Ettore Cedraschi (1909-1996) - Busto






Laurea magistrale in Innovazione e Organizzazione Culturale, dieci anni d’esperienza in arte italiana.
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Lo scultore italiano Ettore Cedraschi (1909-1996) ha realizzato la scultura in bronzo 'Busto' in edizione limitata numerata 6/500; è in ottime condizioni e firmata, stile Realismo, dimensioni 31 cm di altezza, 9 cm di larghezza e 9 cm di profondità.
Descrizione del venditore
Opera dello scultore italiano Ettore Cedraschi (1909 - 1996), "Busto di donna" in produzione limitata e numerata 6/500.
Sue opere sono presenti nei Musei Civici Viggiunesi.
Come riportato sul sito dei Musei Civici: "a diciotto anni inizia a lavorare a Milano presso artisti affermati e negli anni Trenta, in società con i fratelli, apre una bottega artigiana in cui sculture commissionate da altri artisti e dalla Fabbrica del Duomo vengono tradotte in marmo.
Dopo la II Guerra Mondiale riesce ad avviare una piccola attività parallela, lavorando in un piccolo studio a Milano: nel 1960 lascia la collaborazione con i fratelli e, ormai inserito nel contesto milanese, partecipa a numerose mostre collettive alla Permanente.
Della sua vasta produzione, sempre caratterizzata da un tratteggio classico e lineare e dalla compostezza delle forme, si ricordano i ritratti in bronzo e terracotta, i Monumenti ai Caduti e Sette Statue per il Duomo: quattro per l’altare di S. Giovanni Bono e, per l’esterno, il S. Nicola di Flue sul fianco destro, il S. Camillo de Lellis per una guglia, il S. Riccardo Pampuri sul transetto nord." (cit. Musei Civici Viggiutesi)
Opera dello scultore italiano Ettore Cedraschi (1909 - 1996), "Busto di donna" in produzione limitata e numerata 6/500.
Sue opere sono presenti nei Musei Civici Viggiunesi.
Come riportato sul sito dei Musei Civici: "a diciotto anni inizia a lavorare a Milano presso artisti affermati e negli anni Trenta, in società con i fratelli, apre una bottega artigiana in cui sculture commissionate da altri artisti e dalla Fabbrica del Duomo vengono tradotte in marmo.
Dopo la II Guerra Mondiale riesce ad avviare una piccola attività parallela, lavorando in un piccolo studio a Milano: nel 1960 lascia la collaborazione con i fratelli e, ormai inserito nel contesto milanese, partecipa a numerose mostre collettive alla Permanente.
Della sua vasta produzione, sempre caratterizzata da un tratteggio classico e lineare e dalla compostezza delle forme, si ricordano i ritratti in bronzo e terracotta, i Monumenti ai Caduti e Sette Statue per il Duomo: quattro per l’altare di S. Giovanni Bono e, per l’esterno, il S. Nicola di Flue sul fianco destro, il S. Camillo de Lellis per una guglia, il S. Riccardo Pampuri sul transetto nord." (cit. Musei Civici Viggiutesi)
