N. 100361045

Venduto
Luigi Ghirri / Mario Giacomelli - Paesaggi - 2010
Offerta finale
€ 49
2 giorni fa

Luigi Ghirri / Mario Giacomelli - Paesaggi - 2010

Luigi Ghirri / Mario Giacomelli. Paesaggi. Centro Arti Visive Pescheria Pesaro / Silvana Editoriale, 2010. Cm 24 x 17, copertina rigida, pagine numerate 62. Fotografie a colori (Ghirri) e in bianco e nero (Giacomelli). In ottimo stato. Luigi Ghirri (Scandiano, 5 gennaio 1943 – Reggio Emilia, 14 febbraio 1992) è stato un fotografo italiano. Nato a Fellegara di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, Ghirri inizia a fotografare nel 1969, collaborando e confrontandosi con artisti concettuali.[1] Geometra per lavoro,[2] artisticamente per tutti gli anni settanta procede componendo serie evocative dei vari temi della visione: l'immagine naturale e quella artificiale, l'ambiguità del paesaggio contemporaneo, la citazione della storia, l'immaginario del consumo. In quegli anni entra in contatto con Massimo Mussini e Arturo Carlo Quintavalle,[3] inizia una proficua collaborazione con lo CSAC, che conserva ora la più ampia raccolta di sue stampe originali, a cui dona periodicamente aggiornamenti della sua opera, con cui collabora anche come membro del comitato scientifico della Sezione Fotografia, suggerendo e indicando materiali storici da acquisire. Nel 1979 CSAC gli dedica un'ampia rassegna che antologizza tutta l'opera precedente e costituisce un punto di svolta per la sua vicenda.[1] Prosegue poi con ricerche orientate al paesaggio, all'architettura (sollecitato in questo da Aldo Rossi), collabora e stringe amicizia con scrittori e musicisti (tra cui Gianni Celati, Ermanno Cavazzoni, Antonio Tabucchi, Lucio Dalla) ed organizza originalissime imprese collettive, coinvolgendo altri fotografi attivi sugli stessi temi, di descrizione del paesaggio italiano, tra cui vanno ricordati Viaggio in Italia (1984)[4] e Esplorazioni sulla Via Emilia (1986).[5] Il progetto di Viaggio in Italia in particolare, ideato da Ghirri e curato oltre che da lui stesso da Gianni Leone ed Enzo Velati, è una pietra miliare per la fotografia italiana, costituendo un manifesto non ufficiale della scuola di paesaggio italiana nata in quegli anni.[6] Si tratta di un libro (Luigi Ghirri, Gianni Leone, Enzo Velati, a cura di, Viaggio in Italia - Il Quadrante, Alessandria 1984) e di una mostra itinerante che raccoglieva immagini di molti autori sia italiani che, in misura minore, stranieri, come Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Giannantonio Battistella, Vincenzo Castella, Andrea Cavazzuti, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Vittore Fossati, Carlo Garzia, Guido Guidi, Luigi Ghirri, Shelley Hill, Mimmo Jodice, Gianni Leone, Claude Nori, Umberto Sartorello, Mario Tinelli, Ernesto Tuliozi, Fulvio Ventura, Cuchi White.[7] Dal 1983 al 1985 tiene corsi di Storia della fotografia all'Istituto di Storia dell'Arte dell'Università degli Studi di Parma.[8] Nel 2024 la casa editrice Quodlibet pubblica il facsimile del libro Viaggio in Italia, diventato nel frattempo introvabile se non a prezzi elevati sul mercato dei collezionisti, accompagnato da un fascicolo di 48 pagine con un saggio sulla genesi e la fortuna critica di Viaggio in Italia a cura di Matteo Balduzzi, Fabio De Chirico, Gabriella Guerci, Matteo Piccioni, da una nota di Adele Ghirri e dalle traduzioni in francese e in inglese dei testi originali di Arturo Carlo Quintavalle e di Gianni Celati (nel libro pubblicate in italiano)[9]. Dal 1981, su sollecitazione da Vittorio Savi, si confronta con la fotografia di architettura nel territorio. In particolare fotograferà per lo stesso Savi, per Aldo Rossi e Paolo Zermani. Negli stessi anni stringe amicizia con lo scrittore Gianni Celati. I suoi paesaggi sono sospesi, non realistici, per certi versi metafisici, spesso privi di figure umane ma mai privi dell'intervento dell'uomo. L'uso di colori delicati e non saturi è fondamentale nella sua poetica[10] e nasce dalla stretta collaborazione con il suo stampatore Arrigo Ghi. Di notevole spessore gli scatti dello studio bolognese di via Fondazza del pittore Giorgio Morandi. Autore di copertine di numerosi album per la RCA sia di musica classica che di artisti italiani[11] come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Luca Carboni, CCCP - Fedeli alla linea (Epica Etica Etnica Pathos), Stadio, Ciao Fellini, Robert & Cara e altri. Viene improvvisamente a mancare a causa di un infarto nel 1992, all'età di 49 anni. Come lo ha definito Massimo Mussini, è stato certamente uno dei maggiori e più influenti fotografi italiani del Novecento.[12] Riferimenti e omaggi I Modena City Ramblers gli hanno dedicato la canzone L'uomo delle pianure, pubblicata nell'album Fuori campo del 1999. Elisabetta Sgarbi ha presentato al Festival di Venezia del 2009 un film sul fotografo di Scandiano intitolato Deserto Rosa.[13] La raccolta dei CCCP fedeli alla linea intitolata Ecco i miei gioielli del 1992 è dedicata a L. Ghirri. Risorse L'Archivio Luigi Ghirri, con sede nell'ultima residenza dell'artista a Roncocesi, nasce nel 1992 con lo scopo di diffondere e valorizzare l’opera del fotografo. Le pellicole sono conservate presso la fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. I diritti legati all’utilizzo delle immagini sono di esclusiva proprietà degli Eredi Luigi Ghirri. Luigi Ghirri è rappresentato dalle gallerie Matthew Marks e Mai 36 Galerie.[14] Al Centro studi e archivio della comunicazione di Parma è conservato un fondo[15] archivistico Luigi Ghirri costituito da opere realizzate dall'artista in tutto l’arco della sua carriera. Questo fondo contiene 670 stampe, 3 opere composite (Slot-machine, Km 0,250 di esposizione, Infinito), oltre a 147 stampe a colori 30x40 eseguite da Arrigo Ghi nel 1993 a cura di Paola Borgonzoni Ghirri per l'esposizione Muri di Carta/Biennale d'arte di Venezia 1993. Il fondo è pubblico e consultabile, ad eccezione di alcune serie ed oggetti che per motivi di conservazione sono esclusi anche dal prestito. Strumenti Le macchine fotografiche 1967-1968: Voigtlander Bessamatic 24x36mm a telemetro con ottica fissa e fotocamera usa e getta dell'ali. 1969-1972: Olympus Pen (24x18mm) e la prima fotocamera reflex. 1977-1978: Canon AE-1 1979 in poi: vari modelli di Polaroid, 100, SX-70, 600 e Image. 1980: è invitato dalla Polaroid Intl. ad Amsterdam per utilizzare una fotocamera sperimentale di formato 20x24" e 8x10". Anni ottanta: Pentax 645 (6x4.5 cm) e Pentax 67 (6x7cm). Da metà anni '80: Mamiya RB67 e Mamiya RZ67 (6x7cm). Le ottiche Lavorava soprattutto con obiettivi a focale intermedia e a volte usava grandangolo e teleobiettivo. I negativi Luigi Ghirri ha utilizzato negativi e diapositive dei formati: 24x36 mm, 3.5x5 cm, 4.5x6 cm, 5.5x5.5 cm, 5x6 cm, 6x6 cm, 6x7 cm, 6x8 cm, 6x9 cm. Opere Catalogo (1971-1972) Week End - Atlante (1973) Km. 0,250 (1973) Infinito (1974) Paesaggi di cartone (1971-1974) Colazione sull'erba (1972-1974) Kodachrome (1970-1978) In scala (1977-1978) Vedute (1970-1979) Italia ailati (1971-1979) Il paese dei balocchi (1972-1979) Identikit (1976 -1979) Diaframma 11, 1/125, luce naturale (1979) Geografia immaginaria (1979-1980) Snapshot (1980) Still life (1978-1981) Polaroid (1980-1981) Topografia-Iconografia (1980-1981) Tra albe e tramonti (1982-1983) Il lavoro degli artigiani (1984) Esplorazioni sulla via Emilia - Vedute nel paesaggio (1985) Versailles (1985) Terme dell'Emilia-Romagna (1987) Il Palazzo dell'Arte (1980-1988) Un piede nell'Eden (1984-1988) Le case (1976-1989) Paesaggio italiano (1980-1989) Il profilo delle nuvole (1980-1989) Vedute di città (1976-1990) I luoghi teatrali (1983-1990) Le architetture (1982-1992) Mostre de Il profilo delle nuvole 06/10/97 - 23/10/97 - Los Angeles, Istituto Italiano di Cultura 13/12/97 - 31/01/98 - Legnago, Museo Fioroni 15/02/98 - 26/02/98 - Houston, Fotofest '98 05/03/98 - 04/04/98 - New York, Istituto Italiano di Cultura 16/06/98 - 19/07/98 - Reggio Emilia, Palazzo Magnani 17/09/98 - 01/10/98 - S. Francisco, Istituto Italiano di Cultura 14/11/98 - 13/12/98 - Pisa, Palazzo Lanfranchi 18/12/98 - 17/01/99 - Bologna, ex chiesa di San Mattia 26/02/99 - 17/04/99 - Rochester, Visual Studies Workshop 30/04/99 - 16/05/99 - Lecco, Scuderie Manzoni 30/07/99 - 27/08/99 - Londra, Istituto Italiano di Cultura 05/10/99 - 22/10/99 - Edimburgo, Edinburgh College of Art 15/02/00 - 31/03/00 - Salisburgo, Literaturhaus Salzburg 14/06/00 - 31/08/00 - Madrid, Museo Nacional de Ciencias Naturales 06/10/00 - 26/11/00 - Passau, Verlagsgruppe Passau GmbH 14/12/00 - 04/02/01 - Milano, Fondazione delle Stelline 22/09/01 - 04/11/01 - Cesano Maderno, Biblioteca Comunale 18/10/01 - 18/11/01 - Bologna, ex chiesa di San Mattia 17/02/02 - 07/04/02 - Caltagirone, Galleria Luigi Ghirri 15/09/02 - 13/10/02 - Gualtieri, Palazzo Bentivoglio 15/05/03 - 05/06/03 - Salisburgo, Höribacherhof am Mondsee 20/04/04 - 20/05/04 - Mosca, Moscow House of Photography 10/11/04 - 15/12/04 - Finale Emilia, Osteria La Fefa 02/04/05 - 15/05/05 - Ferrara, Castello Estense - Sala Imbarcadero 08/11/05 - 08/12/05 - Santa Cruz de Tenerife, Fotonoviembre 2005 19/05/06 - 19/06/06 - Brescia, Palazzo Bailo 06/07/06 - 08/10/06 - Verona, Scavi Scaligeri 22/09/06 - 31/12/07 - Milano, Unicredit Private Banking 10/10/13 - 14/10/13 - Verona, Fiera di Verona padiglione 11 Altre mostre 03/02/12 - 11/03/12 - Le scatole viventi, Luigi Ghirri Project Prints, Rivoli (Torino), Museo d’arte contemporanea Castello di Rivoli. 02/05/14 - 27/07/14 - Luigi Ghirri. Pensare per immagini - Reggio Emilia, Chiostri di San Pietro 31/07/15 - 30/09/15 - Luigi Ghirri. Dublino, The Douglas Hyde Gallery, Trinity College 25/05/18 - 26/08/18 - Luigi Ghirri. Il paesaggio dell'architettura - Milano, La Triennale 24/10/19 - 24/11/19 - Prospettive industriali - Biennale Foto/Industria, Bologna, sotterranei di Palazzo Bentivoglio 17/12/22 - 26/02/23 - Labirinti della visione, Luigi Ghirri 1991 - Parma, Palazzo del Governatore Mario Giacomelli (Senigallia, 1º agosto 1925 – Senigallia, 25 novembre 2000) è stato un tipografo, fotografo e pittore italiano. Biografia Nasce nel 1925 da Alfredo e da Libera Guidini, una famiglia di umili origini contadine ed ebbe due sorelle. Le sue origini resteranno un aspetto che terrà custodito nell'animo come marchio di appartenenza e che si ripercuoterà nella sua produzione fotografica e nel suo guardare al mondo e alla natura nel rapporto con l'uomo. Nel 1935 perderà il padre, la cui ferita sarà molto profonda.[1] Il periodo storico e le difficili vicende familiari (orfano di padre a soli 9 anni) costrinsero Mario a non continuare gli studi e aiutare la famiglia come garzone presso la Tipografia Giunchedi (aveva soli tredici anni) mentre la madre faceva la lavandaia all'ospizio di anziani della città. Dopo la guerra ritorna nella tipografia, dopo aver partecipato ai lavori di ricostruzione dai bombardamenti, come operaio tipografo. Nel 1950 decide di avviare in proprio l’attività, a permettergli il gran passo, prestandogli i suoi risparmi, sarà un’anziana dell’ospizio in cui la madre lavorava: nasce così la “Tipografia Marchigiana”, sotto i Portici Ercolani, in seguito trasferita in Via Mastai 5, negli anni divenuta punto di riferimento e luogo d'incontro con il fotografo, lui che, era risaputo, non amava spostarsi troppo dalla sua cittadina marittima. Nel 1953, Giacomelli acquista una Bencini Comet S (CMF) modello del 1950, con ottica rientrante acromatica 1:11, pellicola 127, otturazione con tempi 1/50+B e sincro flash. Era Natale e va in spiaggia, scatta la sua prima foto L’approdo, la celebre fotografia della scarpa trasportata dalle onde sulla battigia, con la quale Giacomelli capisce di volersi esprimere d'ora in avanti con il mezzo fotografico. Inizia a fotografare parenti, colleghi e gente della sua cerchia amicale. In quegli anni si appoggia per la stampa allo studio fotografico di Lanfranco Torcoletti di via Mastai, il quale gli presentò Giuseppe Cavalli, maturo fotografo e grande teorico della fotografia. Il contatto frequente e intenso con Cavalli, un'amicizia reverenziale di tipo maestro/discepolo, fu fondamentale per la formazione culturale di Giacomelli. Mario Giacomelli, Un uomo una donna un amore, 1960 Cavalli da anni si adoperava nel creare una mappatura di cosa fosse la Fotografia, cercando fermamente un'alternativa alla fotografia Neorealismo, cercando giovani talenti per una nuova visione della fotografia italiana del dopoguerra, per una fotografia "artistica", come si diceva all'epoca, motivi per cui era nata nel 1947 il gruppo di fotografia amatoriale La Bussola (Milano) con tanto di manifesto programmatico (fondatori: Giuseppe Cavalli, Finazzi, Vender, Leiss, Luigi Veronesi) e motivi per cui nel dicembre del 1953 si costituisce il gruppo Misa, registrato il 1 gennaio 1954 alla FIAF sotto il nome di "Associazione Fotografica Misa", per rinnovare la visione della fotografia dall’interno del mondo fotoamatoriale (anche su consiglio di Paolo Monti). Sotto la guida di Ferruccio Ferroni, primo "allievo" di Cavalli, sempre con la supervisione del Maestro, Giacomelli si addentra nella tecnica fotografica. Partecipa a numerosi concorsi fotografici italiani e internazionali (fino alla fine degli anni '70, quindi anche dopo la notorietà), in cui si distingue per originalità e spessore di linguaggio. Nel 1955 vince al Concorso Nazionale di Castelfranco Veneto, in cui fu acclamato dalla critica. Paolo Monti, della giuria, scrisse: “Ad un tratto fra le migliaia di copie che ci franavano addosso, apparvero le fotografie di Giacomelli. Apparizione è la parola più propria alla nostra gioia e emozione, perché di colpo la presenza di quelle immagini ci convinse che un nuovo fotografo era nato”. Sono di questo periodo le serie dallo stile del reportage, ma senza mai Giacomelli essere un verista ("Nessuna immagine può essere "la realtà", perché la realtà ti capita una volta sola davanti agli occhi"[2] come Lourdes (1957), Scanno (1957/59), Puglia (1958, dove tornerà nel 1982),[3] Zingari (1958),[4] Loreto (1959, dove ritorna nel 1995), Un uomo, una donna, un amore (1960/61), Mattatoio (1960), Pretini (1961/63), La buona terra (1964/66), e le preziosissime fotografie scattate all'ospizio di Senigallia dal titolo Ospizio (1954/56), Vita d'ospizio (1956/57), Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (1966/68). Iniziano le prime pubblicazioni sulle riviste specializzate di Fotografia. Continuando con la sua ricerca, il fotografo inizia a chiedere ai contadini, pagandoli, di creare con i loro trattori precisi segni sulla terra, agendo direttamente sul paesaggio da fotografare per poi accentuare tali segni nella stampa. Ben presto Giacomelli sentirà stretti i severi precetti stilistici di Cavalli: sente che i toni di grigio sono inappropriati a rappresentare quell’impeto e quel tragico che ritrovava invece nei suoi forti − e all’epoca sconvolgenti − contrasti di bianco e nero, che ritrovava invece nell'affascinante antagonista di Cavalli, il fondatore del gruppo fotografico La Gondola (Venezia), e amico Paolo Monti, e nella Subjektive Fotografie a cui Giacomelli era vicino tanto che fu inserito nel 1960 nella mostra “Subjektive Photographie 3” (Varese), ordinata da Otto Steinert. D'altra parte il gruppo Misa si sciolse presto (nel 1958) proprio a causa di divergenza di vedute. Altro contatto importante per lo sviluppo della creatività di Giacomelli fu senz'altro Luigi Crocenzi. Tramite Crocenzi, nel '61 Elio Vittorini chiede a Giacomelli l'immagine Gente del sud (dalla serie Puglia) per la copertina dell'edizione inglese di Conversazione in Sicilia. Nel '63 Piero Racanicchi, che insieme a Turroni è stato tra i primi critici sostenitori dell'opera di Giacomelli, segnala il fotografo a John Szarkowski, direttore del dipartimento di Fotografia del MOMA di New York che sceglie di esporre una sua fotografia alla mostra The Photographer's Eye: la ormai celebre e iconica foto del bambino di Scanno.[5] Nel '64 Szarkowski acquisirà poi alcune immagini della serie Scanno[1] e alcune immagini della serie "Io non ho mani che mi accarezzino il volto",[5] Quest'ultimo lavoro ebbe come primo titolo "I seminaristi", ma le stesse fotografie possono recare anche il titolo "Seminario" o "Pretini". Nello stesso anno partecipa alla Biennale di Venezia con la serie dell'Ospizio, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Nel 1965, frequentando una famiglia di contadini, realizza una delle serie più conosciute, "La buona terra", ritrovando il ritmo del suo essere e scoprendo il lato spirituale di chi, lavorando la terra, è rimasto vicino alle proprie radici, rispettando l'origine e il senso dell'Umanità. Sotto l'influsso di Crocenzi, nel '67 Giacomelli pensa alla realizzazione di una serie fotografica incentrata sul racconto, interpretando Caroline Branson dell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, con canovaccio di Luigi Crocenzi. Negli anni '60 conosce personalmente Alberto Burri, in linea con la vicinanza all'informale e all'astrattismo. Nel '68 inizia una serie fotografica a colori, che terminerà solo alla fine degli anni '80 "Il cantiere del paesaggio".[5] Nel '78 partecipa alla Biennale di Venezia con fotografie di Paesaggi. Nel 1980 Arturo Carlo Quintavalle scrive un libro analitico sull'opera del fotografo, acquisendo una buona quantità di sue opere per il centro CSAC di Parma. Nel 1984 conosce il poeta Francesco Permunian con il quale instaura una collaborazione che dà alla luce le serie Il teatro della neve (1984/86) e Ho la testa piena mamma (1985/87). Tra il 1984 e il 1985, dopo aver letto Il Canto dei Nuovi Migranti del poeta calabrese Franco Costabile, realizza una serie di foto in Calabria, ispirate dallo spopolamento dei paesi interni e dall'emigrazione calabrese. Le foto sono state scattate nei paesi di Tiriolo, San Giovanni in Fiore, Cutro, Santa Severina, Badolato, Seminara, Pentedattilo, Bova, Caraffa di Catanzaro, Amaroni; Cropani, Zagarise, Magisano, Vincolise, Cavallerizzo di Cerzeto, Sant’Andrea Apostolo allo Jonio, Cessaniti, San Marco, San Cono, Nao, Jonadi e Pernocari.[6] Riguardo a queste foto, Giacomelli dichiarò : "lo volevo, come Costabile, gridare. lo non ho fatto nessun paesaggio. Perché? Non è che l'ho fatto apposta, non ero invogliato a farle e non le ho fatte. E adesso però penso, riflettendo, ragionando su quello che mi dicono: la terra è bella ma non è la loro. Ecco perché non ero attratto a fare la terra. lo cercavo Costabile per dire: cercavo il calabrese vero. Ce n'è quattro che stan bene, io cercavo gli altri che non stanno bene. Io cercavo di andare dentro il mondo di Costabile." [7] Nel 1983/87 crea Il mare dei miei racconti fotografie aeree scattate alla spiaggia di Senigallia. Negli anni '70/90 Giacomelli fotografa la costa adriatica nei pressi di Senigallia, creando la serie Le mie Marche e "Il Mare". Nel 1983 nasce da una sua poesia "Nulla" una serie sui gabbiani, ma già nel 1982, usò una sua poesia per una serie a colori "La realtà mi investe". Durante gli anni '90 lavorò instancabilmente ad una corposa serie che ebbe origine dall'abbandono e conseguente abbattimento di una azienda del suo amico Otello. Nel 1997 realizza per la nota torrefazione Illy il soggetto per l'annuale servizio di tazzine artistiche col nome di Stati d'animo,[8] Illy Collection. Degli anni novanta sono le serie Vita del pittore Bastari (1991/92), "Io sono nessuno" da una poesia di Emily Dickinson, Poesie in cerca d'autore, Bando (1997/99), 31 Dicembre (1997).[9] Verso la fine del mese di Agosto conclude la serie "Ritorno" nata dalla lettura di una poesia di Giorgio Caproni. Mario Giacomelli muore il 25 novembre del 2000 a Senigallia, dopo un anno di malattia, mentre lavorava alle serie Questo ricordo lo vorrei raccontare (2000), "Ricordi di un ragazzo del '25" e La domenica Prima (2000). A partire dall'anno 2001 il Circolo Fotografico Sannita di Morcone in provincia di Benevento istituisce un premio fotografico intitolato alla memoria di Giacomelli.[10][11] Mostre (selezione) Palazzo Sormani, Biblioteca Comunale, Milano (IT), “Mario Giacomelli. Paesaggi e nature morte”, 1959 Subjektive Fotografie 3. Internationale de Photographies modernes, Palais des Beaux Arts, Bruxelles (BE), 1959 Aixelá, Rambla Cataluna, Barcellona (ES), “Exposición Mario Giacomelli”, 1962 George Eastman House, Rochester, New York (US), “Photography 63. An International Exibition”, 1963 MoMA Museum of Modern Art, New York (US), “The Photographer’s Eye”, 1964 IX Yolo International Exhibition of Photography, Università della California - Davis, California (US), Yolo County Fair, Woodland, California (US), University of California, Berkeley, California (US), University of Nevada, Reno, Nevada (US), 1964 VIII Biennale de la Fédération de l’Art Photographique, Basilea (DE), 1964 National Gallery of Canada, Ottawa (CA), “Photography in the Twentieth Century”, 1967 MET The Metropolitan Museum of Art, New York (US), “Photography in the Fine Arts Exibition”, 1967 SFMOMA San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco (US), “Mario Giacomelli: Photographs”, 1970 Bibliothèque Nationale de France, Paris (FR), 1972 V&A Victoria and Albert Museum, Londra (GB), “The Land”, 1975 Bowdoin College Museum of Art, Brunswick, Maine (US), “Mario Giacomelli”, 1977 Studio du Passage 44, Bruxelles (BE), Academie voor Schone Kunsten, Gand (BE), Cultureel Centrum, Hasselt (BE), Musée du Verre, Charleroi (BE), “Images des Hommes. 18 photographes européens”, 1978 Magazzini del sale, Venezia (IT), “Venezia ’79. La fotografia: Fotografia italiana contemporanea”, 1979 Museo de Arte Carrillo Gil, Città del Messico (MX), “19 fotografos italianos contemporaneos”, 1979 Museum of Art, Rhode Island School of Design, Providence (US), “Mario Giacomelli: Photographs”, 1980 MAC Musée d’Art Contemporain, Montréal (CA), “Les choix de l’œil: la photographie depuis 1940”, 1981 The Seibu Museum of Art, Tokyo (JP), “Twentieth-Century Photographs from The Museum of Modern Art”, 1982 The Pushkin State Museum of Fine Arts, Mosca (RU), “Maestri della fotografia creativa contemporanei in Italia”, 1983 V&A Victoria and Albert Museum, Londra (GB), “Personal choice. A Celebration of Twentieth-Century Photographs, Selected and Introduced by Photographers, Painters and Writers”, 1983 University of Hawaii Art Gallery, Honolulu, Hawaii (US), 1983 Musée Nicephore Niepce, Chalon-sur-Saône (FR), “Les Photographies de Mario Giacomelli”, 1984 Ravensbourne College of Art, Kent; Aberystwyth Arts Center, Aberystwyth; Plymouth Arts Center, Plymouth; Brewery Arts Center, Kendal; Untitled Gallery, Scheffield (GB), “Mario Giacomelli. A Retrospective 1955-1983”, 1984 XV Rencontres Internationales de la Photographie, Salle Capitulaire, Arles (FR) Musée d’Art Contemporain, Montréal (CA), “Les vingt ans du Musée à travers sa collection”, 1985 Galleria d’Arte Moderna, Bologna (IT), “L’arte leggera. Una astrazione tra naturalismo e poesia nella memoria leopardiana riposta nel cuore della intelligenza creativa”, 1985 Museo della Storia della Fotografia Fratelli Alinari, “Italia: cento anni di Fotografia”, 1985 The Glasgow School of Art, Glasgow; Arts Council Gallery, Belfast; The Photography Gallery, Dublino; Carmarthenshire Museum, Carmarthen; Visual Art Department, Aberystwyth (Galles); Polytechnic of Central London, Londra (GB), “Mario Giacomelli. A Retrospective 1955-1983”, 1985 Museum Bowdoin College, Brunswick (US), 1986 Carmarthern Museum, Carmarthern (GB), 1986 Milwaukee Art Museum, Milwaukee (US), “Of People and Places. The Floyd and Josephine Segel Collection of Photography”, 1987 Puschkin State Museum of Fine Art, Mosca (RU), 1987 Museum Kulturhaus, Graz (AT), “Mario Giacomelli: Über die Magie des Alltäglichen und Landschaftbilder”, 1987 Palais de Tokyo, Parigi (FR), “Mario Giacomelli”, 1987 Museum of Fine Arts, Houston (US), “Evocative Presence: Twentieth-Century Photographs from Museum Collection”, 1988 ICP International Center of Photography, New York (US), “Celebrate ICP’s 14th Anniversary. Master Photographs from the Photography in the Fine Arts Exhibitions, 1959-1967”, 1988 Metropolitan Museum, Tokyo (JP), 1989 FOMU Fotomuseum provincie Antwerpen, Anversa (BE), “Mario Giacomelli. Retrospective”, 1992 Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea, Torino (IT), “Mario Giacomelli”, 1992 Museo d’Arte Contemporanea, Nizza (FR), “Mario Giacomelli”, 1992 Peggy Guggenheim Collection, Venezia (IT), “Immagini italiane”, 1993 Musée de l’Elysée, Lausanne (CH), “Mario Giacomelli. La grande rétrospective”, 1993 The Murray and Isabella Rayburn Foundation, New York (US), “Immagini italiane”, 1994 Guggenheim Museum, New York (US), “The italian metamorphosis. 1943-1968”, 1994 GAM Galleria d’Arte Moderna, Bologna (IT), “Mario Giacomelli”, 1994 Palazzo di Beit Edine, Beirut (RL), “Mario Giacomelli”, 1994 Palacio de Bellas Artes Museo de Artes Decorativas, Castillo de la Real Fuerza, Havana (CU), “Fotografias de Mario Giacomelli”, 1994 46th International Art Exhibition Venice Biennale / Biennale di Venezia, Venezia (IT), “L’io e il suo doppio, un secolo di ritratto fotografico in Italia. 1885-1995”, 1995 Museum Ludwig Koln, Colonia (DE), “Mario Giacomelli – Fotografien 1954-1995”, 1995 FFI Fotografie Forum international, Frankfurt / Main (DE), “Mario Giacomelli. Fotografien 1952-1995”, 1996 Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari, Palazzo Rucellai, Firenze (IT), “Forme di luce. Il Gruppo La Bussola e aspetti della fotografia italiana del dopoguerra”, 1997 MoMA PS1, New York (US), “The Promise of Photography: Selected Works from the DG Bank Collection”, 1999 GAM Galleria d’Arte Moderna, Bologna (IT), “The Nature of Still Life. From Fox Talbot to the Present Day”, 2001 Palazzo delle Esposizioni, Roma (IT), “Mario Giacomelli”, 2001 Museum of Fine Art, Santa Fe, New Mexico (US), “Idea Photographic: After Modernism”, 2002 Fondation Henri Cartier-Bresson, Paris (FR), “Les choix d’Henri Cartier-Bresson”, 2003 Galleria Civica, Palazzo Santa Margherita, Modena (IT), “Modena per la Fotografia. L’idea di paesaggio nella fotografia italiana dal 1850 ad oggi”, 2003 Museum of Photographic Arts, El Prado Balboa Park, San Diego (US) “Mario Giacomelli. A retrospective”, 2003 Museo di Capodimonte, Napoli (IT), “Mario Giacomelli. Vita del pittore Bastari”, 2003 Scuderie del Quirinale, Roma (IT) “Italia. Doppie visioni”, 2004 MuFoCo Museo di Fotografia Contemporanea, Milano (IT), “Il museo, le collezioni”, 2004 Peggy Guggenheim Collection, Venezia (IT), “Il Diaframma of Lanfranco Colombo. Masters of Photography”, 2005 Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea, Torino (IT), “Volti nella folla. Immagini della vita moderna da Manet a oggi / Faces in the Crowd. Picturing Modern Life from Manet to Today”, 2005 Palazzo Reale, Milano (IT), “Annicinquanta”, 2005 Bibliothèque Nationale de France, Paris (FR), “Mario Giacomelli. Métamorphoses”, 2005 MOPS The Museum of Photography, Seoul (KR), “Mario Giacomelli”, 2005 Fotografisk Center, København (DK), “Mario Giacomelli. Retrospektivt”, 2005 MoMA The Museum of Modern Art, New York (US), “Photography Collection: Rotation 4”, 2006 MEP Maison Européenne de la Photographie, Paris (FR), “Un été italien. Une histoire privée / A Private History”, 2006 BUAG Boston University Art Gallery, Boston (US), “To Fly. Contemporary Aerial Photography”, 2007 Maison Européenne de la Photographie, Paris (FR), “Italies. Doubles visions”, 2007 Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea, Torino (IT), “Dalla terra alla luna: metafore di viaggio / From the Earth to the Moon: Metaphors for Travel (Part II)”, 2007 GAM, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino (IT), “Per una collezione di fotografia MAMM Multimedia Art Museum, Mosca (RU), in Photobiennale 2008, “Mario Giacomelli. Photographies. 1953-1990”, 2008 Metropolitan Museum of Photography, Tokyo (JP), “Mario Giacomelli”, 2008 MuFoCo Museo di Fotografia Contemporanea, Milano (IT), “Fotografia Astratta. Dalle avanguardie al digitale”, 2009 MEP Maison Européenne de la Photographie, Paris (FR), “Autour de l’extrême”, 2010 Les Rencontres de la Photographie Arles 2010, Chapelle Saint-Martin du Méjan, Arles (FR), “Mario Giacomelli. La figura nera aspetta il bianco” Leopold Museum, Vienna (AT), “Magie des Objekts. Photographie aus drei Jahrhunderten”, 2011 Musée Nicephore Niepce, Chalon-sur-Saône (FR), “Nouvelles frontières. Le paysage dans la photographie contemporaine”, 2011 Palazzo Ducale, Genova (IT), “Mario Giacomelli. Un maestro della fotografia del Novecento”, 2012 Palazzo del Duca, Senigallia (IT), “Mario Giacomelli. Sotto la pelle del reale”, 2012 Centre Pompidou, Metz (FR), “Vues d’en haut”, 2013 Tokyo Metropolitan Museum of Photography, Tokyo (JP), “Mario Giacomelli. The Black is Waiting for the White” MOPS The Museum of Photography, Seoul (KR), “The Masterpieces. The Museum of Photography Seoul Collection”, 2014 Palazzo della Ragione, Milano (IT), “Italia Inside Out. I fotografi italiani”, 2015 Yokohama Museum of Art, Yokohama (JP), “Thinking with the Body: ways of Relating to the Body in Contemporary Art”, 2015 WestLicht, Schauplatz für Fotografie, Wien (AT), “Mario Giacomelli. Gegen die Zeit”, 2015 Le Château d’Eau, Pôle photographique, Tolosa (FR), “Mario Giacomelli. Je ne fais pas le photographe, je ne sais pas le faire”, 2016 Complesso Monumentale di Astino, Bergamo (IT), “Mario Giacomelli. Terre scritte”, 2017 MAMM Multimedia Art Museum, Mosca (RU), “Mario Giacomelli. Poetry of landscape” Museo Civico Villa Colloredo Mels, Recanati (IT), “Mario Giacomelli. Giacomo Leopardi, A Silvia, L’infinito”, 2018 Münchner Stadtmuseum, Monaco (DE), “LAND__SCOPE. Fotoarbeiten von Roni Horn bis Thomas Ruff”, 2019 Jimei X Arles, Jimei District, Xiamen (CN), Museum of Photography Seoul (KR), “Collector’s Tale. Brassaï, Koudelka, Giacomelli. Romantic Melancholy”, 2019 Museum of Fine Art, Boston (US), “Postwar Visions. European Photography, 1945–60”, 2019 Palazzo del Duca, Senigallia (IT), “Giacomelli / Burri. Fotografia e immaginario materico”, 1 Luglio - 28 Settembre 2021 Getty Center, Los Angeles (US), “Mario Giacomelli: Figure/Ground”, 29 Giugno - 10 Ottobre 2021 Rocca di Lonato, Lonato del Garda (IT), "Retrospettiva di Mario Giacomelli", 7 luglio 2023 - 29 ottobre 2023 Opere Il bambino di Scanno Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (Ospizio) Io non ho mani che mi accarezzino il volto (Pretini) Paesaggi: Presa di coscienza sulla natura, Metamorfosi della terra, Storie di terra, Memorie di una realtà Caroline Branson da Spoon River Bando

N. 100361045

Venduto
Luigi Ghirri / Mario Giacomelli - Paesaggi - 2010

Luigi Ghirri / Mario Giacomelli - Paesaggi - 2010

Luigi Ghirri / Mario Giacomelli. Paesaggi. Centro Arti Visive Pescheria Pesaro / Silvana Editoriale, 2010. Cm 24 x 17, copertina rigida, pagine numerate 62. Fotografie a colori (Ghirri) e in bianco e nero (Giacomelli). In ottimo stato. Luigi Ghirri (Scandiano, 5 gennaio 1943 – Reggio Emilia, 14 febbraio 1992) è stato un fotografo italiano. Nato a Fellegara di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, Ghirri inizia a fotografare nel 1969, collaborando e confrontandosi con artisti concettuali.[1] Geometra per lavoro,[2] artisticamente per tutti gli anni settanta procede componendo serie evocative dei vari temi della visione: l'immagine naturale e quella artificiale, l'ambiguità del paesaggio contemporaneo, la citazione della storia, l'immaginario del consumo. In quegli anni entra in contatto con Massimo Mussini e Arturo Carlo Quintavalle,[3] inizia una proficua collaborazione con lo CSAC, che conserva ora la più ampia raccolta di sue stampe originali, a cui dona periodicamente aggiornamenti della sua opera, con cui collabora anche come membro del comitato scientifico della Sezione Fotografia, suggerendo e indicando materiali storici da acquisire.

Nel 1979 CSAC gli dedica un'ampia rassegna che antologizza tutta l'opera precedente e costituisce un punto di svolta per la sua vicenda.[1] Prosegue poi con ricerche orientate al paesaggio, all'architettura (sollecitato in questo da Aldo Rossi), collabora e stringe amicizia con scrittori e musicisti (tra cui Gianni Celati, Ermanno Cavazzoni, Antonio Tabucchi, Lucio Dalla) ed organizza originalissime imprese collettive, coinvolgendo altri fotografi attivi sugli stessi temi, di descrizione del paesaggio italiano, tra cui vanno ricordati Viaggio in Italia (1984)[4] e Esplorazioni sulla Via Emilia (1986).[5]

Il progetto di Viaggio in Italia in particolare, ideato da Ghirri e curato oltre che da lui stesso da Gianni Leone ed Enzo Velati, è una pietra miliare per la fotografia italiana, costituendo un manifesto non ufficiale della scuola di paesaggio italiana nata in quegli anni.[6] Si tratta di un libro (Luigi Ghirri, Gianni Leone, Enzo Velati, a cura di, Viaggio in Italia - Il Quadrante, Alessandria 1984) e di una mostra itinerante che raccoglieva immagini di molti autori sia italiani che, in misura minore, stranieri, come Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Giannantonio Battistella, Vincenzo Castella, Andrea Cavazzuti, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Vittore Fossati, Carlo Garzia, Guido Guidi, Luigi Ghirri, Shelley Hill, Mimmo Jodice, Gianni Leone, Claude Nori, Umberto Sartorello, Mario Tinelli, Ernesto Tuliozi, Fulvio Ventura, Cuchi White.[7] Dal 1983 al 1985 tiene corsi di Storia della fotografia all'Istituto di Storia dell'Arte dell'Università degli Studi di Parma.[8]

Nel 2024 la casa editrice Quodlibet pubblica il facsimile del libro Viaggio in Italia, diventato nel frattempo introvabile se non a prezzi elevati sul mercato dei collezionisti, accompagnato da un fascicolo di 48 pagine con un saggio sulla genesi e la fortuna critica di Viaggio in Italia a cura di Matteo Balduzzi, Fabio De Chirico, Gabriella Guerci, Matteo Piccioni, da una nota di Adele Ghirri e dalle traduzioni in francese e in inglese dei testi originali di Arturo Carlo Quintavalle e di Gianni Celati (nel libro pubblicate in italiano)[9].

Dal 1981, su sollecitazione da Vittorio Savi, si confronta con la fotografia di architettura nel territorio. In particolare fotograferà per lo stesso Savi, per Aldo Rossi e Paolo Zermani. Negli stessi anni stringe amicizia con lo scrittore Gianni Celati. I suoi paesaggi sono sospesi, non realistici, per certi versi metafisici, spesso privi di figure umane ma mai privi dell'intervento dell'uomo. L'uso di colori delicati e non saturi è fondamentale nella sua poetica[10] e nasce dalla stretta collaborazione con il suo stampatore Arrigo Ghi. Di notevole spessore gli scatti dello studio bolognese di via Fondazza del pittore Giorgio Morandi. Autore di copertine di numerosi album per la RCA sia di musica classica che di artisti italiani[11] come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Luca Carboni, CCCP - Fedeli alla linea (Epica Etica Etnica Pathos), Stadio, Ciao Fellini, Robert & Cara e altri. Viene improvvisamente a mancare a causa di un infarto nel 1992, all'età di 49 anni. Come lo ha definito Massimo Mussini, è stato certamente uno dei maggiori e più influenti fotografi italiani del Novecento.[12]

Riferimenti e omaggi
I Modena City Ramblers gli hanno dedicato la canzone L'uomo delle pianure, pubblicata nell'album Fuori campo del 1999.
Elisabetta Sgarbi ha presentato al Festival di Venezia del 2009 un film sul fotografo di Scandiano intitolato Deserto Rosa.[13]
La raccolta dei CCCP fedeli alla linea intitolata Ecco i miei gioielli del 1992 è dedicata a L. Ghirri.
Risorse
L'Archivio Luigi Ghirri, con sede nell'ultima residenza dell'artista a Roncocesi, nasce nel 1992 con lo scopo di diffondere e valorizzare l’opera del fotografo. Le pellicole sono conservate presso la fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. I diritti legati all’utilizzo delle immagini sono di esclusiva proprietà degli Eredi Luigi Ghirri.

Luigi Ghirri è rappresentato dalle gallerie Matthew Marks e Mai 36 Galerie.[14]

Al Centro studi e archivio della comunicazione di Parma è conservato un fondo[15] archivistico Luigi Ghirri costituito da opere realizzate dall'artista in tutto l’arco della sua carriera. Questo fondo contiene 670 stampe, 3 opere composite (Slot-machine, Km 0,250 di esposizione, Infinito), oltre a 147 stampe a colori 30x40 eseguite da Arrigo Ghi nel 1993 a cura di Paola Borgonzoni Ghirri per l'esposizione Muri di Carta/Biennale d'arte di Venezia 1993. Il fondo è pubblico e consultabile, ad eccezione di alcune serie ed oggetti che per motivi di conservazione sono esclusi anche dal prestito.

Strumenti
Le macchine fotografiche
1967-1968: Voigtlander Bessamatic 24x36mm a telemetro con ottica fissa e fotocamera usa e getta dell'ali.
1969-1972: Olympus Pen (24x18mm) e la prima fotocamera reflex.
1977-1978: Canon AE-1
1979 in poi: vari modelli di Polaroid, 100, SX-70, 600 e Image.
1980: è invitato dalla Polaroid Intl. ad Amsterdam per utilizzare una fotocamera sperimentale di formato 20x24" e 8x10".
Anni ottanta: Pentax 645 (6x4.5 cm) e Pentax 67 (6x7cm).
Da metà anni '80: Mamiya RB67 e Mamiya RZ67 (6x7cm).
Le ottiche
Lavorava soprattutto con obiettivi a focale intermedia e a volte usava grandangolo e teleobiettivo.

I negativi
Luigi Ghirri ha utilizzato negativi e diapositive dei formati: 24x36 mm, 3.5x5 cm, 4.5x6 cm, 5.5x5.5 cm, 5x6 cm, 6x6 cm, 6x7 cm, 6x8 cm, 6x9 cm.

Opere
Catalogo (1971-1972)
Week End - Atlante (1973)
Km. 0,250 (1973)
Infinito (1974)
Paesaggi di cartone (1971-1974)
Colazione sull'erba (1972-1974)
Kodachrome (1970-1978)
In scala (1977-1978)
Vedute (1970-1979)
Italia ailati (1971-1979)
Il paese dei balocchi (1972-1979)
Identikit (1976 -1979)
Diaframma 11, 1/125, luce naturale (1979)
Geografia immaginaria (1979-1980)
Snapshot (1980)
Still life (1978-1981)
Polaroid (1980-1981)
Topografia-Iconografia (1980-1981)
Tra albe e tramonti (1982-1983)
Il lavoro degli artigiani (1984)
Esplorazioni sulla via Emilia - Vedute nel paesaggio (1985)
Versailles (1985)
Terme dell'Emilia-Romagna (1987)
Il Palazzo dell'Arte (1980-1988)
Un piede nell'Eden (1984-1988)
Le case (1976-1989)
Paesaggio italiano (1980-1989)
Il profilo delle nuvole (1980-1989)
Vedute di città (1976-1990)
I luoghi teatrali (1983-1990)
Le architetture (1982-1992)
Mostre de Il profilo delle nuvole
06/10/97 - 23/10/97 - Los Angeles, Istituto Italiano di Cultura
13/12/97 - 31/01/98 - Legnago, Museo Fioroni
15/02/98 - 26/02/98 - Houston, Fotofest '98
05/03/98 - 04/04/98 - New York, Istituto Italiano di Cultura
16/06/98 - 19/07/98 - Reggio Emilia, Palazzo Magnani
17/09/98 - 01/10/98 - S. Francisco, Istituto Italiano di Cultura
14/11/98 - 13/12/98 - Pisa, Palazzo Lanfranchi
18/12/98 - 17/01/99 - Bologna, ex chiesa di San Mattia
26/02/99 - 17/04/99 - Rochester, Visual Studies Workshop
30/04/99 - 16/05/99 - Lecco, Scuderie Manzoni
30/07/99 - 27/08/99 - Londra, Istituto Italiano di Cultura
05/10/99 - 22/10/99 - Edimburgo, Edinburgh College of Art
15/02/00 - 31/03/00 - Salisburgo, Literaturhaus Salzburg
14/06/00 - 31/08/00 - Madrid, Museo Nacional de Ciencias Naturales
06/10/00 - 26/11/00 - Passau, Verlagsgruppe Passau GmbH
14/12/00 - 04/02/01 - Milano, Fondazione delle Stelline
22/09/01 - 04/11/01 - Cesano Maderno, Biblioteca Comunale
18/10/01 - 18/11/01 - Bologna, ex chiesa di San Mattia
17/02/02 - 07/04/02 - Caltagirone, Galleria Luigi Ghirri
15/09/02 - 13/10/02 - Gualtieri, Palazzo Bentivoglio
15/05/03 - 05/06/03 - Salisburgo, Höribacherhof am Mondsee
20/04/04 - 20/05/04 - Mosca, Moscow House of Photography
10/11/04 - 15/12/04 - Finale Emilia, Osteria La Fefa
02/04/05 - 15/05/05 - Ferrara, Castello Estense - Sala Imbarcadero
08/11/05 - 08/12/05 - Santa Cruz de Tenerife, Fotonoviembre 2005
19/05/06 - 19/06/06 - Brescia, Palazzo Bailo
06/07/06 - 08/10/06 - Verona, Scavi Scaligeri
22/09/06 - 31/12/07 - Milano, Unicredit Private Banking
10/10/13 - 14/10/13 - Verona, Fiera di Verona padiglione 11
Altre mostre
03/02/12 - 11/03/12 - Le scatole viventi, Luigi Ghirri Project Prints, Rivoli (Torino), Museo d’arte contemporanea Castello di Rivoli.
02/05/14 - 27/07/14 - Luigi Ghirri. Pensare per immagini - Reggio Emilia, Chiostri di San Pietro
31/07/15 - 30/09/15 - Luigi Ghirri. Dublino, The Douglas Hyde Gallery, Trinity College
25/05/18 - 26/08/18 - Luigi Ghirri. Il paesaggio dell'architettura - Milano, La Triennale
24/10/19 - 24/11/19 - Prospettive industriali - Biennale Foto/Industria, Bologna, sotterranei di Palazzo Bentivoglio
17/12/22 - 26/02/23 - Labirinti della visione, Luigi Ghirri 1991 - Parma, Palazzo del Governatore

Mario Giacomelli (Senigallia, 1º agosto 1925 – Senigallia, 25 novembre 2000) è stato un tipografo, fotografo e pittore italiano.

Biografia
Nasce nel 1925 da Alfredo e da Libera Guidini, una famiglia di umili origini contadine ed ebbe due sorelle. Le sue origini resteranno un aspetto che terrà custodito nell'animo come marchio di appartenenza e che si ripercuoterà nella sua produzione fotografica e nel suo guardare al mondo e alla natura nel rapporto con l'uomo. Nel 1935 perderà il padre, la cui ferita sarà molto profonda.[1]

Il periodo storico e le difficili vicende familiari (orfano di padre a soli 9 anni) costrinsero Mario a non continuare gli studi e aiutare la famiglia come garzone presso la Tipografia Giunchedi (aveva soli tredici anni) mentre la madre faceva la lavandaia all'ospizio di anziani della città. Dopo la guerra ritorna nella tipografia, dopo aver partecipato ai lavori di ricostruzione dai bombardamenti, come operaio tipografo. Nel 1950 decide di avviare in proprio l’attività, a permettergli il gran passo, prestandogli i suoi risparmi, sarà un’anziana dell’ospizio in cui la madre lavorava: nasce così la “Tipografia Marchigiana”, sotto i Portici Ercolani, in seguito trasferita in Via Mastai 5, negli anni divenuta punto di riferimento e luogo d'incontro con il fotografo, lui che, era risaputo, non amava spostarsi troppo dalla sua cittadina marittima.

Nel 1953, Giacomelli acquista una Bencini Comet S (CMF) modello del 1950, con ottica rientrante acromatica 1:11, pellicola 127, otturazione con tempi 1/50+B e sincro flash. Era Natale e va in spiaggia, scatta la sua prima foto L’approdo, la celebre fotografia della scarpa trasportata dalle onde sulla battigia, con la quale Giacomelli capisce di volersi esprimere d'ora in avanti con il mezzo fotografico. Inizia a fotografare parenti, colleghi e gente della sua cerchia amicale. In quegli anni si appoggia per la stampa allo studio fotografico di Lanfranco Torcoletti di via Mastai, il quale gli presentò Giuseppe Cavalli, maturo fotografo e grande teorico della fotografia. Il contatto frequente e intenso con Cavalli, un'amicizia reverenziale di tipo maestro/discepolo, fu fondamentale per la formazione culturale di Giacomelli.


Mario Giacomelli, Un uomo una donna un amore, 1960
Cavalli da anni si adoperava nel creare una mappatura di cosa fosse la Fotografia, cercando fermamente un'alternativa alla fotografia Neorealismo, cercando giovani talenti per una nuova visione della fotografia italiana del dopoguerra, per una fotografia "artistica", come si diceva all'epoca, motivi per cui era nata nel 1947 il gruppo di fotografia amatoriale La Bussola (Milano) con tanto di manifesto programmatico (fondatori: Giuseppe Cavalli, Finazzi, Vender, Leiss, Luigi Veronesi) e motivi per cui nel dicembre del 1953 si costituisce il gruppo Misa, registrato il 1 gennaio 1954 alla FIAF sotto il nome di "Associazione Fotografica Misa", per rinnovare la visione della fotografia dall’interno del mondo fotoamatoriale (anche su consiglio di Paolo Monti).

Sotto la guida di Ferruccio Ferroni, primo "allievo" di Cavalli, sempre con la supervisione del Maestro, Giacomelli si addentra nella tecnica fotografica. Partecipa a numerosi concorsi fotografici italiani e internazionali (fino alla fine degli anni '70, quindi anche dopo la notorietà), in cui si distingue per originalità e spessore di linguaggio. Nel 1955 vince al Concorso Nazionale di Castelfranco Veneto, in cui fu acclamato dalla critica. Paolo Monti, della giuria, scrisse: “Ad un tratto fra le migliaia di copie che ci franavano addosso, apparvero le fotografie di Giacomelli. Apparizione è la parola più propria alla nostra gioia e emozione, perché di colpo la presenza di quelle immagini ci convinse che un nuovo fotografo era nato”. Sono di questo periodo le serie dallo stile del reportage, ma senza mai Giacomelli essere un verista ("Nessuna immagine può essere "la realtà", perché la realtà ti capita una volta sola davanti agli occhi"[2] come Lourdes (1957), Scanno (1957/59), Puglia (1958, dove tornerà nel 1982),[3] Zingari (1958),[4] Loreto (1959, dove ritorna nel 1995), Un uomo, una donna, un amore (1960/61), Mattatoio (1960), Pretini (1961/63), La buona terra (1964/66), e le preziosissime fotografie scattate all'ospizio di Senigallia dal titolo Ospizio (1954/56), Vita d'ospizio (1956/57), Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (1966/68).
Iniziano le prime pubblicazioni sulle riviste specializzate di Fotografia. Continuando con la sua ricerca, il fotografo inizia a chiedere ai contadini, pagandoli, di creare con i loro trattori precisi segni sulla terra, agendo direttamente sul paesaggio da fotografare per poi accentuare tali segni nella stampa. Ben presto Giacomelli sentirà stretti i severi precetti stilistici di Cavalli: sente che i toni di grigio sono inappropriati a rappresentare quell’impeto e quel tragico che ritrovava invece nei suoi forti − e all’epoca sconvolgenti − contrasti di bianco e nero, che ritrovava invece nell'affascinante antagonista di Cavalli, il fondatore del gruppo fotografico La Gondola (Venezia), e amico Paolo Monti, e nella Subjektive Fotografie a cui Giacomelli era vicino tanto che fu inserito nel 1960 nella mostra “Subjektive Photographie 3” (Varese), ordinata da Otto Steinert. D'altra parte il gruppo Misa si sciolse presto (nel 1958) proprio a causa di divergenza di vedute.

Altro contatto importante per lo sviluppo della creatività di Giacomelli fu senz'altro Luigi Crocenzi. Tramite Crocenzi, nel '61 Elio Vittorini chiede a Giacomelli l'immagine Gente del sud (dalla serie Puglia) per la copertina dell'edizione inglese di Conversazione in Sicilia. Nel '63 Piero Racanicchi, che insieme a Turroni è stato tra i primi critici sostenitori dell'opera di Giacomelli, segnala il fotografo a John Szarkowski, direttore del dipartimento di Fotografia del MOMA di New York che sceglie di esporre una sua fotografia alla mostra The Photographer's Eye: la ormai celebre e iconica foto del bambino di Scanno.[5]

Nel '64 Szarkowski acquisirà poi alcune immagini della serie Scanno[1] e alcune immagini della serie "Io non ho mani che mi accarezzino il volto",[5] Quest'ultimo lavoro ebbe come primo titolo "I seminaristi", ma le stesse fotografie possono recare anche il titolo "Seminario" o "Pretini". Nello stesso anno partecipa alla Biennale di Venezia con la serie dell'Ospizio, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Nel 1965, frequentando una famiglia di contadini, realizza una delle serie più conosciute, "La buona terra", ritrovando il ritmo del suo essere e scoprendo il lato spirituale di chi, lavorando la terra, è rimasto vicino alle proprie radici, rispettando l'origine e il senso dell'Umanità.

Sotto l'influsso di Crocenzi, nel '67 Giacomelli pensa alla realizzazione di una serie fotografica incentrata sul racconto, interpretando Caroline Branson dell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, con canovaccio di Luigi Crocenzi. Negli anni '60 conosce personalmente Alberto Burri, in linea con la vicinanza all'informale e all'astrattismo. Nel '68 inizia una serie fotografica a colori, che terminerà solo alla fine degli anni '80 "Il cantiere del paesaggio".[5]

Nel '78 partecipa alla Biennale di Venezia con fotografie di Paesaggi. Nel 1980 Arturo Carlo Quintavalle scrive un libro analitico sull'opera del fotografo, acquisendo una buona quantità di sue opere per il centro CSAC di Parma. Nel 1984 conosce il poeta Francesco Permunian con il quale instaura una collaborazione che dà alla luce le serie Il teatro della neve (1984/86) e Ho la testa piena mamma (1985/87).

Tra il 1984 e il 1985, dopo aver letto Il Canto dei Nuovi Migranti del poeta calabrese Franco Costabile, realizza una serie di foto in Calabria, ispirate dallo spopolamento dei paesi interni e dall'emigrazione calabrese. Le foto sono state scattate nei paesi di Tiriolo, San Giovanni in Fiore, Cutro, Santa Severina, Badolato, Seminara, Pentedattilo, Bova, Caraffa di Catanzaro, Amaroni; Cropani, Zagarise, Magisano, Vincolise, Cavallerizzo di Cerzeto, Sant’Andrea Apostolo allo Jonio, Cessaniti, San Marco, San Cono, Nao, Jonadi e Pernocari.[6] Riguardo a queste foto, Giacomelli dichiarò :

"lo volevo, come Costabile, gridare. lo non ho fatto nessun paesaggio. Perché? Non è che l'ho fatto apposta, non ero invogliato a farle e non le ho fatte. E adesso però penso, riflettendo, ragionando su quello che mi dicono: la terra è bella ma non è la loro. Ecco perché non ero attratto a fare la terra. lo cercavo Costabile per dire: cercavo il calabrese vero. Ce n'è quattro che stan bene, io cercavo gli altri che non stanno bene. Io cercavo di andare dentro il mondo di Costabile." [7]

Nel 1983/87 crea Il mare dei miei racconti fotografie aeree scattate alla spiaggia di Senigallia. Negli anni '70/90 Giacomelli fotografa la costa adriatica nei pressi di Senigallia, creando la serie Le mie Marche e "Il Mare". Nel 1983 nasce da una sua poesia "Nulla" una serie sui gabbiani, ma già nel 1982, usò una sua poesia per una serie a colori "La realtà mi investe". Durante gli anni '90 lavorò instancabilmente ad una corposa serie che ebbe origine dall'abbandono e conseguente abbattimento di una azienda del suo amico Otello. Nel 1997 realizza per la nota torrefazione Illy il soggetto per l'annuale servizio di tazzine artistiche col nome di Stati d'animo,[8] Illy Collection.

Degli anni novanta sono le serie Vita del pittore Bastari (1991/92), "Io sono nessuno" da una poesia di Emily Dickinson, Poesie in cerca d'autore, Bando (1997/99), 31 Dicembre (1997).[9] Verso la fine del mese di Agosto conclude la serie "Ritorno" nata dalla lettura di una poesia di Giorgio Caproni. Mario Giacomelli muore il 25 novembre del 2000 a Senigallia, dopo un anno di malattia, mentre lavorava alle serie Questo ricordo lo vorrei raccontare (2000), "Ricordi di un ragazzo del '25" e La domenica Prima (2000).

A partire dall'anno 2001 il Circolo Fotografico Sannita di Morcone in provincia di Benevento istituisce un premio fotografico intitolato alla memoria di Giacomelli.[10][11]

Mostre (selezione)
Palazzo Sormani, Biblioteca Comunale, Milano (IT), “Mario Giacomelli. Paesaggi e nature morte”, 1959
Subjektive Fotografie 3. Internationale de Photographies modernes, Palais des Beaux Arts, Bruxelles (BE), 1959
Aixelá, Rambla Cataluna, Barcellona (ES), “Exposición Mario Giacomelli”, 1962
George Eastman House, Rochester, New York (US), “Photography 63. An International Exibition”, 1963
MoMA Museum of Modern Art, New York (US), “The Photographer’s Eye”, 1964
IX Yolo International Exhibition of Photography, Università della California - Davis, California (US), Yolo County Fair, Woodland, California (US), University of California, Berkeley, California (US), University of Nevada, Reno, Nevada (US), 1964
VIII Biennale de la Fédération de l’Art Photographique, Basilea (DE), 1964
National Gallery of Canada, Ottawa (CA), “Photography in the Twentieth Century”, 1967
MET The Metropolitan Museum of Art, New York (US), “Photography in the Fine Arts Exibition”, 1967
SFMOMA San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco (US), “Mario Giacomelli: Photographs”, 1970
Bibliothèque Nationale de France, Paris (FR), 1972
V&A Victoria and Albert Museum, Londra (GB), “The Land”, 1975
Bowdoin College Museum of Art, Brunswick, Maine (US), “Mario Giacomelli”, 1977
Studio du Passage 44, Bruxelles (BE), Academie voor Schone Kunsten, Gand (BE), Cultureel Centrum, Hasselt (BE), Musée du Verre, Charleroi (BE), “Images des Hommes. 18 photographes européens”, 1978
Magazzini del sale, Venezia (IT), “Venezia ’79. La fotografia: Fotografia italiana contemporanea”, 1979
Museo de Arte Carrillo Gil, Città del Messico (MX), “19 fotografos italianos contemporaneos”, 1979
Museum of Art, Rhode Island School of Design, Providence (US), “Mario Giacomelli: Photographs”, 1980
MAC Musée d’Art Contemporain, Montréal (CA), “Les choix de l’œil: la photographie depuis 1940”, 1981
The Seibu Museum of Art, Tokyo (JP), “Twentieth-Century Photographs from The Museum of Modern Art”, 1982
The Pushkin State Museum of Fine Arts, Mosca (RU), “Maestri della fotografia creativa contemporanei in Italia”, 1983
V&A Victoria and Albert Museum, Londra (GB), “Personal choice. A Celebration of Twentieth-Century Photographs, Selected and Introduced by Photographers, Painters and Writers”, 1983
University of Hawaii Art Gallery, Honolulu, Hawaii (US), 1983
Musée Nicephore Niepce, Chalon-sur-Saône (FR), “Les Photographies de Mario Giacomelli”, 1984
Ravensbourne College of Art, Kent; Aberystwyth Arts Center, Aberystwyth; Plymouth Arts Center, Plymouth; Brewery Arts Center, Kendal; Untitled Gallery, Scheffield (GB), “Mario Giacomelli. A Retrospective 1955-1983”, 1984
XV Rencontres Internationales de la Photographie, Salle Capitulaire, Arles (FR)
Musée d’Art Contemporain, Montréal (CA), “Les vingt ans du Musée à travers sa collection”, 1985
Galleria d’Arte Moderna, Bologna (IT), “L’arte leggera. Una astrazione tra naturalismo e poesia nella memoria leopardiana riposta nel cuore della intelligenza creativa”, 1985
Museo della Storia della Fotografia Fratelli Alinari, “Italia: cento anni di Fotografia”, 1985
The Glasgow School of Art, Glasgow; Arts Council Gallery, Belfast; The Photography Gallery, Dublino; Carmarthenshire Museum, Carmarthen; Visual Art Department, Aberystwyth (Galles); Polytechnic of Central London, Londra (GB), “Mario Giacomelli. A Retrospective 1955-1983”, 1985
Museum Bowdoin College, Brunswick (US), 1986
Carmarthern Museum, Carmarthern (GB), 1986
Milwaukee Art Museum, Milwaukee (US), “Of People and Places. The Floyd and Josephine Segel Collection of Photography”, 1987
Puschkin State Museum of Fine Art, Mosca (RU), 1987
Museum Kulturhaus, Graz (AT), “Mario Giacomelli: Über die Magie des Alltäglichen und Landschaftbilder”, 1987
Palais de Tokyo, Parigi (FR), “Mario Giacomelli”, 1987
Museum of Fine Arts, Houston (US), “Evocative Presence: Twentieth-Century Photographs from Museum Collection”, 1988
ICP International Center of Photography, New York (US), “Celebrate ICP’s 14th Anniversary. Master Photographs from the Photography in the Fine Arts Exhibitions, 1959-1967”, 1988
Metropolitan Museum, Tokyo (JP), 1989
FOMU Fotomuseum provincie Antwerpen, Anversa (BE), “Mario Giacomelli. Retrospective”, 1992
Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea, Torino (IT), “Mario Giacomelli”, 1992
Museo d’Arte Contemporanea, Nizza (FR), “Mario Giacomelli”, 1992
Peggy Guggenheim Collection, Venezia (IT), “Immagini italiane”, 1993
Musée de l’Elysée, Lausanne (CH), “Mario Giacomelli. La grande rétrospective”, 1993
The Murray and Isabella Rayburn Foundation, New York (US), “Immagini italiane”, 1994
Guggenheim Museum, New York (US), “The italian metamorphosis. 1943-1968”, 1994
GAM Galleria d’Arte Moderna, Bologna (IT), “Mario Giacomelli”, 1994
Palazzo di Beit Edine, Beirut (RL), “Mario Giacomelli”, 1994
Palacio de Bellas Artes Museo de Artes Decorativas, Castillo de la Real Fuerza, Havana (CU), “Fotografias de Mario Giacomelli”, 1994
46th International Art Exhibition Venice Biennale / Biennale di Venezia, Venezia (IT), “L’io e il suo doppio, un secolo di ritratto fotografico in Italia. 1885-1995”, 1995
Museum Ludwig Koln, Colonia (DE), “Mario Giacomelli – Fotografien 1954-1995”, 1995
FFI Fotografie Forum international, Frankfurt / Main (DE), “Mario Giacomelli. Fotografien 1952-1995”, 1996
Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari, Palazzo Rucellai, Firenze (IT), “Forme di luce. Il Gruppo La Bussola e aspetti della fotografia italiana del dopoguerra”, 1997
MoMA PS1, New York (US), “The Promise of Photography: Selected Works from the DG Bank Collection”, 1999
GAM Galleria d’Arte Moderna, Bologna (IT), “The Nature of Still Life. From Fox Talbot to the Present Day”, 2001
Palazzo delle Esposizioni, Roma (IT), “Mario Giacomelli”, 2001
Museum of Fine Art, Santa Fe, New Mexico (US), “Idea Photographic: After Modernism”, 2002
Fondation Henri Cartier-Bresson, Paris (FR), “Les choix d’Henri Cartier-Bresson”, 2003
Galleria Civica, Palazzo Santa Margherita, Modena (IT), “Modena per la Fotografia. L’idea di paesaggio nella fotografia italiana dal 1850 ad oggi”, 2003
Museum of Photographic Arts, El Prado Balboa Park, San Diego (US) “Mario Giacomelli. A retrospective”, 2003
Museo di Capodimonte, Napoli (IT), “Mario Giacomelli. Vita del pittore Bastari”, 2003
Scuderie del Quirinale, Roma (IT) “Italia. Doppie visioni”, 2004
MuFoCo Museo di Fotografia Contemporanea, Milano (IT), “Il museo, le collezioni”, 2004
Peggy Guggenheim Collection, Venezia (IT), “Il Diaframma of Lanfranco Colombo. Masters of Photography”, 2005
Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea, Torino (IT), “Volti nella folla. Immagini della vita moderna da Manet a oggi / Faces in the Crowd. Picturing Modern Life from Manet to Today”, 2005
Palazzo Reale, Milano (IT), “Annicinquanta”, 2005
Bibliothèque Nationale de France, Paris (FR), “Mario Giacomelli. Métamorphoses”, 2005
MOPS The Museum of Photography, Seoul (KR), “Mario Giacomelli”, 2005
Fotografisk Center, København (DK), “Mario Giacomelli. Retrospektivt”, 2005
MoMA The Museum of Modern Art, New York (US), “Photography Collection: Rotation 4”, 2006
MEP Maison Européenne de la Photographie, Paris (FR), “Un été italien. Une histoire privée / A Private History”, 2006
BUAG Boston University Art Gallery, Boston (US), “To Fly. Contemporary Aerial Photography”, 2007
Maison Européenne de la Photographie, Paris (FR), “Italies. Doubles visions”, 2007
Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea, Torino (IT), “Dalla terra alla luna: metafore di viaggio / From the Earth to the Moon: Metaphors for Travel (Part II)”, 2007
GAM, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino (IT), “Per una collezione di fotografia
MAMM Multimedia Art Museum, Mosca (RU), in Photobiennale 2008, “Mario Giacomelli. Photographies. 1953-1990”, 2008
Metropolitan Museum of Photography, Tokyo (JP), “Mario Giacomelli”, 2008
MuFoCo Museo di Fotografia Contemporanea, Milano (IT), “Fotografia Astratta. Dalle avanguardie al digitale”, 2009
MEP Maison Européenne de la Photographie, Paris (FR), “Autour de l’extrême”, 2010
Les Rencontres de la Photographie Arles 2010, Chapelle Saint-Martin du Méjan, Arles (FR), “Mario Giacomelli. La figura nera aspetta il bianco”
Leopold Museum, Vienna (AT), “Magie des Objekts. Photographie aus drei Jahrhunderten”, 2011
Musée Nicephore Niepce, Chalon-sur-Saône (FR), “Nouvelles frontières. Le paysage dans la photographie contemporaine”, 2011
Palazzo Ducale, Genova (IT), “Mario Giacomelli. Un maestro della fotografia del Novecento”, 2012
Palazzo del Duca, Senigallia (IT), “Mario Giacomelli. Sotto la pelle del reale”, 2012
Centre Pompidou, Metz (FR), “Vues d’en haut”, 2013
Tokyo Metropolitan Museum of Photography, Tokyo (JP), “Mario Giacomelli. The Black is Waiting for the White”
MOPS The Museum of Photography, Seoul (KR), “The Masterpieces. The Museum of Photography Seoul Collection”, 2014
Palazzo della Ragione, Milano (IT), “Italia Inside Out. I fotografi italiani”, 2015
Yokohama Museum of Art, Yokohama (JP), “Thinking with the Body: ways of Relating to the Body in Contemporary Art”, 2015
WestLicht, Schauplatz für Fotografie, Wien (AT), “Mario Giacomelli. Gegen die Zeit”, 2015
Le Château d’Eau, Pôle photographique, Tolosa (FR), “Mario Giacomelli. Je ne fais pas le photographe, je ne sais pas le faire”, 2016
Complesso Monumentale di Astino, Bergamo (IT), “Mario Giacomelli. Terre scritte”, 2017
MAMM Multimedia Art Museum, Mosca (RU), “Mario Giacomelli. Poetry of landscape”
Museo Civico Villa Colloredo Mels, Recanati (IT), “Mario Giacomelli. Giacomo Leopardi, A Silvia, L’infinito”, 2018
Münchner Stadtmuseum, Monaco (DE), “LAND__SCOPE. Fotoarbeiten von Roni Horn bis Thomas Ruff”, 2019
Jimei X Arles, Jimei District, Xiamen (CN), Museum of Photography Seoul (KR), “Collector’s Tale. Brassaï, Koudelka, Giacomelli. Romantic Melancholy”, 2019
Museum of Fine Art, Boston (US), “Postwar Visions. European Photography, 1945–60”, 2019
Palazzo del Duca, Senigallia (IT), “Giacomelli / Burri. Fotografia e immaginario materico”, 1 Luglio - 28 Settembre 2021
Getty Center, Los Angeles (US), “Mario Giacomelli: Figure/Ground”, 29 Giugno - 10 Ottobre 2021
Rocca di Lonato, Lonato del Garda (IT), "Retrospettiva di Mario Giacomelli", 7 luglio 2023 - 29 ottobre 2023
Opere
Il bambino di Scanno
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (Ospizio)
Io non ho mani che mi accarezzino il volto (Pretini)
Paesaggi: Presa di coscienza sulla natura, Metamorfosi della terra, Storie di terra, Memorie di una realtà
Caroline Branson da Spoon River
Bando

Oggetti simili

Per te in

Libri di fotografia e arte

Imposta un’allerta di ricerca
Imposta un’allerta di ricerca per ricevere una notifica quando sono disponibili nuove corrispondenze.

Questo oggetto era presente in

                                        
                                                                                                    
                    
                                        
                                                                                                    
                    
                                        
                                                                                                    
                    
                                        
                                                                                                    
                    

Come fare acquisti su Catawiki

Scopri di più sulla nostra Tutela degli acquirenti

      1. Scopri oggetti speciali

      Esplora migliaia di oggetti speciali selezionati da esperti. Osserva le foto, i dettagli e il valore stimato di ogni oggetto speciale. 

      2. Fai l’offerta più alta

      Trova qualcosa che ti interessa e fai l’offerta migliore. Puoi seguire l’asta fino alla fine o lasciare che il nostro sistema faccia le offerte per te. Non devi fare altro che impostare un’offerta per l’importo massimo che desideri pagare. 

      3. Paga in tutta sicurezza

      Effettua il tuo pagamento e noi lo terremo al sicuro finché il tuo oggetto speciale non sarà arrivato a destinazione sano e salvo. Utilizziamo un sistema di pagamento affidabile per gestire tutte le transazioni. 

Hai qualcosa di simile da vendere?

Possiamo aiutarti a guadagnare di più dai tuoi oggetti speciali, che tu venda professionalmente o sia nuovo nel mondo delle aste online.

Vendi il tuo oggetto