Bachibouzouk (1977) - Warhol vs Banksy vs Hirst

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David López-Carcedo
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L’artista belga Bachibouzouk (nata nel 1977) presenta un dipinto acrilico in edizione limitata intitolato Warhol vs Banksy vs Hirst, 2025, 84 x 60 cm, firmato a mano, in buono stato, Belgio, street art, edizione 21/40.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Splendido lavoro dell'artista belga Bachibouzouk.

In questa serie, l'artista belga Bachibouzouk gioca a saltare la storia dell’arte come un bambino troppo curioso che avrebbe messo le mani su un museo e una bomba di vernice. Attraverso questi « Tomato Soup Can », orchestra una collisione gioiosamente improbabile tra tre giganti dell’arte contemporanea: Warhol, Banksy e Hirst. Un tricentrisma pop, urbano e clinico, passato al frullino delle bombolette aerosol, come sa fare solo Bachibouzouk.

Il punto di partenza, ovviamente, è il poster di Banksy, lui stesso un richiamo (o omaggio dell’omaggio) all'iconica Campbell’s Soup di Andy Warhol. Bachibouzouk vi si insinua come il quarto Moschettiere, ma armato non di una spada, bensì di dots — i famosi punti ossessivi di Damien Hirst, che appone con cura su ogni lattina. Il risultato: un dialogo tra tre estetiche che nessuna chiedeva interlocutori... eppure, insieme, iniziano a parlare, forte, e persino ridere.

Le bombolette spray, accuratamente scelte in una tavolozza vibrante, vengono a disobbedire all'eredità troppo educata dei laboratori. Ogni colore sembra proclamare : « E se l’arte contemporanea smettesse di prendersi sul serio per tre minuti? »
Ma dietro l’umorismo c'è una vera riflessione: Bachibouzouk mette in discussione la ripetizione industriale delle icone artistiche. Cosa diventa un simbolo quando lo si copia, poi si copia la copia, poi si ridipinge sopra le stesse referenze già derivate? Forse qualcosa di più onesto: un'opera che accetta di non essere nata da sola, ma in un brusio culturale, un carnevale di immagini e di rielaborazioni.

Sovrapponendo questi strati di riferimenti, l’artista trasforma la lattina — oggetto banale, simbolo di consumo, feticcio pop — in una metafora della nostra era saturata: tutto è già visto, remixato, derivato... eppure, grazie a un gesto singolare (e a qualche buon spray), qualcosa di nuovo sorge. Un po', come se, ruotando in un museo di specchi, si finisse per intravedere il proprio riflesso.

Con molto spirito, un filo di irriverenza e una lucida gioia, Bachibouzouk ci ricorda che l’arte è forse prima di tutto un gioco: un gioco serio, sì, ma pur sempre un gioco.
E in questo gioco, i suoi Tomato Soup Can sono i pezzi che fanno saltare tutte le serrature.

Splendido lavoro dell'artista belga Bachibouzouk.

In questa serie, l'artista belga Bachibouzouk gioca a saltare la storia dell’arte come un bambino troppo curioso che avrebbe messo le mani su un museo e una bomba di vernice. Attraverso questi « Tomato Soup Can », orchestra una collisione gioiosamente improbabile tra tre giganti dell’arte contemporanea: Warhol, Banksy e Hirst. Un tricentrisma pop, urbano e clinico, passato al frullino delle bombolette aerosol, come sa fare solo Bachibouzouk.

Il punto di partenza, ovviamente, è il poster di Banksy, lui stesso un richiamo (o omaggio dell’omaggio) all'iconica Campbell’s Soup di Andy Warhol. Bachibouzouk vi si insinua come il quarto Moschettiere, ma armato non di una spada, bensì di dots — i famosi punti ossessivi di Damien Hirst, che appone con cura su ogni lattina. Il risultato: un dialogo tra tre estetiche che nessuna chiedeva interlocutori... eppure, insieme, iniziano a parlare, forte, e persino ridere.

Le bombolette spray, accuratamente scelte in una tavolozza vibrante, vengono a disobbedire all'eredità troppo educata dei laboratori. Ogni colore sembra proclamare : « E se l’arte contemporanea smettesse di prendersi sul serio per tre minuti? »
Ma dietro l’umorismo c'è una vera riflessione: Bachibouzouk mette in discussione la ripetizione industriale delle icone artistiche. Cosa diventa un simbolo quando lo si copia, poi si copia la copia, poi si ridipinge sopra le stesse referenze già derivate? Forse qualcosa di più onesto: un'opera che accetta di non essere nata da sola, ma in un brusio culturale, un carnevale di immagini e di rielaborazioni.

Sovrapponendo questi strati di riferimenti, l’artista trasforma la lattina — oggetto banale, simbolo di consumo, feticcio pop — in una metafora della nostra era saturata: tutto è già visto, remixato, derivato... eppure, grazie a un gesto singolare (e a qualche buon spray), qualcosa di nuovo sorge. Un po', come se, ruotando in un museo di specchi, si finisse per intravedere il proprio riflesso.

Con molto spirito, un filo di irriverenza e una lucida gioia, Bachibouzouk ci ricorda che l’arte è forse prima di tutto un gioco: un gioco serio, sì, ma pur sempre un gioco.
E in questo gioco, i suoi Tomato Soup Can sono i pezzi che fanno saltare tutte le serrature.

Dettagli

Artista
Bachibouzouk (1977)
Venduto con cornice
No
Venduto da
Proprietario o rivenditore
Edizione
Edizione limitata
Edition number
21/40
Titolo dell'opera
Warhol vs Banksy vs Hirst
Tecnica
Pittura acrilica
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Belgio
Anno
2025
Condizione
Discrete condizioni
Altezza
84 cm
Larghezza
60 cm
Stile
Street art
Periodo
2020+
Venduto da
BelgioVerificato
213
Oggetti venduti
100%
Privato

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