Victor Bérard - Les Phéniciens et L'Odyssée - 1927

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Victor Bérard, Les Phéniciens et l’Odyssée, edizione rivista in francese, copertina morbida, Librairie Armand Colin, 1927, due volumi, 896 pagine, in buone condizioni.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

« I Fenici e l’Odissea », di Victor Bérard

Completo in due volumi: Volume I: « Le isole della Très-Verte » – Volume II: « Mare Rosso e Mediterraneo »

I Fenici e l’Odissea è l’opera maestra di Victor Bérard nel campo degli studi omerici. La tesi centrale è anche ambiziosa che provocatoria: l’Odissea di Omero non sarebbe un’opera di pura finzione, ma l’adattamento epico in lingua greca di uno o più viaggi redatti da navigatori fenici – quei mercanti-marina-semiti che, prima dei Greci, avevano esplorato e cartografato l’intero bacino del Mediterraneo. Omero avrebbe tradotto e rimesso in versi tali documenti nautici fenici, trasponendo i nomi di luoghi semitici in nomi greci mediante procedimenti di etimologia ed equivalenza fonetica. Per sostenere questa tesi, Bérard elabora e battezza un metodo che chiama topologia – lo studio delle leggi che regolano gli habitat umani in funzione del loro ambiente naturale. Il principio è che porti, ormeggi, capi e strettoie obbediscono a leggi geografiche costanti che trascendono i millenni: applicando tali leggi alla descrizione delle soste di Ulisse e confrontandole con una conoscenza diretta del terreno mediterraneo, cerca di identificare uno per uno i luoghi reali corrispondenti ai luoghi descritti nel poema. A questa metodologia topologica si aggiunge un’analisi filologica dei nomi di luoghi omerici, che Bérard s’impegna a ricavare da radici semitiche – fenicie o ebraiche. Il volume I – Le isole della Très-Verte, richiamo all’Egitto come lo designavano i marinai fenici – è dedicato al Mediterraneo orientale e sviluppa la genesi della tesi e l’origine fenicia delle conoscenze geografiche di Omero. Il volume II – Mare Rosso e Mediterraneo – amplia l’indagine all’intero bacino mediterraneo, dalle rotte marittime fenicie originarie alle grandi tappe del viaggio di Ulisse. La riedizione del 1927 compare insieme ai quattro volumi delle Navigazioni di Ulisse e alcuni anni dopo la traduzione de L’Odissea per l’Association Guillaume Budé (1924) – tre imprese indivisibili che formano l’insieme dell’opera odisseica di Bérard.

Victor Bérard (Morez, Giura, 1864 – Parigi, 1931) è normalista, membro dell’École française d’Athènes dal 1887 al 1890, professore di geografia all’École supérieure de marine e all’École pratique des Hautes Études, consigliere del ministero degli Affari esteri, senatore del Giura dal 1920 fino alla sua morte e presidente della commissione degli Affari esteri del Senato fino al 1929. La sua traduzione dell’Odissea in prosa ritmata (1924), ristampata da Gallimard nel 1993 nella collana Folio classique, resta un punto di riferimento. Le sue circa duemila fotografie su lastre di vetro riportate dai suoi viaggi nel Mediterraneo con il fotografo ginevrino Frédéric Boissonnas sono conservate al Centre d’iconographie della Bibliothèque de Genève. Un convegno internazionale gli è stato dedicato nel 2015 all’École française d’Athènes, i cui atti sono stati pubblicati sotto il titolo « Portraits de Victor Bérard » sotto la direzione di Sophie Basch.

Parigi, Librairie Armand Colin, 1927, due volumi in-8° (13 x 20 cm), 446 e 450 pagine. Numerose carte e figure nel testo. Qualche imbrunimento e impronte di sfregamento, con piccole lacerazioni, sulle copertine. Tracce di una vecchia protezione incollata sulle 2a e 3a di copertina."

« I Fenici e l’Odissea », di Victor Bérard

Completo in due volumi: Volume I: « Le isole della Très-Verte » – Volume II: « Mare Rosso e Mediterraneo »

I Fenici e l’Odissea è l’opera maestra di Victor Bérard nel campo degli studi omerici. La tesi centrale è anche ambiziosa che provocatoria: l’Odissea di Omero non sarebbe un’opera di pura finzione, ma l’adattamento epico in lingua greca di uno o più viaggi redatti da navigatori fenici – quei mercanti-marina-semiti che, prima dei Greci, avevano esplorato e cartografato l’intero bacino del Mediterraneo. Omero avrebbe tradotto e rimesso in versi tali documenti nautici fenici, trasponendo i nomi di luoghi semitici in nomi greci mediante procedimenti di etimologia ed equivalenza fonetica. Per sostenere questa tesi, Bérard elabora e battezza un metodo che chiama topologia – lo studio delle leggi che regolano gli habitat umani in funzione del loro ambiente naturale. Il principio è che porti, ormeggi, capi e strettoie obbediscono a leggi geografiche costanti che trascendono i millenni: applicando tali leggi alla descrizione delle soste di Ulisse e confrontandole con una conoscenza diretta del terreno mediterraneo, cerca di identificare uno per uno i luoghi reali corrispondenti ai luoghi descritti nel poema. A questa metodologia topologica si aggiunge un’analisi filologica dei nomi di luoghi omerici, che Bérard s’impegna a ricavare da radici semitiche – fenicie o ebraiche. Il volume I – Le isole della Très-Verte, richiamo all’Egitto come lo designavano i marinai fenici – è dedicato al Mediterraneo orientale e sviluppa la genesi della tesi e l’origine fenicia delle conoscenze geografiche di Omero. Il volume II – Mare Rosso e Mediterraneo – amplia l’indagine all’intero bacino mediterraneo, dalle rotte marittime fenicie originarie alle grandi tappe del viaggio di Ulisse. La riedizione del 1927 compare insieme ai quattro volumi delle Navigazioni di Ulisse e alcuni anni dopo la traduzione de L’Odissea per l’Association Guillaume Budé (1924) – tre imprese indivisibili che formano l’insieme dell’opera odisseica di Bérard.

Victor Bérard (Morez, Giura, 1864 – Parigi, 1931) è normalista, membro dell’École française d’Athènes dal 1887 al 1890, professore di geografia all’École supérieure de marine e all’École pratique des Hautes Études, consigliere del ministero degli Affari esteri, senatore del Giura dal 1920 fino alla sua morte e presidente della commissione degli Affari esteri del Senato fino al 1929. La sua traduzione dell’Odissea in prosa ritmata (1924), ristampata da Gallimard nel 1993 nella collana Folio classique, resta un punto di riferimento. Le sue circa duemila fotografie su lastre di vetro riportate dai suoi viaggi nel Mediterraneo con il fotografo ginevrino Frédéric Boissonnas sono conservate al Centre d’iconographie della Bibliothèque de Genève. Un convegno internazionale gli è stato dedicato nel 2015 all’École française d’Athènes, i cui atti sono stati pubblicati sotto il titolo « Portraits de Victor Bérard » sotto la direzione di Sophie Basch.

Parigi, Librairie Armand Colin, 1927, due volumi in-8° (13 x 20 cm), 446 e 450 pagine. Numerose carte e figure nel testo. Qualche imbrunimento e impronte di sfregamento, con piccole lacerazioni, sulle copertine. Tracce di una vecchia protezione incollata sulle 2a e 3a di copertina."

Dettagli

Numero di Libri
2
Soggetto
Archeologia, Storia, Viaggio / Esplorazioni
Titolo del Libro
Les Phéniciens et L'Odyssée
Autore/ Illustratore
Victor Bérard
Condizione
Buone
Anno di pubblicazione dell’oggetto più vecchio
1927
Edizione
Edizione rivista
Lingua
Francese
Lingua originale
Editore
Librairie Armand Colin
Legatura
Brossura
Numero di pagine
896
FranciaVerificato
372
Oggetti venduti
98,61%
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