Harriet Beecher Stowe - Uncle Tom's Cabin - 1909





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Uncle Tom's Cabin di Harriet Beecher Stowe, 1ª Edizione Britannica Thus del 1909, in brossura rigida con legatura decorativa floreale e impressione in oro sul dorso, in buone condizioni, con frontespizio a colori e POSTILLE in bianco e nero.
Descrizione del venditore
"La capanna dello zio Tom" di Harriet Beecher Stowe - James Nisbet, Londra - prima edizione britannica del 1909 - 18cmx15cm - stato: buona, legatura decorata con motivi floreali e impressione in oro sul dorso, alcune fioriture di pagina, frontespizio colorato e lastre in bianco e nero presenti
La Capanna dello Zio Tom; o, Vita tra i Vili è un romanzo anti-schiavismo scritto dall’autrice americana Harriet Beecher Stowe. Publicato in due volumi nel 1852, il romanzo ha avuto un effetto profondo sugli atteggiamenti nei confronti degli afroamericani e della schiavitù negli Stati Uniti, ed è detto di aver "aiutato a porre le basi per la Guerra Civile americana".[1][2][3]
Stowe, insegnante nata in Connecticut al Hartford Female Seminary, faceva parte della famiglia religiosa Beecher ed era un’abile abolizionista. Scrisse il romanzo sentimentale per descrivere l’orrore della schiavitù, sottolineando al contempo che l’amore cristiano avrebbe potuto superarla.[4][5][6] Il romanzo si concentra sul personaggio di Uncle Tom, uno schiavo nero sofferente la cui vicenda fa da fulcro alle storie degli altri personaggi.
Negli Stati Uniti, La Capanna dello Zio Tom fu il romanzo più venduto e il secondo libro più venduto del XIX secolo, dopo la Bibbia.[7][8] È ritenuto aver contribuito ad alimentare la causa abolizionista negli anni ’50 dell’Ottocento.[9] L’influenza attribuita al libro era così grande che nacque probabilmente una storia apocrifa secondo cui Abraham Lincoln, all’inizio della Guerra Civile, avrebbe incontrato Stowe e dichiarato: "Così è questa piccola signora che ha scatenato questa grande guerra".[10][11]
Il libro e le opere teatrali che lo hanno ispirato hanno contribuito a popolarizzare una serie di stereotipi negativi sui neri,[12][13][3] incluso quello relativo al personaggio omonimo, lo "Zio Tom". Il termine iniziò a essere associato a una persona eccessivamente servile.[14] Queste successive associazioni con La Capanna dello Zio Tom hanno, in parte, oscurato gli effetti storici del libro come un "strumento antischiavista vitale".[15] Nonostante ciò, il romanzo rimane una pietra miliare della letteratura di protesta,[16] con opere successive come Il grido della terra di Upton Sinclair e Primavera silenziosa di Rachel Carson che gli rendono ampissimo debito.
"La capanna dello zio Tom" di Harriet Beecher Stowe - James Nisbet, Londra - prima edizione britannica del 1909 - 18cmx15cm - stato: buona, legatura decorata con motivi floreali e impressione in oro sul dorso, alcune fioriture di pagina, frontespizio colorato e lastre in bianco e nero presenti
La Capanna dello Zio Tom; o, Vita tra i Vili è un romanzo anti-schiavismo scritto dall’autrice americana Harriet Beecher Stowe. Publicato in due volumi nel 1852, il romanzo ha avuto un effetto profondo sugli atteggiamenti nei confronti degli afroamericani e della schiavitù negli Stati Uniti, ed è detto di aver "aiutato a porre le basi per la Guerra Civile americana".[1][2][3]
Stowe, insegnante nata in Connecticut al Hartford Female Seminary, faceva parte della famiglia religiosa Beecher ed era un’abile abolizionista. Scrisse il romanzo sentimentale per descrivere l’orrore della schiavitù, sottolineando al contempo che l’amore cristiano avrebbe potuto superarla.[4][5][6] Il romanzo si concentra sul personaggio di Uncle Tom, uno schiavo nero sofferente la cui vicenda fa da fulcro alle storie degli altri personaggi.
Negli Stati Uniti, La Capanna dello Zio Tom fu il romanzo più venduto e il secondo libro più venduto del XIX secolo, dopo la Bibbia.[7][8] È ritenuto aver contribuito ad alimentare la causa abolizionista negli anni ’50 dell’Ottocento.[9] L’influenza attribuita al libro era così grande che nacque probabilmente una storia apocrifa secondo cui Abraham Lincoln, all’inizio della Guerra Civile, avrebbe incontrato Stowe e dichiarato: "Così è questa piccola signora che ha scatenato questa grande guerra".[10][11]
Il libro e le opere teatrali che lo hanno ispirato hanno contribuito a popolarizzare una serie di stereotipi negativi sui neri,[12][13][3] incluso quello relativo al personaggio omonimo, lo "Zio Tom". Il termine iniziò a essere associato a una persona eccessivamente servile.[14] Queste successive associazioni con La Capanna dello Zio Tom hanno, in parte, oscurato gli effetti storici del libro come un "strumento antischiavista vitale".[15] Nonostante ciò, il romanzo rimane una pietra miliare della letteratura di protesta,[16] con opere successive come Il grido della terra di Upton Sinclair e Primavera silenziosa di Rachel Carson che gli rendono ampissimo debito.

