Edward Hopper (after) - "New York Interior (1921)" - Anni 2020





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New York Interior d’après Edward Hopper,
Impression pigmentaire autorizzata su carta Fine art di alta qualità (310 g/m2)
Firma stampata nella tavola
Timbro dell'editore sul verso della cornice.
Stampa su carta Canson Arches Aquarelle Rag 310 g/m², un supporto 100% cotone di qualità museo, riconosciuto per la sua texture sottile e il suo effetto opaco vellutato.
Stato: eccellente. Mai incorniciato, mai esposto.
Dimensioni del soggetto: 49,7 x 40 cm (Dimensioni esterne: 51,7 x 42 cm)
Questa tela rappresenta una donna vista di schiena, seduta sul pavimento in un vestito bianco leggero, probabilmente aggiustando il proprio capo davanti a una cappa. La scena, inquadrata in modo intimo, lascia volutamente il volto fuori campo e accentua così il mistero e la solitudine del personaggio. La luce dolce illumina la nuca e la schiena della giovane donna, mentre l’arredo borghese – camino, quadro sul muro, orologio – contrasta con la fragilità della sua postura. Hopper mette qui in risalto il silenzio, l’intimità e una forma di melanconia discreta, annunciando già i temi principali della sua opera.
Edward Hopper (1882-1967) era un pittore realistico americano noto per le sue rappresentazioni della vita moderna americana, spesso caratterizzate da un senso di isolamento e solitudine. Le sue opere raffigurano generalmente scene urbane e rurali, mettendo l’accento sul gioco di luce e ombra. Lo stile distintivo di Hopper si distingue per composition nette, forme semplificate e contrasti drammatici tra luce e oscurità.
È considerato uno dei più importanti artisti americani del XX secolo, e le sue opere sono diventate emblematiche della vita americana di metà secolo.
La sua visione del reale, per la sua modernità, si allinea alle ricerche di René Magritte, David Hockney, Roy Lichtenstein o Andy Warhol, che hanno esplorato ognuno la luce, il colore e la percezione della quotidianità. L’approccio di Hopper dialoga anche con Claude Monet, Pablo Picasso, Henri Matisse, Joan Miró e Marc Chagall, prefigurando al contempo la rigidezza architettonica di un Piet Mondrian o la sensibilità cromatica di un Mark Rothko. Come Basquiat, Kusama o Banksy, interroga l’individuo nello spazio moderno, tra isolamento, bellezza e tensione urbana.
Un’opera senza tempo, al crocevia tra realismo e poesia visiva, che si colloca naturalmente tra i grandi nomi dell’arte moderna e contemporanea - da Haring a Koons, da Soulages a Murakami, passando per Botero, Modigliani o Cézanne.
New York Interior d’après Edward Hopper,
Impression pigmentaire autorizzata su carta Fine art di alta qualità (310 g/m2)
Firma stampata nella tavola
Timbro dell'editore sul verso della cornice.
Stampa su carta Canson Arches Aquarelle Rag 310 g/m², un supporto 100% cotone di qualità museo, riconosciuto per la sua texture sottile e il suo effetto opaco vellutato.
Stato: eccellente. Mai incorniciato, mai esposto.
Dimensioni del soggetto: 49,7 x 40 cm (Dimensioni esterne: 51,7 x 42 cm)
Questa tela rappresenta una donna vista di schiena, seduta sul pavimento in un vestito bianco leggero, probabilmente aggiustando il proprio capo davanti a una cappa. La scena, inquadrata in modo intimo, lascia volutamente il volto fuori campo e accentua così il mistero e la solitudine del personaggio. La luce dolce illumina la nuca e la schiena della giovane donna, mentre l’arredo borghese – camino, quadro sul muro, orologio – contrasta con la fragilità della sua postura. Hopper mette qui in risalto il silenzio, l’intimità e una forma di melanconia discreta, annunciando già i temi principali della sua opera.
Edward Hopper (1882-1967) era un pittore realistico americano noto per le sue rappresentazioni della vita moderna americana, spesso caratterizzate da un senso di isolamento e solitudine. Le sue opere raffigurano generalmente scene urbane e rurali, mettendo l’accento sul gioco di luce e ombra. Lo stile distintivo di Hopper si distingue per composition nette, forme semplificate e contrasti drammatici tra luce e oscurità.
È considerato uno dei più importanti artisti americani del XX secolo, e le sue opere sono diventate emblematiche della vita americana di metà secolo.
La sua visione del reale, per la sua modernità, si allinea alle ricerche di René Magritte, David Hockney, Roy Lichtenstein o Andy Warhol, che hanno esplorato ognuno la luce, il colore e la percezione della quotidianità. L’approccio di Hopper dialoga anche con Claude Monet, Pablo Picasso, Henri Matisse, Joan Miró e Marc Chagall, prefigurando al contempo la rigidezza architettonica di un Piet Mondrian o la sensibilità cromatica di un Mark Rothko. Come Basquiat, Kusama o Banksy, interroga l’individuo nello spazio moderno, tra isolamento, bellezza e tensione urbana.
Un’opera senza tempo, al crocevia tra realismo e poesia visiva, che si colloca naturalmente tra i grandi nomi dell’arte moderna e contemporanea - da Haring a Koons, da Soulages a Murakami, passando per Botero, Modigliani o Cézanne.
