Guido Pajetta (1898-1987) - La madre brutta e il figlio






Laurea magistrale in Innovazione e Organizzazione Culturale, dieci anni d’esperienza in arte italiana.
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Descrizione del venditore
Importante olio su tela del 1961, appartenente alla piena maturità espressiva di Guido Pajetta.
L’opera raffigura una madre e un figlio in una composizione verticale intensa e drammatica. Le figure, volutamente deformate e attraversate da una gestualità pittorica nervosa e materica, emergono da un fondo frammentato e vibrante.
La pennellata è spessa, corposa, quasi scultorea. I volti sono costruiti attraverso sovrapposizioni di colore – gialli accesi, rossi ferrosi, verdi sporchi – che creano tensione emotiva e profondità psicologica.
Il soggetto non è narrativo ma emotivo: il rapporto madre-figlio viene restituito in chiave espressionista, con una forza primitiva e struggente tipica della produzione di Pajetta negli anni ’60.
Opera di Guido Paolo Pajetta, artista di grande importanza, entrato nella storia dell’arte tra i grandi pittori italiani del XX secolo.
Il gesto pittorico di Pajetta, a volte leggero e veloce, altre volte graffiante e marcato, muta in continuazione. Tormentato dalle proprie ossessioni, l’artista si affida all’immagine come a una sorta di travestimento o di alter ego.
Guido Pajetta ha saputo adoperare tanti linguaggi in funzione di quello che era il suo obiettivo di analisi interiore.
È stato, fino alla fine, un artista spinto da impulsi che l’hanno portato a trattare motivi, a voltelirici a volte drammatici, generati da emozioni e da esperienze autentiche perché frutto delle sue passioni e delle sue ansie.
Titolo : La madre brutta e il figlio - Figure
Cm: 45 x 90
Anno: 1961
Opera archiviata e corredata da autentica.
Codice archivio: 2902
Opera registrata presso Archivio Giorgio Pajetta.
Opera non incorniciata.
Tela montata su telaio.
Importante olio su tela del 1961, appartenente alla piena maturità espressiva di Guido Pajetta.
L’opera raffigura una madre e un figlio in una composizione verticale intensa e drammatica. Le figure, volutamente deformate e attraversate da una gestualità pittorica nervosa e materica, emergono da un fondo frammentato e vibrante.
La pennellata è spessa, corposa, quasi scultorea. I volti sono costruiti attraverso sovrapposizioni di colore – gialli accesi, rossi ferrosi, verdi sporchi – che creano tensione emotiva e profondità psicologica.
Il soggetto non è narrativo ma emotivo: il rapporto madre-figlio viene restituito in chiave espressionista, con una forza primitiva e struggente tipica della produzione di Pajetta negli anni ’60.
Opera di Guido Paolo Pajetta, artista di grande importanza, entrato nella storia dell’arte tra i grandi pittori italiani del XX secolo.
Il gesto pittorico di Pajetta, a volte leggero e veloce, altre volte graffiante e marcato, muta in continuazione. Tormentato dalle proprie ossessioni, l’artista si affida all’immagine come a una sorta di travestimento o di alter ego.
Guido Pajetta ha saputo adoperare tanti linguaggi in funzione di quello che era il suo obiettivo di analisi interiore.
È stato, fino alla fine, un artista spinto da impulsi che l’hanno portato a trattare motivi, a voltelirici a volte drammatici, generati da emozioni e da esperienze autentiche perché frutto delle sue passioni e delle sue ansie.
Titolo : La madre brutta e il figlio - Figure
Cm: 45 x 90
Anno: 1961
Opera archiviata e corredata da autentica.
Codice archivio: 2902
Opera registrata presso Archivio Giorgio Pajetta.
Opera non incorniciata.
Tela montata su telaio.
