Una maschera di legno - Ogoni - Nigeria






Possiede una laurea magistrale in Studi Africani e 15 anni di esperienza in Arte Africana.
| 140 € | ||
|---|---|---|
| 130 € | ||
| 120 € | ||
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 127923 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Una maschera in legno dell’Ogoni, Nigeria (Stato del Rivers), raccolta a Port Harcourt, con supporto, altezza 26 cm, peso 1,3 kg, in condizioni discrete.
Descrizione del venditore
Una maschera ogoni, Nigeria, Stato del Rivers, raccolta a Port Harcourt. Inclusa base espositiva.
Questa maschera in legno scolpito è attribuibile agli Ogoni (autodefiniti Kana), popolazione indigena che abita la fertile pianura alluvionale e la foresta maremmata del delta del Niger-Crino meridionale nel Rivers State, sudorientale della Nigeria. Le tradizioni delle mascherature ogoni sono distinte ma collegate al più ampio milieu artistico del Delta del Niger, condividendo affinità con le pratiche di mascheramento dei vicini Ibibio e Ijo.
Le maschere ogoni sono diverse per tipo e funzione. Vanno da piccole maschere facciali con mascelle articolate, spesso chiamate Elu (significa “spirito”), a formati più grandi, zoomorfici o antropo-zoomorfici. Una caratteristica tipica di alcune maschere è una mascella inferiore snodabile o mobile, che poteva aprirsi e chiudersi durante la performance, simboleggiando discorso, negoziazione degli spiriti o la liminalità tra la vita e i regni ultraterreni.
Nella società ogoni, le maschere erano storicamente attivate all’interno di cicli rituali, funerari e stagionali. Accompagnavano cerimonie quali funerali, festività post-raccolto e celebrazioni acrobatiche karikpo, dove i danzatori mascherati incarnavano forze ancestrali, mediatori dello spirito o archetipi sociali. Residui di pigmenti bianchi e marroni sulla superficie spesso indicano un coinvolgimento con associazioni cosmologiche (es. caolino vicino agli occhi che denota contatto spirituale) o con una visibilità drammatica durante la performance.
Nonostante molte pratiche di mascheramento ogoni siano state interrotte dal colonialismo, dalle missioni cristiane e dall’emigrazione urbana, questi oggetti conservano marker formali di identità indigena: piani facciali stilizzati, tratti espressivi e elementi dinamici come mascelle articolate. La loro presenza nelle collezioni di Port Harcourt riflette modelli storici di acquisizione e circolazione, in cui gli oggetti cerimoniali entravano nei mercati urbani dagli inizi e metà del XX secolo.
Da una prospettiva accademica e museologica, le maschere ogoni dovrebbero essere interpretate meno come oggetti d’arte statici e più come agenti operativi incastonati nella vita performativa e sociale — oggetti il cui significato si realizza nel movimento, nell’impegno rituale e nel riconoscimento comunitario piuttosto che in una esposizione isolata.
CAB33728
Il venditore si racconta
Tradotto con Google TraduttoreUna maschera ogoni, Nigeria, Stato del Rivers, raccolta a Port Harcourt. Inclusa base espositiva.
Questa maschera in legno scolpito è attribuibile agli Ogoni (autodefiniti Kana), popolazione indigena che abita la fertile pianura alluvionale e la foresta maremmata del delta del Niger-Crino meridionale nel Rivers State, sudorientale della Nigeria. Le tradizioni delle mascherature ogoni sono distinte ma collegate al più ampio milieu artistico del Delta del Niger, condividendo affinità con le pratiche di mascheramento dei vicini Ibibio e Ijo.
Le maschere ogoni sono diverse per tipo e funzione. Vanno da piccole maschere facciali con mascelle articolate, spesso chiamate Elu (significa “spirito”), a formati più grandi, zoomorfici o antropo-zoomorfici. Una caratteristica tipica di alcune maschere è una mascella inferiore snodabile o mobile, che poteva aprirsi e chiudersi durante la performance, simboleggiando discorso, negoziazione degli spiriti o la liminalità tra la vita e i regni ultraterreni.
Nella società ogoni, le maschere erano storicamente attivate all’interno di cicli rituali, funerari e stagionali. Accompagnavano cerimonie quali funerali, festività post-raccolto e celebrazioni acrobatiche karikpo, dove i danzatori mascherati incarnavano forze ancestrali, mediatori dello spirito o archetipi sociali. Residui di pigmenti bianchi e marroni sulla superficie spesso indicano un coinvolgimento con associazioni cosmologiche (es. caolino vicino agli occhi che denota contatto spirituale) o con una visibilità drammatica durante la performance.
Nonostante molte pratiche di mascheramento ogoni siano state interrotte dal colonialismo, dalle missioni cristiane e dall’emigrazione urbana, questi oggetti conservano marker formali di identità indigena: piani facciali stilizzati, tratti espressivi e elementi dinamici come mascelle articolate. La loro presenza nelle collezioni di Port Harcourt riflette modelli storici di acquisizione e circolazione, in cui gli oggetti cerimoniali entravano nei mercati urbani dagli inizi e metà del XX secolo.
Da una prospettiva accademica e museologica, le maschere ogoni dovrebbero essere interpretate meno come oggetti d’arte statici e più come agenti operativi incastonati nella vita performativa e sociale — oggetti il cui significato si realizza nel movimento, nell’impegno rituale e nel riconoscimento comunitario piuttosto che in una esposizione isolata.
CAB33728
Il venditore si racconta
Tradotto con Google TraduttoreDettagli
Rechtliche Informationen des Verkäufers
- Unternehmen:
- Jaenicke Njoya GmbH
- Repräsentant:
- Wolfgang Jaenicke
- Adresse:
- Jaenicke Njoya GmbH
Klausenerplatz 7
14059 Berlin
GERMANY - Telefonnummer:
- +493033951033
- Email:
- w.jaenicke@jaenicke-njoya.com
- USt-IdNr.:
- DE241193499
AGB
AGB des Verkäufers. Mit einem Gebot auf dieses Los akzeptieren Sie ebenfalls die AGB des Verkäufers.
Widerrufsbelehrung
- Frist: 14 Tage sowie gemäß den hier angegebenen Bedingungen
- Rücksendkosten: Käufer trägt die unmittelbaren Kosten der Rücksendung der Ware
- Vollständige Widerrufsbelehrung
