Georges Van Ruymbeke (1941) - Les nus dans la forêt






Laureata commissario d’asta francese, ha lavorato nel reparto valutazioni di Sotheby’s Parigi.
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Les nus dans la forêt di Georges Van Ruymbeke (Francia), periodo 1970–1980, tecniche miste su carta.
Descrizione del venditore
Georges VAN RUYMBEKE (Nato nel 1941)
Gli nudi nella foresta, studio, 1970
Acquerello e pastello su carta
Formato: 15 x 16 cm
Firmato e datato in basso a sinistra
In buone condizioni. Senza cornice.
Provenga: Collezione del pittore e incisore normando Michel Saillour.
Opera originale fornita con fattura e certificato di autenticità.
Spedizione rapida, curata e assicurata.
Acquistate con fiducia!
Georges Van Ruymbeke, alias Georges Van Ruy, è nato il 2 gennaio 1941, a L'Omme nel Nord.
«Artista poliedrico! Nella mia grande insolenza, mi definisco titolare di questo ruolo. Mi affermo come un goloso d'expériences e di pratiche artistiche diverse. Sono assetato di andare a ficcare il naso in ogni angolo della creazione plastica.
Cosa può esserci di più esaltante che confrontarsi con un nuovo approccio di un’arte che appare all’improvviso nel corso della vita? Non ho mai potuto resistere, e che male se per i grinch che vorrebbero confinarmi nel vincolo di una sola pratica, in un solo stile bene identificabile, rassicurante. Si dice che la costanza faccia lo stile. Il mio è quello di rimetterlo continuamente in discussione, di interrogarlo, di confrontarlo con tecniche, con nuove forme di espressione. È anche rimettere in discussione il mio approccio al soggetto imponendomi regole di gioco inedite. La pittura per me è una questione di «punto di vista», non di opinione, né di idea. O prendo in considerazione il modello dall’interno; in quel caso non so dove e come ne uscirò, se troverò il contorno. O lo affronto dall’esterno. L’occhio umano è limitato. Può fissare solo un punto nello spazio. Se si gioca al gioco della percezione, si è soggetti a vere deformazioni. Ogni soggetto comporta di conseguenza una lettura propria e apporta nella mia pittura un cambio di stile che spesso disorienta il pubblico. Innanzitutto procedo per accumulo. Mi imponi un gioco di vincoli con colori, materiali, strumenti limitati, applicati a ciascuna di queste serie e in un formato costante. Così da creare una reale variazione. Se il risultato mi soddisfa, questo lavoro talvolta si traduce in una tela unica, un po’ come la sintesi di queste esperienze. Questo mi permette di chiudere un ciclo e soprattutto di non fissarmi in una know-how che non mi porterebbe che a una copia di me stesso. «L’artista che si trova, si perde» ha detto un giorno Max Ernst. Io ci credo veramente. Se si vuole trovare qualcosa, bisogna crearsi dei handicap e imporre regole di gioco, sorprendersi.» Georges Van Ruymbeke
Il venditore si racconta
Georges VAN RUYMBEKE (Nato nel 1941)
Gli nudi nella foresta, studio, 1970
Acquerello e pastello su carta
Formato: 15 x 16 cm
Firmato e datato in basso a sinistra
In buone condizioni. Senza cornice.
Provenga: Collezione del pittore e incisore normando Michel Saillour.
Opera originale fornita con fattura e certificato di autenticità.
Spedizione rapida, curata e assicurata.
Acquistate con fiducia!
Georges Van Ruymbeke, alias Georges Van Ruy, è nato il 2 gennaio 1941, a L'Omme nel Nord.
«Artista poliedrico! Nella mia grande insolenza, mi definisco titolare di questo ruolo. Mi affermo come un goloso d'expériences e di pratiche artistiche diverse. Sono assetato di andare a ficcare il naso in ogni angolo della creazione plastica.
Cosa può esserci di più esaltante che confrontarsi con un nuovo approccio di un’arte che appare all’improvviso nel corso della vita? Non ho mai potuto resistere, e che male se per i grinch che vorrebbero confinarmi nel vincolo di una sola pratica, in un solo stile bene identificabile, rassicurante. Si dice che la costanza faccia lo stile. Il mio è quello di rimetterlo continuamente in discussione, di interrogarlo, di confrontarlo con tecniche, con nuove forme di espressione. È anche rimettere in discussione il mio approccio al soggetto imponendomi regole di gioco inedite. La pittura per me è una questione di «punto di vista», non di opinione, né di idea. O prendo in considerazione il modello dall’interno; in quel caso non so dove e come ne uscirò, se troverò il contorno. O lo affronto dall’esterno. L’occhio umano è limitato. Può fissare solo un punto nello spazio. Se si gioca al gioco della percezione, si è soggetti a vere deformazioni. Ogni soggetto comporta di conseguenza una lettura propria e apporta nella mia pittura un cambio di stile che spesso disorienta il pubblico. Innanzitutto procedo per accumulo. Mi imponi un gioco di vincoli con colori, materiali, strumenti limitati, applicati a ciascuna di queste serie e in un formato costante. Così da creare una reale variazione. Se il risultato mi soddisfa, questo lavoro talvolta si traduce in una tela unica, un po’ come la sintesi di queste esperienze. Questo mi permette di chiudere un ciclo e soprattutto di non fissarmi in una know-how che non mi porterebbe che a una copia di me stesso. «L’artista che si trova, si perde» ha detto un giorno Max Ernst. Io ci credo veramente. Se si vuole trovare qualcosa, bisogna crearsi dei handicap e imporre regole di gioco, sorprendersi.» Georges Van Ruymbeke
