Luigi Servolini (1906-1981) - Veduta portuale





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Målning i olja på träplatte av Luigi Servolini (1906–1981), Veduta portuale, ett marint landskap från 1929, signerad och i originalutgåva, i gott skick och såld med dess ram, Italien.
Beskrivning från säljaren
Rara opera ad olio su tavola del celebre artista livornese Luigi Servolini, datata 1929 e firmata in basso a destra. Il dipinto rappresenta una preziosa testimonianza della produzione pittorica giovanile dell’artista, definita dalla critica come una inedita vocazione caratterizzata da un sintetismo luminoso e una veemenza cromatica che lo distinguevano nettamente dalla pennellata paterna. Questa produzione è oggi di estrema rarità poiché la quasi totalità delle opere pittoriche di gusto futurista di Servolini andò perduta durante i bombardamenti aerei che colpirono il suo studio di Livorno nel corso della seconda guerra mondiale. Già nel 1920, a soli quattordici anni, Servolini si impose all'attenzione della critica vincendo il primo premio alla prima mostra nazionale d'arte infantile di Pistoia e arrivando a esporre giovanissimo alla Biennale di Brera a Milano e alla prestigiosa novantesima esposizione internazionale della Società Amatori e Cultori di Roma. Il suo talento precoce fu tale da scatenare forti malumori negli ambienti artistici labronici, al punto che il grande Plinio Nomellini, temendo di essere sorpassato dal giovanissimo indomito, decise di ostacolarne attivamente la carriera esercitando un duro ostracismo all'interno del Gruppo Labronico. Nonostante queste resistenze, l’opera di Servolini ricevette il plauso delle avanguardie, essendo egli un entusiasta ammiratore di Filippo Tommaso Marinetti, dal quale ricevette stima e dediche autografe, e amico intimo dell’architetto futurista Virgilio Marchi. L’opera proposta costituisce dunque un fondamentale punto di congiunzione tra la gloriosa tradizione toscana di Giovanni Fattori e le nuove spinte sintetiche e internazionali del Novecento. Il dipinto si presenta in ottimo stato di conservazione ed è corredato da una importante cornice coeva lavorata che ne esalta la modernità compositiva.
Rara opera ad olio su tavola del celebre artista livornese Luigi Servolini, datata 1929 e firmata in basso a destra. Il dipinto rappresenta una preziosa testimonianza della produzione pittorica giovanile dell’artista, definita dalla critica come una inedita vocazione caratterizzata da un sintetismo luminoso e una veemenza cromatica che lo distinguevano nettamente dalla pennellata paterna. Questa produzione è oggi di estrema rarità poiché la quasi totalità delle opere pittoriche di gusto futurista di Servolini andò perduta durante i bombardamenti aerei che colpirono il suo studio di Livorno nel corso della seconda guerra mondiale. Già nel 1920, a soli quattordici anni, Servolini si impose all'attenzione della critica vincendo il primo premio alla prima mostra nazionale d'arte infantile di Pistoia e arrivando a esporre giovanissimo alla Biennale di Brera a Milano e alla prestigiosa novantesima esposizione internazionale della Società Amatori e Cultori di Roma. Il suo talento precoce fu tale da scatenare forti malumori negli ambienti artistici labronici, al punto che il grande Plinio Nomellini, temendo di essere sorpassato dal giovanissimo indomito, decise di ostacolarne attivamente la carriera esercitando un duro ostracismo all'interno del Gruppo Labronico. Nonostante queste resistenze, l’opera di Servolini ricevette il plauso delle avanguardie, essendo egli un entusiasta ammiratore di Filippo Tommaso Marinetti, dal quale ricevette stima e dediche autografe, e amico intimo dell’architetto futurista Virgilio Marchi. L’opera proposta costituisce dunque un fondamentale punto di congiunzione tra la gloriosa tradizione toscana di Giovanni Fattori e le nuove spinte sintetiche e internazionali del Novecento. Il dipinto si presenta in ottimo stato di conservazione ed è corredato da una importante cornice coeva lavorata che ne esalta la modernità compositiva.

