Maschera casco doppio - Ejagham - Ekoi - Camerun






Possiede una laurea magistrale in Studi Africani e 15 anni di esperienza in Arte Africana.
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Maschera casco doppio, Camerun, Ejagham-Ekoi, metà XX secolo, in legno e pelle, alta 42 cm, in buone condizioni, provenienza collezione privata.
Descrizione del venditore
Nel sud-ovest del Camerun e nei territori vicini in Nigeria vive il gruppo Ekoi, che comprende varie tribù insediate nell’interno della rigogliosa foresta vergine, a livello del corso medio del Cross River: i Keaka, gli Anyang, i Banyang, gli Obang, i Boka e altri. Gli Ekoi amano chiamarsi Ejagham. Il dominio assoluto delle società segrete e l’ambiente, foresta vergine, conferiscono a questi popoli caratteristiche culturali relativamente uniformi. L’origine delle loro maschere, caratterizzate dal realismo, deriva dall’usanza degli antichi cacciatori di teste Ekoi. I vincitori solitamente legavano le teste dei loro nemici morti alle proprie e, poi, pieni di gioia per la conquista appena ottenuta, si lanciavano in danze frenetiche. Secondo una credenza radicata, il sangue dei nemici sconfitti aveva il potere di fertilizzare i campi. Le teste di legno, solitamente rivestite di pelle, sostituirono in seguito le teste umane, assumendo fedelmente le loro caratteristiche.
È una maschera a doppio elmo, con un volto maschile con gli occhi chiusi, anche se con una piccola fessura per permettere all'indossatore di vedere, e un volto femminile con gli occhi aperti, che rappresenta il dualismo tra vita e morte.
Provenienza: missionari di Medicus Mundi
Collezione Argiles, Barcellona
Nel sud-ovest del Camerun e nei territori vicini in Nigeria vive il gruppo Ekoi, che comprende varie tribù insediate nell’interno della rigogliosa foresta vergine, a livello del corso medio del Cross River: i Keaka, gli Anyang, i Banyang, gli Obang, i Boka e altri. Gli Ekoi amano chiamarsi Ejagham. Il dominio assoluto delle società segrete e l’ambiente, foresta vergine, conferiscono a questi popoli caratteristiche culturali relativamente uniformi. L’origine delle loro maschere, caratterizzate dal realismo, deriva dall’usanza degli antichi cacciatori di teste Ekoi. I vincitori solitamente legavano le teste dei loro nemici morti alle proprie e, poi, pieni di gioia per la conquista appena ottenuta, si lanciavano in danze frenetiche. Secondo una credenza radicata, il sangue dei nemici sconfitti aveva il potere di fertilizzare i campi. Le teste di legno, solitamente rivestite di pelle, sostituirono in seguito le teste umane, assumendo fedelmente le loro caratteristiche.
È una maschera a doppio elmo, con un volto maschile con gli occhi chiusi, anche se con una piccola fessura per permettere all'indossatore di vedere, e un volto femminile con gli occhi aperti, che rappresenta il dualismo tra vita e morte.
Provenienza: missionari di Medicus Mundi
Collezione Argiles, Barcellona
