Lucio Ranucci (1925-2017) - Senza Titolo

10
giorni
17
ore
57
minuti
58
secondi
Offerta attuale
€ 1
Prezzo di riserva non raggiunto
Giulia Couzzi
Esperto
Selezionato da Giulia Couzzi

Laurea magistrale in Innovazione e Organizzazione Culturale, dieci anni d’esperienza in arte italiana.

Stima  € 500 - € 700
12 persone stanno guardando questo oggetto
ITOfferente 5839
1 €

Tutela degli acquirenti Catawiki

Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli

Trustpilot 4.4 | 129542 recensioni

Valutato Eccellente su Trustpilot.

Dipinto ad olio di Lucio Ranucci intitolato Senza Titolo, 1985, 30 x 24 cm, eccellenti condizioni, firmato, edizione originale, Italia, venduto con cornice.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Lucio Ranucci, uno dei rappresentanti più significativi della corrente artistica nota come cubismo realista, nasce nel 1925 a Perledo, in provincia di Como. La sua infanzia e adolescenza sono segnate da frequenti spostamenti causati del lavoro dei genitori, entrambi medici. Mentre il padre e la sorellina Silvia si trasferiscono tra il nord e il sud Italia, Lucio trascorre otto anni in collegio a Perugia. Il 1933 porta una svolta drammatica nella sua vita quando suo padre, Bernardino, muore. La madre prende la decisione di trasferirsi a Milano con la sorella Silvia, lasciando Lucio nel collegio a Perugia. L'esperienza della separazione e della solitudine avrebbe influenzato profondamente il suo percorso artistico, ispirando le sue opere future.
All'inizio del 1943, come molti giovani italiani dell'epoca, Lucio Ranucci si arruola come volontario nell'esercito italiano e parte per il Nord Africa. Questa avventura avrebbe dovuto essere un'esperienza eroica, ma presto si trasforma in una prigionia in Tunisia, dove viene catturato. Nel gennaio del 1945, torna in Italia come interprete per le truppe anglo-americane. Dopo la guerra, Lucio Ranucci inizia a lavorare come giornalista a Milano, ma la sua sete di conoscenza e il desiderio di esplorare il mondo lo portano, nel 1947, a intraprendere un viaggio verso l'America Latina, inizialmente in Argentina. Le sue possibilità economiche sono limitate, e per mantenersi, accetta lavori occasionali come marinaio, conducente di carri funebri e fotografo, spostandosi attraverso il Cile, la Bolivia e il Perù. Nonostante i frequenti spostamenti, non accantona mai il suo interesse per la pittura e l'ambiente culturale dei paesi latinoamericani.
Lucio Ranucci mantiene un costante impegno giornalistico, utilizzando la sua arte come veicolo di denuncia contro la povertà, l'oppressione e la mancanza di libertà delle popolazioni sudamericane. Nel 1949, espone per la prima volta alla Galleria Marini di Lima, in Perù, e da quel momento inizia a esporre regolarmente in diverse nazioni latinoamericane, negli Stati Uniti, in Europa e in Italia. Durante gli anni '50, partecipa a importanti mostre collettive, come la Bienal Panamericana de Mexico nel 1958 e la Bienal de Sao Paulo come rappresentante della Costa Rica.
Il suo stile, con influenze cubiste e espressioniste, riflette la sublimazione dell'umanità, con figure solenni e frontali, dipinte con occhi privi di pupilla che esprimono il mondo interiore dei soggetti. Nel 1951, Lucio Ranucci stabilisce la sua patria per dieci anni in Costa Rica, dove ricopre il ruolo di direttore del Teatro Universitario e si dedica a dipingere anche opere murali, tra cui un grande pannello all'aeroporto di San Jose. La sua sensibilità per i drammi della gente lo porta a partecipare attivamente alle vicende politiche centroamericane, finendo persino in carcere a Managua, Nicaragua. Tuttavia, Ranucci non si considera solo un giornalista o un attivista politico; la sua vera passione rimane l'arte.
Nel corso degli anni, espone in numerosi paesi, dalle Americhe all'Europa, ottenendo riconoscimento e apprezzamento per la sua capacità di catturare l'anima dell'umanità sofferente attraverso i suoi dipinti.
Dopo un periodo trascorso a Roma e Ischia, Lucio si trasferisce negli Stati Uniti, a San Francisco, per esporre le sue opere e avere contatti con il suo pubblico di ammiratori. Successivamente, vive per un periodo a Parigi e infine si stabilisce nella Costa Azzurra, nei pressi di Vence.
Lucio Ranucci non solo si dedica alla pittura ma scrive anche tre libri, tra cui Alguien camina sobre el sol (1949) e I colonnelli (1965). Nel corso della sua lunga carriera artistica, espone in più di quindici paesi e le sue opere finiscono in collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. La sua indomabile passione per l'arte lo spinge a combattere per il ritorno dell'arte come culla della cultura e della memoria e come voce di protesta contro i drammi umani.
Lucio Ranucci si spegne nel 2017, ma il suo lascito artistico e la sua dedizione alla denuncia sociale rimangono una testimonianza della sua eredità nell'arte contemporanea. Le sue opere continuano a vivere, portando con sé la forza delle emozioni e il richiamo alla giustizia sociale.

Lucio Ranucci, uno dei rappresentanti più significativi della corrente artistica nota come cubismo realista, nasce nel 1925 a Perledo, in provincia di Como. La sua infanzia e adolescenza sono segnate da frequenti spostamenti causati del lavoro dei genitori, entrambi medici. Mentre il padre e la sorellina Silvia si trasferiscono tra il nord e il sud Italia, Lucio trascorre otto anni in collegio a Perugia. Il 1933 porta una svolta drammatica nella sua vita quando suo padre, Bernardino, muore. La madre prende la decisione di trasferirsi a Milano con la sorella Silvia, lasciando Lucio nel collegio a Perugia. L'esperienza della separazione e della solitudine avrebbe influenzato profondamente il suo percorso artistico, ispirando le sue opere future.
All'inizio del 1943, come molti giovani italiani dell'epoca, Lucio Ranucci si arruola come volontario nell'esercito italiano e parte per il Nord Africa. Questa avventura avrebbe dovuto essere un'esperienza eroica, ma presto si trasforma in una prigionia in Tunisia, dove viene catturato. Nel gennaio del 1945, torna in Italia come interprete per le truppe anglo-americane. Dopo la guerra, Lucio Ranucci inizia a lavorare come giornalista a Milano, ma la sua sete di conoscenza e il desiderio di esplorare il mondo lo portano, nel 1947, a intraprendere un viaggio verso l'America Latina, inizialmente in Argentina. Le sue possibilità economiche sono limitate, e per mantenersi, accetta lavori occasionali come marinaio, conducente di carri funebri e fotografo, spostandosi attraverso il Cile, la Bolivia e il Perù. Nonostante i frequenti spostamenti, non accantona mai il suo interesse per la pittura e l'ambiente culturale dei paesi latinoamericani.
Lucio Ranucci mantiene un costante impegno giornalistico, utilizzando la sua arte come veicolo di denuncia contro la povertà, l'oppressione e la mancanza di libertà delle popolazioni sudamericane. Nel 1949, espone per la prima volta alla Galleria Marini di Lima, in Perù, e da quel momento inizia a esporre regolarmente in diverse nazioni latinoamericane, negli Stati Uniti, in Europa e in Italia. Durante gli anni '50, partecipa a importanti mostre collettive, come la Bienal Panamericana de Mexico nel 1958 e la Bienal de Sao Paulo come rappresentante della Costa Rica.
Il suo stile, con influenze cubiste e espressioniste, riflette la sublimazione dell'umanità, con figure solenni e frontali, dipinte con occhi privi di pupilla che esprimono il mondo interiore dei soggetti. Nel 1951, Lucio Ranucci stabilisce la sua patria per dieci anni in Costa Rica, dove ricopre il ruolo di direttore del Teatro Universitario e si dedica a dipingere anche opere murali, tra cui un grande pannello all'aeroporto di San Jose. La sua sensibilità per i drammi della gente lo porta a partecipare attivamente alle vicende politiche centroamericane, finendo persino in carcere a Managua, Nicaragua. Tuttavia, Ranucci non si considera solo un giornalista o un attivista politico; la sua vera passione rimane l'arte.
Nel corso degli anni, espone in numerosi paesi, dalle Americhe all'Europa, ottenendo riconoscimento e apprezzamento per la sua capacità di catturare l'anima dell'umanità sofferente attraverso i suoi dipinti.
Dopo un periodo trascorso a Roma e Ischia, Lucio si trasferisce negli Stati Uniti, a San Francisco, per esporre le sue opere e avere contatti con il suo pubblico di ammiratori. Successivamente, vive per un periodo a Parigi e infine si stabilisce nella Costa Azzurra, nei pressi di Vence.
Lucio Ranucci non solo si dedica alla pittura ma scrive anche tre libri, tra cui Alguien camina sobre el sol (1949) e I colonnelli (1965). Nel corso della sua lunga carriera artistica, espone in più di quindici paesi e le sue opere finiscono in collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. La sua indomabile passione per l'arte lo spinge a combattere per il ritorno dell'arte come culla della cultura e della memoria e come voce di protesta contro i drammi umani.
Lucio Ranucci si spegne nel 2017, ma il suo lascito artistico e la sua dedizione alla denuncia sociale rimangono una testimonianza della sua eredità nell'arte contemporanea. Le sue opere continuano a vivere, portando con sé la forza delle emozioni e il richiamo alla giustizia sociale.

Dettagli

Artista
Lucio Ranucci (1925-2017)
Venduto con cornice
Venduto da
Proprietario o rivenditore
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
Senza Titolo
Tecnica
Pittura a olio
Firma
Firmato
Paese d’origine
Italia
Anno
1985
Condizione
Eccellenti condizioni
Altezza
30 cm
Larghezza
24 cm
Stile
Cubismo
Periodo
1980-1990
ItaliaVerificato
26
Oggetti venduti
Privato

Oggetti simili

Per te in

Arte moderna e contemporanea