Jörg Shimon Schuldhess (1941- 1992) - Grüner Bart






Laurea magistrale in Innovazione e Organizzazione Culturale, dieci anni d’esperienza in arte italiana.
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Jörg Shimon Schuldhess, artista svizzero (1941–1992), presenta lolio originale a olio Grüner Bart, un ritratto 30 × 30 cm degli anni Novanta, firmato a mano.
Descrizione del venditore
Jörg Shimon Schuldhess (in realtà Jörg Anton Schulthess; * 4 giugno 1941 a Basilea; † 15 giugno 1992 lì) fu un fumettista, pittore, grafico e scrittore svizzero. Oltre a dipinti su tela e carta, progettò anche strumenti musicali, ceramiche e piccole sculture. Pubblicò libri con riproduzioni di immagini e testi.
Schuldhess morì, all’età di 51 anni, per insufficienza cardiaca. Su sua richiesta, le sue ceneri furono sepolte a Kalkutta nel Gange.
Tecnica e stile di pittura
In seguito sviluppò spontaneamente, senza alcuna bozza, il soggetto della sua immagine. Mai dipinse su modello o dalla natura. I suoi soggetti, uomo, animale, pianta o architettura, non sono raffigurazioni della realtà esterna, ma hanno un significato simbolico.
Schuldhess intendeva la sua pittura come arte impegnata, non come l’art pour l’art. (Citazione: «Non sono un pittore delle belle arti.» Film «Der Riss» RTE 1986/87.[6]) Molti dei suoi quadri si riferiscono a eventi politico-globali, a eventi di guerra e di violenza.
L’opera di Schuldhess è stata documentata nel modo possibile in un catalogo complessivo delle opere. Dei primi quattro volumi ne sono state stampate le parti, contenenti le opere dal 1959 al 1973. In totale sono documentati foto e dati per poco meno di 7000 singole opere.
Der Riss (La Ruga/La Fenditura)
Un simbolo particolare nel linguaggio pittorico di Schuldhess è la “fenditura” indotta a pennello, che attraversa longitudinalmente, trasversalmente o diagonalmente molti dei suoi dipinti a olio. «La fenditura rende visibile una perturbazione, l’ordine è spezzato.»[6] Nell’immagine del «Compito di punizione» l’intera superficie è coperta di ominidi disegnati a tratto, rinchiusi in celle a griglia. La fenditura mostra uno strato sottostante di tenore uniforme. In alcune immagini la fenditura racchiude figure vaghe.[7] Una linea rossa attraversa la fenditura nei dipinti degli ultimi mesi della sua vita.
Con il film «Der Riss» del 1986/87 la televisione svizzera documentò l’importanza della fenditura come motivo visivo ed espressione dell’impegno personale di Schuldhess.
Scritti
«Non sono un artista, dipingo solo ciò che non posso dire.»[8] Nei suoi libri Schuldhess combina riproduzioni delle sue immagini con testi, per trasmettere il suo messaggio. Nei libri degli anni precedenti al 1980 la tematica riguarda questioni generali della vita."
Jörg Shimon Schuldhess (in realtà Jörg Anton Schulthess; * 4 giugno 1941 a Basilea; † 15 giugno 1992 lì) fu un fumettista, pittore, grafico e scrittore svizzero. Oltre a dipinti su tela e carta, progettò anche strumenti musicali, ceramiche e piccole sculture. Pubblicò libri con riproduzioni di immagini e testi.
Schuldhess morì, all’età di 51 anni, per insufficienza cardiaca. Su sua richiesta, le sue ceneri furono sepolte a Kalkutta nel Gange.
Tecnica e stile di pittura
In seguito sviluppò spontaneamente, senza alcuna bozza, il soggetto della sua immagine. Mai dipinse su modello o dalla natura. I suoi soggetti, uomo, animale, pianta o architettura, non sono raffigurazioni della realtà esterna, ma hanno un significato simbolico.
Schuldhess intendeva la sua pittura come arte impegnata, non come l’art pour l’art. (Citazione: «Non sono un pittore delle belle arti.» Film «Der Riss» RTE 1986/87.[6]) Molti dei suoi quadri si riferiscono a eventi politico-globali, a eventi di guerra e di violenza.
L’opera di Schuldhess è stata documentata nel modo possibile in un catalogo complessivo delle opere. Dei primi quattro volumi ne sono state stampate le parti, contenenti le opere dal 1959 al 1973. In totale sono documentati foto e dati per poco meno di 7000 singole opere.
Der Riss (La Ruga/La Fenditura)
Un simbolo particolare nel linguaggio pittorico di Schuldhess è la “fenditura” indotta a pennello, che attraversa longitudinalmente, trasversalmente o diagonalmente molti dei suoi dipinti a olio. «La fenditura rende visibile una perturbazione, l’ordine è spezzato.»[6] Nell’immagine del «Compito di punizione» l’intera superficie è coperta di ominidi disegnati a tratto, rinchiusi in celle a griglia. La fenditura mostra uno strato sottostante di tenore uniforme. In alcune immagini la fenditura racchiude figure vaghe.[7] Una linea rossa attraversa la fenditura nei dipinti degli ultimi mesi della sua vita.
Con il film «Der Riss» del 1986/87 la televisione svizzera documentò l’importanza della fenditura come motivo visivo ed espressione dell’impegno personale di Schuldhess.
Scritti
«Non sono un artista, dipingo solo ciò che non posso dire.»[8] Nei suoi libri Schuldhess combina riproduzioni delle sue immagini con testi, per trasmettere il suo messaggio. Nei libri degli anni precedenti al 1980 la tematica riguarda questioni generali della vita."
