Placidia Doria - lettera Placidia DORIA duchessa del Tursi al conte Baron SERRA - 1655





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Letter by Placidia Doria Serra titled Lettera Placidia DORIA duchessa del Tursi al conte Baron Serra, originally written in Spanish in 1655, 1 page, signed, in very good condition.
Description from the seller
Historical letter of 1655
Written in Spanish and signed by Placidia Doria Serra, noblewoman belonging to one of the most important and influential aristocratic families of the Republic of Genoa.
Placidia, born Doria and bound by marriage to the Serra family, fully represents Genoese aristocracy of the time, characterized by very strong political, financial and feudal ties with the Crown of Spain. The document is entirely drafted in Spanish, which in the Seicento (the so-called “Century of the Genoese”) was not only the language of diplomacy and business, but the true linguistic status symbol of the high nobility of the Republic.
1 carta MISUR E CIRCA 23X14CM - written on the front
The text of the letter, private and family in character, addresses complex questions of patrimonial and financial management of the house. At the bottom of the sheet there is the contemporaneous cataloguing note of the recipient, identified by his noble titles: "Conde Ba.º Baron Serra" (Count and Baron Serra).
full text :
[Intestazione] M.mo Señor (Muy Magnífico / Muy Ilustre Señor)
[Corpo del testo] ... creo de mi ley [servício] con tan gran alegría de sum.ma de la m.rd (merced) q.e (que) S. M. q.e Dios g.de (que Dios guarde) ha hecho a V. M. tan cumplida como podía desear esta Señora de V. M. tan obligada. Dios haga q.e tenga muchas occas.es (occasiones) de dar enoras buenas a V. M. como merecen sus méritos, q.e le asseguro la estimaré por mías mías. Del q.e ha el mundo y las cosas q.e se passan en el creerá V. M. q.e tubiera mucho de q.e ablar, q.e no es fácil escrevir. Yo siento tanto los trabajos de mi hija de S. C. (Su Excelencia) y de mi nieto q.e solo Dios puede saber mis penas y darme su gra. (gracia) socorrer las suyas con alg.na (alguna) cosa y cantidad de provecho y alivio, mas como me ha dado S. Div.na M. (Su Divina Majestad) tan pocas fuerças, no veo como, y solo para comer y en lugar de cucharas embió a V. M. [50] escudos de manos presas. Se los de con esta carta mía y estos dará a V. M. por parte del Duj.e (Duque) mi Nieto, q.e me los deve y le he pedido q.e los haga dar a V. M. en su nombre, pues no deseo q.e ay se sepa, q.e yo los tengo y dispongo y q.e V. M. los de a mi hija en una o dos ueces. Desculpe la confiança y contarle con mis cuytas. Lo demás va en una carta de manos agenas. Dios de a V. M. de su gra. adonde le desea por V. mucho. He pensado q.e tan poca partida vaya ... de una vez.
[Data e Firma (in basso a destra)] ... 22 de octubre 1651 Servidora de V. M. Placidia Doria Serra
[Destinatario (in basso a sinistra)] S.r Conde D.n Baron Serra
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ITALIANO
[Intestazione]
Molto Illustre Signore,
[Corpo del testo]
... credo per mio dovere di servizio con così grande gioia la somma della grazia che Sua Maestà (che Dio guardi) ha concesso a Vostra Signoria, così compiuta come poteva desiderare questa Signora a Vostra Signoria tanto obbligata. Dio faccia sì che io abbia molte occasioni di felicitarmi con Vostra Signoria come meritano i suoi meriti, che le assicuro stimerò come se fossero miei propri. Riguardo a ciò che accade nel mondo e alle cose che vi succedono, crederà Vostra Signoria che avrei molto di cui parlare, cosa che non è facile scrivere.
Sento così tanto i travagli di mia figlia, di Sua Eccellenza e di mio nipote, che solo Dio può conoscere le mie pene e darmi la Sua grazia per soccorrere le loro con qualcosa e con una quantità che sia di aiuto e sollievo; ma poiché Sua Divina Maestà mi ha dato così poche forze, non vedo come. E solo per mangiare e al posto di cucchiai [posate d'argento], invio a Vostra Signoria 50 scudi tramite mani fidate.
Glieli do con questa mia lettera, e questi li darà a Vostra Signoria da parte del Duca mio nipote, che me li deve e gli ho chiesto di farli consegnare a Vostra Signoria a suo nome, poiché non desidero che lì si sappia che li ho io e ne dispongo, e che Vostra Signoria li dia a mia figlia in una o due volte. Perdoni la confidenza e il fatto di raccontarle le mie sofferenze. Il resto va in una lettera scritta da altra mano. Dio dia a Vostra Signoria della Sua grazia laddove io desidero molto per Vostra Signoria. Ho pensato che una cifra così piccola vada... in un'unica volta.
[Data e Firma (in basso a destra)]
... 22 ottobre 1651
Servitrice di Vostra Signoria
Placidia Doria Serra
[Destinatario (in basso a sinistra)]
Signor Conte Don Barón Serra
Historical letter of 1655
Written in Spanish and signed by Placidia Doria Serra, noblewoman belonging to one of the most important and influential aristocratic families of the Republic of Genoa.
Placidia, born Doria and bound by marriage to the Serra family, fully represents Genoese aristocracy of the time, characterized by very strong political, financial and feudal ties with the Crown of Spain. The document is entirely drafted in Spanish, which in the Seicento (the so-called “Century of the Genoese”) was not only the language of diplomacy and business, but the true linguistic status symbol of the high nobility of the Republic.
1 carta MISUR E CIRCA 23X14CM - written on the front
The text of the letter, private and family in character, addresses complex questions of patrimonial and financial management of the house. At the bottom of the sheet there is the contemporaneous cataloguing note of the recipient, identified by his noble titles: "Conde Ba.º Baron Serra" (Count and Baron Serra).
full text :
[Intestazione] M.mo Señor (Muy Magnífico / Muy Ilustre Señor)
[Corpo del testo] ... creo de mi ley [servício] con tan gran alegría de sum.ma de la m.rd (merced) q.e (que) S. M. q.e Dios g.de (que Dios guarde) ha hecho a V. M. tan cumplida como podía desear esta Señora de V. M. tan obligada. Dios haga q.e tenga muchas occas.es (occasiones) de dar enoras buenas a V. M. como merecen sus méritos, q.e le asseguro la estimaré por mías mías. Del q.e ha el mundo y las cosas q.e se passan en el creerá V. M. q.e tubiera mucho de q.e ablar, q.e no es fácil escrevir. Yo siento tanto los trabajos de mi hija de S. C. (Su Excelencia) y de mi nieto q.e solo Dios puede saber mis penas y darme su gra. (gracia) socorrer las suyas con alg.na (alguna) cosa y cantidad de provecho y alivio, mas como me ha dado S. Div.na M. (Su Divina Majestad) tan pocas fuerças, no veo como, y solo para comer y en lugar de cucharas embió a V. M. [50] escudos de manos presas. Se los de con esta carta mía y estos dará a V. M. por parte del Duj.e (Duque) mi Nieto, q.e me los deve y le he pedido q.e los haga dar a V. M. en su nombre, pues no deseo q.e ay se sepa, q.e yo los tengo y dispongo y q.e V. M. los de a mi hija en una o dos ueces. Desculpe la confiança y contarle con mis cuytas. Lo demás va en una carta de manos agenas. Dios de a V. M. de su gra. adonde le desea por V. mucho. He pensado q.e tan poca partida vaya ... de una vez.
[Data e Firma (in basso a destra)] ... 22 de octubre 1651 Servidora de V. M. Placidia Doria Serra
[Destinatario (in basso a sinistra)] S.r Conde D.n Baron Serra
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ITALIANO
[Intestazione]
Molto Illustre Signore,
[Corpo del testo]
... credo per mio dovere di servizio con così grande gioia la somma della grazia che Sua Maestà (che Dio guardi) ha concesso a Vostra Signoria, così compiuta come poteva desiderare questa Signora a Vostra Signoria tanto obbligata. Dio faccia sì che io abbia molte occasioni di felicitarmi con Vostra Signoria come meritano i suoi meriti, che le assicuro stimerò come se fossero miei propri. Riguardo a ciò che accade nel mondo e alle cose che vi succedono, crederà Vostra Signoria che avrei molto di cui parlare, cosa che non è facile scrivere.
Sento così tanto i travagli di mia figlia, di Sua Eccellenza e di mio nipote, che solo Dio può conoscere le mie pene e darmi la Sua grazia per soccorrere le loro con qualcosa e con una quantità che sia di aiuto e sollievo; ma poiché Sua Divina Maestà mi ha dato così poche forze, non vedo come. E solo per mangiare e al posto di cucchiai [posate d'argento], invio a Vostra Signoria 50 scudi tramite mani fidate.
Glieli do con questa mia lettera, e questi li darà a Vostra Signoria da parte del Duca mio nipote, che me li deve e gli ho chiesto di farli consegnare a Vostra Signoria a suo nome, poiché non desidero che lì si sappia che li ho io e ne dispongo, e che Vostra Signoria li dia a mia figlia in una o due volte. Perdoni la confidenza e il fatto di raccontarle le mie sofferenze. Il resto va in una lettera scritta da altra mano. Dio dia a Vostra Signoria della Sua grazia laddove io desidero molto per Vostra Signoria. Ho pensato che una cifra così piccola vada... in un'unica volta.
[Data e Firma (in basso a destra)]
... 22 ottobre 1651
Servitrice di Vostra Signoria
Placidia Doria Serra
[Destinatario (in basso a sinistra)]
Signor Conte Don Barón Serra

