Vittorio Piotti (XX) - Aquila - testa di toro






Laurea magistrale in Innovazione e Organizzazione Culturale, dieci anni d’esperienza in arte italiana.
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Coppia di sculture di Vittorio Piotti intitolate Aquila - testa di toro in ferro battuto con pietra, edizione 1/1, dimensioni 50x30x25 cm, peso 8 kg, colori marrone e beige, firmate, Realismo, Italia, buone condizioni.
Descrizione del venditore
Coppia di sculture di Vittorio Piotti (1935-2000)
Artista bresciano conosciuto come “Brusafer” (“brucia ferro” in dialetto locale), è stato una figura di riferimento nella scultura in ferro del secondo Novecento. Nato a Lavone di Pezzaze, unì alla formazione militare negli Alpini una profonda passione per la montagna, l’alpinismo e il volo, esperienze che influenzarono fortemente la sua poetica artistica.
Dopo gli studi artistici tra Venezia e Carrara, Piotti scelse il ferro come materiale d’elezione, inserendosi nella tradizione valtrumplina dei ferraioli. Con martello, chiodi e fiamma ossidrica diede vita a un universo espressivo popolato da figure umane, animali e richiami al mondo alpino, dimostrando straordinaria capacità nel plasmare il metallo in forme potenti e al tempo stesso delicate.
Le sue opere sono presenti in Italia e all’estero, tra cui il monumentale gruppo scultoreo sul Monte Marrone, dedicato agli Alpini e ai Caduti della Liberazione, oltre a importanti monumenti a Lavone di Pezzaze, Scapoli e Augsburg.
Le due sculture qui presentate testimoniano la forza espressiva e l’autenticità del linguaggio di Piotti: opere in ferro che racchiudono la spiritualità, l’identità alpina e la maestria tecnica di un artista capace di trasformare un materiale duro e nobile in forme cariche di significato e memoria.
Coppia di sculture di Vittorio Piotti (1935-2000)
Artista bresciano conosciuto come “Brusafer” (“brucia ferro” in dialetto locale), è stato una figura di riferimento nella scultura in ferro del secondo Novecento. Nato a Lavone di Pezzaze, unì alla formazione militare negli Alpini una profonda passione per la montagna, l’alpinismo e il volo, esperienze che influenzarono fortemente la sua poetica artistica.
Dopo gli studi artistici tra Venezia e Carrara, Piotti scelse il ferro come materiale d’elezione, inserendosi nella tradizione valtrumplina dei ferraioli. Con martello, chiodi e fiamma ossidrica diede vita a un universo espressivo popolato da figure umane, animali e richiami al mondo alpino, dimostrando straordinaria capacità nel plasmare il metallo in forme potenti e al tempo stesso delicate.
Le sue opere sono presenti in Italia e all’estero, tra cui il monumentale gruppo scultoreo sul Monte Marrone, dedicato agli Alpini e ai Caduti della Liberazione, oltre a importanti monumenti a Lavone di Pezzaze, Scapoli e Augsburg.
Le due sculture qui presentate testimoniano la forza espressiva e l’autenticità del linguaggio di Piotti: opere in ferro che racchiudono la spiritualità, l’identità alpina e la maestria tecnica di un artista capace di trasformare un materiale duro e nobile in forme cariche di significato e memoria.
