Deckherri - Conjecturae - 1686






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Deckherr, Conjecturae, libro rilegato in pelle in latino, formato circa 142 x 85 mm, prima edizione 1686 ad Amsterdam presso Isbrand Haring, 454 pagine, stato Buone.
Descrizione del venditore
PROCESSO AGLI AUTORI : JOHANNES DECKHERR E L’ARTE DI SMASCHERARE I FALSI
L’opera di Johannis Deckherr si colloca nel cuore della grande stagione dell’erudizione critica tardo-seicentesca, quando la filologia, la storia e il diritto cominciarono a smontare sistematicamente le false attribuzioni, le epistole spurie e le autorità fittizie che avevano dominato per secoli il sapere europeo. De Scriptis adespotis, pseudepigraphis et supposititiis non è un semplice repertorio, ma un vero e proprio tribunale testuale, in cui ogni scritto anonimo o sospetto viene interrogato, contestualizzato e giudicato. Questa terza edizione, ampliata e corretta, riflette una maturazione metodologica e un allargamento del campo d’indagine, confermando il volume come strumento fondamentale per teologi, giuristi, medici e filosofi.
MARKET VALUE
Sul mercato antiquario europeo le edizioni seicentesche di Deckherr sono poco frequenti e ricercate soprattutto in ambito accademico-specialistico. Esemplari completi e ben conservati della terza edizione di Amsterdam 1686 si collocano generalmente in una fascia compresa tra 1.500 e 2.500 euro, con punte superiori per copie in legatura coeva ben preservata e con buon margine. Il valore è sostenuto dall’importanza metodologica dell’opera e dalla sua natura di riferimento nella storia della critica testuale.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in piena pelle marrone, dorso a nervi con decorazioni. Frontespizio bicolore rosso e nero, macchie e bruniture fisiologiche. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (6); 12nn; 412; 16nn; (8).
FULL TITLE AND AUTHOR
De Scriptis adespotis, pseudepigraphis et supposititiis conjecturae, cum additionibus variorum.
Amstelaedami, Apud Isbrandum Haring, 1686.
Johannis Deckherri.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Deckherr affronta uno dei nodi più delicati della cultura europea: l’autorità del testo. Attraverso una vastissima rassegna di scritti anonimi, pseudonimi o falsamente attribuiti, l’autore mette in discussione la tradizione accettata, applicando criteri storici, stilistici e documentari. L’opera si muove tra teologia, diritto, medicina e filosofia, mostrando come l’anonimato non sia neutro ma spesso strumento di polemica, propaganda o dissimulazione. Particolarmente rilevante è l’uso della “coniectura” come metodo, che anticipa forme moderne di critica interna e comparativa. In questo senso, il volume rappresenta una tappa fondamentale nel passaggio dall’autorità per tradizione all’autorità per verifica.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Johannes Deckherr, attivo nel XVII secolo, fu giurista e giudice della Camera Imperiale a Spira, nonché avvocato e procuratore. La sua formazione giuridica influenzò profondamente il suo approccio erudito: i testi vengono trattati come prove, gli autori come imputati e la storia come un’aula di tribunale. Deckherr appartiene a quella generazione di studiosi che contribuirono in modo decisivo alla nascita della filologia critica moderna.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La prima edizione dell’opera apparve nella seconda metà del Seicento, seguita da edizioni ampliate che testimoniano il successo e l’uso continuo del testo come manuale di riferimento. L’edizione di Amsterdam 1686, stampata da Isbrand Haring, è considerata una delle più complete, con numerose aggiunte e correzioni. La scelta di Amsterdam come luogo di stampa riflette il ruolo centrale della città come polo editoriale libero e internazionale, particolarmente adatto a opere di forte taglio critico e potenzialmente controverso.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
C. G. Kayser, Index locupletissimus librorum ad universam eruditionem spectantium.
J. A. Fabricius, Bibliotheca Latina.
J. Le Clerc, Ars critica.
Cataloghi BnF e WorldCat, voci Deckherr Johannes.
Studi sulla storia della pseudepigrafia e dell’anonimato testuale nel XVII secolo.
Il venditore si racconta
PROCESSO AGLI AUTORI : JOHANNES DECKHERR E L’ARTE DI SMASCHERARE I FALSI
L’opera di Johannis Deckherr si colloca nel cuore della grande stagione dell’erudizione critica tardo-seicentesca, quando la filologia, la storia e il diritto cominciarono a smontare sistematicamente le false attribuzioni, le epistole spurie e le autorità fittizie che avevano dominato per secoli il sapere europeo. De Scriptis adespotis, pseudepigraphis et supposititiis non è un semplice repertorio, ma un vero e proprio tribunale testuale, in cui ogni scritto anonimo o sospetto viene interrogato, contestualizzato e giudicato. Questa terza edizione, ampliata e corretta, riflette una maturazione metodologica e un allargamento del campo d’indagine, confermando il volume come strumento fondamentale per teologi, giuristi, medici e filosofi.
MARKET VALUE
Sul mercato antiquario europeo le edizioni seicentesche di Deckherr sono poco frequenti e ricercate soprattutto in ambito accademico-specialistico. Esemplari completi e ben conservati della terza edizione di Amsterdam 1686 si collocano generalmente in una fascia compresa tra 1.500 e 2.500 euro, con punte superiori per copie in legatura coeva ben preservata e con buon margine. Il valore è sostenuto dall’importanza metodologica dell’opera e dalla sua natura di riferimento nella storia della critica testuale.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in piena pelle marrone, dorso a nervi con decorazioni. Frontespizio bicolore rosso e nero, macchie e bruniture fisiologiche. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (6); 12nn; 412; 16nn; (8).
FULL TITLE AND AUTHOR
De Scriptis adespotis, pseudepigraphis et supposititiis conjecturae, cum additionibus variorum.
Amstelaedami, Apud Isbrandum Haring, 1686.
Johannis Deckherri.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Deckherr affronta uno dei nodi più delicati della cultura europea: l’autorità del testo. Attraverso una vastissima rassegna di scritti anonimi, pseudonimi o falsamente attribuiti, l’autore mette in discussione la tradizione accettata, applicando criteri storici, stilistici e documentari. L’opera si muove tra teologia, diritto, medicina e filosofia, mostrando come l’anonimato non sia neutro ma spesso strumento di polemica, propaganda o dissimulazione. Particolarmente rilevante è l’uso della “coniectura” come metodo, che anticipa forme moderne di critica interna e comparativa. In questo senso, il volume rappresenta una tappa fondamentale nel passaggio dall’autorità per tradizione all’autorità per verifica.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Johannes Deckherr, attivo nel XVII secolo, fu giurista e giudice della Camera Imperiale a Spira, nonché avvocato e procuratore. La sua formazione giuridica influenzò profondamente il suo approccio erudito: i testi vengono trattati come prove, gli autori come imputati e la storia come un’aula di tribunale. Deckherr appartiene a quella generazione di studiosi che contribuirono in modo decisivo alla nascita della filologia critica moderna.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La prima edizione dell’opera apparve nella seconda metà del Seicento, seguita da edizioni ampliate che testimoniano il successo e l’uso continuo del testo come manuale di riferimento. L’edizione di Amsterdam 1686, stampata da Isbrand Haring, è considerata una delle più complete, con numerose aggiunte e correzioni. La scelta di Amsterdam come luogo di stampa riflette il ruolo centrale della città come polo editoriale libero e internazionale, particolarmente adatto a opere di forte taglio critico e potenzialmente controverso.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
C. G. Kayser, Index locupletissimus librorum ad universam eruditionem spectantium.
J. A. Fabricius, Bibliotheca Latina.
J. Le Clerc, Ars critica.
Cataloghi BnF e WorldCat, voci Deckherr Johannes.
Studi sulla storia della pseudepigrafia e dell’anonimato testuale nel XVII secolo.
