J.R.R. Tolkien - The Silmarillion - 1977





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Il Silmarillion di J.R.R. Tolkien, prima edizione britannica del 1977, coperta rigida con sovraccoppa, legatura originale, mappa inserita e ammaccature da umidità sulle pagine e sulla sovracoperta.
Descrizione del venditore
«The Silmarillion» di J.R.R. Tolkien - George Allen, London - prima edizione britannica del 1977, prima tiratura - 18 cm x 15 cm - condizione: legatura originale, con carta geografica inserita e umidità segnalata sulle pagine e sulla sovraccoperta, con la prima custodia editoriale originale.
The Silmarillion (Quenya: [silmaˈrilːiɔn]) è un libro costituito da una raccolta di miti[a][T 1] e racconti in stili vari dell’omonimo autore inglese J. R. R. Tolkien. Fu editato, parzialmente scritto, e pubblicato postumo dal figlio Christopher nel 1977, assistito da Guy Gavriel Kay, che divenne autore fantasy.[T 2] Esso narra di Eä, un universo fittizio che comprende il Regno Benedetto di Valinor, la regione sfortunata di Beleriand, l’isola di Númenor e il continente della Terra di Mezzo, dove sono ambientate le opere più famose di Tolkien —Lo Hobbit— e Il Signore degli Anelli. Dopo il successo de Lo Hobbit, l’editore di Tolkien, Stanley Unwin, chiese un seguito, e Tolkien offrì una bozza degli scritti che in seguito divennero The Silmarillion. Unwin rifiutò questa proposta, definendo la bozza oscura e «troppo celtica», così Tolkien iniziò a lavorare a una nuova storia che alla fine divenne Il Signore degli Anelli.
The Silmarillion è suddiviso in cinque parti. La prima, Ainulindalë, narra in stile mitico la creazione di Eä, la «mondo che è». La seconda parte, Valaquenta, offre una descrizione dei Valar e dei Maiar, potenze soprannaturali di Eä. La sezione successiva, Quenta Silmarillion, che costituisce la maggior parte della raccolta, racconta la storia degli eventi prima e durante la Prima Era, comprese le guerre per le tre gioie, i Silmarilli, che hanno dato al libro il suo titolo. La quarta parte, Akallabêth, riguarda la storia della Caduta di Númenor e il suo popolo, che avviene nella Seconda Era. La parte finale, Of the Rings of Power and the Third Age, racconta la storia degli Anelli nel corso della Seconda e della Terza Era, concludendosi con un riassunto degli eventi di Il Signore degli Anelli.
Il libro mostra l’influenza di molte fonti, tra cui l’epopea finnica Kalevala, nonché della mitologia greca, inclusa l’isola perduta di Atlantide (come Númenor) e gli dei olimpici (nella forma dei Valar, sebbene questi assomiglino anche agli Æsir norreni).
Poiché J. R. R. Tolkien morì lasciando il suo legendarium non editato, Christopher Tolkien selezionò ed edited materiali per raccontare la storia dall’inizio alla fine. In alcuni casi, questo significò che dovette ideare materiale completamente nuovo, nel tenore del pensiero del padre, per risolvere lacune e incongruenze nella narrazione, in particolare nel Capitolo 22, «Of the Ruin of Doriath».[4][5]
The Silmarillion fu commercialmente un successo, ma ricevette recensioni generalmente negative al momento della pubblicazione. Gli studiosi considerarono l’opera problematica, non ultimo perché il libro è una costruzione, non autorizzata da Tolkien stesso,[3] tratta dall’enorme corpus di documenti e bozze anche chiamato «The Silmarillion». Gli studiosi hanno osservato che Tolkien intendeva l’opera come una mitologia, scritta da molte mani, e redatta da un editore fittizio, che fosse Ælfwine o Bilbo Baggins. In tal senso, Gergely Nagy considera che il fatto che l’opera sia effettivamente stata editata realizzi in realtà l’intento di Tolkien.
«The Silmarillion» di J.R.R. Tolkien - George Allen, London - prima edizione britannica del 1977, prima tiratura - 18 cm x 15 cm - condizione: legatura originale, con carta geografica inserita e umidità segnalata sulle pagine e sulla sovraccoperta, con la prima custodia editoriale originale.
The Silmarillion (Quenya: [silmaˈrilːiɔn]) è un libro costituito da una raccolta di miti[a][T 1] e racconti in stili vari dell’omonimo autore inglese J. R. R. Tolkien. Fu editato, parzialmente scritto, e pubblicato postumo dal figlio Christopher nel 1977, assistito da Guy Gavriel Kay, che divenne autore fantasy.[T 2] Esso narra di Eä, un universo fittizio che comprende il Regno Benedetto di Valinor, la regione sfortunata di Beleriand, l’isola di Númenor e il continente della Terra di Mezzo, dove sono ambientate le opere più famose di Tolkien —Lo Hobbit— e Il Signore degli Anelli. Dopo il successo de Lo Hobbit, l’editore di Tolkien, Stanley Unwin, chiese un seguito, e Tolkien offrì una bozza degli scritti che in seguito divennero The Silmarillion. Unwin rifiutò questa proposta, definendo la bozza oscura e «troppo celtica», così Tolkien iniziò a lavorare a una nuova storia che alla fine divenne Il Signore degli Anelli.
The Silmarillion è suddiviso in cinque parti. La prima, Ainulindalë, narra in stile mitico la creazione di Eä, la «mondo che è». La seconda parte, Valaquenta, offre una descrizione dei Valar e dei Maiar, potenze soprannaturali di Eä. La sezione successiva, Quenta Silmarillion, che costituisce la maggior parte della raccolta, racconta la storia degli eventi prima e durante la Prima Era, comprese le guerre per le tre gioie, i Silmarilli, che hanno dato al libro il suo titolo. La quarta parte, Akallabêth, riguarda la storia della Caduta di Númenor e il suo popolo, che avviene nella Seconda Era. La parte finale, Of the Rings of Power and the Third Age, racconta la storia degli Anelli nel corso della Seconda e della Terza Era, concludendosi con un riassunto degli eventi di Il Signore degli Anelli.
Il libro mostra l’influenza di molte fonti, tra cui l’epopea finnica Kalevala, nonché della mitologia greca, inclusa l’isola perduta di Atlantide (come Númenor) e gli dei olimpici (nella forma dei Valar, sebbene questi assomiglino anche agli Æsir norreni).
Poiché J. R. R. Tolkien morì lasciando il suo legendarium non editato, Christopher Tolkien selezionò ed edited materiali per raccontare la storia dall’inizio alla fine. In alcuni casi, questo significò che dovette ideare materiale completamente nuovo, nel tenore del pensiero del padre, per risolvere lacune e incongruenze nella narrazione, in particolare nel Capitolo 22, «Of the Ruin of Doriath».[4][5]
The Silmarillion fu commercialmente un successo, ma ricevette recensioni generalmente negative al momento della pubblicazione. Gli studiosi considerarono l’opera problematica, non ultimo perché il libro è una costruzione, non autorizzata da Tolkien stesso,[3] tratta dall’enorme corpus di documenti e bozze anche chiamato «The Silmarillion». Gli studiosi hanno osservato che Tolkien intendeva l’opera come una mitologia, scritta da molte mani, e redatta da un editore fittizio, che fosse Ælfwine o Bilbo Baggins. In tal senso, Gergely Nagy considera che il fatto che l’opera sia effettivamente stata editata realizzi in realtà l’intento di Tolkien.

