Ignazio Moncada (1932-2012) - Linee

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Ignazio Moncada, Linee, dipinto astratto originale in acrilico degli anni '60, 45 cm per 63 cm, firmato a mano, in buone condizioni, Italia, fornito con cornice.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Ignazio Moncada
Settimo figlio di Ugo Moncada, principe di Paternò e di Giovanna Lanza Branciforte dei principi di Trabia, soggiornò a Parigi[1], dove nel 1960 fece la sua prima mostra personale alla galleria Devray, poi a Bruxelles, Roma ed infine (dal 1973) a Milano.
Nella seconda metà degli anni sessanta Moncada si misura più apertamente con i linguaggi di una tradizione non-figurativa di ascendenza geometrizzante. Le sue elaborazioni non sono asservite al rigore di un vocabolario fondato su regole assolute, ma giocano con le possibilità di una geometria libera di determinare avvicinamenti, ingrandimenti, movimenti laterali. A un'iniziale configurazione di tono quasi pop seguono esplorazioni che di quell’epoca riportano le impronte di una fantasia “psichedelica”, per sviluppare una più accentuata dialettica fra costruzione e ritmo, fra armonia e disarmonia, fra geometria e movimento, come diversamente riconobbero scrivendo della sua opera, fra 1969 e 1972, Cesare Vivaldi, Enrico Crispolti, Angelo Maria Ripellino.
Stefano Malatesta, Moncada, il colore delle passioni, in La Repubblica, 7 gennaio 2002. URL consultato il 19 settembre 2014.
Agata Polizzi, L'espansione del colore di Moncada alle Fam di Agrigento, in Giornale di Sicilia, 2 giugno 2014. URL consultato il 19 settembre 2014.
Sergio Troisi, Moncada, il pittore nomade che inventò la Pont Art, in La Repubblica, 22 maggio 2014. URL consultato il 19 settembre 2014.
Sebastiano Grasso, Ignazio Moncada, il pittore che colorava i ponteggi di Milano, in Corriere della Sera, 10 ottobre 2012. URL consultato il 19 settembre 2014.
È morto Ignazio Moncada, l'artista della Pont Art, in La Repubblica, 9 ottobre 2012. URL consultato il 19 settembre 2014.
Diana Giusi, L'ultimo «ponte» di Ignazio Moncada, su ilgiornaledellarte.com, 19 ottobre 2012. URL consultato il 24 marzo 2015.
Ignazio Moncada I caldi pomeriggi nei giardini di Polifemo, su triennale.it. URL consultato il 19 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 21 dicembre 2013).
Biblioteca, su palazzobranciforte.it. URL consultato il 23 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 23 maggio 2014).
Archivio Ignazio Moncada, su ignaziomoncada.org.

Ignazio Moncada
Settimo figlio di Ugo Moncada, principe di Paternò e di Giovanna Lanza Branciforte dei principi di Trabia, soggiornò a Parigi[1], dove nel 1960 fece la sua prima mostra personale alla galleria Devray, poi a Bruxelles, Roma ed infine (dal 1973) a Milano.
Nella seconda metà degli anni sessanta Moncada si misura più apertamente con i linguaggi di una tradizione non-figurativa di ascendenza geometrizzante. Le sue elaborazioni non sono asservite al rigore di un vocabolario fondato su regole assolute, ma giocano con le possibilità di una geometria libera di determinare avvicinamenti, ingrandimenti, movimenti laterali. A un'iniziale configurazione di tono quasi pop seguono esplorazioni che di quell’epoca riportano le impronte di una fantasia “psichedelica”, per sviluppare una più accentuata dialettica fra costruzione e ritmo, fra armonia e disarmonia, fra geometria e movimento, come diversamente riconobbero scrivendo della sua opera, fra 1969 e 1972, Cesare Vivaldi, Enrico Crispolti, Angelo Maria Ripellino.
Stefano Malatesta, Moncada, il colore delle passioni, in La Repubblica, 7 gennaio 2002. URL consultato il 19 settembre 2014.
Agata Polizzi, L'espansione del colore di Moncada alle Fam di Agrigento, in Giornale di Sicilia, 2 giugno 2014. URL consultato il 19 settembre 2014.
Sergio Troisi, Moncada, il pittore nomade che inventò la Pont Art, in La Repubblica, 22 maggio 2014. URL consultato il 19 settembre 2014.
Sebastiano Grasso, Ignazio Moncada, il pittore che colorava i ponteggi di Milano, in Corriere della Sera, 10 ottobre 2012. URL consultato il 19 settembre 2014.
È morto Ignazio Moncada, l'artista della Pont Art, in La Repubblica, 9 ottobre 2012. URL consultato il 19 settembre 2014.
Diana Giusi, L'ultimo «ponte» di Ignazio Moncada, su ilgiornaledellarte.com, 19 ottobre 2012. URL consultato il 24 marzo 2015.
Ignazio Moncada I caldi pomeriggi nei giardini di Polifemo, su triennale.it. URL consultato il 19 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 21 dicembre 2013).
Biblioteca, su palazzobranciforte.it. URL consultato il 23 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 23 maggio 2014).
Archivio Ignazio Moncada, su ignaziomoncada.org.

Dettagli

Artista
Ignazio Moncada (1932-2012)
Venduto con cornice
Venduto da
Proprietario o rivenditore
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
Linee
Tecnica
Pittura acrilica
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Italia
Condizione
Buone condizioni
Altezza
45 cm
Larghezza
63 cm
Peso
2 kg
Stile
Astratto
Periodo
1960-1970
Venduto da
ItaliaVerificato
64
Oggetti venduti
Privato

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