Jacob Kanbier (1949-2020) - My masterpiece






Laurea magistrale in Innovazione e Organizzazione Culturale, dieci anni d’esperienza in arte italiana.
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Opera originale di Jacob Kanbier (1949–2020), intitolata "My masterpiece", tecnica mista su carta del 2007, 60 × 50 cm, firmata sul fronte, venduta con cornice, origine Paesi Bassi, stile moderno, in buone condizioni, peso 200 g, Edizione Origineel.
Descrizione del venditore
Opere originali di Jacob Kanbier
Tecniche miste su carta
Autografato a mano sulla parte anteriore.
Era figlio di Susanna Louise Plantfeber e Jacob Kanbier. Tra il 1970 e l'1981 (separazione legale) fu sposato con Wilhelmina Christina de Mooij.
Nel 1985 iniziò gli studi all'Accademia di Belle Arti di Amsterdam, ma l'insegnamento artistico non lo interessò, quindi divenne in gran parte autodidatta. Kanbier si lascia ispirare soprattutto da Willem de Kooning e Jean-Michel Basquiat. Seguendo questi artisti, realizza principalmente opere 'ruig' in un processo creativo 'esplosivo', con la denominazione 'live-action painting'. Si considera tra i neosymbolisti.
Ha collaborato con artisti affini come Justus Donker e Justus Dick Bakhuizen van den Brink e il gruppo After Nature di Peter Klashorst. Più tardi, per un periodo, fece anche parte del Kunstenaars Collectief, "De Leidsche Mondialen" di Dick Bakhuizen van den Brink, di cui era fondatore.
Nel 1987 Kanbier tenne la sua prima mostra personale al Museum De Lakenhal di Leiden e partecipò a una mostra di 'action-painting' al Boulevard of Broken Dreams ad Amsterdam. Vi presero parte anche Herman Brood, Jules Deelder e Simon Vinkenoog. Nel 1989 presentò al Stedelijk Museum (Amsterdam) il Manifesto dello Neosymbolismo.
Kanbier lavorò, dopo periodi a Parigi, Praga e Frisia, nella sua città natale Leiden. Le sue opere fanno parte delle collezioni d'arte tra cui la regina Juliana, il principe Willem-Alexander, l'edificio del Eerste Kamer a L’Aia, il Museum De Lakenhal, Wim Kok, Hedy d’Ancona e Felix Rottenberg.
Opere originali di Jacob Kanbier
Tecniche miste su carta
Autografato a mano sulla parte anteriore.
Era figlio di Susanna Louise Plantfeber e Jacob Kanbier. Tra il 1970 e l'1981 (separazione legale) fu sposato con Wilhelmina Christina de Mooij.
Nel 1985 iniziò gli studi all'Accademia di Belle Arti di Amsterdam, ma l'insegnamento artistico non lo interessò, quindi divenne in gran parte autodidatta. Kanbier si lascia ispirare soprattutto da Willem de Kooning e Jean-Michel Basquiat. Seguendo questi artisti, realizza principalmente opere 'ruig' in un processo creativo 'esplosivo', con la denominazione 'live-action painting'. Si considera tra i neosymbolisti.
Ha collaborato con artisti affini come Justus Donker e Justus Dick Bakhuizen van den Brink e il gruppo After Nature di Peter Klashorst. Più tardi, per un periodo, fece anche parte del Kunstenaars Collectief, "De Leidsche Mondialen" di Dick Bakhuizen van den Brink, di cui era fondatore.
Nel 1987 Kanbier tenne la sua prima mostra personale al Museum De Lakenhal di Leiden e partecipò a una mostra di 'action-painting' al Boulevard of Broken Dreams ad Amsterdam. Vi presero parte anche Herman Brood, Jules Deelder e Simon Vinkenoog. Nel 1989 presentò al Stedelijk Museum (Amsterdam) il Manifesto dello Neosymbolismo.
Kanbier lavorò, dopo periodi a Parigi, Praga e Frisia, nella sua città natale Leiden. Le sue opere fanno parte delle collezioni d'arte tra cui la regina Juliana, il principe Willem-Alexander, l'edificio del Eerste Kamer a L’Aia, il Museum De Lakenhal, Wim Kok, Hedy d’Ancona e Felix Rottenberg.
