Breveglieri Cesare (1902-1948) - Studio di case





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Studio di case, dipinto a olio del periodo 1930–1940 dall'artista italiano Cesare Breveglieri (1902–1948), venduto con cornice.
Descrizione del venditore
L' opera è già passata in asta presso Santagostino Aste Torino
Le misure con cornice sono 56 x 48 x 5.
La spedizione è effettuata con imballaggio rinforzato.
CESARE BREVEGLIERI , pittore milanese, frequentò l' Accademia di Brera.
Amò Picasso, Matisse, ma particolarmente lo attrassero Utrillo e Rousseau, perchè più vicini al suo mondo poetico. Essi gli insegnarono a capire il fascino del quotidiano, di quello che avviene sotto gli occhi ogni giorno e a penetrarlo senza lasciarsi prendere dall’apparenza.
Lavorò attivamente e partecipò alla vita culturale a Milano e fu legato da rapporti di amicizia con diversi pittori tra i quali Carlo Carrà, al quale fece un ritratto, e Filippo De Pisis, del quale amava la spontaneità e felicità dell’operare.
Trascorse gli ultimi anni in Brianza, dove visse serenamente e dipinse la verde campagna, i contadini, i campi di granoturco, le piccole chiese, il ponte di Paderno, con lo stesso amore minuzioso con cui a Milano, aveva saputo cogliere l’atmosfera e i personaggi del teatro Gerolamo e di San Siro o in riviera, la gente che passeggia sul lungomare affiancato di palme, guadagnando l'appellativo di L’Utrillo italiano.
Le spoglie del pittore sono tumulate presso il Cimitero Monumentale nel Mausoleo Garbin dedicato agli artisti milanesi illustri.
L' opera è già passata in asta presso Santagostino Aste Torino
Le misure con cornice sono 56 x 48 x 5.
La spedizione è effettuata con imballaggio rinforzato.
CESARE BREVEGLIERI , pittore milanese, frequentò l' Accademia di Brera.
Amò Picasso, Matisse, ma particolarmente lo attrassero Utrillo e Rousseau, perchè più vicini al suo mondo poetico. Essi gli insegnarono a capire il fascino del quotidiano, di quello che avviene sotto gli occhi ogni giorno e a penetrarlo senza lasciarsi prendere dall’apparenza.
Lavorò attivamente e partecipò alla vita culturale a Milano e fu legato da rapporti di amicizia con diversi pittori tra i quali Carlo Carrà, al quale fece un ritratto, e Filippo De Pisis, del quale amava la spontaneità e felicità dell’operare.
Trascorse gli ultimi anni in Brianza, dove visse serenamente e dipinse la verde campagna, i contadini, i campi di granoturco, le piccole chiese, il ponte di Paderno, con lo stesso amore minuzioso con cui a Milano, aveva saputo cogliere l’atmosfera e i personaggi del teatro Gerolamo e di San Siro o in riviera, la gente che passeggia sul lungomare affiancato di palme, guadagnando l'appellativo di L’Utrillo italiano.
Le spoglie del pittore sono tumulate presso il Cimitero Monumentale nel Mausoleo Garbin dedicato agli artisti milanesi illustri.

