Sinan Ottoman Architect, Topkapi Palace, Istanbul and Topkapi a Versailles: - 1986-2015






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Sinan Architetto Ottomano, Palazzo Topkapi, Istanbul e Topkapi a Versailles: 6 Libri (4 Cartonato e 2 Copertine Rigide)
1. Sinan: Architetto di Maomettana Il Sultano Suleimano il Magnifico e l’Oro dell’Ottomano di John Freely e Augusta Romano Burelli, 1996, 141 pagine, Grande formato, Custodia rigida in inglese
Riassunto
Questo volume di grande formato, spesso descritto come un libro da tavolino, combina fotografie sontuose con testi autorevoli, offrendo un’indagine vivida sull’architetto più importante dell’Impero Ottomano, Sinan.
• Panoramica della carriera di Sinan
Sinan iniziò come ingegnere militare, padroneggiando fortificazioni e infrastrutture, prima di essere nominato Architetto Imperiale Capo intorno al 1538 sotto il Sultano Süleyman il Magnifico. In quasi cinque decenni progettò centinaia di edifici—moschee, scuole, ospedali, ponti, acquedotti, palazzi e bagni—durante l’apice del potere ottomano.
• Stile architettonico e significato
Il libro mette in risalto come Sinan abbia fuso tradizioni architettoniche bizantine e islamiche in uno stile nuovo e distintivo: centri di potere, spazi chiusi incorniciati da cupole maestose senza colonne invadenti. Attraverso cupole disperse e semi-cupole integrati in modo ingegnoso, ottenne interni vasti e luminosi.
• Opere principali enfatizzate
L’attenzione principale è rivolta ai capolavori di Sinan: la Moschea Süleymaniye a Istanbul e la Moschea Selimiye a Edirne—strutture che esemplificano il suo genio.
• Presentazione visiva e scientifica
Il testo è riccamente illustrato da photographies opulenti a colori, molte scattate dal rinomato fotografo turco Ara Güler specificamente per questa pubblicazione. Queste immagini sono accoppiate a interpretazioni accademiche, offrendo sia apprezzamento estetico sia contesto storico.
• Contesto culturale e storico
Il libro presenta Sinan non solo come maestro architetto ma come figura emblematica dell’Ottomano Golden Age. I suoi contributi sono inquadrati all’interno delle narrative più ampie dell’ascendenza artistica, culturale e imperiale ottomana—paralleli all’impatto di Michelangelo nell’Occidente.
2. Sinan: L’Architetto e le Sue Opere di Reha Günay, 6ª edizione, 2009, 255 pagine, Copertina flessibile in inglese
Riassunto
Il lavoro di Reha Günay è una guida riccamente illustrata e meticolosamente strutturata all’architettura di Mimar Sinan. Caratteristiche chiave includono:
• Visuali estese: il libro contiene oltre 300 fotografie e disegni—tra piante e viste aeree—che danno vita alle opere di Sinan in modo vivido.
• Impaginazione analitica:
• Una tabella cronologica allinea la linea temporale architettonica di Sinan con quella dell’Europa e dell’Asia.
• Una mappa di Istanbul individua le strutture di Sinan accanto a costruzioni significative di altre epoche.
• Piantine comparative, tutte scalate in modo uniforme, offrono chiarezza visiva tra i diversi tipi di moschee.
• Tipi di edifici e tipologia:
• Le opere di Sinan sono raggruppate in categorie come külliyes, moschee (a base quadrata, a cupola esagonale, a cupola ottagonale, multibasamento, ecc.), medresè, tombe, hamam e ponti.
• Evoluzione interna:
• Una sezione di rilievo descrive l’evoluzione dello spazio interno, inclusa una doppia pagina che mostra interni di cupole comparabili—in particolare guardando verso l’alto in sedici cupole diverse.
• Tono dell’autore:
• Günay adotta un approccio sobrio, basato sui fatti—evitando commenti personali a favore di descrizioni osservative e confronti selettivi.
3. Topkapi Palace Museum, BKG, 2014, 323 pagine in inglese, Cartonato con cofanetto
Titolo e Autore
• Titolo: Topkapı Palace Museum
• Testo di: Mustafa Birol Ülker (definito come “Metin: Mustafa Birol Ülker”)
• Editore: BKG (Bilkent Cultural Initiative), Istanbul
• Anno: 2014
Formato e Specifiche fisiche
• Forma: Cartonato, accompagnato da cofanetto (“Kutulu”)
• Dimensioni: 32 cm × 25 cm
• Conteggio Pagine: 323 pagine
Panoramica
• L’edizione BKG del 2010 (321 pagine, formato quasi identico) presenta fotografie mozzafiato di manufatti curati e meraviglie architettoniche ospitate all’interno del Palazzo Topkapı. Presenta queste immagini con qualità eccezionale sia a colori che in bianco e nero, tutte racchiuse in una custodia originale.
• Il testo tipicamente include una sinossi della storia e del significato culturale del Palazzo Topkapı—sede del nascente sovrano ottomano, sede amministrativa, ed evoluzione in un complesso museale con interni riccamente decorati e spazi sacri.
• È previsto un dettagliato documentation visiva delle aree principali del palazzo, tra cui:
• Il Tesoro Imperiale
• Il Harem
• La Chiesa di Hagia Irene
• Molti cortili e padiglioni
(Qui si basano su le coperture delle edizioni precedenti.)
• La sinergia tra immagini architettoniche e intuizioni accademiche aiuta probabilmente i lettori ad apprezzare sia la struttura sia il contesto—un tratto distintivo delle pubblicazioni artistico-storiche della BKG.
4. Istanbul: Porta al Splendore Un Viaggio nell’Architettura Turca Ahmet Ertuğ, 1986, 224 pagine in inglese Cartonato con cofanetto
Descrizione
Titolo e Collaboratori
• Titolo: Istanbul: Gateway to Splendour – A Journey through Turkish Architecture
• Fotografo / Editore: Ahmet Ertuğ
• Testo: Maggie Quigley Pinar
• Disegni Architettonici: Sedad Hakkı Eldem & Feridun Akozan
Informazioni sull’uscita
• Anno: 1986
• Lingua: Inglese
Formato Fisico
• Pagine: 224
• Dimensioni: circa 26 × 36 cm (folio/grande quarto)
• Contenuto: circa 135 piastrelle a colori e ~40 disegni architettonici (piante, sezioni, alzati)
• Rilegatura: Cartonato con sovraccoperta originale, custodia in slipcase
Contenuto e Stile
• Fornisce un’introduzione completa all’eredità architettonica ottomana di Istanbul.
• Presenta fotografie a grande formato di strutture significative come le moschee, il Palazzo Topkapı e le ville sul Bosforo.
• I disegni architettonici di Eldem e Akozan completano le immagini, migliorando il valore accademico e estetico del libro.
• Ahmet Ertuğ è un rinomato fotografo d’arte e editore specializzato in opere di grande formato. I suoi libri sono edizioni limitate, stampate e rilegati a mano in Italia o Svizzera, sottolineando il loro carattere da collezione.
5. Topkapi a Versailles: Trésors de la cour ottomane 1999, 349 pagine Copertina morbida in francese
Riassunto
Topkapi à Versailles: Trésors de la Cour ottomane è il catalogo della mostra pubblicato dalla Réunion des Musées Nationaux, pubblicato nel 1999 per coincidere con una grande mostra al Château de Versailles (4 maggio – 15 agosto 1999).
Contesto storico e culturale
Il catalogo si apre con un’introduzione storica avvincente—redatta da studiosi come Robert Mantran e Gilles Veinstein—offrendo un’esplorazione sfumata dell’Impero Ottomano tra il XVII e il XVIII secolo: dai viziers Köprülü influenti alla sofisticata Era di Tulipani (1718–1730). Offre riflessioni ricche sul potere politico, la vita di corte e gli scambi culturali tra la Sublime Porta e Versailles.
Struttura della mostra e flusso narrativo
La mostra (e il catalogo) si sviluppa attraverso sezioni tematiche parallele all’impianto stesso del Palazzo Topkapı:
• Cortili e spazi pubblici
• Dipendenze e officine
• Il Harem, fra miniature a colori di Levni
• Giardini e biblioteche (con particolare attenzione all’arte calligrafica)
• Tesoro della Regia (con ornamenti di turbanti, gioielli, porcellane)
• Svago e feste del Sultano
• Diplomazia e ricevimento reale, culminanti nel gran ricevimento del 1742 dell’ambasciatore ottomano Said Efendi da parte di Luigi XV nella Sala degli Specchi—celebrato attraverso un'incisione di Cochin e un ritratto di Aved.
Opere e oggetti evidenziati
Circa 288–300 pezzi sono presentati—spaziando da Qur’an miniati, armature lussuose e tessuti pregiati al celebre Trono Bayram (Bairam), porcellane ottomane, gioielli, manoscritti e miniature di corte. Molti di questi pezzi non erano mai partiti dal Palazzo Topkapı.
Presentazione visiva
Il catalogo è riccamente illustrato, offrendo riproduzioni a colori complete degli artefatti esposti—accompagnato da commenti accademici di 11 esperti. Tale opera fonde abilmente la grandezza della cultura di corte ottomana con l’eleganza di Versailles.
6. L’Empire Du Sultan: Le Monde Ottomans dans L’Art de la Renaissance Lannoo Bozar Books, 2015, 291 pagine Cartonato in francese
Riassunto
Titolo e dettagli di pubblicazione
• Titolo: L’Empire du Sultan: Le monde ottoman dans l’art de la Renaissance
• Casa editrice: Lannoo / Bozar Books
• Anno: 2015
• Formato: Cartonato (broché/cartonato)
• Pagine: Circa 291 pagine
• Dimensioni: Circa 32 × 25 cm, peso circa 2 kg
• Lingua: Francese
Contesto e tema
Questo libro è stato il catalogo ufficiale della mostra del 2015 “L’Empire du Sultan” tenuta al Bozar (Palais des Beaux-Arts) di Bruxelles, in seguito viaggiando a Cracovia. Curato da Guido Messling, Robert Born e Michał Dziewulski, faceva parte del progetto di scambio culturale “Ottomans & Europeans”.
Narrativa centrale
Il volume esplora un dinamico dialogo culturale tra l’Impero Ottomano e la Europa rinascimentale, dall’abbattimento di Costantinopoli (1453) a circa il 1620. Esamina come artisti occidentali—come Bellini, Dürer, Tiziano, Veronese e altri—rispondessero e rappresentassero soggetti ottomani, riflettendo fascinazione nonché ansia.
Temi e sezioni evidenziati
• scambio culturale e immaginario reciproco: come il potere e lo splendore ottomano hanno affascinato l’immaginario europeo, e come ritratti, incisioni, arazzi, manoscritti e strumenti scientifici comunicavano tali percezioni
• focalizzazione geografica varia: ritrae l’influenza degli Ottomani non solo sull’Italia e sui Paesi Bassi, ma anche sull’Europa centrale e orientale, inclusi Ungheria, Polonia e Boemia
• opere rappresentative: include ritratti del Sultano Mehmed II di Bellini, rappresentazioni del Sultano Bajazid I di Veronese, moda ispirata agli Ottomani nella ritrattistica europea (come i sovrani in caftano), e arazzi e incisioni che cronologiano le campagne ottomane
• esplorazione della percezione: il catalogo si addentra nei paradossi di ammirazione e timore, nella formazione di stereotipi e nell’evoluzione della comprensione europea del mondo ottomano.
Sinan Architetto Ottomano, Palazzo Topkapi, Istanbul e Topkapi a Versailles: 6 Libri (4 Cartonato e 2 Copertine Rigide)
1. Sinan: Architetto di Maomettana Il Sultano Suleimano il Magnifico e l’Oro dell’Ottomano di John Freely e Augusta Romano Burelli, 1996, 141 pagine, Grande formato, Custodia rigida in inglese
Riassunto
Questo volume di grande formato, spesso descritto come un libro da tavolino, combina fotografie sontuose con testi autorevoli, offrendo un’indagine vivida sull’architetto più importante dell’Impero Ottomano, Sinan.
• Panoramica della carriera di Sinan
Sinan iniziò come ingegnere militare, padroneggiando fortificazioni e infrastrutture, prima di essere nominato Architetto Imperiale Capo intorno al 1538 sotto il Sultano Süleyman il Magnifico. In quasi cinque decenni progettò centinaia di edifici—moschee, scuole, ospedali, ponti, acquedotti, palazzi e bagni—durante l’apice del potere ottomano.
• Stile architettonico e significato
Il libro mette in risalto come Sinan abbia fuso tradizioni architettoniche bizantine e islamiche in uno stile nuovo e distintivo: centri di potere, spazi chiusi incorniciati da cupole maestose senza colonne invadenti. Attraverso cupole disperse e semi-cupole integrati in modo ingegnoso, ottenne interni vasti e luminosi.
• Opere principali enfatizzate
L’attenzione principale è rivolta ai capolavori di Sinan: la Moschea Süleymaniye a Istanbul e la Moschea Selimiye a Edirne—strutture che esemplificano il suo genio.
• Presentazione visiva e scientifica
Il testo è riccamente illustrato da photographies opulenti a colori, molte scattate dal rinomato fotografo turco Ara Güler specificamente per questa pubblicazione. Queste immagini sono accoppiate a interpretazioni accademiche, offrendo sia apprezzamento estetico sia contesto storico.
• Contesto culturale e storico
Il libro presenta Sinan non solo come maestro architetto ma come figura emblematica dell’Ottomano Golden Age. I suoi contributi sono inquadrati all’interno delle narrative più ampie dell’ascendenza artistica, culturale e imperiale ottomana—paralleli all’impatto di Michelangelo nell’Occidente.
2. Sinan: L’Architetto e le Sue Opere di Reha Günay, 6ª edizione, 2009, 255 pagine, Copertina flessibile in inglese
Riassunto
Il lavoro di Reha Günay è una guida riccamente illustrata e meticolosamente strutturata all’architettura di Mimar Sinan. Caratteristiche chiave includono:
• Visuali estese: il libro contiene oltre 300 fotografie e disegni—tra piante e viste aeree—che danno vita alle opere di Sinan in modo vivido.
• Impaginazione analitica:
• Una tabella cronologica allinea la linea temporale architettonica di Sinan con quella dell’Europa e dell’Asia.
• Una mappa di Istanbul individua le strutture di Sinan accanto a costruzioni significative di altre epoche.
• Piantine comparative, tutte scalate in modo uniforme, offrono chiarezza visiva tra i diversi tipi di moschee.
• Tipi di edifici e tipologia:
• Le opere di Sinan sono raggruppate in categorie come külliyes, moschee (a base quadrata, a cupola esagonale, a cupola ottagonale, multibasamento, ecc.), medresè, tombe, hamam e ponti.
• Evoluzione interna:
• Una sezione di rilievo descrive l’evoluzione dello spazio interno, inclusa una doppia pagina che mostra interni di cupole comparabili—in particolare guardando verso l’alto in sedici cupole diverse.
• Tono dell’autore:
• Günay adotta un approccio sobrio, basato sui fatti—evitando commenti personali a favore di descrizioni osservative e confronti selettivi.
3. Topkapi Palace Museum, BKG, 2014, 323 pagine in inglese, Cartonato con cofanetto
Titolo e Autore
• Titolo: Topkapı Palace Museum
• Testo di: Mustafa Birol Ülker (definito come “Metin: Mustafa Birol Ülker”)
• Editore: BKG (Bilkent Cultural Initiative), Istanbul
• Anno: 2014
Formato e Specifiche fisiche
• Forma: Cartonato, accompagnato da cofanetto (“Kutulu”)
• Dimensioni: 32 cm × 25 cm
• Conteggio Pagine: 323 pagine
Panoramica
• L’edizione BKG del 2010 (321 pagine, formato quasi identico) presenta fotografie mozzafiato di manufatti curati e meraviglie architettoniche ospitate all’interno del Palazzo Topkapı. Presenta queste immagini con qualità eccezionale sia a colori che in bianco e nero, tutte racchiuse in una custodia originale.
• Il testo tipicamente include una sinossi della storia e del significato culturale del Palazzo Topkapı—sede del nascente sovrano ottomano, sede amministrativa, ed evoluzione in un complesso museale con interni riccamente decorati e spazi sacri.
• È previsto un dettagliato documentation visiva delle aree principali del palazzo, tra cui:
• Il Tesoro Imperiale
• Il Harem
• La Chiesa di Hagia Irene
• Molti cortili e padiglioni
(Qui si basano su le coperture delle edizioni precedenti.)
• La sinergia tra immagini architettoniche e intuizioni accademiche aiuta probabilmente i lettori ad apprezzare sia la struttura sia il contesto—un tratto distintivo delle pubblicazioni artistico-storiche della BKG.
4. Istanbul: Porta al Splendore Un Viaggio nell’Architettura Turca Ahmet Ertuğ, 1986, 224 pagine in inglese Cartonato con cofanetto
Descrizione
Titolo e Collaboratori
• Titolo: Istanbul: Gateway to Splendour – A Journey through Turkish Architecture
• Fotografo / Editore: Ahmet Ertuğ
• Testo: Maggie Quigley Pinar
• Disegni Architettonici: Sedad Hakkı Eldem & Feridun Akozan
Informazioni sull’uscita
• Anno: 1986
• Lingua: Inglese
Formato Fisico
• Pagine: 224
• Dimensioni: circa 26 × 36 cm (folio/grande quarto)
• Contenuto: circa 135 piastrelle a colori e ~40 disegni architettonici (piante, sezioni, alzati)
• Rilegatura: Cartonato con sovraccoperta originale, custodia in slipcase
Contenuto e Stile
• Fornisce un’introduzione completa all’eredità architettonica ottomana di Istanbul.
• Presenta fotografie a grande formato di strutture significative come le moschee, il Palazzo Topkapı e le ville sul Bosforo.
• I disegni architettonici di Eldem e Akozan completano le immagini, migliorando il valore accademico e estetico del libro.
• Ahmet Ertuğ è un rinomato fotografo d’arte e editore specializzato in opere di grande formato. I suoi libri sono edizioni limitate, stampate e rilegati a mano in Italia o Svizzera, sottolineando il loro carattere da collezione.
5. Topkapi a Versailles: Trésors de la cour ottomane 1999, 349 pagine Copertina morbida in francese
Riassunto
Topkapi à Versailles: Trésors de la Cour ottomane è il catalogo della mostra pubblicato dalla Réunion des Musées Nationaux, pubblicato nel 1999 per coincidere con una grande mostra al Château de Versailles (4 maggio – 15 agosto 1999).
Contesto storico e culturale
Il catalogo si apre con un’introduzione storica avvincente—redatta da studiosi come Robert Mantran e Gilles Veinstein—offrendo un’esplorazione sfumata dell’Impero Ottomano tra il XVII e il XVIII secolo: dai viziers Köprülü influenti alla sofisticata Era di Tulipani (1718–1730). Offre riflessioni ricche sul potere politico, la vita di corte e gli scambi culturali tra la Sublime Porta e Versailles.
Struttura della mostra e flusso narrativo
La mostra (e il catalogo) si sviluppa attraverso sezioni tematiche parallele all’impianto stesso del Palazzo Topkapı:
• Cortili e spazi pubblici
• Dipendenze e officine
• Il Harem, fra miniature a colori di Levni
• Giardini e biblioteche (con particolare attenzione all’arte calligrafica)
• Tesoro della Regia (con ornamenti di turbanti, gioielli, porcellane)
• Svago e feste del Sultano
• Diplomazia e ricevimento reale, culminanti nel gran ricevimento del 1742 dell’ambasciatore ottomano Said Efendi da parte di Luigi XV nella Sala degli Specchi—celebrato attraverso un'incisione di Cochin e un ritratto di Aved.
Opere e oggetti evidenziati
Circa 288–300 pezzi sono presentati—spaziando da Qur’an miniati, armature lussuose e tessuti pregiati al celebre Trono Bayram (Bairam), porcellane ottomane, gioielli, manoscritti e miniature di corte. Molti di questi pezzi non erano mai partiti dal Palazzo Topkapı.
Presentazione visiva
Il catalogo è riccamente illustrato, offrendo riproduzioni a colori complete degli artefatti esposti—accompagnato da commenti accademici di 11 esperti. Tale opera fonde abilmente la grandezza della cultura di corte ottomana con l’eleganza di Versailles.
6. L’Empire Du Sultan: Le Monde Ottomans dans L’Art de la Renaissance Lannoo Bozar Books, 2015, 291 pagine Cartonato in francese
Riassunto
Titolo e dettagli di pubblicazione
• Titolo: L’Empire du Sultan: Le monde ottoman dans l’art de la Renaissance
• Casa editrice: Lannoo / Bozar Books
• Anno: 2015
• Formato: Cartonato (broché/cartonato)
• Pagine: Circa 291 pagine
• Dimensioni: Circa 32 × 25 cm, peso circa 2 kg
• Lingua: Francese
Contesto e tema
Questo libro è stato il catalogo ufficiale della mostra del 2015 “L’Empire du Sultan” tenuta al Bozar (Palais des Beaux-Arts) di Bruxelles, in seguito viaggiando a Cracovia. Curato da Guido Messling, Robert Born e Michał Dziewulski, faceva parte del progetto di scambio culturale “Ottomans & Europeans”.
Narrativa centrale
Il volume esplora un dinamico dialogo culturale tra l’Impero Ottomano e la Europa rinascimentale, dall’abbattimento di Costantinopoli (1453) a circa il 1620. Esamina come artisti occidentali—come Bellini, Dürer, Tiziano, Veronese e altri—rispondessero e rappresentassero soggetti ottomani, riflettendo fascinazione nonché ansia.
Temi e sezioni evidenziati
• scambio culturale e immaginario reciproco: come il potere e lo splendore ottomano hanno affascinato l’immaginario europeo, e come ritratti, incisioni, arazzi, manoscritti e strumenti scientifici comunicavano tali percezioni
• focalizzazione geografica varia: ritrae l’influenza degli Ottomani non solo sull’Italia e sui Paesi Bassi, ma anche sull’Europa centrale e orientale, inclusi Ungheria, Polonia e Boemia
• opere rappresentative: include ritratti del Sultano Mehmed II di Bellini, rappresentazioni del Sultano Bajazid I di Veronese, moda ispirata agli Ottomani nella ritrattistica europea (come i sovrani in caftano), e arazzi e incisioni che cronologiano le campagne ottomane
• esplorazione della percezione: il catalogo si addentra nei paradossi di ammirazione e timore, nella formazione di stereotipi e nell’evoluzione della comprensione europea del mondo ottomano.
