Giulio D'Anna (1908-1978) - Madonnina

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Giulio D’Anna, Madonnina, olio su tavola 55 × 35 cm, 1933, Futurismo sacro, firmata e datata sul fronte e sul retro, Edizione Originale, venduta con cornice.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Giulio D’Anna — La Madonnina, 1933

Olio su tavola, 55 × 35 cm
Firmato e datato sul fronte e sul retro

Rara opera di Giulio D’Anna (Villarosa, 1908 – Messina, 1978), tra i principali protagonisti del Futurismo siciliano, realizzata nel 1933 e intitolata La Madonnina.

Il dipinto, eseguito a olio su tavola, raffigura una Madonna con Bambino reinterpretata in chiave futurista e aeropittorica. La figura femminile aureolata è rappresentata in piedi, mentre regge il Bambino anch’esso aureolato. Le figure sono costruite attraverso ampie campiture verdi, blu e azzurre, con forme sintetiche, linee curve e geometrizzazioni luminose. L’intera composizione è inscritta dentro una grande croce che occupa quasi tutta la superficie della tavola.

Nella parte inferiore compare un globo verde-giallo, sul quale si staglia la silhouette stilizzata di una chiesa, delineata da un profilo giallo. Sullo sfondo sono visibili accenni di paesaggio marino, probabilmente riferibili alla morfologia dello Stretto di Messina e delle coste siciliane e calabresi. L’opera è firmata e datata in basso: “GIULIO D’ANNA 1933 XI”, con riferimento all’undicesimo anno dell’era fascista.

L’opera è documentata nella monografia di Virginia Buda, «Un pittore limpido e festoso». Giulio D’Anna a Messina tra Futurismo e Astrattismo, Messina, 2006, dove compare come cat. n. 21, tav. VII. È inoltre archiviata presso l’Archivio dei Futuristi Siciliani come opera autografa di Giulio D’Anna.

Dal punto di vista storico-artistico, La Madonnina appartiene al filone sacro della produzione di D’Anna e si colloca nel clima dell’aeropittura futurista e dell’arte sacra futurista dei primi anni Trenta. L’opera dialoga con esempi coevi di Fillìa ed Enrico Prampolini e anticipa o affianca la ricerca condotta da D’Anna nella successiva Madonnina dell’Aria del 1934.

Sul retro sono presenti iscrizioni a pennello con pigmento nero:

GIULIO D’ANNA
“MADONNINA”
1933
VIA XXVII Luglio, 189 MESSINA

La tavola conserva inoltre tracce grafiche, segni a matita e una numerazione stampata “511”.

Provenienza

L’opera proviene da una famiglia messinese legata alla produzione artistica e decorativa sacra. Secondo la relazione tecnica, il dipinto sarebbe stato ricevuto direttamente da Rosario Genitore o da un suo erede. Genitore fu attivo a Messina nell’ambito delle commissioni per il Cimitero Monumentale e per la decorazione delle chiese sorte durante la ricostruzione successiva al terremoto del 1908.

L’opera è rimasta per generazioni nella stessa famiglia ed è stata conservata come immagine votiva domestica.

Stato di conservazione

La superficie pittorica si presenta complessivamente in buone condizioni, con cromie ancora vive e ben leggibili. Sono presenti lievi tracce di craquelure lungo l’asse centrale della tavola.

Il supporto ligneo, in pioppo, presenta sul retro fori di sfarfallamento dovuti a precedente infestazione da insetti xilofagi, con alcune piccole lacune lungo il perimetro, in particolare presso gli angoli. Si segnala quindi la necessità di un intervento conservativo sul supporto.

L’opera è attualmente inserita in una cornice non coeva, aggiunta negli ultimi decenni.

Dati tecnici
Autore: Giulio D’Anna
Titolo: La Madonnina
Anno: 1933
Tecnica: olio su tavola
Dimensioni: 55 × 35 cm
Firma: firmata e datata sul fronte e sul retro
Bibliografia: Virginia Buda, «Un pittore limpido e festoso». Giulio D’Anna a Messina tra Futurismo e Astrattismo, Messina, 2006, cat. n. 21, tav. VII
Archivio: Archivio dei Futuristi Siciliani
Condizioni: buone condizioni della superficie pittorica; supporto ligneo da consolidare/conservare

L'esportazione dell'opera è soggetta alla legislazione nazionale italiana.

Giulio D’Anna — La Madonnina, 1933

Olio su tavola, 55 × 35 cm
Firmato e datato sul fronte e sul retro

Rara opera di Giulio D’Anna (Villarosa, 1908 – Messina, 1978), tra i principali protagonisti del Futurismo siciliano, realizzata nel 1933 e intitolata La Madonnina.

Il dipinto, eseguito a olio su tavola, raffigura una Madonna con Bambino reinterpretata in chiave futurista e aeropittorica. La figura femminile aureolata è rappresentata in piedi, mentre regge il Bambino anch’esso aureolato. Le figure sono costruite attraverso ampie campiture verdi, blu e azzurre, con forme sintetiche, linee curve e geometrizzazioni luminose. L’intera composizione è inscritta dentro una grande croce che occupa quasi tutta la superficie della tavola.

Nella parte inferiore compare un globo verde-giallo, sul quale si staglia la silhouette stilizzata di una chiesa, delineata da un profilo giallo. Sullo sfondo sono visibili accenni di paesaggio marino, probabilmente riferibili alla morfologia dello Stretto di Messina e delle coste siciliane e calabresi. L’opera è firmata e datata in basso: “GIULIO D’ANNA 1933 XI”, con riferimento all’undicesimo anno dell’era fascista.

L’opera è documentata nella monografia di Virginia Buda, «Un pittore limpido e festoso». Giulio D’Anna a Messina tra Futurismo e Astrattismo, Messina, 2006, dove compare come cat. n. 21, tav. VII. È inoltre archiviata presso l’Archivio dei Futuristi Siciliani come opera autografa di Giulio D’Anna.

Dal punto di vista storico-artistico, La Madonnina appartiene al filone sacro della produzione di D’Anna e si colloca nel clima dell’aeropittura futurista e dell’arte sacra futurista dei primi anni Trenta. L’opera dialoga con esempi coevi di Fillìa ed Enrico Prampolini e anticipa o affianca la ricerca condotta da D’Anna nella successiva Madonnina dell’Aria del 1934.

Sul retro sono presenti iscrizioni a pennello con pigmento nero:

GIULIO D’ANNA
“MADONNINA”
1933
VIA XXVII Luglio, 189 MESSINA

La tavola conserva inoltre tracce grafiche, segni a matita e una numerazione stampata “511”.

Provenienza

L’opera proviene da una famiglia messinese legata alla produzione artistica e decorativa sacra. Secondo la relazione tecnica, il dipinto sarebbe stato ricevuto direttamente da Rosario Genitore o da un suo erede. Genitore fu attivo a Messina nell’ambito delle commissioni per il Cimitero Monumentale e per la decorazione delle chiese sorte durante la ricostruzione successiva al terremoto del 1908.

L’opera è rimasta per generazioni nella stessa famiglia ed è stata conservata come immagine votiva domestica.

Stato di conservazione

La superficie pittorica si presenta complessivamente in buone condizioni, con cromie ancora vive e ben leggibili. Sono presenti lievi tracce di craquelure lungo l’asse centrale della tavola.

Il supporto ligneo, in pioppo, presenta sul retro fori di sfarfallamento dovuti a precedente infestazione da insetti xilofagi, con alcune piccole lacune lungo il perimetro, in particolare presso gli angoli. Si segnala quindi la necessità di un intervento conservativo sul supporto.

L’opera è attualmente inserita in una cornice non coeva, aggiunta negli ultimi decenni.

Dati tecnici
Autore: Giulio D’Anna
Titolo: La Madonnina
Anno: 1933
Tecnica: olio su tavola
Dimensioni: 55 × 35 cm
Firma: firmata e datata sul fronte e sul retro
Bibliografia: Virginia Buda, «Un pittore limpido e festoso». Giulio D’Anna a Messina tra Futurismo e Astrattismo, Messina, 2006, cat. n. 21, tav. VII
Archivio: Archivio dei Futuristi Siciliani
Condizioni: buone condizioni della superficie pittorica; supporto ligneo da consolidare/conservare

L'esportazione dell'opera è soggetta alla legislazione nazionale italiana.

Dettagli

Artista
Giulio D'Anna (1908-1978)
Venduto con cornice
Venduto da
Proprietario o rivenditore
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
Madonnina
Tecnica
Pittura a olio
Firma
Firmato
Paese d’origine
Italia
Anno
1933
Condizione
Discrete condizioni
Altezza
55 cm
Larghezza
35 cm
Peso
1000 g
Raffigurazione/Tematica
Religione
Stile
Futurismo
Periodo
1930-1940
ItaliaVerificato
Nuovo
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