Roman Opałka (1931-2011) - La Torre di Babele






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Roman Opalka (1931-2011) ha realizzato La Torre di Babele, acquaforte su carta del 1968, tirata in edizione limitata di 50 esemplari, numero 10/3/C (23), dimensioni 76 × 60 cm, firma a mano, in buone condizioni.
Descrizione del venditore
E' proposta una rara e affascinante acquaforte di Roman OPALKA (1931-2011), il grande artista concettuale che dipinse il tempo. Questa opera, La Torre di Babele, è un'acquaforte su carta del 1968 tirata in 50 esemplari, di cui questo è il numero 23 (l'artista annotava un numero progressivo secondo la sequenza di stampa, tirandone personalmente lotti di 10 copie, questa è la terza dei dieci del lotto C, quindi è indicato il numero 10/3/C). La lastra misura 600x486 mm tirata al torchio su un foglio di 76x60,cm. L'opera è firmata, numerata e titolata a matita dal maestro. Corredata da un certificato di garanzia firmato dall'artista con autentica notarile.
L'opera fu esposata alla Biennale Internazionale di Cracovia del 1970, insieme ad un'altra sua opera (Dall'interiore), che vinse il primo premio. La gran parte dei 50 esemplari fu acquisita da imusei e importanti collezioni. Opalka realizzò nella sua vita soltanto 9 acqueforti, fra il 1965 e il 1970, tutte dello stesso formato e tiratura, con le quali vinse molti premi: nel 1968 la Biennale Internazionale Britannica di Bradford (con l'opera "333"), nel 1970 vinse nuovamente la Biennale Internazionale Britannica (con l'opera "Adamo ed Eva"), la Biennale Internazionale di Cracovia (con l'opera "Dall'interiore") e la Biennale Internazionale di Tokio (con l'opera "E farò che la tua progenie..."). Nel 1972 decise di tralasciare l'attività nel campo della grafica per dedicarsi pienamente alla sua famosa opera "1965/1 - oo Storia del Mondo" dipingendo una infinita numerazione fino al giorno della morte, che avvenne nel 2011, durante un viaggio in Italia, Avvertendo la fine chiese un foglio di carta sul quale annotò il simbolo matematico dell'infinito a conclusione della sua vicenda umana. Quest'ultima opera è conservata al Museo di Arte Moderna di Lodz che aveva già acquisito la prima tela di questa opera unica realizzata in centinaia di frammenti (olii su tela e chine su carta): "1965/1-oo". All'Asta di Sotheby's Milano del 31/05/21 un olio su tela di questo ciclo fu aggiudicato a 1.200.000 €, record poi superato dalla Casa d'Aste DESA (di Varsavia) con un'aggiudicazione a 1.800.000 €.
Le acqueforti di Opalka interpretano lo stesso concetto dei suoi numeri: la rappresentazione del tempo che trascorre verso l'infinito. Una opera d'arte importante testimone di un grande interprete dell'arte concettuale.
E' proposta una rara e affascinante acquaforte di Roman OPALKA (1931-2011), il grande artista concettuale che dipinse il tempo. Questa opera, La Torre di Babele, è un'acquaforte su carta del 1968 tirata in 50 esemplari, di cui questo è il numero 23 (l'artista annotava un numero progressivo secondo la sequenza di stampa, tirandone personalmente lotti di 10 copie, questa è la terza dei dieci del lotto C, quindi è indicato il numero 10/3/C). La lastra misura 600x486 mm tirata al torchio su un foglio di 76x60,cm. L'opera è firmata, numerata e titolata a matita dal maestro. Corredata da un certificato di garanzia firmato dall'artista con autentica notarile.
L'opera fu esposata alla Biennale Internazionale di Cracovia del 1970, insieme ad un'altra sua opera (Dall'interiore), che vinse il primo premio. La gran parte dei 50 esemplari fu acquisita da imusei e importanti collezioni. Opalka realizzò nella sua vita soltanto 9 acqueforti, fra il 1965 e il 1970, tutte dello stesso formato e tiratura, con le quali vinse molti premi: nel 1968 la Biennale Internazionale Britannica di Bradford (con l'opera "333"), nel 1970 vinse nuovamente la Biennale Internazionale Britannica (con l'opera "Adamo ed Eva"), la Biennale Internazionale di Cracovia (con l'opera "Dall'interiore") e la Biennale Internazionale di Tokio (con l'opera "E farò che la tua progenie..."). Nel 1972 decise di tralasciare l'attività nel campo della grafica per dedicarsi pienamente alla sua famosa opera "1965/1 - oo Storia del Mondo" dipingendo una infinita numerazione fino al giorno della morte, che avvenne nel 2011, durante un viaggio in Italia, Avvertendo la fine chiese un foglio di carta sul quale annotò il simbolo matematico dell'infinito a conclusione della sua vicenda umana. Quest'ultima opera è conservata al Museo di Arte Moderna di Lodz che aveva già acquisito la prima tela di questa opera unica realizzata in centinaia di frammenti (olii su tela e chine su carta): "1965/1-oo". All'Asta di Sotheby's Milano del 31/05/21 un olio su tela di questo ciclo fu aggiudicato a 1.200.000 €, record poi superato dalla Casa d'Aste DESA (di Varsavia) con un'aggiudicazione a 1.800.000 €.
Le acqueforti di Opalka interpretano lo stesso concetto dei suoi numeri: la rappresentazione del tempo che trascorre verso l'infinito. Una opera d'arte importante testimone di un grande interprete dell'arte concettuale.
