AAVV - (XIV C. manuscript) Missal- Gregorian chants - 1380





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Descrizione del venditore
Grande bifolium manoscritto basso medievale con iniziali decorate con canti gregoriani, Vangelo di San Luca, glosse di San Tommaso, Rabano Mauro, etc
PROVENIENZA:
Monastero francese o italiano, seconda metà XIV secolo.
DESCRIZIONE:
Grande bifolium pergamenaceo (40x29cm) manoscritto proveniente da un Messale della seconda metà del XIV secolo (1350-1400), di provenienza probabilmente francese o italiana per la tipologia dei martiri descritti.
Buona conservazione, la pergamena è chiara e morbida, macchie da sfoglio al margine inferiore destro. Antiche riparazioni in pergamena alla prima carta. Inchiostro rosso particolarmente denso e ben conservato.
14 iniziali disegnate alternativamente in rosso e blu, fleuronnés con china viola o rossa, inchiostro di diverse tonalità brune e rosse.
COMMENTI:
Sono identificati il capitolo 16 del Vangelo di San Matteo, tra i più celeberrimi della Santa Bibbia (Dicit illis Jesus : Vos autem, quem me esse dicitis ? Respondens Simon Petrus dixit : Tu es Christus, Filius Dei vivi. … … Et ego dico tibi, quia tu es Petrus, et super hanc petram ædificabo Ecclesiam meam, et portæ inferi non prævalebunt adversus eam.), il martirio di Sant’Agata (dal Vetus Romanum Martyrologium del IX sec.), le glosse di Rabano Mauro e San Tommaso d’Aquino, omelie del Venerabile Beda e circa 30 canti gregoriani : « Posui adjutorium super potentem et exaltavi electum de plebe mea manus enim mea auxiliabitur ei » (n.007411); « Inveni David servum meum oleo sancto meo unxi eum » (n.007411a); « Elegit te dominus sacerdotem sibi ad sacrificandum ei » (n.006649), et cætera.
I Messali sono i libri liturgici che contengono i vari formulari per la celebrazione della messa in tutto l’anno con le relative norme rituali (generalmente scritte in rosso -ruber- da cui il nome di rubriche), formatisi nel corso di secoli attraverso il medioevo, assumendo forme e contenuti diversi fino alla sistemazione basso medievale nei secoli XI-XIV.
La produzione dei testi religiosi aveva luogo in numerosi monasteri europei, dove i testi venivano copiati e studiati da generazioni di monaci, che spesso lasciavano il proprio segno sul nuovo codice appena manoscritto con il disegno di iniziali e capilettera, fantasiosi e colorati.
A partire dal sec. 12° il messale, in cui furono raggruppati canti, letture, precedentemente suddivise nel sacramentario, nell'antifonario e nell'evangelistario, e orazioni, ebbe come base il sacramentario gregoriano imposto da Carlo Magno a tutto il clero.
Nel nostro bifolium sono numerosi i canti gregoriani che intervallano il rito, senza tuttavia i neumi che li accompagnano poiché il celebrante deve solo sussussare le parole cantate dal coro.
Bella testimonianza del medioevo dei monasteri, lì prodotto e utilizzato per decenni, riparato nel caso si danneggiasse e con i segni di chi ha sfogliato per tante volte le pagine a partire dalla sua produzione, circa 650 anni fa.
Grande bifolium manoscritto basso medievale con iniziali decorate con canti gregoriani, Vangelo di San Luca, glosse di San Tommaso, Rabano Mauro, etc
PROVENIENZA:
Monastero francese o italiano, seconda metà XIV secolo.
DESCRIZIONE:
Grande bifolium pergamenaceo (40x29cm) manoscritto proveniente da un Messale della seconda metà del XIV secolo (1350-1400), di provenienza probabilmente francese o italiana per la tipologia dei martiri descritti.
Buona conservazione, la pergamena è chiara e morbida, macchie da sfoglio al margine inferiore destro. Antiche riparazioni in pergamena alla prima carta. Inchiostro rosso particolarmente denso e ben conservato.
14 iniziali disegnate alternativamente in rosso e blu, fleuronnés con china viola o rossa, inchiostro di diverse tonalità brune e rosse.
COMMENTI:
Sono identificati il capitolo 16 del Vangelo di San Matteo, tra i più celeberrimi della Santa Bibbia (Dicit illis Jesus : Vos autem, quem me esse dicitis ? Respondens Simon Petrus dixit : Tu es Christus, Filius Dei vivi. … … Et ego dico tibi, quia tu es Petrus, et super hanc petram ædificabo Ecclesiam meam, et portæ inferi non prævalebunt adversus eam.), il martirio di Sant’Agata (dal Vetus Romanum Martyrologium del IX sec.), le glosse di Rabano Mauro e San Tommaso d’Aquino, omelie del Venerabile Beda e circa 30 canti gregoriani : « Posui adjutorium super potentem et exaltavi electum de plebe mea manus enim mea auxiliabitur ei » (n.007411); « Inveni David servum meum oleo sancto meo unxi eum » (n.007411a); « Elegit te dominus sacerdotem sibi ad sacrificandum ei » (n.006649), et cætera.
I Messali sono i libri liturgici che contengono i vari formulari per la celebrazione della messa in tutto l’anno con le relative norme rituali (generalmente scritte in rosso -ruber- da cui il nome di rubriche), formatisi nel corso di secoli attraverso il medioevo, assumendo forme e contenuti diversi fino alla sistemazione basso medievale nei secoli XI-XIV.
La produzione dei testi religiosi aveva luogo in numerosi monasteri europei, dove i testi venivano copiati e studiati da generazioni di monaci, che spesso lasciavano il proprio segno sul nuovo codice appena manoscritto con il disegno di iniziali e capilettera, fantasiosi e colorati.
A partire dal sec. 12° il messale, in cui furono raggruppati canti, letture, precedentemente suddivise nel sacramentario, nell'antifonario e nell'evangelistario, e orazioni, ebbe come base il sacramentario gregoriano imposto da Carlo Magno a tutto il clero.
Nel nostro bifolium sono numerosi i canti gregoriani che intervallano il rito, senza tuttavia i neumi che li accompagnano poiché il celebrante deve solo sussussare le parole cantate dal coro.
Bella testimonianza del medioevo dei monasteri, lì prodotto e utilizzato per decenni, riparato nel caso si danneggiasse e con i segni di chi ha sfogliato per tante volte le pagine a partire dalla sua produzione, circa 650 anni fa.

