Heike Kirsch - Transforming Baltic Sea Stones One





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Heike Kirsch dipinto acrilico Transforming Baltic Sea Stones One, 70 × 70 × 2 cm su tela fotografica, edizione originale datata 2026, firmato, in condizioni eccellenti, proveniente dalla Germania, venduto direttamente dall’artista, con certificato di autenticità.
Descrizione del venditore
Artista: Heike Kirsch, nata nel 1966, di Amburgo, Germania
Opera: Transforming Baltic Sea Stones One, 2/2026, Acrilico su tela fotografica
Dimensioni: 70 x 70 x 2 cm
Firma: sul retro in basso a destra a matita
Certificato di autenticità rilasciato dall’artista
Condizioni: molto buone
Spedizione: tela su cavalletto imballata come pacco tramite UPS
Info sull’artista: https://heike-kirsch.de/ueber-mich
Esposizioni: https://heike-kirsch.de/ausstellungen-messen
Testo per la serie "Transforming Baltic Sea Stones"
A nord dell’isola di Fehmarn si trova una spiaggia nella zona del Belte-campingplatz, fiancheggiata da grandi ciottoli del Baltico. Camminare è reso difficile dall’accumulo dei numerosi pietre e risulta difficile focalizzarsi su una singola pietra, poiché ognuna è incredibilmente bella. Molte di esse sono fuochi di pietra nero-bianca, tra i 60 e i 70 milioni di anni di età.
La trasformazione da oggetto inanimato a opera d’arte animata avviene attraverso l’attivazione con energia artistica e l’inserimento in un nuovo contesto, su livelli differenti nel corso di un periodo di tempo prolungato.
Sollevarsi una pietra e osservarla attentamente, muoverla, toccarla, ascoltarla e annusarla avvia il processo. La pietra diventa oggetto di indagine e stimolo per tutte le percezioni sensoriali, provocando differenti sentimenti, pensieri e azioni. A volte induce a scagliare indietro verso il Baltico con un tonfo sordo, prodotto dal peso elevato nell’acqua, oppure la si fa cadere sulle altre pietre con un forte clac.
Se una pietra entra nello zaino, diventa un ricordo marittimo per la propria casa o un souvenir decorativo per amici o familiari. Per me diventa parte del mio studio e viene costantemente tenuta in mano, legando così il giorno sulla costa del Mar Baltico al mio ricordo e rafforzando il mio desiderio per il mare, luogo di benessere. Alcune pietre diventano anche soggetto (mixed media) o parte di una stessa opera (installazione ambientale). Nella mia mostra IO SONO LA SPIAGGIA. A FEINMARn, a Wismar, ho posto al centro della sala molte pietre del Baltico insieme alle mie fotografie del Baltico sul pavimento. Così sono diventate un oggetto espositivo presentato in un contesto che ha creato uno spazio per maggiore attenzione e percezione.
Un ulteriore livello di trasformazione delle pietre del Baltico è la connessione immediata tra una selce e la mia pittura astratta, dove si tratta di lavorare artisticamente caratteristiche quali strutture, colori, superfici e lesioni, ad esempio tramite rotture, per creare una nuova forma. In questo processo l’oggetto 3D diventa un’opera d’arte 2D, che, sulla superficie – come in un paesaggio – permette agli spettator* di accedere a unicità e bellezza della pietra in modo nuovo.
Artista: Heike Kirsch, nata nel 1966, di Amburgo, Germania
Opera: Transforming Baltic Sea Stones One, 2/2026, Acrilico su tela fotografica
Dimensioni: 70 x 70 x 2 cm
Firma: sul retro in basso a destra a matita
Certificato di autenticità rilasciato dall’artista
Condizioni: molto buone
Spedizione: tela su cavalletto imballata come pacco tramite UPS
Info sull’artista: https://heike-kirsch.de/ueber-mich
Esposizioni: https://heike-kirsch.de/ausstellungen-messen
Testo per la serie "Transforming Baltic Sea Stones"
A nord dell’isola di Fehmarn si trova una spiaggia nella zona del Belte-campingplatz, fiancheggiata da grandi ciottoli del Baltico. Camminare è reso difficile dall’accumulo dei numerosi pietre e risulta difficile focalizzarsi su una singola pietra, poiché ognuna è incredibilmente bella. Molte di esse sono fuochi di pietra nero-bianca, tra i 60 e i 70 milioni di anni di età.
La trasformazione da oggetto inanimato a opera d’arte animata avviene attraverso l’attivazione con energia artistica e l’inserimento in un nuovo contesto, su livelli differenti nel corso di un periodo di tempo prolungato.
Sollevarsi una pietra e osservarla attentamente, muoverla, toccarla, ascoltarla e annusarla avvia il processo. La pietra diventa oggetto di indagine e stimolo per tutte le percezioni sensoriali, provocando differenti sentimenti, pensieri e azioni. A volte induce a scagliare indietro verso il Baltico con un tonfo sordo, prodotto dal peso elevato nell’acqua, oppure la si fa cadere sulle altre pietre con un forte clac.
Se una pietra entra nello zaino, diventa un ricordo marittimo per la propria casa o un souvenir decorativo per amici o familiari. Per me diventa parte del mio studio e viene costantemente tenuta in mano, legando così il giorno sulla costa del Mar Baltico al mio ricordo e rafforzando il mio desiderio per il mare, luogo di benessere. Alcune pietre diventano anche soggetto (mixed media) o parte di una stessa opera (installazione ambientale). Nella mia mostra IO SONO LA SPIAGGIA. A FEINMARn, a Wismar, ho posto al centro della sala molte pietre del Baltico insieme alle mie fotografie del Baltico sul pavimento. Così sono diventate un oggetto espositivo presentato in un contesto che ha creato uno spazio per maggiore attenzione e percezione.
Un ulteriore livello di trasformazione delle pietre del Baltico è la connessione immediata tra una selce e la mia pittura astratta, dove si tratta di lavorare artisticamente caratteristiche quali strutture, colori, superfici e lesioni, ad esempio tramite rotture, per creare una nuova forma. In questo processo l’oggetto 3D diventa un’opera d’arte 2D, che, sulla superficie – come in un paesaggio – permette agli spettator* di accedere a unicità e bellezza della pietra in modo nuovo.

