Yasse Tabuchi (1921-2 - Untitled






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Untitled, litografia firmata a mano di Yasse Tabuchi (1921–2), 47 x 65 cm, Giappone, edizione limitata 93/90, 1980–1990, in buone condizioni, venduto da Gallery.
Descrizione del venditore
Il pittore giapponese ad acquerello, incisore, litografo e ceramista Yasse Tabuchi nacque a Kitakyūshū, provincia di Fukuoka, in Giappone, nel 1921.
Dopo essere stato mobilitato nella marina e nell’aeronautica durante gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, studiò storia dell’arte alla Tokyo University of the Arts dal 1946 al 1951, mentre iniziava a pitturare. Nel 1951 lasciò la famiglia e il paese per andare in Francia, dove arrivò in nave a Marsiglia. Il giovane decide di iniziare una nuova vita in Francia e si trasferisce a Parigi. Nel 1959, per avere uno spazio ampio dove lavorare, compra una fattoria in Essonne, a Vauhallan, a sud della capitale; sarà molto vicino a Foujita che vive vicino a lui.
Yasse Tabuchi incontra Pierre Alechinsky, Asger Jorn e i pittori del gruppo Co-BrA; le sue opere, pur fortemente influenzate dal surrealismo, si avvicinano all’astrazione. Nella seconda metà degli anni Cinquanta, l’artista si interessa in modo particolare all’astrazione lirica e approfondisce il chiaroscuro per creare opere con contrasti cromatici molto marcati; conosciamo i legami stretti tra astrazione lirica e calligrafia ed ideogrammi dell’Estremo Oriente.
Mantenendo relazioni variabili con la realtà, giocando con evocazioni di cieli, acqua, vento, colline, vasti grafismi impetuosi, lavorando in materiali ricercati, volentieri in controluce scuro su sfondo chiaro, o al contrario in chiaroscuro di bianchi violenti su sfondo scuro, invade la superficie della tela, si arrotola su se stesso fino a occupare completamente lo spazio. Dopo questo periodo, Yasse Tabuchi “ricomincia” da Matisse, o più precisamente da ciò che Henri Matisse stesso prende dai giapponesi del XIX secolo, per dipingere, dopo la violenza degli elementi, la gioia di vivere, di essere nel mondo e di guardare tutto ciò che vive intorno a te. Nelle opere si rivela il suo radicale cambiamento di clima psicologico.
L’artista ha realizzato diverse decorazioni architettoniche, tra cui va segnalato il importante complesso di sale del Philips Cultural Centre a Eindhoven (Olanda) e la enorme parete ceramica del 20th Century Art Museum di Ikeda, in Giappone.
Le opere dell’artista sono state esposte in numerose personali dal 1955 (Parigi, Bruxelles, Milano, Copenaghen, Malmö, Tokyo, ecc.) e in esposizioni collettive (Salon de Mai, Salon des Réalités Nouvelles, Biennale di Tokyo, Bienal di Sao Paulo, ecc.).
Yasse Tabuchi morì a Vauhallan, nel 2009, all’età di 88 anni.
Il venditore si racconta
Il pittore giapponese ad acquerello, incisore, litografo e ceramista Yasse Tabuchi nacque a Kitakyūshū, provincia di Fukuoka, in Giappone, nel 1921.
Dopo essere stato mobilitato nella marina e nell’aeronautica durante gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, studiò storia dell’arte alla Tokyo University of the Arts dal 1946 al 1951, mentre iniziava a pitturare. Nel 1951 lasciò la famiglia e il paese per andare in Francia, dove arrivò in nave a Marsiglia. Il giovane decide di iniziare una nuova vita in Francia e si trasferisce a Parigi. Nel 1959, per avere uno spazio ampio dove lavorare, compra una fattoria in Essonne, a Vauhallan, a sud della capitale; sarà molto vicino a Foujita che vive vicino a lui.
Yasse Tabuchi incontra Pierre Alechinsky, Asger Jorn e i pittori del gruppo Co-BrA; le sue opere, pur fortemente influenzate dal surrealismo, si avvicinano all’astrazione. Nella seconda metà degli anni Cinquanta, l’artista si interessa in modo particolare all’astrazione lirica e approfondisce il chiaroscuro per creare opere con contrasti cromatici molto marcati; conosciamo i legami stretti tra astrazione lirica e calligrafia ed ideogrammi dell’Estremo Oriente.
Mantenendo relazioni variabili con la realtà, giocando con evocazioni di cieli, acqua, vento, colline, vasti grafismi impetuosi, lavorando in materiali ricercati, volentieri in controluce scuro su sfondo chiaro, o al contrario in chiaroscuro di bianchi violenti su sfondo scuro, invade la superficie della tela, si arrotola su se stesso fino a occupare completamente lo spazio. Dopo questo periodo, Yasse Tabuchi “ricomincia” da Matisse, o più precisamente da ciò che Henri Matisse stesso prende dai giapponesi del XIX secolo, per dipingere, dopo la violenza degli elementi, la gioia di vivere, di essere nel mondo e di guardare tutto ciò che vive intorno a te. Nelle opere si rivela il suo radicale cambiamento di clima psicologico.
L’artista ha realizzato diverse decorazioni architettoniche, tra cui va segnalato il importante complesso di sale del Philips Cultural Centre a Eindhoven (Olanda) e la enorme parete ceramica del 20th Century Art Museum di Ikeda, in Giappone.
Le opere dell’artista sono state esposte in numerose personali dal 1955 (Parigi, Bruxelles, Milano, Copenaghen, Malmö, Tokyo, ecc.) e in esposizioni collettive (Salon de Mai, Salon des Réalités Nouvelles, Biennale di Tokyo, Bienal di Sao Paulo, ecc.).
Yasse Tabuchi morì a Vauhallan, nel 2009, all’età di 88 anni.
