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Fabrizio Clerici (1913-1993) - Gamberi
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Fabrizio Clerici (1913-1993) - Gamberi

Litografia su carta a 2 colori - Opera firmata a mano in basso a destra e numerata in basso a sinistra - cm.50x70 - anno 1977 - Limited edition - esemplare che sarà spedito con certificato di garanzia 40/70 - senza cornice - condizioni eccellenti - collezione privata - acquisto e provenienza Italia - spedizione tramite UPS - SDA - DHL - BRT - TNT . Biografia Fabrizio Clerici nasce a Milano nel 1913 dove trascorre i primi anni della sua vita. Nel 1920 si trasferisce con la famiglia a Roma, dove si laurea nel 1937 presso la Scuola Superiore di Architettura. Negli anni Trenta Clerici soggiornerà spesso a Milano dove intesserà rapporti importanti con l’ambiente culturale e, in modo particolare, con Giorgio de Chirico. Sarà comunque decisiva per lui la permanenza a Roma negli anni della giovinezza: i monumenti romani, la pittura e l’architettura rinascimentale e barocca lo influenzano fortemente, così come i riti religiosi cattolici a cui assiste nel tempo. A Roma, da studente universitario, segue le conferenze di Le Corbusier e nel 1936 stringe amicizia con Alberto Savinio. Tra i due artisti nasce una profonda stima reciproca; in Ascolto il tuo cuore, città (1944) Savinio scrive: “Fabrizio del resto è così naturalmente stendhaliano, nell’animo, nel carattere, nel costume che, per una volta, mi è consentito credere che la natura ha fatto le cose a dovere”. Nel 1938, a Milano, incontra Giorgio de Chirico con il quale si intrattiene in lunghe conversazioni sulle tecniche pittoriche, in particolare sulla pittura a tempera. Dopo un periodo a Milano, finita la Seconda guerra mondiale, torna a Roma e si avvicina agli studi scientifici di Athanasius Kircher, agli anamorfici di Erhard Schön e alle teorie ottico-prospettiche del Padre Jean-François Niceron Matematico dell’ordine dei Minimi. Leonor Fini e Fabrizio Clerici si incontrano una prima volta, fugacemente, a Parigi, alla fine degli anni Trenta, alla Galerie Jacques Bonjean, fondata dal loro comune amico Christian Dior. Dior e Leonor Fini erano stati presentati a Clerici dallo stesso Jacques-Paul Bonjean. Fini e Clerici si rivedono poi a Milano e infine a Roma, nel 1943, legandosi in una importante amicizia che durerà per tutto il corso delle loro vite. L’atmosfera di magia che segna l’incontro con Leonor Fini è ripercorsa da Clerici in un articolo del 1945 pubblicato su “Quadrante”. Durante la seconda metà degli anni Quaranta frequenta artisti e letterati dell’ambiente intellettuale romano. Nel gennaio del 1945 espone sia a Roma, con Savinio, Leonor Fini, Stanislao Lepri e altri artisti in una collettiva presentata da Mario Praz, sia a New York presso la Julien Levy Gallery con Alberto Viviani. L’anno dopo incontra a Milano Tristan Tzara. Nel settembre del 1948, a Venezia, stringe amicizia con Salvador Dalí. Dal 1949 Clerici inizia la sua attività pittorica: le tele rappresentano vaste composizioni nelle quali l’artista utilizza spesso il disegno architettonico per creare strutture immaginarie e oniriche che caratterizzeranno tutta la sua opera. Nel 1953 inizia una serie di peregrinazioni nel Medio Oriente. La prima tappa è l’Egitto e successivamente i suoi viaggi lo porteranno in Siria, Giordania, Libia, Cirenaica e Turchia. I viaggi nel Medio Oriente gli ispirano due temi con cui si confronterà a lungo: i Miraggi e i Templi dell’Uovo. Nel 1955 presenta alla Sagittarius Gallery di New York la maggior parte delle pitture eseguite in quegli anni. Parallelamente alla pittura, che si evolve secondo un indirizzo sempre più fantastico e magico, si dedica al teatro. Al ritorno dall’Egitto, Giorgio Strehler lo invita a creare le scene per La vedova scaltra di Carlo Goldoni. Precedentemente egli aveva già lavorato per il teatro, per il balletto e l’opera lirica, in spettacoli dove più vivo e congeniale era il tema del mondo fantastico. Nel 1964 inizia la serie di tavole per l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, lavoro che lo tiene impegnato per un lungo periodo. Nel 1977 gli sono dedicate tre importanti retrospettive a Kiev (Museo d’Arte Occidentale), ad Alma Ata (Museo di Belle Arti), a Mosca (Museo di Belle Arti Pushkin) e nel 1983 si inaugura una importante mostra presso la Galleria Civica d’Arte Moderna – Palazzo dei Diamanti di Ferrara con presentazione in catalogo di Federico Zeri. Nel 1987 si apre una retrospettiva al Palazzo Reale di Caserta con un catalogo edito da Franco Maria Ricci. Dal 1988 al 1990 prepara la grande antologica presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (1990) nella quale figurano oltre duecento opere provenienti da collezioni pubbliche e private. Dopo la sua scomparsa, avvenuta a Roma nel 1993, viene costituito l’Archivio Fabrizio Clerici che ad oggi è organizzato come Associazione culturale con sede in palazzo Brancaccio a Roma.

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Biografia
Fabrizio Clerici nasce a Milano nel 1913 dove trascorre i primi anni della sua vita.
Nel 1920 si trasferisce con la famiglia a Roma, dove si laurea nel 1937 presso la Scuola Superiore di Architettura. Negli anni Trenta Clerici soggiornerà spesso a Milano dove intesserà rapporti importanti con l’ambiente culturale e, in modo particolare, con Giorgio de Chirico. Sarà comunque decisiva per lui la permanenza a Roma negli anni della giovinezza: i monumenti romani, la pittura e l’architettura rinascimentale e barocca lo influenzano fortemente, così come i riti religiosi cattolici a cui assiste nel tempo. A Roma, da studente universitario, segue le conferenze di Le Corbusier e nel 1936 stringe amicizia con Alberto Savinio. Tra i due artisti nasce una profonda stima reciproca; in Ascolto il tuo cuore, città (1944) Savinio scrive: “Fabrizio del resto è così naturalmente stendhaliano, nell’animo, nel carattere, nel costume che, per una volta, mi è consentito credere che la natura ha fatto le cose a dovere”. Nel 1938, a Milano, incontra Giorgio de Chirico con il quale si intrattiene in lunghe conversazioni sulle tecniche pittoriche, in particolare sulla pittura a tempera. Dopo un periodo a Milano, finita la Seconda guerra mondiale, torna a Roma e si avvicina agli studi scientifici di Athanasius Kircher, agli anamorfici di Erhard Schön e alle teorie ottico-prospettiche del Padre Jean-François Niceron Matematico dell’ordine dei Minimi. Leonor Fini e Fabrizio Clerici si incontrano una prima volta, fugacemente, a Parigi, alla fine degli anni Trenta, alla Galerie Jacques Bonjean, fondata dal loro comune amico Christian Dior. Dior e Leonor Fini erano stati presentati a Clerici dallo stesso Jacques-Paul Bonjean. Fini e Clerici si rivedono poi a Milano e infine a Roma, nel 1943, legandosi in una importante amicizia che durerà per tutto il corso delle loro vite. L’atmosfera di magia che segna l’incontro con Leonor Fini è ripercorsa da Clerici in un articolo del 1945 pubblicato su “Quadrante”. Durante la seconda metà degli anni Quaranta frequenta artisti e letterati dell’ambiente intellettuale romano. Nel gennaio del 1945 espone sia a Roma, con Savinio, Leonor Fini, Stanislao Lepri e altri artisti in una collettiva presentata da Mario Praz, sia a New York presso la Julien Levy Gallery con Alberto Viviani. L’anno dopo incontra a Milano Tristan Tzara. Nel settembre del 1948, a Venezia, stringe amicizia con Salvador Dalí. Dal 1949 Clerici inizia la sua attività pittorica: le tele rappresentano vaste composizioni nelle quali l’artista utilizza spesso il disegno architettonico per creare strutture immaginarie e oniriche che caratterizzeranno tutta la sua opera. Nel 1953 inizia una serie di peregrinazioni nel Medio Oriente. La prima tappa è l’Egitto e successivamente i suoi viaggi lo porteranno in Siria, Giordania, Libia, Cirenaica e Turchia. I viaggi nel Medio Oriente gli ispirano due temi con cui si confronterà a lungo: i Miraggi e i Templi dell’Uovo. Nel 1955 presenta alla Sagittarius Gallery di New York la maggior parte delle pitture eseguite in quegli anni. Parallelamente alla pittura, che si evolve secondo un indirizzo sempre più fantastico e magico, si dedica al teatro. Al ritorno dall’Egitto, Giorgio Strehler lo invita a creare le scene per La vedova scaltra di Carlo Goldoni. Precedentemente egli aveva già lavorato per il teatro, per il balletto e l’opera lirica, in spettacoli dove più vivo e congeniale era il tema del mondo fantastico. Nel 1964 inizia la serie di tavole per l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, lavoro che lo tiene impegnato per un lungo periodo. Nel 1977 gli sono dedicate tre importanti retrospettive a Kiev (Museo d’Arte Occidentale), ad Alma Ata (Museo di Belle Arti), a Mosca (Museo di Belle Arti Pushkin) e nel 1983 si inaugura una importante mostra presso la Galleria Civica d’Arte Moderna – Palazzo dei Diamanti di Ferrara con presentazione in catalogo di Federico Zeri. Nel 1987 si apre una retrospettiva al Palazzo Reale di Caserta con un catalogo edito da Franco Maria Ricci. Dal 1988 al 1990 prepara la grande antologica presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (1990) nella quale figurano oltre duecento opere provenienti da collezioni pubbliche e private. Dopo la sua scomparsa, avvenuta a Roma nel 1993, viene costituito l’Archivio Fabrizio Clerici che ad oggi è organizzato come Associazione culturale con sede in palazzo Brancaccio a Roma.

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