Masque - Mali






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Maschera, maschera Dogon in legno originaria del Mali, risalente al periodo 2000–2010, scolpita con becco curvo e cresta in stile Dogon geometrico, in eccellenti condizioni, peso 1,129 kg, dimensioni 34 cm di altezza e 14 cm di larghezza, acquistata in Mali nei villaggi Dogon.
Descrizione del venditore
Bellissima maschera acquistata in Mali nei villaggi Dogon
Questa è una splendida maschera facciale (o a casco parziale) in legno scolpito, ed è un pezzo molto interessante che mostra i tratti inconfondibili dell'arte tradizionale del popolo Dogon del Mali (famosi per i loro villaggi arroccati sulla falesia di Bandiagara).
Avendola acquistata direttamente sul posto circa 20 anni fa, hai tra le mani un bell'oggetto di artigianato o uso rituale locale che rispecchia una cosmologia complessa e affascinante.
Ecco un'analisi dettagliata delle caratteristiche di questa maschera:
1. Iconografia e Significato (La figura dell'Uccello)
La maschera è una rappresentazione zoomorfa o ibrida (antropo-zoomorfa).
Il Becco: L'elemento più vistoso sul davanti è il grande becco ricurvo che scende sul volto. Nella cultura Dogon, i riferimenti ai volatili sono molto frequenti. Potrebbe trattarsi di una variante legata a un uccello mitologico (come la maschera Kommolo Tebu o le rappresentazioni dell'uccello Orotongou, messaggero dei leader spirituali detti Hogon).
La Cresta: La parte superiore presenta una cresta geometrica pronunciata con incisioni parallele, che ricorda sia il piumaggio/cresta di un uccello, sia le acconciature tradizionali o i copricapi cerimoniali maschili.
2. Tratti Stilistici Tipici Dogon
Osservando la scultura, si ritrovano i canoni geometrici e rigorosi tipici dell'artigianato dell'altopiano di Bandiagara:
Gli Occhi "a fessura": Le cavità oculari sono profonde, geometriche e allungate, progettate per permettere al danzatore di vedere attraverso fessure sottili, mantenendo il volto della maschera astratto e ultraterreno.
I Motivi a Zig-Zag: Le incisioni geometriche a dente di sega (o a zig-zag) visibili sulla fronte e sulle guance sono un marchio di fabbrica dell'arte Dogon. Rappresentano simbolicamente il percorso della creazione, l'acqua, il flusso dell'energia vitale (nyama) o la discesa degli antenati (Nommo) dal cielo alla terra.
Le Orecchie: Di forma rettangolare/quadrata e stilizzata, sporgono ai lati come volumi netti, un altro tratto tipico della statuaria di questa regione.
3. Funzione Culturale: Il Dama
Se questa maschera fosse stata creata per uso interno alla comunità, sarebbe stata utilizzata dai membri della società segreta Awa (la società degli uomini che gestisce le maschere).
I Dogon usano queste maschere durante il Dama, una solenne cerimonia funebre collettiva che si tiene ogni pochi anni. Il Dama serve a canalizzare l'anima dei defunti fuori dal villaggio, permettendo loro di raggiungere il regno degli antenati e liberando i vivi dalla loro presenza potenzialmente pericolosa. Durante la danza, i movimenti imitano il comportamento dell'animale rappresen
Bellissima maschera acquistata in Mali nei villaggi Dogon
Questa è una splendida maschera facciale (o a casco parziale) in legno scolpito, ed è un pezzo molto interessante che mostra i tratti inconfondibili dell'arte tradizionale del popolo Dogon del Mali (famosi per i loro villaggi arroccati sulla falesia di Bandiagara).
Avendola acquistata direttamente sul posto circa 20 anni fa, hai tra le mani un bell'oggetto di artigianato o uso rituale locale che rispecchia una cosmologia complessa e affascinante.
Ecco un'analisi dettagliata delle caratteristiche di questa maschera:
1. Iconografia e Significato (La figura dell'Uccello)
La maschera è una rappresentazione zoomorfa o ibrida (antropo-zoomorfa).
Il Becco: L'elemento più vistoso sul davanti è il grande becco ricurvo che scende sul volto. Nella cultura Dogon, i riferimenti ai volatili sono molto frequenti. Potrebbe trattarsi di una variante legata a un uccello mitologico (come la maschera Kommolo Tebu o le rappresentazioni dell'uccello Orotongou, messaggero dei leader spirituali detti Hogon).
La Cresta: La parte superiore presenta una cresta geometrica pronunciata con incisioni parallele, che ricorda sia il piumaggio/cresta di un uccello, sia le acconciature tradizionali o i copricapi cerimoniali maschili.
2. Tratti Stilistici Tipici Dogon
Osservando la scultura, si ritrovano i canoni geometrici e rigorosi tipici dell'artigianato dell'altopiano di Bandiagara:
Gli Occhi "a fessura": Le cavità oculari sono profonde, geometriche e allungate, progettate per permettere al danzatore di vedere attraverso fessure sottili, mantenendo il volto della maschera astratto e ultraterreno.
I Motivi a Zig-Zag: Le incisioni geometriche a dente di sega (o a zig-zag) visibili sulla fronte e sulle guance sono un marchio di fabbrica dell'arte Dogon. Rappresentano simbolicamente il percorso della creazione, l'acqua, il flusso dell'energia vitale (nyama) o la discesa degli antenati (Nommo) dal cielo alla terra.
Le Orecchie: Di forma rettangolare/quadrata e stilizzata, sporgono ai lati come volumi netti, un altro tratto tipico della statuaria di questa regione.
3. Funzione Culturale: Il Dama
Se questa maschera fosse stata creata per uso interno alla comunità, sarebbe stata utilizzata dai membri della società segreta Awa (la società degli uomini che gestisce le maschere).
I Dogon usano queste maschere durante il Dama, una solenne cerimonia funebre collettiva che si tiene ogni pochi anni. Il Dama serve a canalizzare l'anima dei defunti fuori dal villaggio, permettendo loro di raggiungere il regno degli antenati e liberando i vivi dalla loro presenza potenzialmente pericolosa. Durante la danza, i movimenti imitano il comportamento dell'animale rappresen
