Ben Dauchez - Taghazout, surimpression #3

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Elena Vaninetti
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L’opera fotografica *Taghazout, surimpression #3* di Ben Dauchez è una stampa giclée del 2026.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

In questa immagine, Ben Dauchez sovrappone diverse viste di una facciata colorata. Griglie, cornici e openings si duplicano fino a far inclinare l’architettura verso una composizione quasi astratta.

Le superfici turchesi, magenta, viola e rosa organizzano lo spazio in piani successivi. Le linee metalliche, ripetute e sfalsate, creano una sensazione di profondità e movimento, mentre la materia del muro mantiene l’opera nella realtà del luogo fotografato.

Una fotografia in cui colore e sovrapposizione trasformano una facciata di Taghazout in una costruzione grafica.

Cornice non inclusa.

Fusioni di due mondi: la multi-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello della rigorosità formale del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee essenziali del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture delle pareti in terra cruda o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra modernità e tradizione.

Approccio concettuale: L’uso della multi-esposizione può anche simboleggiare l’idea di interazione tra passato e presente, tra architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, o mediterraneo.

Giochi di luce e colore: il contrasto tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocra, rossi, blu e arancioni) potrebbe essere enfatizzato. Questo potrebbe offrire una dimensione poetica in cui ogni immagine sovrapposta evoca un’impressione di movimento, trasformazione e immersione in uno spazio ibrido tra Oriente e Occidente.

L’impatto della multi-esposizione:

Temporalità e spazialità
: Sopraponendo diversi momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe suggerire anche un’esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso epoche differenti o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco sul tempo e lo spazio richiama le nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, pur ispirandosi ai molteplici strati di senso e di storia che il Marocco incarna.

Dualità culturale ed estetica: Infine, questa opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un’atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma interconnessi in una stessa visione artistica.

Appassionato di fotografia fin da giovane, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei laboratori di quartiere de La Rochelle. Qui ha acquisito l’insieme delle basi della fotografia dalla tecnica classica, allo scatto e alla post-produzione, passando per il laboratorio. A 22 anni, di recente laureato, parte per stabilirsi a Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, Le Petit Oiseau va sortir e Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere allora i fotografi dei più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... Da alcuni incontri decisivi nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (l’esposizione sulfurea INRI e il suo libro omonimo presso le Edizioni Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto vengono pubblicate, tra le altre, dalle Edizioni Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallPaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo interessa anche marchi con codici identitari molto diversi per i quali ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior (cosmesi), L’Oréal, Peugeot, Philip Morris e anche Burger King (Pubblicità premiata al Dubai Lynx).

Ben DAUCHEZ ha inoltre realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody HALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, di uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa strada fotografica gli permette da allora di celebrare in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.

In questa immagine, Ben Dauchez sovrappone diverse viste di una facciata colorata. Griglie, cornici e openings si duplicano fino a far inclinare l’architettura verso una composizione quasi astratta.

Le superfici turchesi, magenta, viola e rosa organizzano lo spazio in piani successivi. Le linee metalliche, ripetute e sfalsate, creano una sensazione di profondità e movimento, mentre la materia del muro mantiene l’opera nella realtà del luogo fotografato.

Una fotografia in cui colore e sovrapposizione trasformano una facciata di Taghazout in una costruzione grafica.

Cornice non inclusa.

Fusioni di due mondi: la multi-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello della rigorosità formale del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee essenziali del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture delle pareti in terra cruda o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra modernità e tradizione.

Approccio concettuale: L’uso della multi-esposizione può anche simboleggiare l’idea di interazione tra passato e presente, tra architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, o mediterraneo.

Giochi di luce e colore: il contrasto tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocra, rossi, blu e arancioni) potrebbe essere enfatizzato. Questo potrebbe offrire una dimensione poetica in cui ogni immagine sovrapposta evoca un’impressione di movimento, trasformazione e immersione in uno spazio ibrido tra Oriente e Occidente.

L’impatto della multi-esposizione:

Temporalità e spazialità
: Sopraponendo diversi momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe suggerire anche un’esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso epoche differenti o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco sul tempo e lo spazio richiama le nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, pur ispirandosi ai molteplici strati di senso e di storia che il Marocco incarna.

Dualità culturale ed estetica: Infine, questa opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un’atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma interconnessi in una stessa visione artistica.

Appassionato di fotografia fin da giovane, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei laboratori di quartiere de La Rochelle. Qui ha acquisito l’insieme delle basi della fotografia dalla tecnica classica, allo scatto e alla post-produzione, passando per il laboratorio. A 22 anni, di recente laureato, parte per stabilirsi a Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, Le Petit Oiseau va sortir e Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere allora i fotografi dei più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... Da alcuni incontri decisivi nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (l’esposizione sulfurea INRI e il suo libro omonimo presso le Edizioni Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto vengono pubblicate, tra le altre, dalle Edizioni Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallPaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo interessa anche marchi con codici identitari molto diversi per i quali ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior (cosmesi), L’Oréal, Peugeot, Philip Morris e anche Burger King (Pubblicità premiata al Dubai Lynx).

Ben DAUCHEZ ha inoltre realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody HALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, di uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa strada fotografica gli permette da allora di celebrare in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.

Dettagli

Data di stampa
2026
Artista
Ben Dauchez
Venduto da
Direttamente dall’artista
Titolo dell'opera
Taghazout, surimpression #3
Condizione
Condizioni originali
Tecnica
Giclée
Altezza
40 cm
Edizione
1/15 in the format
Larghezza
55 cm
Firma
Firmato
Genere
Fotografia d’arte
Venduto da
FranciaVerificato
357
Oggetti venduti
89,74%
Privato

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