Amandyne Steropês - l’Enlacement Shibari






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Descrizione del venditore
Amandyne descrive il suo processo artistico come « la destrutturazione dell’umano e della materia », nella ricerca di un’espressione sensuale e sensoriale. Reinventa e trasforma la materia per risvegliare la forza interiore, « la pura energia di ciascuno dei suoi modelli » per permettere di rivelare il divino incarnato in ciascuno di noi.
« Desidero soprattutto che i miei dipinti vibrino della mia passione per i corpi, i loro misteri e la vita indomabile che li mette in movimento. In questo modo do carne alle mie sensazioni. »
L’uso della tecnica del dripping è al centro del suo processo creativo.
La prima delle ragioni è la spontaneità e l’energia: conferisce una reale dinamica all’opera.
Lasciando che schizzi e schizzi si depositino sulla tela in modo casuale, riesce a catturare — in questo moto di istantaneità — la gioia e la sensualità del soggetto. Liberandosi dai vincoli e dal controllo totale, può dare spazio alle emozioni e al suo stato d’animo del momento. Il dripping le permette anche di creare sulla tela motivi e texture unici, conferendo alle sue opere una dimensione imprevedibile, per riflettere tutta la bellezza del corpo.
Per effetto degli strati successivi di pittura che si sovrappongono e si intrecciano, la tecnica del dripping crea una ricchezza visiva e una profondità affascinante.
L’opera è venduta con certificato di autenticità e justificatif de cotation
« L’Incatenazione Shibari »
Tela di lino montata su telaio
In L’Incatenazione Shibari, l’artista rovescia i codici di una estetica spesso associata alla femminilità per esplorare la vulnerabilità maschile. Il soggetto, un uomo parzialmente legato, incarna un paradosso: la costrizione diventa qui un linguaggio di potenza interiore, di lasciare andare e di bellezza trattenuta.
Le corde dorate, meticolosamente integrate alla materia, si staccano su uno sfondo testurizzato di una brillantezza bianca. Simboleggiano tanto l’emprisonnement quanto la relianza — un legame sacro tra il corpo e l’anima, tra il dolore e l’abbandono. Le brillanti pitture di rosso e di nero scandiscono la composizione, evocando la tensione, la passione e la cicatrice emotiva del gesto.
L’artista trascende la semplice rappresentazione fisica per raggiungere una dimensione spirituale: quella in cui il corpo diventa terreno di espressione della fragilità umana, dell’erotismo sublimato e della ricerca di equilibrio tra dominazione e libertà.
Questa opera, potente e introspettiva, invita lo spettatore a oltrepassare le apparenze per interrogare la propria percezione del desiderio, del controllo e della bellezza del lasciarsi andare.
Questa opera, al tempo stesso sensuale e spirituale, sconvolge i codici. Interpella, inquieta e affascina.
Un pezzo che non lascia nessuno indifferente — una presenza forte, magnetica, che attira lo sguardo e si impone in ogni collezione contemporanea.
Amandyne descrive il suo processo artistico come « la destrutturazione dell’umano e della materia », nella ricerca di un’espressione sensuale e sensoriale. Reinventa e trasforma la materia per risvegliare la forza interiore, « la pura energia di ciascuno dei suoi modelli » per permettere di rivelare il divino incarnato in ciascuno di noi.
« Desidero soprattutto che i miei dipinti vibrino della mia passione per i corpi, i loro misteri e la vita indomabile che li mette in movimento. In questo modo do carne alle mie sensazioni. »
L’uso della tecnica del dripping è al centro del suo processo creativo.
La prima delle ragioni è la spontaneità e l’energia: conferisce una reale dinamica all’opera.
Lasciando che schizzi e schizzi si depositino sulla tela in modo casuale, riesce a catturare — in questo moto di istantaneità — la gioia e la sensualità del soggetto. Liberandosi dai vincoli e dal controllo totale, può dare spazio alle emozioni e al suo stato d’animo del momento. Il dripping le permette anche di creare sulla tela motivi e texture unici, conferendo alle sue opere una dimensione imprevedibile, per riflettere tutta la bellezza del corpo.
Per effetto degli strati successivi di pittura che si sovrappongono e si intrecciano, la tecnica del dripping crea una ricchezza visiva e una profondità affascinante.
L’opera è venduta con certificato di autenticità e justificatif de cotation
« L’Incatenazione Shibari »
Tela di lino montata su telaio
In L’Incatenazione Shibari, l’artista rovescia i codici di una estetica spesso associata alla femminilità per esplorare la vulnerabilità maschile. Il soggetto, un uomo parzialmente legato, incarna un paradosso: la costrizione diventa qui un linguaggio di potenza interiore, di lasciare andare e di bellezza trattenuta.
Le corde dorate, meticolosamente integrate alla materia, si staccano su uno sfondo testurizzato di una brillantezza bianca. Simboleggiano tanto l’emprisonnement quanto la relianza — un legame sacro tra il corpo e l’anima, tra il dolore e l’abbandono. Le brillanti pitture di rosso e di nero scandiscono la composizione, evocando la tensione, la passione e la cicatrice emotiva del gesto.
L’artista trascende la semplice rappresentazione fisica per raggiungere una dimensione spirituale: quella in cui il corpo diventa terreno di espressione della fragilità umana, dell’erotismo sublimato e della ricerca di equilibrio tra dominazione e libertà.
Questa opera, potente e introspettiva, invita lo spettatore a oltrepassare le apparenze per interrogare la propria percezione del desiderio, del controllo e della bellezza del lasciarsi andare.
Questa opera, al tempo stesso sensuale e spirituale, sconvolge i codici. Interpella, inquieta e affascina.
Un pezzo che non lascia nessuno indifferente — una presenza forte, magnetica, che attira lo sguardo e si impone in ogni collezione contemporanea.
