Bachibouzouk (1977) - Warhol vs Banksy vs Hirst

02
giorni
00
ore
42
minuti
17
secondi
Offerta attuale
€ 42
Nessun prezzo di riserva
Giulia Couzzi
Esperto
Selezionato da Giulia Couzzi

Laurea magistrale in Innovazione e Organizzazione Culturale, dieci anni d’esperienza in arte italiana.

Stima  € 150 - € 200
15 persone stanno guardando questo oggetto
LUOfferente 3636
42 €
NLOfferente 1355
33 €
LUOfferente 3636
24 €

Tutela degli acquirenti Catawiki

Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli

Trustpilot 4.4 | 130109 recensioni

Valutato Eccellente su Trustpilot.

Bachibouzouk (1977) firma a mano questo dipinto acrilico 84x60 cm, edizione limitata 15/20 del 2025, intitolato Warhol vs Banksy vs Hirst, origine Belgio, stile street art, in condizioni discrete.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Stupendo lavoro dell'artista belga di Bruxelles, Bachibouzouk.

In questa serie, l'artista belga di Bruxelles Bachibouzouk gioca a campana con la storia dell'arte come un bambino troppo curioso che avrebbe messo le mani su un museo e una bomboletta di vernice. Attraverso queste « Tomato Soup Can », mette in scena una collisione gioiosamente improbabile tra tre giganti dell'arte contemporanea: Warhol, Banksy e Hirst. Un tricentrisme pop, urbano e clinico, passato al setaccio degli aerosol, come sa fare solo Bachibouzouk.

Il punto di partenza, ovviamente, è la poster di Banksy, che è già un omaggio (o un richiamo dell'ombellico) all'iconica Campbell’s Soup di Andy Warhol. Bachibouzouk vi si insinua come il quarto moschettiere, ma armato non di una spada, bensì di dots — quei famosi punti ossessionanti di Damien Hirst, che deposita accuratamente su ogni lattina. Il risultato: un dialogo tra tre estetiche che nessuna delle tre chiedeva interlocutori... eppure, insieme, cominciano a parlare, ad alta voce, e persino a ridere.

Gli aerosol, accuratamente scelti in una palette vibrante, disobbediscono all'eredità troppo mite degli atelier. Ogni colore sembra proclamare: « E se l’arte contemporanea smettesse di prendersi sul serio per tre minuti? »

Ma dietro l’umorismo, una vera riflessione: Bachibouzouk mette in discussione la ripetizione industriale delle icone artistiche. Cosa diventa un simbolo quando lo si copia, poi si copia la copia, poi si ridipinge sopra riferimenti essi stessi già derivati? Forse qualcosa di più onesto: un'opera che accetta di non essere nata da sola, ma in un baccano culturale, un carnevale di immagini e di rimanipolazioni.

Sovrapponendo questi strati di riferimenti, l'artista trasforma la lattina — oggetto banale, simbolo di consumo, fetische pop — in una metafora della nostra epoca saturata: tutto è già visto, remixato, derivato… eppure, grazie a un gesto singolare (e a qualche buon spray), qualcosa di nuovo emerge. Un po' come se, girando in un museo di specchi, si finisse per intravedere il proprio riflesso.

Con molto spirito, un pizzico di irriverenza e una lucidità gioiosa, Bachibouzouk ci ricorda che l’arte è forse prima di tutto un gioco: un gioco serio, sì, ma pur sempre un gioco. E in quel gioco, le sue Tomato Soup Can sono i pezzi che fanno saltare tutte le serrature.

Stupendo lavoro dell'artista belga di Bruxelles, Bachibouzouk.

In questa serie, l'artista belga di Bruxelles Bachibouzouk gioca a campana con la storia dell'arte come un bambino troppo curioso che avrebbe messo le mani su un museo e una bomboletta di vernice. Attraverso queste « Tomato Soup Can », mette in scena una collisione gioiosamente improbabile tra tre giganti dell'arte contemporanea: Warhol, Banksy e Hirst. Un tricentrisme pop, urbano e clinico, passato al setaccio degli aerosol, come sa fare solo Bachibouzouk.

Il punto di partenza, ovviamente, è la poster di Banksy, che è già un omaggio (o un richiamo dell'ombellico) all'iconica Campbell’s Soup di Andy Warhol. Bachibouzouk vi si insinua come il quarto moschettiere, ma armato non di una spada, bensì di dots — quei famosi punti ossessionanti di Damien Hirst, che deposita accuratamente su ogni lattina. Il risultato: un dialogo tra tre estetiche che nessuna delle tre chiedeva interlocutori... eppure, insieme, cominciano a parlare, ad alta voce, e persino a ridere.

Gli aerosol, accuratamente scelti in una palette vibrante, disobbediscono all'eredità troppo mite degli atelier. Ogni colore sembra proclamare: « E se l’arte contemporanea smettesse di prendersi sul serio per tre minuti? »

Ma dietro l’umorismo, una vera riflessione: Bachibouzouk mette in discussione la ripetizione industriale delle icone artistiche. Cosa diventa un simbolo quando lo si copia, poi si copia la copia, poi si ridipinge sopra riferimenti essi stessi già derivati? Forse qualcosa di più onesto: un'opera che accetta di non essere nata da sola, ma in un baccano culturale, un carnevale di immagini e di rimanipolazioni.

Sovrapponendo questi strati di riferimenti, l'artista trasforma la lattina — oggetto banale, simbolo di consumo, fetische pop — in una metafora della nostra epoca saturata: tutto è già visto, remixato, derivato… eppure, grazie a un gesto singolare (e a qualche buon spray), qualcosa di nuovo emerge. Un po' come se, girando in un museo di specchi, si finisse per intravedere il proprio riflesso.

Con molto spirito, un pizzico di irriverenza e una lucidità gioiosa, Bachibouzouk ci ricorda che l’arte è forse prima di tutto un gioco: un gioco serio, sì, ma pur sempre un gioco. E in quel gioco, le sue Tomato Soup Can sono i pezzi che fanno saltare tutte le serrature.

Dettagli

Artista
Bachibouzouk (1977)
Venduto con cornice
No
Venduto da
Proprietario o rivenditore
Edizione
Edizione limitata
Edition number
15/20
Titolo dell'opera
Warhol vs Banksy vs Hirst
Tecnica
Pittura acrilica
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Belgio
Anno
2025
Condizione
Discrete condizioni
Altezza
84 cm
Larghezza
60 cm
Stile
Street art
Periodo
2020+
Venduto da
BelgioVerificato
193
Oggetti venduti
100%
Privato

Oggetti simili

Per te in

Arte moderna e contemporanea