N. 100473225

Christostome Matanasius - Le Chef d'Oeuvre d'un Inconu - 1714
N. 100473225

Christostome Matanasius - Le Chef d'Oeuvre d'un Inconu - 1714
Le Chef-d’Œuvre d’un Inconu.
Poëme, heureusement découvert &
mis au jour avec des Remarques
savantes & recherchées.
Par M. le Docteur
Chrysostome Matanasius.
On trouvera dans ce Volume une Lettre
à Monseigneur le Duc D…Trois Tables très-amples, & une Dissertation sur Homere & sur Chapelain.
Infelix eorum ignorantia, qui se adamant, Quæ non intelligunt;
À La Haye,
Aux dépens de la Compagnie. Anno Æ. V. MDCCXIV.
Ab instauratione Litterarum
Pp. (50) 195 (3) 50 (16).
Edizione originale in vitello coevo con super libros nobiliare dorato.
Edizione satirico-letteraria del primo Settecento, contenente un poema attribuito a un autore sconosciuto e commenti eruditi che ironizzano sul pedantismo dei critici. Legatura originale con stemma comitale completo di scudo inquartato, croce di Sant’Andrea e leoni rampanti, indicante l’appartenenza a un collezionista o magistrato di alto rango nei Paesi Bassi meridionali.
Chrysostome Matanasius (1684-1746) servì come ufficiale di cavalleria, fu prigioniero a Höchstädt, fondò il Journal littéraire e trascorse gran parte della vita nei Paesi Bassi. Questa edizione rappresenta il suo lavoro più noto e significativo, con forte interesse storico e collezionistico.
Rarità e interesse: combinazione di edizione originale, legatura coeva e stemma nobiliare rendono questo volume un pezzo raro, ideale per collezionisti di libri antichi e appassionati di letteratura satirica.
Le Chef-d’œuvre d’un Inconnu è un’opera satirica che si presenta come l’edizione di un poema appena scoperto, attribuito a un autore sconosciuto. In realtà il testo usa questo pretesto per riflettere in modo ironico sulla critica letteraria e sul concetto di “capolavoro”. L’autore finge di analizzare il poema con grande serietà, accumulando note, commenti e spiegazioni spesso sproporzionate rispetto al valore dell’opera. Attraverso questo eccesso di erudizione, il libro prende in giro i critici pedanti e le dispute accademiche del suo tempo. Un tema centrale è il confronto tra Omero, simbolo del genio naturale, e Chapelain, rappresentante della poesia artificiosa e regolata. L’opera mostra come la fama letteraria possa dipendere più dal giudizio dei critici che dal valore reale dei testi. Viene così messa in discussione l’autorità degli esperti e la rigidità delle regole poetiche. Il libro invita il lettore a diffidare dei giudizi assoluti e a riconoscere il ruolo del gusto e del contesto storico nella letteratura.
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