Scherzer e Bormioli - Set di bicchieri (12) - Cristallo





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Set di 6 calici da flûte altezza 24,5 x 5 x 5 cm e 6 da flûte altezza 22 x 4,2 cm in cristallo trasparente lavorato a mano. Porta l’etichetta e la marca incisa ad acido nella parte sotto della base del produttore tedesco: Scherzer 1880, come indicato dal marchio visibile sull'adesivo e l’altro set, il produttore italiano Rocco Bormioli. Presenta un design quadrato e uno troncoconico. Articolo da collezione o decorazione per la casa. Storia: la fabbrica fu fondata nel 1880 come Porzellanfabrik Zeh, Scherzer & Cie. su iniziativa di Johann Nicol Adam Zeh , detto Hans, come società in nome collettivo e fu sciolta nel 1992, acquisita dall'investitore finanziario Allerthal-Werke con il nome di Scherzer & Co. AG . Edificio della fabbrica a Rehau intorno al 1900.
La famiglia Bormioli cominciò a impadronirsi dei fondamenti tecnici dell’arte del vetro intorno all’anno 1000, quando, nel borgo ligure di Altare, diede vita a una comunità di maestri vetrai tra le più importanti d’Europa. Il rapporto tra la famiglia Bormioli, l’arte del vetro e la città di Parma cominciò nel 1854, quando i fratelli Domenico, Rocco e Carlo Bormioli acquistarono la ‘Reale Fabbrica delle maioliche e dei vetri’ in Strada Farnese. Entrambi imprenditori, Bormioli Rocco nasce a Parma nel 1897 e muore nel 1974, Pier Luigi nasce a Parma nel 1929 e muore a Milano nel 1991. Rocco, nipote e omonimo del capostipite, guida l’azienda di famiglia dandole una svolta storica: la tradizionale lavorazione del vetro (a mano e a soffio) viene convertita gradualmente in processi di completa automazione. Cavaliere del lavoro, negli anni sessanta passa di fatto la mano al figlio Pier Luigi che ne assume la direzione generale nel 1966 poi la presidenza nel 1974, trasformando il gruppo Bormioli in uno dei grandi protagonisti dell’industria vetraria europea.
E’ il primo imprenditore di Parma ad assumere personale portatore di handicap e alcuni dimessi dall’Ospedale psichiatrico di Colorno. Alla sua morte la presidenza del gruppo passa al primogenito Rocco, che opera affiancato dai tre fratelli e dai tre cugini Tirelli (figli di Giuseppina Bormioli, sorella di Pier Luigi).
Set di 6 calici da flûte altezza 24,5 x 5 x 5 cm e 6 da flûte altezza 22 x 4,2 cm in cristallo trasparente lavorato a mano. Porta l’etichetta e la marca incisa ad acido nella parte sotto della base del produttore tedesco: Scherzer 1880, come indicato dal marchio visibile sull'adesivo e l’altro set, il produttore italiano Rocco Bormioli. Presenta un design quadrato e uno troncoconico. Articolo da collezione o decorazione per la casa. Storia: la fabbrica fu fondata nel 1880 come Porzellanfabrik Zeh, Scherzer & Cie. su iniziativa di Johann Nicol Adam Zeh , detto Hans, come società in nome collettivo e fu sciolta nel 1992, acquisita dall'investitore finanziario Allerthal-Werke con il nome di Scherzer & Co. AG . Edificio della fabbrica a Rehau intorno al 1900.
La famiglia Bormioli cominciò a impadronirsi dei fondamenti tecnici dell’arte del vetro intorno all’anno 1000, quando, nel borgo ligure di Altare, diede vita a una comunità di maestri vetrai tra le più importanti d’Europa. Il rapporto tra la famiglia Bormioli, l’arte del vetro e la città di Parma cominciò nel 1854, quando i fratelli Domenico, Rocco e Carlo Bormioli acquistarono la ‘Reale Fabbrica delle maioliche e dei vetri’ in Strada Farnese. Entrambi imprenditori, Bormioli Rocco nasce a Parma nel 1897 e muore nel 1974, Pier Luigi nasce a Parma nel 1929 e muore a Milano nel 1991. Rocco, nipote e omonimo del capostipite, guida l’azienda di famiglia dandole una svolta storica: la tradizionale lavorazione del vetro (a mano e a soffio) viene convertita gradualmente in processi di completa automazione. Cavaliere del lavoro, negli anni sessanta passa di fatto la mano al figlio Pier Luigi che ne assume la direzione generale nel 1966 poi la presidenza nel 1974, trasformando il gruppo Bormioli in uno dei grandi protagonisti dell’industria vetraria europea.
E’ il primo imprenditore di Parma ad assumere personale portatore di handicap e alcuni dimessi dall’Ospedale psichiatrico di Colorno. Alla sua morte la presidenza del gruppo passa al primogenito Rocco, che opera affiancato dai tre fratelli e dai tre cugini Tirelli (figli di Giuseppina Bormioli, sorella di Pier Luigi).

