Ben Dauchez - Taghazout, surimpression #1






Ha oltre dieci anni di esperienza nel campo dell'arte, specializzandosi in fotografia del dopoguerra e arte contemporanea.
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La fotografia giclée firmata Taghazout, surimpression #1 di Ben Dauchez è stata stampata nel 2026.
Descrizione del venditore
In questa immagine, Ben Dauchez sovrappone diverse viste di una facciata colorata. Griglie, cornici e aperture si duplicano fino a far inclinare l’architettura verso una composizione quasi astratta.
Le superfici turchesi, magenta, viola e rosa organizzano lo spazio in piani successivi. Le linee metalliche, ripetute e disagiate, creano una sensazione di profondità e movimento, mentre la materia del muro mantiene l’opera nella realtà del luogo fotografato.
Una fotografia in cui il colore e la sovrapposizione trasformano una facciata di Taghazout in costruzione grafica.
Cornice non inclusa.
Fusion de deux mondi : La multi-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello della rigidezza formale del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee pulite del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e texture delle mura in terra battuta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra modernità e tradizione.
Approccio concettuale : L’utilizzo della multi-esposizione può anche simboleggiare l’idea di interazione tra passato e presente, tra architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, addirittura mediterraneo.
Giochi di luce e colore : Il contrasto tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocra, rossi, blu e arance) potrebbe essere accentuato. Potrebbe offrire una dimensione poetica in cui ogni immagine sovrapposta evoca un’impressione di movimento, trasformazione e immersione in uno spazio ibrido tra Oriente e Occidente.
L’impatto della multi-esposizione :
Temporalità e spazialità
: Sopraponendo più momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe suggerire anche un’esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso diverse epoche o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco sul tempo e lo spazio riecheggia le nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, pur attingendo ai molteplici strati di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale e estetica : Infine, quest’opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali ed orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un’atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma interconnessi in una stessa visione artistica.
Appassionato di fotografia fin dalla giovane età, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei laboratori di quartiere di La Rochelle. Lì ha acquisito l’insieme delle basi della fotografia, dalla tecnica classica al racconto fotografico, passando per lo sviluppo in laboratorio. A 22 anni, fresco di diploma, parte per Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, Le Petit Oiseau va uscire e lo Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere allora ai fotografi tra i più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... Da alcuni incontri determinanti nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (la scandalosa mostra INRI e il suo libro omonimo alle Éditions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra gli altri, nelle Éditions Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallPaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo intriga anche marchi con codici identitari molto diversi per cui ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior ( bellezza ), L’Oréal, Peugeot, Philip Morris e anche Burger King (Pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha inoltre realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody HALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, di uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa via fotografica gli permette da allora di immortalare con libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
In questa immagine, Ben Dauchez sovrappone diverse viste di una facciata colorata. Griglie, cornici e aperture si duplicano fino a far inclinare l’architettura verso una composizione quasi astratta.
Le superfici turchesi, magenta, viola e rosa organizzano lo spazio in piani successivi. Le linee metalliche, ripetute e disagiate, creano una sensazione di profondità e movimento, mentre la materia del muro mantiene l’opera nella realtà del luogo fotografato.
Una fotografia in cui il colore e la sovrapposizione trasformano una facciata di Taghazout in costruzione grafica.
Cornice non inclusa.
Fusion de deux mondi : La multi-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello della rigidezza formale del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee pulite del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e texture delle mura in terra battuta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra modernità e tradizione.
Approccio concettuale : L’utilizzo della multi-esposizione può anche simboleggiare l’idea di interazione tra passato e presente, tra architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, addirittura mediterraneo.
Giochi di luce e colore : Il contrasto tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocra, rossi, blu e arance) potrebbe essere accentuato. Potrebbe offrire una dimensione poetica in cui ogni immagine sovrapposta evoca un’impressione di movimento, trasformazione e immersione in uno spazio ibrido tra Oriente e Occidente.
L’impatto della multi-esposizione :
Temporalità e spazialità
: Sopraponendo più momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe suggerire anche un’esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso diverse epoche o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco sul tempo e lo spazio riecheggia le nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, pur attingendo ai molteplici strati di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale e estetica : Infine, quest’opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali ed orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un’atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma interconnessi in una stessa visione artistica.
Appassionato di fotografia fin dalla giovane età, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei laboratori di quartiere di La Rochelle. Lì ha acquisito l’insieme delle basi della fotografia, dalla tecnica classica al racconto fotografico, passando per lo sviluppo in laboratorio. A 22 anni, fresco di diploma, parte per Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, Le Petit Oiseau va uscire e lo Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere allora ai fotografi tra i più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... Da alcuni incontri determinanti nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (la scandalosa mostra INRI e il suo libro omonimo alle Éditions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra gli altri, nelle Éditions Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallPaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo intriga anche marchi con codici identitari molto diversi per cui ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior ( bellezza ), L’Oréal, Peugeot, Philip Morris e anche Burger King (Pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha inoltre realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody HALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, di uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa via fotografica gli permette da allora di immortalare con libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
