Harrie Beecher Stowe - Uncle Tom's Cabin - 1870





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« Uncle Tom's Cabin » di Harrie Beecher Stowe, prima edizione britannica (ca. 1870), volume rilegato in buone condizioni con legatura decorata e frontespizio a colori, in inglese.
Descrizione del venditore
"La capanna dello zio Tom" di Harriet Beecher Stowe - George Routledge, Londra - ca. 1870 prima edizione britannica non annotata - 18cmx15cm - stato: buono, legatura decorata, frontespizio a colori presente, firma sul FFEP.
La capanna dello zio Tom; o Vita tra i più umili è un romanzo antischiavista dell’autrice americana Harriet Beecher Stowe. Pubblicato in due volumi nel 1852, il romanzo ebbe un impatto profondo sugli atteggiamenti nei confronti degli Afroamericani e della schiavitù negli Stati Uniti, ed è detto aver "aiutato a gettare le basi per la Guerra Civile Americana".[1][2][3]
Stowe, insegnante nata nel Connecticut al Hartford Female Seminary, faceva parte della religiosa famiglia Beecher ed era una attiva abolizionista. Scrisse il romanzo sentimentale per ritrarre gli orrori della schiavitù pur affermando che l’amore cristiano poteva superare la schiavitù.[4][5][6] Il romanzo si concentra sul personaggio di Uncle Tom, uno schiavo nero che ha sofferto a lungo intorno al quale ruotano le vicende degli altri personaggi.
Negli Stati Uniti, La capanna dello zio Tom fu il romanzo più venduto e il secondo libro più diffuso del XIX secolo, dopo la Bibbia.[7][8] È accreditato di aver contribuito ad alimentare la causa abolizionista negli anni 1850.[9] L’influenza attribuita al libro fu talmente grande che emerse una storia probabilmente apocrifa secondo cui Abramo Lincoln incontrò Stowe all’inizio della Guerra Civile e dichiarò: "Così è questa cara signora che ha scatenato questa grande guerra".[10][11]
Il libro e le opere teatralizzate da esso ispirate contribuirono a popolare una serie di stereotipi negativi sui negri,[12][13] inclusa la figura del personaggio omonimo, lo "zio Tom". Il termine venne associato a una persona eccessivamente succube.[14] Queste successive associazioni con La capanna dello zio Tom hanno, fino a un certo punto, oscurato gli effetti storici del libro come "strumento antischiavista vitale".[15] Nondimeno, il romanzo resta una "pietra miliare" della letteratura di protesta,[16] con opere successive quali La jungla di Upton Sinclair e Primavera silenziosa di Rachel Carson che devono molto a esso.
"La capanna dello zio Tom" di Harriet Beecher Stowe - George Routledge, Londra - ca. 1870 prima edizione britannica non annotata - 18cmx15cm - stato: buono, legatura decorata, frontespizio a colori presente, firma sul FFEP.
La capanna dello zio Tom; o Vita tra i più umili è un romanzo antischiavista dell’autrice americana Harriet Beecher Stowe. Pubblicato in due volumi nel 1852, il romanzo ebbe un impatto profondo sugli atteggiamenti nei confronti degli Afroamericani e della schiavitù negli Stati Uniti, ed è detto aver "aiutato a gettare le basi per la Guerra Civile Americana".[1][2][3]
Stowe, insegnante nata nel Connecticut al Hartford Female Seminary, faceva parte della religiosa famiglia Beecher ed era una attiva abolizionista. Scrisse il romanzo sentimentale per ritrarre gli orrori della schiavitù pur affermando che l’amore cristiano poteva superare la schiavitù.[4][5][6] Il romanzo si concentra sul personaggio di Uncle Tom, uno schiavo nero che ha sofferto a lungo intorno al quale ruotano le vicende degli altri personaggi.
Negli Stati Uniti, La capanna dello zio Tom fu il romanzo più venduto e il secondo libro più diffuso del XIX secolo, dopo la Bibbia.[7][8] È accreditato di aver contribuito ad alimentare la causa abolizionista negli anni 1850.[9] L’influenza attribuita al libro fu talmente grande che emerse una storia probabilmente apocrifa secondo cui Abramo Lincoln incontrò Stowe all’inizio della Guerra Civile e dichiarò: "Così è questa cara signora che ha scatenato questa grande guerra".[10][11]
Il libro e le opere teatralizzate da esso ispirate contribuirono a popolare una serie di stereotipi negativi sui negri,[12][13] inclusa la figura del personaggio omonimo, lo "zio Tom". Il termine venne associato a una persona eccessivamente succube.[14] Queste successive associazioni con La capanna dello zio Tom hanno, fino a un certo punto, oscurato gli effetti storici del libro come "strumento antischiavista vitale".[15] Nondimeno, il romanzo resta una "pietra miliare" della letteratura di protesta,[16] con opere successive quali La jungla di Upton Sinclair e Primavera silenziosa di Rachel Carson che devono molto a esso.

