Babu Bommel (1938) - Sans titre





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L’opera originale firmata Senza titolo di Babu Bommel (1938) è un ritratto espressionista del 2016 realizzato a olio e con tecniche miste, venduto con cornice.
Descrizione del venditore
Opere di Babu Bommel (altri lavori di questa artista sono già stati venduti su Catawiki) nato nel 1936
Vive e lavora a Sète
Babu, nato a Dunkerque nel 1938, inizia la sua attività professionale insegnando disegno, poi fotografia.
Due grandi esposizioni al Centre International de Séjour a Parigi, poi alla Fnac Montparnasse (intitolata: « Les nouvelles photographiques »), gli saranno dedicate.
Dopo aver illustrato libri, in particolare «Le Hata Yoga bien tempéré», premio d’arte grafica al PUF, si specializza nell’iconografia medica, poi crea uno spazio di prevenzione del cancro di cui è responsabile.
Durante il suo insediamento a la Pointe Courte a Sète, torna ai suoi primi amori e da allora non cessa di produrre.
Realizza diverse esposizioni nei suoi atelier a Sète e a Montpellier, rifiutando di appartenere alla rete delle gallerie finché la «benigna tenacia» di Catherine Pennec non riesce a convincerlo (dicit Babu).
La sua tavolozza è luminosa e ci invita a esplorare toni di blu, verdi e ruggine come si esplorerebbero i fondali marini, costantemente rapiti dall’ambientazione, dai colori, dai raggi di luce.
L’opera è dipinta ad acrilico su una tavola di legno
Essa è fissata su un basamento
Opere di Babu Bommel (altri lavori di questa artista sono già stati venduti su Catawiki) nato nel 1936
Vive e lavora a Sète
Babu, nato a Dunkerque nel 1938, inizia la sua attività professionale insegnando disegno, poi fotografia.
Due grandi esposizioni al Centre International de Séjour a Parigi, poi alla Fnac Montparnasse (intitolata: « Les nouvelles photographiques »), gli saranno dedicate.
Dopo aver illustrato libri, in particolare «Le Hata Yoga bien tempéré», premio d’arte grafica al PUF, si specializza nell’iconografia medica, poi crea uno spazio di prevenzione del cancro di cui è responsabile.
Durante il suo insediamento a la Pointe Courte a Sète, torna ai suoi primi amori e da allora non cessa di produrre.
Realizza diverse esposizioni nei suoi atelier a Sète e a Montpellier, rifiutando di appartenere alla rete delle gallerie finché la «benigna tenacia» di Catherine Pennec non riesce a convincerlo (dicit Babu).
La sua tavolozza è luminosa e ci invita a esplorare toni di blu, verdi e ruggine come si esplorerebbero i fondali marini, costantemente rapiti dall’ambientazione, dai colori, dai raggi di luce.
L’opera è dipinta ad acrilico su una tavola di legno
Essa è fissata su un basamento

