Collectif - L'Algérie aux cent visages - 1955





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L’Algeria dai cento volti
Esemplare numerato su Johannot.
Quest’opera riunisce 96 testi letterari – estratti di prosa o di poesia – accanto a 96 fotografie in eliogravura a pagina intera. Il principio editoriale è quello di un dialogo tra letteratura e fotografia: ad ogni immagine corrisponde un frammento di testo che evochi lo stesso volto dell’Algeria. Gli autori convocati compongono un’antologia notevole che attraversa venticinque secoli, da Sallustio, Virgilio e Sant’Agostino fino a Guy de Maupassant, Alphonse Daudet, André Gide, Gustave Flaubert, Francis Jammes, Omar Khayyám, Émile Henriot, Emmanuel Roblès e Albert Camus.
La maggior parte delle fotografie è attribuita a Marcel Bovis (Nizza, 1904 – Parigi, 1997), uno dei maestri della fotografia umanista francese, cofondatore del Groupe des XV – accanto a Robert Doisneau, Willy Ronis, Édouard Boubat e René-Jacques – che riunì dal 1946 al 1957 i fotografi più importanti della fotografia francese d’“après-guerre” intorno a un ideale umanista e a un’estetica del quotidiano. Altri fotografi contribuiscono all’album: Ofalac, Vetillard, Camilleri, Pinard, Salama. Le immagini coprono l’intero territorio algerino – paesaggi del Sahara, città arabe, altipiani, coste mediterranee –, la vita quotidiana, i souk, i ritratti di donne velate e di bambini, le scene di lavoro nei campi e nei cantieri.
Pubblicato nel 1955, l’opera appare in un contesto estremamente teso: la guerra d’Algeria è ufficialmente iniziata il 1º novembre 1954, con gli attentati della Toussaint rouge. La prefazione del governatore generale Roger Léonard – favorevole a una politica di integrazione –, e la presa di posizione dell’opera di celebrare la bellezza e la diversità di un’Algeria francese nel momento stesso in cui si smembrava, conferiscono a questa pubblicazione una dimensione sia testimoniale sia profondamente ambivalente, riflesso delle contraddizioni di un’epoca. Questo Libro d’oro dell’Algeria coloniale costituisce oggi un documento visivo e letterario di primo piano sull’Algeria della fine della presenza francese.
L’Algeria dai cento volti è pubblicato a Parigi da Arts et Métiers Graphiques nel 1955, con una prefazione di Roger Léonard. L’opera è editata sotto l’égide della Direction de l’Intérieur et des Beaux-Arts del Gouvernement Général dell’Algeria. Si presenta in grande in-folio su fogli (36 × 28 cm), di 96 tavole fuori testo in eliogravura a pagina intera con una pagina di testo a fianco, sotto custodia a manoscrittura piena e imballo editore in cartonato azzurro chiaro lavorato. Tracce di sfregamento e bruniture sull’imballo, la carta della custodia è ingiallita.
L’Algeria dai cento volti
Esemplare numerato su Johannot.
Quest’opera riunisce 96 testi letterari – estratti di prosa o di poesia – accanto a 96 fotografie in eliogravura a pagina intera. Il principio editoriale è quello di un dialogo tra letteratura e fotografia: ad ogni immagine corrisponde un frammento di testo che evochi lo stesso volto dell’Algeria. Gli autori convocati compongono un’antologia notevole che attraversa venticinque secoli, da Sallustio, Virgilio e Sant’Agostino fino a Guy de Maupassant, Alphonse Daudet, André Gide, Gustave Flaubert, Francis Jammes, Omar Khayyám, Émile Henriot, Emmanuel Roblès e Albert Camus.
La maggior parte delle fotografie è attribuita a Marcel Bovis (Nizza, 1904 – Parigi, 1997), uno dei maestri della fotografia umanista francese, cofondatore del Groupe des XV – accanto a Robert Doisneau, Willy Ronis, Édouard Boubat e René-Jacques – che riunì dal 1946 al 1957 i fotografi più importanti della fotografia francese d’“après-guerre” intorno a un ideale umanista e a un’estetica del quotidiano. Altri fotografi contribuiscono all’album: Ofalac, Vetillard, Camilleri, Pinard, Salama. Le immagini coprono l’intero territorio algerino – paesaggi del Sahara, città arabe, altipiani, coste mediterranee –, la vita quotidiana, i souk, i ritratti di donne velate e di bambini, le scene di lavoro nei campi e nei cantieri.
Pubblicato nel 1955, l’opera appare in un contesto estremamente teso: la guerra d’Algeria è ufficialmente iniziata il 1º novembre 1954, con gli attentati della Toussaint rouge. La prefazione del governatore generale Roger Léonard – favorevole a una politica di integrazione –, e la presa di posizione dell’opera di celebrare la bellezza e la diversità di un’Algeria francese nel momento stesso in cui si smembrava, conferiscono a questa pubblicazione una dimensione sia testimoniale sia profondamente ambivalente, riflesso delle contraddizioni di un’epoca. Questo Libro d’oro dell’Algeria coloniale costituisce oggi un documento visivo e letterario di primo piano sull’Algeria della fine della presenza francese.
L’Algeria dai cento volti è pubblicato a Parigi da Arts et Métiers Graphiques nel 1955, con una prefazione di Roger Léonard. L’opera è editata sotto l’égide della Direction de l’Intérieur et des Beaux-Arts del Gouvernement Général dell’Algeria. Si presenta in grande in-folio su fogli (36 × 28 cm), di 96 tavole fuori testo in eliogravura a pagina intera con una pagina di testo a fianco, sotto custodia a manoscrittura piena e imballo editore in cartonato azzurro chiaro lavorato. Tracce di sfregamento e bruniture sull’imballo, la carta della custodia è ingiallita.

