Max H. Mahlmann (1912-2000) - Minimalist composition





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*Minimalist composition* di Max H. Mahlmann è una serigrafia del 1966 firmata a mano, misura 28 × 28 cm ed è stata realizzata in edizione limitata.
Descrizione del venditore
Max H. Mahlmann: Composizione, dalla cartella La Lune en Rodage III
Serigrafia originale su cartone, pubblicata da Edition Panderma, Carl Laszlo, Basilea, nel terzo volume di La Lune en Rodage (1977). Firmata e datata 1966 a mano dall’artista. Tiratura di 230 esemplari; furono inoltre realizzati 65 esemplari fuori commercio non numerati. [Numerato XX/230 oppure non numerato — verificare]
Dimensioni: 28 × 28 cm.
In condizioni di conservazione impeccabili. Nota: la fotografia incorniciata mostra solo un suggerimento per l’incorniciatura. La cornice non è inclusa.
L’opera risale a una fase decisiva della ricerca di Mahlmann. Negli anni Sessanta sviluppò un metodo sistematico per le sue composizioni geometriche: strutture sovrapposte costruite su griglie sottostanti, che nel 1968 lo condussero a quelli che chiamò «disegni programmati». Li considerava un’evoluzione del Costruttivismo, un modo di realizzare immagini secondo regole stabilite in anticipo. Dal 1970, reti di coordinate governarono le sue strutture a griglia e i colori vennero assegnati secondo principi teorici anziché a occhio.
La Lune en Rodage è la cartella in tre volumi curata dall’editore, psicoanalista e collezionista basilese Carl Laszlo (Pécs 1923 – Basilea 2013). Fu pubblicata da Edition Panderma nel 1960, 1965 e 1977 e contiene circa 180 opere originali, offrendo una panoramica dell’avanguardia europea tra gli anni Cinquanta e Settanta. Tra i partecipanti figurano Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Castellani, Heinz Mack, Otto Piene, Meret Oppenheim, Bruno Munari, Hans Arp e Victor Vasarely. Diversi contributi segnano momenti di svolta nella carriera degli artisti. Il foglio di Castellani è considerato la sua prima opera grafica documentata, mentre Achrome di Manzoni è l’unico multiplo da lui realizzato.
Max Hermann Mahlmann (Amburgo 1912 – Wedel 2000) è stato un pittore costruttivista tedesco. Studiò dal 1934 al 1938 con Richard Müller all’Accademia di Belle Arti di Dresda e lavorò inizialmente come scenografo e grafico pubblicitario. Dopo il 1945 si dedicò alla pittura non figurativa, influenzato dall’esempio di Wassily Kandinsky e Josef Albers. Nel 1949 aderì al Costruttivismo e, una decina d’anni più tardi, realizzò i suoi primi rilievi bianchi. Dal 1958 al 1977 insegnò alla Fachhochschule für Gestaltung di Amburgo, dove riunì attorno a sé un gruppo di allievi. Fu membro del Deutscher Künstlerbund. Insieme alla moglie, la pittrice Gudrun Piper, ricevette il Premio Edwin Scharff della città di Amburgo (1986), la Croce al merito federale (1995) e la Medaglia Biermann-Ratjen (1997). Le sue opere sono conservate al Museum für Konkrete Kunst di Ingolstadt, al Museum gegenstandsfreier Kunst di Otterndorf e nella Collezione d’arte contemporanea della Repubblica Federale di Germania.
Provenienza: Edition Panderma, Carl Laszlo, Basilea; collezione privata, Basilea.
Il venditore si racconta
Max H. Mahlmann: Composizione, dalla cartella La Lune en Rodage III
Serigrafia originale su cartone, pubblicata da Edition Panderma, Carl Laszlo, Basilea, nel terzo volume di La Lune en Rodage (1977). Firmata e datata 1966 a mano dall’artista. Tiratura di 230 esemplari; furono inoltre realizzati 65 esemplari fuori commercio non numerati. [Numerato XX/230 oppure non numerato — verificare]
Dimensioni: 28 × 28 cm.
In condizioni di conservazione impeccabili. Nota: la fotografia incorniciata mostra solo un suggerimento per l’incorniciatura. La cornice non è inclusa.
L’opera risale a una fase decisiva della ricerca di Mahlmann. Negli anni Sessanta sviluppò un metodo sistematico per le sue composizioni geometriche: strutture sovrapposte costruite su griglie sottostanti, che nel 1968 lo condussero a quelli che chiamò «disegni programmati». Li considerava un’evoluzione del Costruttivismo, un modo di realizzare immagini secondo regole stabilite in anticipo. Dal 1970, reti di coordinate governarono le sue strutture a griglia e i colori vennero assegnati secondo principi teorici anziché a occhio.
La Lune en Rodage è la cartella in tre volumi curata dall’editore, psicoanalista e collezionista basilese Carl Laszlo (Pécs 1923 – Basilea 2013). Fu pubblicata da Edition Panderma nel 1960, 1965 e 1977 e contiene circa 180 opere originali, offrendo una panoramica dell’avanguardia europea tra gli anni Cinquanta e Settanta. Tra i partecipanti figurano Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Castellani, Heinz Mack, Otto Piene, Meret Oppenheim, Bruno Munari, Hans Arp e Victor Vasarely. Diversi contributi segnano momenti di svolta nella carriera degli artisti. Il foglio di Castellani è considerato la sua prima opera grafica documentata, mentre Achrome di Manzoni è l’unico multiplo da lui realizzato.
Max Hermann Mahlmann (Amburgo 1912 – Wedel 2000) è stato un pittore costruttivista tedesco. Studiò dal 1934 al 1938 con Richard Müller all’Accademia di Belle Arti di Dresda e lavorò inizialmente come scenografo e grafico pubblicitario. Dopo il 1945 si dedicò alla pittura non figurativa, influenzato dall’esempio di Wassily Kandinsky e Josef Albers. Nel 1949 aderì al Costruttivismo e, una decina d’anni più tardi, realizzò i suoi primi rilievi bianchi. Dal 1958 al 1977 insegnò alla Fachhochschule für Gestaltung di Amburgo, dove riunì attorno a sé un gruppo di allievi. Fu membro del Deutscher Künstlerbund. Insieme alla moglie, la pittrice Gudrun Piper, ricevette il Premio Edwin Scharff della città di Amburgo (1986), la Croce al merito federale (1995) e la Medaglia Biermann-Ratjen (1997). Le sue opere sono conservate al Museum für Konkrete Kunst di Ingolstadt, al Museum gegenstandsfreier Kunst di Otterndorf e nella Collezione d’arte contemporanea della Repubblica Federale di Germania.
Provenienza: Edition Panderma, Carl Laszlo, Basilea; collezione privata, Basilea.

