N. 102061246

Alessandro Alteo (1997) - Monocromo Azzurro - 588
N. 102061246

Alessandro Alteo (1997) - Monocromo Azzurro - 588
Tecnica mista - Firmato a mano - 2025
Artista: Alessandro Alteo
Titolo: Monocromo Azzurro - 588
Tecnica: estroflessione su tela
Anno: 2025
Dimensioni: 40x30
Stato di conservazione: Perfetto
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Alessandro Alteo – Estroflessione monocroma rossa, ricerca spaziale contemporanea nello spirito di Bonalumi, Castellani e Fontana
Opera originale di Alessandro Alteo, caratterizzata da una superficie monocroma Azzurraa, capace di generare un delicato dialogo tra luce e ombra, trasformando la tela in un corpo vibrante e dinamico, dove la percezione dello spazio e la sensibilità dello spettatore diventano parte integrante dell’opera.
La ricerca di Alteo si colloca nel solco della grande tradizione dell’arte estroflessa italiana, dialogando idealmente con Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Paolo Scheggi, Turi Simeti, Giuseppe Amadio, Luigi Sonzini, richiamando la tensione materica di Alberto Burri e la scultura luminosa di Arnaldo Pomodoro. Allo stesso tempo, il suo lavoro si confronta con l’astrattismo internazionale e le ricerche moderne di Joan Miró, Salvador Dalí, Pierre Soulages, Mario Schifano, Piero Manzoni, Alighiero Boetti, Michelangelo Pistoletto, integrando la poesia visiva della Pop Art di Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Jeff Koons, Takashi Murakami, Yayoi Kusama, Damien Hirst, Kenny Scharf, Daniel Arsham, KAWS, Barry McGee, Ai Weiwei, Daniel Arsham, Okuda San Miguel, Felipe Pantone, Elmago, Orlinski, Rero, JonOne, e molti altri protagonisti internazionali.
Alessandro Alteo appartiene a una nuova generazione di artisti che reinterpretano il linguaggio dell’estroflessione, riportando una ricerca storica dell’arte italiana all’interno della sensibilità contemporanea. In un panorama artistico attuale in cui questa pratica è oggi raramente sviluppata dalle nuove generazioni, il suo lavoro si distingue per coerenza e continuità di ricerca, risultando tra i pochissimi artisti giovani – se non uno dei rarissimi – a portare avanti questo linguaggio con una visione personale e attuale.
Ogni opera è realizzata rigorosamente a mano, attraverso un processo attento e meticoloso che richiede delicatezza, precisione e grande sensibilità tecnica. La costruzione dell’estroflessione e della superficie monocroma nasce da un lavoro paziente in cui ogni dettaglio contribuisce a creare l’equilibrio tra forma, luce e spazio. Proprio per questa cura esecutiva e per l’unicità del processo creativo, opere di questo tipo risultano oggi particolarmente rare e difficili da trovare, rendendo ogni lavoro un pezzo unico capace di unire ricerca artistica, qualità tecnica e forte presenza estetica.
Per queste ragioni le opere di Alessandro Alteo rappresentano non solo una ricerca artistica riconoscibile e contemporanea, ma anche un interessante oggetto da collezione e un potenziale investimento nel panorama dell’arte contemporanea.
Parallelamente, l’opera si apre alla cultura urbana e alla Street Art internazionale, richiamando artisti e icone della scena contemporanea come Banksy, Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Shepard Fairey (OBEY), JR, Invader, Space Invader, Jef Aerosol, C215, Futura 2000, COPE2, JonOne, D*Face, Os Gemeos, Seth, Speedy Graphito, Alec Monopoly, Vhils, Sandra Chevrier, Handiedan, Chuck Sperry, Borondo, PichiAvo, Orticanoodles, Saner, Inti, M-City, Levalet, DZIA, Dan23, Cranio, Dillon Boy, Chanoir, Hom Nguyen, André Saraiva, Mr Brainwash, Blek le Rat, Stik, Swoon, Blu, Faith47, Retna, Cleon Peterson, Hush, David de la Mano, Ethos, Pantonio, Rero, Gomor, Dan Witz, Add Fuel, Hopare, Fin DAC, Aryz, Escif, SpY, Kev Munday, Joseph Klibansky, Cole Morgan, Thierry Poncelet, Bruno Bani, Emilio Mortini, Aurélie Lafourcade, Cross Magri, Jürgen Angeler, Harleen, Caspa, Lasveguix, Moontje, Mr Oreke, Moabit, Slasky, Freda People, Michael Kenna, JonOne (1963), e altri riferimenti iconici della cultura urbana e street art.
L’immaginario di Alteo include anche riferimenti alla musica, al vinile, alla fotografia, al cinema e alla cultura pop urbana, insieme a influenze dal design e dal lusso contemporaneo: Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet, Omega, Richard Mille, Dior, Chanel, Hermès, Cartier, Prada, Bulgari, Louis Vuitton, Jacquemus, Bottega Veneta, Kartell, Eames, Artifort, e altri simboli della cultura globale contemporanea.
La cifra stilistica di Alessandro Alteo risiede nella sintesi tra rigore geometrico e sensibilità lirica, dove la forma circolare diventa segno universale, archetipo visivo e spazio di contemplazione. Quest’opera rappresenta un ponte tra la tradizione italiana dell’arte analitica ed estroflessa e la sensibilità contemporanea globale, integrando street art, pop art e cultura visiva internazionale, ed è proposta su Catawiki come un lavoro di forte identità estetica e presenza spaziale.
Opera Archiviata su Gigarte.
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