Maschera - Baule - Costa d’Avorio (Senza prezzo di riserva)





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Maschera in legno dei Baoulé, proveniente dalla Costa d’Avorio, periodo fine XX secolo, altezza 35 cm, larghezza 22 cm, in eccellente stato.
Descrizione del venditore
L'arte africana dei Baoulé, gruppo Akan stabilito nel Sud-Est della Costa d'Avorio, comprende una vasta gamma di maschere rinomate per la qualità, la finezza e la simmetria. Da una parte ci sono maschere africane che transposono i principali tratti del volto di una splendida giovane ragazza o di un uomo notevole, «maschere-ritratto», che venivano esposte durante manifestazioni particolarmente teatrali dove le donne ricoprivano un ruolo di grande rilievo; dall'altra, maschere di conjuration e di iniziazione, intervenendo nel corso di cerimonie loro interdette. Maschere sacre, potevano mettere in pericolo la loro vita o, al massimo, la loro fertilità. La scultura Yohouré ha inoltre assorbito le influenze dei vicini, associando elementi decorativi talvolta estranei a una grande finezza di esecuzione che le caratterizza. Questo maschera circolare sfoggia una coiffure in motivi incisi, meticolosamente suddivisa in tre parti, che si ritrovano in molte maschere baoulé e yohouré. La fronte, sede dell'intelligenza e della saggezza, presenta un leggero rigonfiamento; gli occhi svuotati sono cerchiati di caolino. In cima, una coppia di felini, animali totemici. Attualmente, questa maschera compare ancora durante celebrazioni legate alla danza Gbagba. Integrando una serie di maschere associate a fenomeni naturali, quali il tramonto, l’arcobaleno e la luna, essa «riscalda» la scena prima dell’apparizione di maschere più imponenti. La superficie, particolarmente liscia e satinata, riflette una gamma di marroni caldi.
Il venditore si racconta
L'arte africana dei Baoulé, gruppo Akan stabilito nel Sud-Est della Costa d'Avorio, comprende una vasta gamma di maschere rinomate per la qualità, la finezza e la simmetria. Da una parte ci sono maschere africane che transposono i principali tratti del volto di una splendida giovane ragazza o di un uomo notevole, «maschere-ritratto», che venivano esposte durante manifestazioni particolarmente teatrali dove le donne ricoprivano un ruolo di grande rilievo; dall'altra, maschere di conjuration e di iniziazione, intervenendo nel corso di cerimonie loro interdette. Maschere sacre, potevano mettere in pericolo la loro vita o, al massimo, la loro fertilità. La scultura Yohouré ha inoltre assorbito le influenze dei vicini, associando elementi decorativi talvolta estranei a una grande finezza di esecuzione che le caratterizza. Questo maschera circolare sfoggia una coiffure in motivi incisi, meticolosamente suddivisa in tre parti, che si ritrovano in molte maschere baoulé e yohouré. La fronte, sede dell'intelligenza e della saggezza, presenta un leggero rigonfiamento; gli occhi svuotati sono cerchiati di caolino. In cima, una coppia di felini, animali totemici. Attualmente, questa maschera compare ancora durante celebrazioni legate alla danza Gbagba. Integrando una serie di maschere associate a fenomeni naturali, quali il tramonto, l’arcobaleno e la luna, essa «riscalda» la scena prima dell’apparizione di maschere più imponenti. La superficie, particolarmente liscia e satinata, riflette una gamma di marroni caldi.

