoso in qualcosa di così naturale come il nostro corpo: queste repressioni sono quelle che hanno creato molti predatori sessuali nel corso della nostra storia recente.
Daro Joost Swarte vi è un aspetto che emerge in qualsiasi biografia che vediate di lui, una dimensione che va oltre il fumettista e che si intravedeva all'inizio; ebbe l'opportunità di progettare ed eseguire davvero, poiché progettò il Toneelschuur Theater a Haarlem. Haarlem (Paesi Bassi) è una di quelle città, non chiedetemi perché, sono motivi personali, a cui mi piacerebbe andare una volta e temo di non arrivarci. Il suo design è, quanto meno, curioso e lo percepisco come una continuazione delle sue storie a fumetti. Ha anche progettato edifici di appartamenti.
Swarte è molto più che il suo campo di fumettista: i suoi design spaziano un po' su tutto: vetrate, murales, manifesti e cartelloni (che oggi sono autentici oggetti da collezione), gioc cards, tappeti, carta regalo… Senza dubbio un disegnatore necessario per concepire l'evoluzione del fumetto contemporaneo.
