Abel Lauvray (1870-1950) - Le château de Luynes

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Caroline Bokobza
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Descrizione del venditore

Abel LAUVRAY (1870-1950)

Lo château di Luynes

Olio su tela
Formato: 60 x 81 cm
Firmato in basso a sinistra
Dipinto in buone condizioni.
Senza cornice.

Provenienza :
- Galleria Yves Jaubert
- Vendita Atelier Lauvray, Ader, 2009

Opera originale consegnata con fattura.
Spedizione rapida, accurata e assicurata.
Acquistate in completa fiducia !

Abel Lauvray nacque nel 1870 da una famiglia di ricchi notai normanni e tutto sembrava destinato a questa funzione «ereditaria» se il destino non avesse deciso diversamente. In questa circostanza, il destino assunse le sembianze di un giovane pittore romantico e innovatore, molto criticato dai giornalisti e dagli amanti dell’Arte d’Europa: Claude Monet. Per inquadrare bene quell’epoca, quella della nascita dell’impressionismo, è utile ricordare che il Secondo Impero è appena caduto e nasce la III Repubblica. L’atmosfera è di cambiamento. Un piccolo gruppo di pittori: MONET, CEZANNE, DEGAS, RENOIR, GUILLAUMIN e PISSARRO sopportano a malapena il giogo del classicismo. Hanno una concezione diversa del colore e della luce e, ahimè, con mezzi modesti, cercano di farlo capire. Il piccolo Abel LAUVRAY aveva nove anni quando uno di loro, Claude MONET, venne a stabilirsi a Vétheuil, in una piccola casa, a pochi metri dal dominio dei LAUVRAY, bella dimora del XVIII secolo, che era loro soggiorno preferito. Il “Maître de l’Impressionnisme” veniva spesso a dipingere davanti alla terrazza dei «LAUVRAY» da cui si desegna una bella prospettiva sulla magnifica chiesa del XIII secolo che è motivo di orgoglio di questa bella città, incastonata tra le colline che lambiscono un grande anello della Senna e collocata lì come un gioiello in una cornice. Il passaggio di MONET a Vétheuil corrisponde al periodo più nero della sua vita. Non può vendere le sue opere e cade in una grande miseria. Perde sua moglie Camille e deve provvedere ai bisogni dei suoi due figli: Jean e Michel. La famiglia LAUVRAY non rimase indifferente al destino del suo nuovo vicino. Prestavano denaro e gli commissionarono il ritratto del figlio minore André. MONET non fu dimenticato e quando tornò nel 1893 per dipingere la famosa serie dei 70 dipinti di Vétheuil sulla sua barca-studio, la sua prima visita fu per i suoi amici. Il giovane Abel ebbe la grande gioia di poter accompagnare il Maestro e vedere tra le sue mani agili nascere quegli scenari meravigliosi, metamorfosati lì, su un pezzo di tela con alcuni colpi di pennello magici, irradiando una luce dalle tonalità moltepliche che solo i Profeti della Nouvelle Ecole: gli Impressionnistes sapevano percepire e rendere. Abel LAUVRAY era conquistato, aveva la fede, sarebbe stato pittore e nulla, neppure gli After aver studiato diritto a Parigi, concessione alla sua famiglia, si iscrisse all’Académie de Peinture de Cormon e sempre su consiglio di MONET, cominciò a dipingere per conto proprio. MONET gli aveva in seguito ceduto la sua barca-studio, LAUVRAY a sua volta percorse la Senna da Vétheuil a Mantes e instancabile, ne riportò a casa una quantità importante di tele valutate intorno a 1500 e che rappresentano i suoi 60 anni di vita pittorica attiva. A leggere queste righe, si potrebbe credere che questo pittore sia stato un seguace, se non un copiato di MONET e degli impressionisti, suoi amici. Non è così, come riconosce Claude ROGER MARX: «Anche quando LAUVRAY tratta soggetti identici a quelli di MONET, si siede al posto che quest’ultimo aveva scelto e dipinge alle stesse ore, così vicino com’è spesso a colui che ha preso per maestro, manifesta un temperamento abbastanza diverso. Pierre CABANNE lo conferma in una delle sue prefazioni: «Nessuno l’ha indoctrinato, resta libero, amando esprimere le cose che lo circondavano, ma come le intendeva lui, secondo il proprio piacere». LAUVRAY era al di fuori del bisogno e quindi indipendente. Possedeva diverse proprietà. A Mantes, eredità una sontuosa villa nel parco della quale si trovava il suo studio, replica esatta dello studio di Claude MONET a Giverny. Sfortunatamente, durante la liberazione, questa villa fu requisita dall’OK terzo generale ROHMEL, lo studio fu distrutto e circa 500 tele bruciate. Viaggiava molto e diverse tavole testimoniano i suoi paesaggi a Venezia, Siracusa, Atene, ecc. tale che la sua opera è toposograficamente piuttosto varia. Gérald SCHURR analizza così l’opera di LAUVRAY: «Se la qualità vaporosa e tremolante della luce lo avvicinano effettivamente al Maestro dei «Nymphéas», il suo tocco nervoso e solidamente affinato lo allontana, la sua concezione resta più classica nella composizione, nell’organizzazione delle masse. Eccelle nelle mezze tinte, nell’illuminazione modulata delle ore indecise, dell’alba al crepuscolo: una sorta di musica da camera paragonabile ad alcune armonie di Camille PISSARRO; l’esempio di MONET e anche quello dei «Barbizonnais» inondano i suoi paesaggi di un tono di gravità. Col passare degli anni, il tocco diventa sempre più leggero, gli impasti si esauriscono poco a poco in tocchi fluidi». In sintesi, LAUVRAY è un «pittore testimone del suo tempo». Colpito dall’Ecole de Barbizon, avvicinato all’impressionismo, indifferente al cubismo e al surrealismo, attratto verso la fine della sua vita dall’espressionismo fino al limite dell’astratto, la sua opera rimane uniforme. I suoi paesaggi sono uno studio approfondito della luce i cui riflessi si ritrovano nell’acqua della Senna e del Rodano. I suoi cieli con nuvole brillanti e fugaci, che piacevano a MONET, sono notevoli. LAUVRAY è un Maestro pieno di delicatezza, di fascino e di finezza. La dolcezza di vivere, la calma, il silenzio emanano dai suoi paesaggi solidali.

Il venditore si racconta

Specialista dal 1989 pittori dell'Ecole Normande - Scuola di Rouen, Art Seine, è una galleria d'arte situata a Le Havre dove presentiamo opere del XIX, impressionista e moderno. Controlliamo scrupolosamente le origini delle opere e ci circondiamo di tutte le precauzioni in uso sul mercato dell'arte. Siamo il portavoce del venditore in qualità di acquirente per le transazioni da effettuare nelle migliori condizioni. Ogni opera venduta è accompagnata da una fattura e un certificato di autenticità assume la nostra responsabilità per un periodo di 30 anni. In collaborazione con spedizionieri specializzati e corrieri possiamo garantire la spedizione in Francia e nel mondo.
Tradotto con Google Traduttore

Abel LAUVRAY (1870-1950)

Lo château di Luynes

Olio su tela
Formato: 60 x 81 cm
Firmato in basso a sinistra
Dipinto in buone condizioni.
Senza cornice.

Provenienza :
- Galleria Yves Jaubert
- Vendita Atelier Lauvray, Ader, 2009

Opera originale consegnata con fattura.
Spedizione rapida, accurata e assicurata.
Acquistate in completa fiducia !

Abel Lauvray nacque nel 1870 da una famiglia di ricchi notai normanni e tutto sembrava destinato a questa funzione «ereditaria» se il destino non avesse deciso diversamente. In questa circostanza, il destino assunse le sembianze di un giovane pittore romantico e innovatore, molto criticato dai giornalisti e dagli amanti dell’Arte d’Europa: Claude Monet. Per inquadrare bene quell’epoca, quella della nascita dell’impressionismo, è utile ricordare che il Secondo Impero è appena caduto e nasce la III Repubblica. L’atmosfera è di cambiamento. Un piccolo gruppo di pittori: MONET, CEZANNE, DEGAS, RENOIR, GUILLAUMIN e PISSARRO sopportano a malapena il giogo del classicismo. Hanno una concezione diversa del colore e della luce e, ahimè, con mezzi modesti, cercano di farlo capire. Il piccolo Abel LAUVRAY aveva nove anni quando uno di loro, Claude MONET, venne a stabilirsi a Vétheuil, in una piccola casa, a pochi metri dal dominio dei LAUVRAY, bella dimora del XVIII secolo, che era loro soggiorno preferito. Il “Maître de l’Impressionnisme” veniva spesso a dipingere davanti alla terrazza dei «LAUVRAY» da cui si desegna una bella prospettiva sulla magnifica chiesa del XIII secolo che è motivo di orgoglio di questa bella città, incastonata tra le colline che lambiscono un grande anello della Senna e collocata lì come un gioiello in una cornice. Il passaggio di MONET a Vétheuil corrisponde al periodo più nero della sua vita. Non può vendere le sue opere e cade in una grande miseria. Perde sua moglie Camille e deve provvedere ai bisogni dei suoi due figli: Jean e Michel. La famiglia LAUVRAY non rimase indifferente al destino del suo nuovo vicino. Prestavano denaro e gli commissionarono il ritratto del figlio minore André. MONET non fu dimenticato e quando tornò nel 1893 per dipingere la famosa serie dei 70 dipinti di Vétheuil sulla sua barca-studio, la sua prima visita fu per i suoi amici. Il giovane Abel ebbe la grande gioia di poter accompagnare il Maestro e vedere tra le sue mani agili nascere quegli scenari meravigliosi, metamorfosati lì, su un pezzo di tela con alcuni colpi di pennello magici, irradiando una luce dalle tonalità moltepliche che solo i Profeti della Nouvelle Ecole: gli Impressionnistes sapevano percepire e rendere. Abel LAUVRAY era conquistato, aveva la fede, sarebbe stato pittore e nulla, neppure gli After aver studiato diritto a Parigi, concessione alla sua famiglia, si iscrisse all’Académie de Peinture de Cormon e sempre su consiglio di MONET, cominciò a dipingere per conto proprio. MONET gli aveva in seguito ceduto la sua barca-studio, LAUVRAY a sua volta percorse la Senna da Vétheuil a Mantes e instancabile, ne riportò a casa una quantità importante di tele valutate intorno a 1500 e che rappresentano i suoi 60 anni di vita pittorica attiva. A leggere queste righe, si potrebbe credere che questo pittore sia stato un seguace, se non un copiato di MONET e degli impressionisti, suoi amici. Non è così, come riconosce Claude ROGER MARX: «Anche quando LAUVRAY tratta soggetti identici a quelli di MONET, si siede al posto che quest’ultimo aveva scelto e dipinge alle stesse ore, così vicino com’è spesso a colui che ha preso per maestro, manifesta un temperamento abbastanza diverso. Pierre CABANNE lo conferma in una delle sue prefazioni: «Nessuno l’ha indoctrinato, resta libero, amando esprimere le cose che lo circondavano, ma come le intendeva lui, secondo il proprio piacere». LAUVRAY era al di fuori del bisogno e quindi indipendente. Possedeva diverse proprietà. A Mantes, eredità una sontuosa villa nel parco della quale si trovava il suo studio, replica esatta dello studio di Claude MONET a Giverny. Sfortunatamente, durante la liberazione, questa villa fu requisita dall’OK terzo generale ROHMEL, lo studio fu distrutto e circa 500 tele bruciate. Viaggiava molto e diverse tavole testimoniano i suoi paesaggi a Venezia, Siracusa, Atene, ecc. tale che la sua opera è toposograficamente piuttosto varia. Gérald SCHURR analizza così l’opera di LAUVRAY: «Se la qualità vaporosa e tremolante della luce lo avvicinano effettivamente al Maestro dei «Nymphéas», il suo tocco nervoso e solidamente affinato lo allontana, la sua concezione resta più classica nella composizione, nell’organizzazione delle masse. Eccelle nelle mezze tinte, nell’illuminazione modulata delle ore indecise, dell’alba al crepuscolo: una sorta di musica da camera paragonabile ad alcune armonie di Camille PISSARRO; l’esempio di MONET e anche quello dei «Barbizonnais» inondano i suoi paesaggi di un tono di gravità. Col passare degli anni, il tocco diventa sempre più leggero, gli impasti si esauriscono poco a poco in tocchi fluidi». In sintesi, LAUVRAY è un «pittore testimone del suo tempo». Colpito dall’Ecole de Barbizon, avvicinato all’impressionismo, indifferente al cubismo e al surrealismo, attratto verso la fine della sua vita dall’espressionismo fino al limite dell’astratto, la sua opera rimane uniforme. I suoi paesaggi sono uno studio approfondito della luce i cui riflessi si ritrovano nell’acqua della Senna e del Rodano. I suoi cieli con nuvole brillanti e fugaci, che piacevano a MONET, sono notevoli. LAUVRAY è un Maestro pieno di delicatezza, di fascino e di finezza. La dolcezza di vivere, la calma, il silenzio emanano dai suoi paesaggi solidali.

Il venditore si racconta

Specialista dal 1989 pittori dell'Ecole Normande - Scuola di Rouen, Art Seine, è una galleria d'arte situata a Le Havre dove presentiamo opere del XIX, impressionista e moderno. Controlliamo scrupolosamente le origini delle opere e ci circondiamo di tutte le precauzioni in uso sul mercato dell'arte. Siamo il portavoce del venditore in qualità di acquirente per le transazioni da effettuare nelle migliori condizioni. Ogni opera venduta è accompagnata da una fattura e un certificato di autenticità assume la nostra responsabilità per un periodo di 30 anni. In collaborazione con spedizionieri specializzati e corrieri possiamo garantire la spedizione in Francia e nel mondo.
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Artista
Abel Lauvray (1870-1950)
Venduto con cornice
No
Venduto da
Galleria
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
Le château de Luynes
Tecnica
Pittura a olio
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Francia
Condizione
Eccellenti condizioni
Altezza
60 cm
Larghezza
81 cm
Raffigurazione/Tematica
Paesaggio
Stile
Impressionismo
Periodo
1920-1930
FranciaVerificato
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Oggetti venduti
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