Ferdinando Lignano (1945) - Richiesta di Pace






Laurea magistrale in Innovazione e Organizzazione Culturale, dieci anni d’esperienza in arte italiana.
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Ferdinando Lignano presenta un dipinto originale a olio intitolato Richiesta di Pace, ritratto del 2007, 104 x 75 cm, multicolore con arancione, verde e giallo, firmato a mano, venduto con cornice dall'Proprietario o rivenditore.
Descrizione del venditore
Ferdinando LIGNANO, napoletano, è nato a Posillipo nell'anno 1945.
Pittore e scultore autodidatta, ama tutte le espressioni artistiche e più
particolarmente quelle a mezzo delle quali può comunicare i propri sentimenti, "...rigòglio di vita" con una tematica satura di semplicità e poesia. Ha tenuto e continua a tenere personali nelle tre Regioni a lui più care: Campania, Calabria e Lucania.
Recensioni pubblicate da:
Il Mattino, Il Corriere di Napoli, Il Tempo, L'Opinione, Il Gazzettino della Calabria.
"Dipingerò, voglio dipingere" e sono svariati anni che Lignano dipinge con amore e rispetto per l'arte. Ama la ricerca creativa e lo studio delle espressioni quale esaltazione di una vita che idealizza nel colore e nelle forme della sua pittura. La natura è vita, è forza, è movimento..., e di questa natura, coglie nel paesaggio trasmutato dalla sua creatività, l'essenza, per abbeverarsi e spaziare.
I suoi occhi sono impregnati di paesi del Sud, delle esplosioni coloriche della primavera, dei dolci e delicati profumi della terra, della trasparenza azzurrina del mare. L'irrequietezza interiore e la smania per l'indefinito e l'indefinibile, proprie dell'esistenza di un artista giovane e non più giovane, si rileva in ogni quadro e nell'insieme delle ricerche compiute da Lignano: Acquerelli, olii, chine, lineoleografie, assemblages in ferro da recupero, sculture. Sostituendo al pennello la spatola si è avuto un profondo cambiamento nella sua "tecnica pittorica", pur consapevole delle maggiori difficoltà, realizzando così una pittura materica, carica di vitalità, più vicina alla personalità
dell'artista, sempre pronto a rinnovamenti fecondi. "Con l'uso della spatola soffro le mie creazioni e fino al completamento del quadro, le emozioni sono nei colori, nelle forme e nella pittura traboccante, come piccole creature viventi..."
Mai si sottomette ad un "procedimento" consapevole che "senza immediatezza intuitiva, senza l'incalcolabile presa dello spirito artistico, nessuna vera opera d'arte può essere costruita"(Gropius). Il suo mondo interiore è vasto, è infinito, è vario e avverte il bisogno e il fascino di esteriorizzarlo ponendolo nel grande diagramma dell'essere. Con le sculture Lignano realizza qualcosa di più tangibile, se così si può dire, sempre coerente con la sua visione d'insieme per l'arte che deve superare i limiti propri di ogni uomo, di ogni artista lontano da certo accademismo.
"L'arte è più ricca di contenuto e più inventiva della vita, e ha metodi più sorprendenti della natura" (Benn).
Ferdinando LIGNANO, napoletano, è nato a Posillipo nell'anno 1945.
Pittore e scultore autodidatta, ama tutte le espressioni artistiche e più
particolarmente quelle a mezzo delle quali può comunicare i propri sentimenti, "...rigòglio di vita" con una tematica satura di semplicità e poesia. Ha tenuto e continua a tenere personali nelle tre Regioni a lui più care: Campania, Calabria e Lucania.
Recensioni pubblicate da:
Il Mattino, Il Corriere di Napoli, Il Tempo, L'Opinione, Il Gazzettino della Calabria.
"Dipingerò, voglio dipingere" e sono svariati anni che Lignano dipinge con amore e rispetto per l'arte. Ama la ricerca creativa e lo studio delle espressioni quale esaltazione di una vita che idealizza nel colore e nelle forme della sua pittura. La natura è vita, è forza, è movimento..., e di questa natura, coglie nel paesaggio trasmutato dalla sua creatività, l'essenza, per abbeverarsi e spaziare.
I suoi occhi sono impregnati di paesi del Sud, delle esplosioni coloriche della primavera, dei dolci e delicati profumi della terra, della trasparenza azzurrina del mare. L'irrequietezza interiore e la smania per l'indefinito e l'indefinibile, proprie dell'esistenza di un artista giovane e non più giovane, si rileva in ogni quadro e nell'insieme delle ricerche compiute da Lignano: Acquerelli, olii, chine, lineoleografie, assemblages in ferro da recupero, sculture. Sostituendo al pennello la spatola si è avuto un profondo cambiamento nella sua "tecnica pittorica", pur consapevole delle maggiori difficoltà, realizzando così una pittura materica, carica di vitalità, più vicina alla personalità
dell'artista, sempre pronto a rinnovamenti fecondi. "Con l'uso della spatola soffro le mie creazioni e fino al completamento del quadro, le emozioni sono nei colori, nelle forme e nella pittura traboccante, come piccole creature viventi..."
Mai si sottomette ad un "procedimento" consapevole che "senza immediatezza intuitiva, senza l'incalcolabile presa dello spirito artistico, nessuna vera opera d'arte può essere costruita"(Gropius). Il suo mondo interiore è vasto, è infinito, è vario e avverte il bisogno e il fascino di esteriorizzarlo ponendolo nel grande diagramma dell'essere. Con le sculture Lignano realizza qualcosa di più tangibile, se così si può dire, sempre coerente con la sua visione d'insieme per l'arte che deve superare i limiti propri di ogni uomo, di ogni artista lontano da certo accademismo.
"L'arte è più ricca di contenuto e più inventiva della vita, e ha metodi più sorprendenti della natura" (Benn).
