Bellissima maschera - Punu - Gabon (Senza prezzo di riserva)





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Maschera Mukuyi, maschera Punu in legno originaria del Gabon, misure 30 × 18 × 15 cm, buono stato, periodo 2000–2010, senza basamento.
Descrizione del venditore
Maschera Mukuyi - Punu / Tsangui - Gabon
Le maschere del Gabon sono spesso chiamate con i nomi dei riti a cui partecipano (Bwiti, bweté, byéri, ngil, emboli, okuyi, mukuyi...)
Intervengono in ogni circostanza vitale per la comunità, riti di carattere sociale (lutti, funerali, malattie), riti di purificazione o di fecondità (nascita, adolescenza, verginità), riti di riconciliazione e di giustizia (per ristabilire l’autorità del capo, la buona intesa nelle famiglie o per risolvere conflitti di generazione), o infine riti di protezione (che mirano soprattutto ad attrarre le buone grazie degli antenati o degli spiriti...)
Le maschere del Mukuyi, comunemente chiamate «maschere bianche», sono ricoperte di caolino che in tempi antichi veniva mescolato a polvere di ossa umane polverizzate.
Questo trucco bianco rituale, ancora in uso in tutta l’Africa equatoriale, è chiamato Pfemba.
Segno della comunicazione con il mondo soprannaturale, la terra argillosa bianca è usata sia dagli uomini sia dalle donne, in particolare durante i riti del Bwiti.
I nove rombi chéloidali frontali rappresentano i miti fondatori punu, il punto centrale rappresenta lo spirito creatore
Maschera Mukuyi - Punu / Tsangui - Gabon
Le maschere del Gabon sono spesso chiamate con i nomi dei riti a cui partecipano (Bwiti, bweté, byéri, ngil, emboli, okuyi, mukuyi...)
Intervengono in ogni circostanza vitale per la comunità, riti di carattere sociale (lutti, funerali, malattie), riti di purificazione o di fecondità (nascita, adolescenza, verginità), riti di riconciliazione e di giustizia (per ristabilire l’autorità del capo, la buona intesa nelle famiglie o per risolvere conflitti di generazione), o infine riti di protezione (che mirano soprattutto ad attrarre le buone grazie degli antenati o degli spiriti...)
Le maschere del Mukuyi, comunemente chiamate «maschere bianche», sono ricoperte di caolino che in tempi antichi veniva mescolato a polvere di ossa umane polverizzate.
Questo trucco bianco rituale, ancora in uso in tutta l’Africa equatoriale, è chiamato Pfemba.
Segno della comunicazione con il mondo soprannaturale, la terra argillosa bianca è usata sia dagli uomini sia dalle donne, in particolare durante i riti del Bwiti.
I nove rombi chéloidali frontali rappresentano i miti fondatori punu, il punto centrale rappresenta lo spirito creatore

